1.2 La Carpa

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In questa puntata inizieremo a parlare della carpa analizzando le sue abitudini alimentari  in funzione degli ambienti in cui vive , cercando di cogliere gli aspetti salienti che ci possano essere d’aiuto anche nella scelta della giusta esca.

 

La carpa, cyprinus carpio Linnaeus, è un pesce molto antico proveniente dall’Asia ed importato in Europa per scopi alimentari in epoca Romana in quanto considerata una vera prelibatezza culinaria. L’allevamento si diffuse nei monasteri in epoca cristiana ed è in questo preciso momento storico che iniziò l’opera di selezione della specie a fini alimentari che dal ceppo selvatico , la cosiddetta carpa “Regina”permise la nascita delle sottospecie “Specchi” e “Cuoio”che presentano meno squame ed un tasso di accrescimento maggiore. Nel Medioevo questo pesce alloctono trovò ampia diffusione anche nelle acque libere di tutta Europa , colonizzandole in maniera diffusa guadagnandosi di diritto, a detta di numerosi studiosi, lo stato di AUTOCTONO perfettamente inserito ed adattato nei nuovi habitat.

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Per leggere una ricerca FAQ sulla carpa , clicca qui

La carpa ha colonizzato tutte le acque dolci della nostra penisola, dai laghi di origine glaciale fino a quote superiori ai 500-800 metri (s.l.m.) , ai canali e le lagune salmastre confinanti con il mare!

Questo meraviglioso onnivoro presenta una capacità di adattarsi all’ambiente estrema oltre ad essere uno dei 4 giganti d’acqua dolce (Storione,Siluro,Carpa e Luccio) ricercati come trofeo dalla maggior parte dei pescasportivi!

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Per la sua diffusione , taglia e facilità di cattura la carpa è diventata nell’ultimo trentennio , il pesce più pescato, studiato e pubblicizzato dalle aziende del settore , dai media e dai pescatori stessi.

Questo è il motivo che giustifica un libro dedicato al più controverso dei dibattiti , lo sviluppo dell’esca.

Iniziamo a conosce il pesce in oggetto prima di addentrarci in argomenti più specifici e diretti.

La biologia della carpa è troppo complessa per parlarne in maniera approfondita in un libro a tema esca , per questo motivo andremo a trattare solo gli argomenti interessanti ai fini dell’individuazione e pesca :

  1. abitudini alimentari
  2. organi di senso
  3. metabolismo

Abitudini alimentari

Come accennato prima, la carpa è un onnivoro opportunista che si nutre di tutto ciò che trova, sia di origine animale che vegetale, sfruttando al meglio le risorse disponibili nell’ambiente che colonizza.

Il pescatore attento , dovrebbe quindi valutare la disponibilità di cibo naturale e verificarne la qualità , per avere delle idee più chiare su tipologia di esca e quantità da utilizzare in funzione dell’ambiente.

La storia stessa delle esche da carpa , ci insegna che negli ambienti caratterizzati da cibo scarso e di basso valore biologico è più facile indurre i pesci a nutrirsi anche usando boilie molto semplici , mentre è evidentemente più difficile interessare i grossi ciprinidi quando vi è abbondanza di ottimo cibo!

Vorrei chiarire che la taglia del pesce , argomento di fondamentale importanza per i cacciatori di trofei, non è legata tanto alla ricchezza in termini nutritivi dell’ambiente, ma al quantitativo di pesci presenti nello stesso!

Per questo motivo, un’acqua povera popolata di poche carpe, può comunque offrire la possibilità di catturare l’esemplare da sogno (che sarà presumibilmente un vecchio pesce)mentre un ambiente ricco ma sovrappopolato ,potrebbe generare soggetti affetti da nanismo.

La possibilità di catturare tanti pesci di taglia è prerogativa delle acque particolarmente ricche di cibo di origine animale.

Ma vediamo in ordine di importanza e qualità il cibo più nutriente per le nostre amiche:

  1. granchio d’acqua salmastra

granchioun animale presente nelle acque di confine fra terra e mare, sensibile ai moti d’acqua che si spinge all’interno dei canali e delle lagune durante le fasi di alta marea. Cibo molto proteico , facilmente catturabile dai pesci che ne sono ghiotti .

E’ facile capire quando le carpe si alimentano di questi crostacei perché a causa del grande contenuto di carotenoidi , le pinne dei pesci si colorano di un arancione acceso

  1. gambero d’acqua dolce

Gambero-di-fiume1altro super cibo presente nei fiumi e nei laghi di cui la carpa và ghiotta e la cui presenza condiziona le abitudini alimentari dei grossi ciprinidi che tendono a diventare quasi esclusivamente notturne proprio perché durante le ore serali questi piccoli crostacei sono più attivi

  1. gambero killer

gambero killerun antipatico invasore che sta distruggendo le acque del piano , fornendo alla carpa un’alternativa ad alta resa all’ormai scomparso gambero italico! C’è da dire che per i pesci è più difficile catturare questo crostaceo a causa del suo carattere molto aggressivo e della capacità di muoversi con velocità e sfuggire alla cattura.

  1. Lumache d’acqua dolce

lumaca 2polmonatPresenti in molte specie nei laghi della penisola, rappresentano un cibo comodo e nutriente di cui le grosse carpe si cibano volentieri e con facilità

  1. Cozza unio e dreissena

dreissenaUnio_pictorumDue bivalvi che rappresentano una buona fonte alimentare per la carpa , ma che richiedono un certo sforzo per essere predate e frantumate , venendo quindi preferite da pesci sani e giovani con la dentatura faringea forte ed integra. Parlando di cozze, vorrei ricordare che le grosse anodonta, non rappresentano una fonte primaria di nutrimento a causa delle dimensioni e del fatto che la carpa se ne ciba solo quando le trova già morte.

 

  1. Uova di rana e di pesce, girini , avannotti

uova ranagiriniavannottiFonti nutritive eccezionali, ma stagionali, quindi non ai primi posti nella lista.

La carpa ne è ghiotta e ne fa delle mattanze, risultando in determinati periodi dell’anno un predatore più che un onnivoro. Queste fonti alimentari sono inoltre fondamentali per la frega delle carpe , le quali grazie all’abbondanza di proteine ingerite , riescono a sviluppare al meglio le uova nelle gonadi.

Le acque che contengono uno o più di questi super cibi, sono da considerarsi acque ricche e produttive nelle quali una precisa scelta dell’esca ed un’accurata strategia di pasturazione sono fondamentali per catturare tante carpe mirando ai pesci trofeo.

  1. Larve di chironomidi, zanzara ecc.

larve di chironomidilarve zanzaraCibo anche questo stagionale, fra i più nutrienti presenti anche in ambienti poveri , di cui tutti i ciprinidi vanno particolarmente ghiotti

  1. Sanguisughe

Un animale molto sensibile all’inquinamento e quindi estinto dalle acque sporche nelle quali le carpe riescono a vivere e prosperare

  1. Benthos del fondale

L’insieme di tutti quegli organismi che popolano il fondale ossigenato dei laghi , che comprende piccoli vermi, larve e microinvertebrati

10.Alghe

algheLa carpa essendo un onnivoro si nutre anche di piccole alghe e vegetazione sebbene questo cibo sia all’ultimo posto della nostra lista come valore biologico

11.Vermi, insetti e tutto ciò che cade nell’acqua

ape comuneinsettoTutto il cibo che cade casualmente in acqua rappresenta una ricca opportunità che però non è presente in maniera costante.

Le acque che offrono come opportunità questi ultimi alimenti, si devono considerare acque povere e per questo motivo la scelta dell’esca risulta molto meno importante per il successo della pesca.

12.Frutta , bacche ecc.

sambucomore-selvaticheIn riva a laghi , fiumi e canali crescono piante i cui frutti possono cadere in acqua e divenire una buona opportunità alimentare per i pesci che vi abitano. Considerando stagionalità e casualità , queste risorse chiudono la nostra lista dei principali nutrienti .

Per la scienza, tutte le carpe si nutrono e comportano allo stesso modo, ma per il pescatore attento ci sono differenze in funzione degli ambienti specifici, variazioni che possono essere molto utili in termini di approccio e scelta dell’esca più adatta.

Dal nostro punto di vista , le carpe che vivono negli stagni , sono differenti da quelle che popolano i grandi fiumi o i grandi laghi!

Questi pesci differiscono fra loro per forma , sensibilità chimica ,appetito e preferenze alimentari ed andremo adesso a vedere , caso per caso, cosa significano nel pratico queste differenze:

carpe di lago

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In tutti i grandi bacini della nostra penisola, posti fra i 100 e i 400 mt. Di quota, nuotano grosse carpe e di fatto questi ambienti rappresentano in assoluto gli spot più indicati per la ricerca dei target fish. Di solito la qualità dell’acqua è molto buona e la ricchezza in termini di nutrienti e nutrimento relativamente alta. Inoltre c’è una certa stabilità termica che garantisce elevato rateo di crescita ai nostri cari ciprinidi.

Nei grandi laghi, le grosse carpe tendono ad imbrancarsi in prossimità del periodo di frega, che in questi ambienti si colloca solitamente a cavallo del mese di aprile e maggio (quando la temperatura dell’acqua sale oltre i 16°C), e poi diventano stanziali in funzione della disponibilità di cibo , cercando nelle varie stagioni le condizioni ideali per alimentarsi e crescere.

Questa condizione rende le carpe dei grandi laghi , delle nomadi di cui è possibile, grazie all’esperienza, conoscere gli spostamenti con buona precisione riuscendo così a creare le giuste strategie per intercettarle.

Queste fameliche grufolatrici, sono molto ghiotte di cibi calorici e proteici ed il loro fabbisogno specifico pre frega rende particolarmente adatte le esche ricche di nutrimento.

Anche nel periodo precedente l’inverno , identificabile per la repentina discesa della temperatura al di sotto dei 15°C , la loro risposta allo stimolo nutritivo è massima, regalando al pescatore che ha saputo individuare lo spot giusto pescate memorabili!E lo spot giusto in questi periodi è quello che offre loro abbondanti giacimenti di cibo naturale, come piccole chioccioline, gamberi e molluschi in genere! Anche in questo caso esche nutritive , ma anche energetiche hanno certamente una resa superiore alla media .

Nel periodo estivo, questi pesci transitano con sufficienza su fondali che offrono ogni possibile risorsa cercando ciò che vogliono senza troppa enfasi.

E’ questo il momento di stimolare olfatto e gusto con abbondanti letti di pastura non troppo complicata dal punto di vista nutritivo ed è certamente questo il periodo in cui un’esca solo attrattiva può offrire grosse possibilità di cattura se posata là dove il pesce passa , anche a mezz’acqua se la situazione lo richiede!

In inverno il grande lago offre comunque condizioni di vita che mantengono il metabolismo dei pesci attivo portandoli a ricercare nutrimento in momenti favorevoli oppure in aree molto protette dagli agenti atmosferici e dal vento freddo.

Questo è il periodo in cui si deve sfruttare ogni organo di senso della carpa, dall’olfatto , al gusto, passando per la vista e se possibile stimolando pure la linea laterale. Un momento d’oro per gli inganni ben congeniati e per le “bombe” attrattive!

In termini di sensibilità chimica agli stimoli , i pesci che vivono in acque ossigenate e non compromesse da inquinamento , hanno recettori estremamente sensibili e di questo bisogna tener conto in quanto gli attrattori che siamo soliti inserire nelle esche risultano al massimo dell’efficacia se dosati a livelli bassi. Questa osservazione è importante in termini inversamente proporzionali alla quantità di esca che vogliamo utilizzare , nel senso che a poca esca può essere associato un dosaggio più marcato, mentre utilizzando grosse quantità è meglio ridurre ai minimi termini per non creare situazioni chimiche strane quasi sempre associate dal pesce a condizioni di pericolo o comunque sospetto.

Carpe di fiume

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Nei grandi fiumi vivono branchi di carpe molto affamate, per lo più regine, muscolose e affusolate, specializzate per la vita in corrente! Il fabbisogno calorico di questi pesci è elevato e sostanzialmente uguale tutto l’anno. Per questo motivo non vi sono grosse differenze di resa in pesca nelle varie stagioni ed anche in inverno si continua a catturare, esclusi i momenti di piena dovuti a grosse perturbazioni.

Nei grandi fiumi le comuni selvagge, tendono ad esaurire velocemente le risorse disponibili , spostandosi continuamente in cerca di nuovi giacimenti di cibo. Fermarle a tempo indeterminato risulta impossibile , loro restano in pastura solo fino a quando trovano nutrimento e poi se ne vanno!Sono prettamente carnivore e le esche con farine animali hanno sempre una marcia in più , ma questi pesci non vanno per il sottile ed in alcuni casi la quantità e meglio della qualità!

Gli unici momenti in cui si può pensare di abituarle alle nostre esche nella maniera più classica è la primavera , durante la frega che spesso avviene prima che nei grandi laghi. In questo momento anche le carpe di fiume si imbrancano cercando morte d’acqua o anse ricche di vegetazione sommersa dove riuscire con vantaggio a riprodursi ed è in questi punti o in prossimità di essi che si può provare a pasturare con continuità e con qualità per avere ragione di questi potenti avversari. Un altro momento favorevole al condizionamento sul breve è durante le piene , individuando quegli spot dove i pesci si rifugiano in attesa.

Per il resto , vale la regola di cercarle lungo l’asta fluviale spostandosi più volte e portando con se molta esca di richiamo e inneschi di generose dimensioni.

In termini di attrazione, la componente più importante per stimolare questi pesci è il gusto dell’esca ; risulta poco interessante inserire componenti chimiche attrattive che verrebbero facilmente slavate via dalla corrente in una boilie che deve mantenere attive le sue doti per periodi anche medio lunghi. Le carpe di molti fiumi sono poco stimolabili in senso olfattivo a causa della saturazione dei loro organi di senso prodotta dagli inquinanti organici presenti in quasi tutte le acque del piano e per loro alcuni segnali possono diventare del tutto “invisibili” in funzione del tipo di saturazione della specifica acqua.

Carpe di cava o stagno

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Questi sono classici ambienti del carpfishing che di fatto è nato in Inghilterra in queste specifiche condizioni. E’ proprio nelle piccole e medie acque che l’approccio attento all’esca può fare la differenza in termini di resa sia numerica che ponderale in quanto i pesci sono solitamente smaliziati, abitudinari ed hanno “nome proprio” in quanto molto conosciuti.

Le carpe di stagno sono molto attive negli intervalli di temperatura (dell’acqua) fra i 10 ed i 18°C mentre diventano insofferenti al freddo e bloccano il loro metabolismo sotto i 7°C e per motivi opposti sopra i 28°C. Risulta facile intuire che l’approssimarsi dell’inverno sia il periodo migliore per tentare la cattura dei grossi esemplari con esche molto nutrienti e con pasturazione di condizionamento. In questi frangenti , scegliere un gusto\aroma diverso dai propri competitori è fondamentale (come ricordava lo stesso Wilton ) per differenziarsi rendendo unica e riconoscibile la propria boilie.

Nei periodi meno fortunati per la pesca è meglio ricercare le carpe con attenzione e poca esca , privilegiando la componente energetica e attrattiva a quella nutritiva.

Questi pesci sono molto sensibili ai richiami e sono per loro natura abituati ad esplorare centimetro per centimetro l’ambiente dove vivono. Attrazioni naturali in chiave chimica simile a quella che i pesci trovano quotidianamente sono da preferire perché facilmente individuabili. In questo senso il sovraccarico è da evitarsi perche innaturale e sospetto.

Le cave molto profonde e ossigenate spesso sono ambienti ostici di difficile interpretazione perché i pesci sono abituati ad alimentarsi da 1 a 20 metri di profondità (o più)e richiedono approcci molto condizionanti in termini di tempo anche perché spesso si ha a che fare con una bassa concentrazione di pesce a volte di enormi dimensioni, inoltre la complessa chimica dell’acqua di sorgiva amplifica la resa attrattiva delle esche più stimolanti rendendo il più delle volte vano l’approccio nei confronti di carpe che si spaventano con facilità. In questi ambienti un approccio guardingo e minimalista ,anche per ciò che riguarda l’esca , eliminando ogni forma di chimica aggiunta è da considerarsi vincente.

 

Le carpe di canale

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La nostra penisola è ricca di sistemi fluviali raccordati da canalizzazioni sia irrigue che navigabili che intersecano i grossi fiumi al mare oppure che scolmano acque di risulta . Ovviamente questi ambienti sono stati nei secoli colonizzati da ogni forma di vita offrendo le condizioni ideali alla vita dei ciprinidi , carpe incluse.

Le carpe dei canali sono spesso afflitte da nanismo o malnutrizione causa sovrappopolazione e scarsità di alimento naturale , di conseguenza questi animali non vanno per il sottile e qualsiasi esca classica offre possibilità di risultato , spaziando dalla semplice granaglia per arrivare all’esca HNV.

Ogni stagione è buona per tentare la sorte con animali affamati , a patto che il corso d’acqua abbia profondità sufficienti per garantire un minimo di stabilità anche in inverno, con approcci semplici e dosati in termini di quantitativo in funzione dell’attività di pesce realmente riscontrata durante la pescata. Il classico sistema che prevede una leggera pasturazione 24 ore prima della pescata risulta sempre vincente e preferibile ai lunghi condizionamenti che rischiano di non dare una soddisfazione proporzionalmente maggiore. I nostri canali sono la palestra ideale per capire come “funzionano” le carpe e come le stesse rispondono all’esca , in questi termini le boilie ready made di concezione classica , risultano la scelta più pratica, economica e versatile.

Le acque salse o salmastre, che la carpa tollera senza problema , offrono spesso scenari differenti , arricchendo la dieta classica dei ciprinidi con una serie di alimenti ad elevato potenziale che si rendono disponibili in seguito ai moti di marea. La cosa è facilmente riscontrabile osservando la colorazione delle pinne ventrali che si colorano di arancione quando l’alimentazione è integrata di molluschi e crostacei ricchi di fattori pigmentanti. In questo caso salire in termini di nutritivi anche nell’esca non è sbagliato e la presenza di farine animali negli impasti diventa un valore aggiunto.

La chimica dell’acqua salsa è differente sotto molteplici aspetti, primo fra tutti la densità che fa scorrere il cono salato al di sotto dell’acqua dolce. Ci si può trovare a pescare con le esche sul fondo salato, convinti dall’aspetto superficiale che tutto sia apparentemente normale. Nell’acqua salata la resa chimica dei nostri attrattori è sostanzialmente rallentata e questo è uno dei pochi casi in cui dosare ai massimi livelli suggerti offre qualche possibilità in più di resa .

La prossima volta tratteremo un argomento più scientifico ed interessante al riguardo degli organi di senso della carpa. Sempre nell’ottica di approfondire una conoscenza interessante ai fini della pesca.

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L'autore

Sergio Tomasella nasce a Vittorio Veneto nel 72. Grazie ai genitori conosce la pesca da giovane. Carpista della prima ora, pioniere di laghi quali Endine e Pusiano. Sue tra le catture piu' grosse di quegli anni... Ricercatore e studioso dagli spiccati interessi scientifici e con grandi competenze nel mondo degli integratori sportivi . Tutti tasselli che lo portano ai vertici nazionali nello studio, e nello sviluppo della boilie. Fondamentale poi la collaborazione con BigFish che da il via ad una nuova era. Mai presente per suo volere sulla carta stampata, sceglie e crede tra i primi nel web come mezzo per comunicare. Unico pescatore in Italia ad intrattenere corrispondenza con il padre della boilie Fred Wilton. Sua la teoria delle esche basata sulla relazione tra determinate tipologie di grassi e la loro attrattività. Sergio Tomasella e' da sempre considerato un guru dell'esca oltre che un pescatore di sani principi.

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