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 Oggetto del messaggio: storia ed evoluzione dei mixes
MessaggioInviato: ven 21 mar 2008, 10:32 
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Carp Mixes

Ad oggi, parlare di mix da carpfishing è la norma in tutti i forum tematici che trattano di questa pesca.
In effetti, l’esca specifica chiamata boilie, rappresenta già da se una delle componenti misteriose ed affascinanti della nostra disciplina.
Molti carpisti spendono energie, tempo e danaro nella ricerca e sviluppo di nuove misture , convinti che ogni evoluzione rappresenti una chance in più di cattura.
Gli stessi ragionamenti che ognuno fa nel suo piccolo , sono stati compiuti anche in passato dai pionieri di questa tecnica , mi sembra quindi opportuno spendere alcune parole sull’evoluzione avvenuta nello scorso trentennio , soprattutto grazie alla fiorente scuola anglosassone , universalmente riconosciuta come “madre” del carpfishing.
Parlare d'inventori della boilie (e quindi dei mix) è fuori luogo , neppure gli autori sacri riescono a mettersi d’accordo sulla paternità della creatura , si può comunque parlare del filone di pensiero da cui tutto ebbe origine.
Possiamo far risalire alla fine degli anni sessanta , il passaggio dai pastoni “a crudo” verso l’evoluzione “bollita” dell’esca da carpe.
Questa esigenza nacque dal disturbo eccessivo causato dalla minutaglia agli impasti troppo morbidi , a cui si pose rimedio iniziando ad impastare le farine ( agli inizi semplice farina di mais e soia e patata) con le uova per poi cucinare i bocconi sottoponendoli quindi ad un indurimento (aglutinamento) simile a quello che subiscono gli gnocchi .
Questa peraltro poco ingegnosa trovata salì agli onori della cronaca grazie alla vera geniale invenzione : “l’hair rig” , terminale tecnico la cui paternità è universalmente riconosciuta a due brillanti carpisti , ovvero Middleton e Maddocks .
A questo punto della storia , introduciamo un’altra figura leggendarie : tale Fred Wilton a cui si deve lo sviluppo in termini di nutritività dei mix che da semplici miscele casuali di sfarinati , diverranno di qui in avanti sempre più complessi e performanti nei confronti del pesce.
Direi che da questo punto in poi, si possa parlare di vera e propria evoluzione fatta di tappe precise che analizzeremo passo passo!

Sviluppo dei mix in termini nutritivi

Nacque un filone di pensiero , portato avanti da Wilton , che analizzò come il pesce fosse maggiormente attratto , specie nel lungo periodo , da esche più nutrienti.
Grazie all’apporto dato da alcuni studiosi esperti di nutrizione e metabolismo della carpa (mutuati dall’allevamento all’epoca fiorente soprattutto nel Surrey dove venivano prodotte le pregiate carpe di ceppo Lenney)si iniziò a capire come le esigenze fossero soprattutto verso l’apporto proteico che le boilies potevano dare , colmando lacune presenti nella naturale alimentazione del pesce(specie nelle fredde acque Anglosassoni).
Tutti quindi cercarono di potenziare da questo punto di vista le loro miscele con i prodotti disponibili in farmacia e nei market , ovvero derivati proteici lattei utilizzati come integrazione dagli sportivi.
Latte in polvere proteinizzato per neonati , caseina e lactoalbumina per culturisti le scelte più gettonate.
Il buon Wilton “precipitava” la caseina dal latte in casa utilizzando acido citrico e nei primi anni settanta commercializzò il primo mix specifico chiamato Casilan.
Era nata la teoria delle esche HNV (high nutrition value) o per meglio dire delle esche ad elevato potere nutritivo (questo termine, all’epoca , veniva erroneamente confuso con l’elevata presenza di proteine , come vedremo in seguito).
Ad onor di cronaca, queste boilies produssero una valanga di record , fra cui spiccava Mathilde , carpa più famosa d’Inghilterra catturata a Redmire pool appunto da Wilton.
Passò un’intera decade prima che nuove brillanti osservazioni prendessero il sopravvento (anche se attualmente vi sono ancora degli accaniti sostenitori delle teorie di Wilton), ad opera di brillanti anglers fra cui spicca una figura di riferimento per l’intero movimento , tale Rod Hutchinson , salito precocemente alla ribalta a causa delle sue eccezionali catture operate in tutte le più difficili riserve del paese(compreso Redmire Pool e molte piccole fisheries nelle quali si misuravano i clubs dell'epoca).

Introduzione delle farine animali nei mix

L’ottimo Rod , capì che la scelta migliore , in termini nutritivi , per un pesce non erano certo le proteine del latte.
Le sue osservazioni sull’alimento naturale lo portarono a preferire le farine di pesce nei suoi mix ed è a lui che si deve la coniazione del termine “fishmeal mix” nata dopo aver tagliato un normale mix a base di semolino , soia , mais e latte (50\50 mix) con la farina di pesce reperita negli allevamenti di trote e storioni (presumibilmente una normale farina di pesce bianco).
La fortuna di queste miscele fu ulteriormente valorizzata dalla tendenza anglosassone dei primi anni ottanta a “emigrare” verso più prolifiche acque da carpe francesi , caratterizzate da pesci fuori dal comune , per gli standard britannici , sia per mole che per abitudini alimentari (pesci oltre la soglia delle 50 libbre che si nutrivano prevalentemente di cozze e gamberi d’acqua dolce!).
Altri brillanti carpisti perseguirono quindi questa strada (questo è il momento in cui nacquero le prime aziende specializzate in prodotti per l’esca fra cui appunto i mix, le miscele) utilizzando farine carnee invece del pesce , fra tutti spiccano i nomi di David Thorpe e Jim Gibbinson (uno fra i primi ad eliminare completamente i derivati del latte dai propri mix ancora negli anni ottanta).
Queste super miscele hanno caratterizzato in svariate versioni la storia del carpfishing , ormai divenuto realtà europea ed italiana , fino agli anni novanta , momento nel quale la teoria seppur non dimenticata , è stata rivista e nuovamente dimensionata.

Analisi del concetto di “gusto” nei mixes

Circa alla fine degli anni ottanta ci si rese conto che i fishmeal mix , divenuti nel frattempo sempre più ricchi e pesanti , perdevano terreno nei confronti di una nuova categoria di carpisti i “carp hunter” , pescatori sempre in movimento , decisi a sfruttare nel più breve tempo possibile le potenzialità dei varii spots , spesso nomadi verso stati europei dove la pressione di pesca era pressoché nulla.
Questi brillanti “cacciatori di carpe” (fra cui in ogni caso rimase presente lo stesso Rod Hutchinson ) capirono che uno dei limiti più grandi delle miscele al pesce era la lentezza ad incontrare il favore delle carpe se introdotto in acque “vergini” alla boilie.
La soluzione al problema fu scovata iniziando a ragionare sul fattore gustativo che venne universalmente riconosciuto come di fondamentale importanza per velocizzare l’esca , in poche parole si capì che la carpa sceglieva prima le palline che le piacevano di più e che solo sul medio\lungo periodo venivano fuori le qualità nutritive delle farine impiegate.
S'iniziò quindi a ricorrere alle più disparate sostanze , spesso mutuate dall’allevamento degli uccelli , per potenziare in termini di gusto i mixes.
Robin Red , Nectarblend , farine di nocciola , di arachide , pastoni vari e quant’altro utilizzato già da tempo nelle pasture per pesca al colpo fecero la loro comparsa e salirono alla ribalta grazie all’impegno commerciale profuso da Martin Locke e Lee Jackson che elaborarono un mix tutt’ora famosissimo presso i carpisti di tutta Europa, chiamato Savay seed mix , venduto in varie versioni differentemente aromatizzate da una nota azienda del settore.
E' di questo momento anche la massiva introduzione di aromi , palatants , gustativi in polvere , dolcificanti e quant’altro potesse apportare dei significativi miglioramenti alla pallina colorata (ora molto simile a quelle che utilizziamo tutt’ora)che ormai migliaia di appassionati innescavano sull’hair rig (soluzione che iniziava a sua volta ad essere ritoccata a seconda delle esigenze).
Eccoci di prepotenza arrivati agli anni novanta , periodo per noi storico , visto che in questo momento iniziarono ad apparire anche alcune figure di riferimento italiane

Fattore nutritivo e gustativo insieme ,
ovvero birdfishmix.

La naturale evoluzione dettata dagli avvenimenti fin qui citati , sfociò in un filone tremendamente attuale , stimolato anche in Italia grazie a Massimo Mantovani , brillante carpista Mantovano , pioniere delle aziende specializzate del bel paese e Mauro Bisleri , da sempre teorico nostrano dell’esca , cresciuto in casa Sensas alla scuola dei fratelli Mahin.
Birdfish mix , i mixes del momento , miscele equilibrate per gusto , nutritività e digeribilità caratterizzate da un complesso amalgama composto da più farine (alcune versioni contano più di 15 ingredienti sul secco) composto da birdfood, semole , farine lattee e farine di pesce e carne.
Caratterizzati da un'estrema flessibilità di utilizzo che li rende ugualmente validi sia per le lunghe pasturazioni (tecnica al momento un po’ in declino) sia sulla “toccata e fuga”(ovvero la pesca senza pasturazione preventiva di durata anche superiore alle 3 notti ) , vengono ormai offerti da tutte le aziende del settore (che spesso chiamano fishmeal mix anche miscele che in realtà contengono pure farine birdfood ecc.) con svariate denominazioni commerciali e proposti pure come ingrediente base di numerose ready made di comprovato successo.

Il futuro dei mixes?

Ai nostri giorni l’evoluzione non si è ancora fermata e punta ad abbattere un punto rimasto comunque cruciale e sempre più in voga ovvero la digeribilità delle esche.
Questa fondamentale qualità che ci permette anche nei periodi più sfortunati dell’anno(quando l’acqua scende sotto la soglia degli 8°C diminuendo le capacità metaboliche d'animali a sangue freddo come le carpe) di pasturare con un minimo di costanza o comunque di poter proporre anche in pescate brevi un sufficiente numero di esche in modo da interessare quanto più possibile le grasse destinatarie dei nostri sforzi (visto che si è ormai capito come “Capitan inverno” riesca a regalare i migliori pesci della stagione!) è ora allo studio degli esperti.
Anche qui le strade percorse sembrano essere abbastanza simili in quanto tutte le aziende di spicco (ed alcune giovani realtà sorte pure nel nostro paese) puntano all’utilizzo di prodotti estremamente complessi quali farine proteiche predigest , idrolizzati , estratti enzimatici e lieviti , zuccheri trattati ecc.
Riusciremo a raggiungere pure quest'obbiettivo?
Per quelli che sono i risultati personali e di staff di Big Fish , pensiamo proprio di sì ed anzi , la strada non appare neanche così lunga , tanto che già da tempo si è riusciti a proporre questi complessi ingredienti pure al consumatore che ama realizzare da solo le miscele.


Ringraziando chi ha avuto la forza e costanza di giungere fino a questo punto della lettura , apro uno spazio destinato alle riflessioni , visto che viene spontaneo domandarsi se realmente valeva la pena di fare tutti questi sforzi, dal momento che ad oggi , le carpe si catturano ancora sul mais!
A parer mio vale sempre la pena di ragionare, porsi delle domande e quindi provare a trovare le risposte per migliorarsi.
In quest’ottica quindi ne è valsa sicuramente la pena , la cosa importante però è continuare a fare tutto ciò con lo scopo di divertirsi quanto più possibile portando avanti la propria passione in modo vero e genuino.
Diventare schiavi di studi , ragionamenti più chimici che alieutici , ricerca assurda di una perfezione effimera e comunque irraggiungibile non fa certo bene né alla pesca né ai pescatori.
Ricordo infine che quanto citato è frutto della mia personale conoscenza , non me ne vogliano altri fondamentali carpisti non citati , e soprattutto che lo scritto vuole essere un veloce riassunto che sicuramente tralascia tante altre tappe fondamentali dell’evoluzione tecnica del carpfishing degli ultimi trent’anni.

Vi ringrazio dell’attenzione e v'invito , a commentare quanto scritto , nonché approfondire con vostre osservazioni sul forum.

Sergio “Crazycarpangler” Tomasella






Bibliografia:Carpworld magazine, A Century of Carp fishing by Chris Ball Kevin Clifford and Tim Paisley , History of carpfishing by Kevin Clifford

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 Oggetto del messaggio: amarcord...lo stesso articolo 10 anni prima...
MessaggioInviato: ven 21 mar 2008, 10:55 
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era il 2002 ...Big-fish non esisteva ed io scrivevo questo articolo...se non erro sulle pagine del sito alza la coda....


I mix

Credo che i mix siano uno degli argomenti di conversazione fra i più discussi e fraintesi. Credo anche che pochi fortunati possano affermare di avere le idee chiare in questo campo. Io stesso mi permetto di affrontare questo tema grazie all’appoggio e ai consigli di alcuni amici che considero veri esperti. Quello che voglio proporre è l’esperienza maturata sul campo, quelle che seguiranno infatti sono le semplici considerazioni che ognuno dovrebbe fare prima di iniziare a creare un mix:
 In che ambiente intendiamo utilizzarlo?
È importante conoscere questo dettaglio per avere un’idea precisa della normale alimentazione presente, per sapere se si avrà a che fare con un numero esiguo di pesci oppure no (e non parlo solo di carpe) ed infine per sapere se saremo gli unici a pasturare in quell’ambiente.
 Per quanto tempo intendiamo utilizzarlo?
È importante sapere se si effettueranno pasturazioni veloci (pronto pesca) oppure se si sfrutterà quella posta per lunghi periodi e in differenti stagioni.
 Abbiamo le idee chiare su cosa le carpe preferiscono?
Questo è un punto dolente in quanto è difficile avere delle certezze. Mi verrebbe da pensare, visto che l’alimentazione naturale è prevalentemente di origine animale, che la preferenza venga data a farine di questo tipo (infatti i fish meal sono ovunque una garanzia di successo). D’altronde anche gli zuccheri semplici e complessi sono fortemente attrattivi, infatti il mais fermentato è universalmente riconosciuto come un grande attrattore di carpe.
 Abbiamo le idee chiare su cos’è la digeribilità? Sarà importante nel nostro mix?
Ho avuto degli interessanti spunti in materia di digeribilità parlando con la biologa intervenuta al recente Carpitaly: il pesce non è in grado di capire a priori quanto digeribile è un determinato alimento. Quindi questa caratteristica è importante solo se creiamo un mix da pasturazione preventiva (ancor di più se invernale). Non vorrei essere frainteso in quest’ultima affermazione, la digeribilità infatti è di fondamentale importanza anche per non recare danno al pesce. Il limite più grande dei nostri mix è dato dal fatto che per farli legare siamo obbligati ad utilizzare farine indigeste. Che dire poi delle uova? Tutti le usano ma nessuno calcola di quanto modifichino il contenuto proteico e lipidico del mix. Un altro limite è l’elevata concentrazione di alcune farine nutrienti che tutti usiamo: lo sapevate che 50 gr di estratto naturale (fegato, cozza, pesce, gambero etc.) sono ricavati da diversi chilogrammi di materia prima? Apriamo una parentesi poi su prodotti come il peanut, il bird food (pastoncini) e i nutti che sono grassissimi, oleosi e indigesti se si superano anche di poco le dosi consigliate.
A conclusione di tutte queste considerazioni (nelle quali non ho approfondito tematiche quali il metabolismo e le proprietà organolettiche dei vari nutrienti, per ignoranza in materia) vorrei arrivare a delle ricette pratiche rivolte soprattutto a chi crea mix per lunghe pasturazioni. Si tratterà quindi di composti semplici, poco costosi, ma di provata efficacia! Come premessa fondamentale (questa precisazione mi è stata chiesta espressamente dagli amici che mi hanno gentilmente concesso le loro “preziose” ricette) c’è da dire che gli ingredienti utilizzati sono tutti di altissima qualità, in quanto l’uso di prodotti “scarsi” (o il variare anche di poco le dosi) può pregiudicare il risultato finale.

Il Jimmy
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Confermando la sua fama di Carpista attento e pratico opta per un’intramontabile 50/50, autentico Best-seller che le carpe non si stancheranno mai di mangiare.


MIX 50/50

400 gr Farina di Mais
300 gr Farina di Soia (full fat soya flour, micronizzata)
250 gr Semolino
50 gr Latte in polvere (alta qualità tipo Carlo Erba)




base aromatica consigliata

5 ml Tutti frutti (glicole)
5 ml Sweetcorn
10 ml Melassa
20 ml Cornstepliquore
3 ml Sense appeal Fruit



SANDRO MINOTTO ( IL CELTICO)
Immagine



Il simpatico Sandro propone due birdfood, il primo semplice e digeribile (all season) il secondo più nutriente e complesso.


Primo birdfood

400 gr Semolino
300 gr Soia (full fat Soya flour)
200 gr pastoncino “Cedè” (pastoncino specifico fruttato)
50 gr Caseina 90 mesh
50 gr Albumina


Secondo Birdfood

350 gr Semolino
280 gr Pastoncino “Quikò” (pastoncino al miele)
200 gr Soia (full fat Soya flour)
100 gr Latte in polvere (Carlo Erba)
50 gr Albumina
20 gr Semi di Niger

Base aromatica

10 ml Scopex (R.HUTCH.)
5 ml Sense appeal dairy
10 ml Aminoblend supreme
10 ml Olio F. di merluzzo
5 ml Sweetner


Le mie ricette
Immagine

Come vi dicevo all’inizio non sono un gran esperto, l’unico mix da me assemblato che mi abbia sempre dato garanzie di successo (soprattutto per l’uso in canale in autunno) è una specie di fish meal modificato. Inoltre vorrei darvi la ricetta di una pastura (method mix) con cui creare delle “palle” molto compatte e attiranti da usarsi come attrazione in pesca.

Fishmeal

350 gr Farina di Mais
250 gr Semolino
100 gr Farina di Soia
70 gr Latte in polvere
30 gr Albumina
50 gr White fishmeal
40 gr Robin red
90 gr Farina d’Aringa
10 gr Estratto di cozza
10 gr Sangue liofilizzato

Base aromatica

15 ml Olio F. di merluzzo
15 ml Aminoblend “Theliver” (R. Hutch.)
7 ml Sweetner
10 gocce Black pepper (olio essenziale)


The Method

200 gr Pastoncino “Paff” al miele
50 gr Melassa in polvere
350 gr Pane grattuggiato
100 gr Latte in polvere (bassa qualità)
100 gr Farina di Crisalide
200 gr Fiocco di mais


Base aromatica per impastare

1 Scatoletta Patè di Fegato (cibo x gatti)
20 ml Olio di fegato di Merluzzo
10 ml Multinino
Acqua Q.B

Se vi interessa approfondire quanto trattato, contattatemi al solito indirizzo e-mail crazycarpangler@yahoo.it oppure discutiamone in Forum.
Ciao, alla prossima





della serie...come eravamo....

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MessaggioInviato: sab 22 mar 2008, 13:51 
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evviva l'ho spuntata...sn riuscito a leggerlo tutto :D :D ...kmq apprte gli skerzi trovo la discussione molto interessante e nn trovo affatto inutili tutti glki sforzi ,in fatto di mix, effettuati dai pionieri...infatti il mais andrà bene in acque vergini ma una volta ke le carpe si abituano alle boiles le preferiscono di certo..
e poi tutti noi notiamo i costanti miglioramenti in fatto di catture...si veda il record del mondo de non resiste piu di un mese per essere immediatamente alzato


io giudico questo un gran miglioramento k nn credo si pfosse potuto fare sl grazie al mais

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Complimenti
Come sempre gran bel approfondimento.

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___pesca e basta____


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MessaggioInviato: mar 25 mar 2008, 3:17 
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Secondo me un'esca va fatta in base a dove s'intende pescare,cioè (alimento naturale presente,altre specie presenti quantità di carpe) come dicevi prima...sono poi convinto che un mix birdfish sia sempre vincente...soprattutto in campagne di pasturazioni lunghe dove non bisogna stancare la carpa...e invece nelle toccate e fuga sia meglio preferire un mix gustoso birdfood per colpire alla gola le nostre amiche...però sergio non hai dedicato una riflessione a riguardo delle uova che noi tutti utiliziamo...non credi che per migliorare la digeribilità delle nostre esche bisognerebbe usare meno uova possibili?e poi come facciamo a farle stare insieme?e poi si cucinado al vapore le nostre esche manteniamo più il gusto e le propretà delle farine...ma bollendole non le rendiamo più digeribili?credo che trovando il giusto compromesso tra digeribiltà gusto e nutrimento dovremmo non sbagliare di molto.Sergio non fucilarmi adesso le mie considerazioni sono state fatte in base a delle impressioni personali,non ho le tue conoscenze nel mio bagaglio personale...ho solamente impressioni!purtroppo!forse non ho detto niente di nuovo..

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MessaggioInviato: mar 25 mar 2008, 9:09 
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l'uovo è indispensabile ed è una convinzione errata quella di rendere più digeribile l'esca non mettendolo.
certo c'è un limite e da un punto nutritivo-strutturale è stato identificato in 6-7 uova per kg.
nessun'altra sostanza riesce ad amalgamare gli ingredienti come l'uovograzie alle proprietà del tuorlo che è una delle sostanze più ricche di fosfolipidi .
queste sostanze emulsionanti fanno sì che gli ingredienti, micro e macro elementi , interagiscano fra loro in una forma riconoscibile dal pesce in acqua.
parlando di emulsionanti si pensa sempre a soia=lecitina.....basti pensare però che la lecitina deve il suo nome al nome greco del tuorlo d'uovo "lekithos" dove venne scoperta.
fra cottura a vapore e bollitura vi sono delle differenze ,non sostanziali , ma ci sono.
personalmente preferisco non slavare le esche ed uso il vapore ...anche perchè faccio molte boilies e con la bollitura mi ci vorrebbe troppo tempo a cuocerle bene.

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A parer mio vale sempre la pena approfondire e rompersi la testa, questo è uno degli aspetti più belli del carpfishing, sperimentare sperimentare e sperimentare facendolo però con una certa cognizione…..conosco persone che stanno tutto il giorno a modificare il proprio mix sulla carta, credendo davvero che mettere 50 gr di semolino al posto di 50 gr di soya cambi qualcosa, senza però impastare più di 5 kg a stagione e usando poi ready made. In quest’ottica non vale proprio la pena rompersi la testa e essere ossessionati dal quel 0.1% di grassi in più, perdendo giornate a fare calcoli proteici invece di stare sdraiati senza pensieri in mezzo a un canneto…… :?:
Per quanto riguarda l’evolunzione dei mix credo che ormai un buon birdfish come così un birdliver sia la scelta ottimale al 99.9% dei casi, un mix che possiede tutte le caratteristiche per essere valido in tutte le acque, stagioni e situazioni, inoltre credo che un buon birdfish possa essere tranquillamente paragonato a quel che più si avvicina all’esca perfetta (Keltia). Molti molti qui non saranno d’accordo ma per la mia esperienza non ho mai trovato un mix che fosse veloce, digeribile,gustoso e nutritivo allo stesso tempo, quindi ringrazio (come faccio ogni volta che guadino un pesce) quelle persone (ormai note) che hanno avuto l’intuito, la passione e la conoscenza per creare questo composto così catturante.
Quindi credo che ormai il progresso più grande lo si abbia fatto, per il futuro resta solo da investire sugli ingredienti complessi citati da Sergio con il compito di migliorare sempre di più il prodotto, di inventare credo ci sia rimasto poco…(ma magari Big-Fish mi smentisce :lol: ).
Per la serie….come eravamo….voglio portare un mio diretto esempio citando per la prima volta (e credo l’ultima) il mio unico mix self.

Prima di conoscere Big-Fish.
Ero ai primi passi e mi componevo i mix da me con prodotti di indubbia provenienza reperiti dai negozi vicino casa, questo è un birdfood che mi formulavo:

250gr semolino
250gr farina di mais bramata
200gr soya tostata
150gr nectarblend
80gr red factor
70gr latte in polvere

Giusto per completezza metto gli ipotetici valori:Proteine 18% Grassi 8,5%

Dopo la conoscenza di Big-Fish e l’uso dei suoi prodotti.
Sempre mix Birdfood formulato in un’altra ottica:

300gr ultrasemolino
200gr ultrasoya
350gr nectarblend micronizzato
70gr caseina rennet
30gr albumina
30gr caseinato di sodio
20gr fruttosio

Proteine: 30% Grassi:8%

Da questi 6 anni da self-maker ho capito che quello che fa la differenza sostanziale sulle due ricette non è di certo la presenza di prodotti costosi sulla seconda rispetto alla prima, là fa il fatto che il secondo è formulato con certi concetti e obbiettivi il primo invece è stato buttato là mettendo un po’ di questo e un po’ di quello che mi suggerivano gli altri.
E qui mi sento di ringraziare ancora Big-Fish e il suo Forum, per non dire Sergio Tomasella il quale mi ha fatto capire fin da subito che per creare un’esca bisogna avere le idee chiare e avere un’obbiettivo (gusto, nutritività, attrazione ecc) nonché individuare fin da subito lo scopo del nostro mix, insomma creare un’esca secondo un criterio e non facendo un minestrone di tutto quelle che piace al pesce. Mi sento di ringraziare anche per le informazioni tecniche apprese, dall’importanza dei caseinati, alla differenza tra i vari tipi di mais, di soya e di semolini nonché delle caratteristiche dei vari pastoncini e farine animali (per la serie è inutile mettere nectar e red factor assieme che sono due “rearing and conditoning”).
Un'altra differenza la fa la qualità e la freschezza dei prodotti, il red factor e il nectarblend che usavo prima non erano di certo haith’s, non assomigliavano neppure lontanamente ai prodotti che uso oggi, neppure la soya era di altissima qualità, così come la semola era di grano duro. Già una differenza sostanziale l’ho avuta da quando uso l’ultrasemolino al posto di quello che usavo prima (e gli altri ingredienti erano sempre big-fish), infatti sono arrivato alla conclusione che è inutile rompersi la testa tanto su ricette super sofisticate se poi i prodotti non sono di qualità…in questo modo si avrà la stessa resa con un buon 50/50 fatto come si deve. Quindi rompersi la testa va bene, ma allora bisogna rompersela fino in fondo.

Mi scuso fin da subito se sono andato off-topic.

Ciao a tutti

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Marco Baldo


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Che bel post...

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MUSSEL


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La cosa che mi fa sorridere è che le ricette citate da Sergio le ho ancora memorizzate nel mio dbase, e se non sbaglio pure quel thread (se non sbaglio era il forum di gestito da Carlo che poi è "degenerato" (in senso ironico ed enzimico) nel forum di CFI) dovrei averlo per intero...


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Ciao a tutti,ho letto con molto interesse il topic e ho letto cose molto utili nella composizione dei mix...
Parlando di mix,avrei un problema da porvi...
Pescando in canali dove i fondali "puzzano" (a causa delle foglie che cadono che vanno in decomposizione) le mie palline durano poche ore... :(
Io sto gia pescando con palline dure e con spugnette per staccarle dal fondo.
Chiedo a voi se si puo creare un mix in polvere ho liquido ho tutti e due insieme che possa rimanere in pesca di più.
Grazie per il tempo...
Ciao, Ciao a tutti :D

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Kira ha scritto:
...
Pescando in canali dove i fondali "puzzano" (a causa delle foglie che cadono che vanno in decomposizione) le mie palline durano poche ore... :(
...


Ciao Eddy, prova ad inserire nel tuo mix almeno un 5-7% di caseina..... rollane un kg e fai una prova :wink:


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Ok proverò sicuramente... grazie ancora di tutto...
Ciao ciao,alla prossima. :D

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