1.3 La Carpa, organi di senso

di
an10

In questa puntata analizzeremo gli organi di senso della carpa per capire a nostro vantaggio , come il pesce interagisce con l’ambiente e con le nostre esche

 

Un pesce così adattabile e opportunista è ovviamente dotato di organi di senso specializzati e recettivi a 360° , in modo da individuare facilmente tutte le risorse alimentari disponibili.

Anche per gli organi di senso, vediamo di approfondire in termini semplici, chiari e relativi alla pesca, in ordine di importanza , dai fondamentali ai secondari:

  • Olfatto e gusto

carp olfactory system

Uniamo insieme questi due sensi perché in acqua le molecole odorose e quelle gustative veicolano alla stessa maniera e quindi vengono recepite contemporaneamente dalla carpa.

Capiamo meglio questo meccanismo fondamentale per i nostri scopi , confrontando con gli analoghi sensi dell’essere umano:

nell’uomo , le molecole odorose volatili , vengono respirate ed analizzate dal cervello che associa all’odore percepito , il ricordo memorizzato più coerente. Per questo motivo, entrando in un panificio ci viene fame di pane prima ancora di aver visto le baguette o le rosette! Per riconoscere invece il sapore del pane, abbiamo bisogno di associare all’odore anche il gusto specifico, mettendo in contatto diretto l’alimento con le nostre papille gustative. E questo deve avvenire contemporaneamente , quindi se mangiamo il pane tappandoci il naso , non ne riconosceremo il gusto , così come se addentassimo un pezzo di plastica aromatizzato pane.

La carpa invece è in grado di odorare ed assaggiare il cibo prima ancora di venirne in contatto , a distanze relativamente importanti per noi pescatori. Per questo motivo l’esca e la pasturazione giocano una chiave fondamentale nella pesca dei grossi ciprinidi.

Questo primo assaggio avviene filtrando l’acqua che circonda il cibo attraverso degli opercoli nasali ricchi di recettori specifici per i vari micronutrienti, che sono distribuiti anche sulle labbra e sui barbigli posti ai lati della stessa.

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Grazie a barbigli , il pesce è in grado di sentire la presenza di cibo anche se questo si trova sotto uno strato di fango oppure in condizioni di visibilità pari a zero , permettendo al pesce quelle abitudini alimentari notturne di cui parlavamo pocanzi.

I recettori del gusto , sono organi specializzati ed adattati all’ambiente in cui il pesce è nato e cresciuto e sono purtroppo condizionati in negativo dalle condizioni di inquinamento dell’acqua! Per questo motivo una carpa che vive in acque molto pure, possiede organi di gusto\olfatto estremamente sensibili, in grado di rilevare parti infinitesimali ( 3-10 PPM)di sostanze chimiche , mentre i pesci che vivono in acque troppo cariche di inquinanti organici e chimici , diventano quasi insensibili anche a livelli alti di stimolazione.

Inoltre, un pesce che si è sempre alimentato con cibo proteico ad elevato valore biologico, sarà specializzato nell’individuare i segnali chimici che provengono dalle sue prede abituali, mentre una carpa che nasce e cresce in un’acqua povera , si adatterà a sviluppare di più altri organi di senso e ad essere più recettiva nei confronti del cibo facile presentato dall’uomo in maniera indiretta(scarti finiti in acqua) e diretta (pastura ed esche).

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Già in questi passaggi c’è molto da capire per quello che riguarda la formulazione di un’esca performante in funzione dell’ambiente, ma prima di continuare su questo ragionamento, vediamo quali sono le sostanze chimiche primarie che stuzzicano l’interesse alimentare di una carpa:

  • Tutto ciò che esce dal corpo degli animaletti descritti sopra come cibo fondamentale , ovvero acido urico, ammine, amminoacidi e frazioni indigerite di cibo.
  • Sostanze chimiche derivanti dalla decomposizione e fermentazione di animali e vegetali.
  • Zuccheri semplici e frazioni di nutrienti.
  • Acidi grassi ed olii.

Tratteremo poi nei capitoli dedicati ai nutrienti , ogni sostanza nello specifico definendo quali sono le più interessanti e funzionali per i nostri fini.

 

 

 

 

  • Tatto

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Localizzabile nei barbigli, sulle labbra e nel complesso organo della linea laterale, il tatto è un altro senso fondamentale per cibarsi in un pesce che spesso vive in acque limacciose o che si nutre di notte in assenza di luce.

Grazie alle vibrazioni prodotte dal cibo vivo ed alle differenze di potenziale elettrico prodotte da alcune sostanze chimiche, la carpa riesce ad individuare la fonte da cui provengono.

 

Per quanto riguarda la linea laterale, organo ben sviluppato nella carpa, si riconosce la capacità di captare le micro cariche elettriche , interessanti per il pesce per individuare fonti di cibo di natura organica , prodotte anche dai piombi da pesca immersi in acque particolarmente acide, o per reazione legata alla differenza di potenziale elettrico fra alcuni ingredienti specifici ed il pH dell’acqua.

L’argomento pH verrà abbondantemente trattato in un capitolo apposito.

  • Vista

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Il senso della vista è ben sviluppato nella carpa che ha un’ottima visione sia frontale che laterale grazie alla posizione degli occhi.

Si tratta di una visione tetra cromatica in grado di distinguere 4 colori (rosso, verde , blu e ultravioletto) , molto adattata alle abitudini crepuscolari e notturne di questo animale.

Senza alcun dubbio le capacità visive del pesce gli consentono di individuare con estrema precisione tutte le differenti sfumature e contrasti che caratterizzano il fondale e l’habitat dove vive e si nutre, rendendo interessante anche lo studio del colore dell’esca ai fini di ottimizzare gli effetti della pasturazione e dell’azione di pesca.

Ma questa definizione inequivocabile si presta ad interpretazioni ambigue e facilmente fraintendibili!

E’ sempre interessante che la nostra esca sia facilmente individuabile dal pesce da un punto di vista visivo?

A questa domanda non è possibile dare una risposta unica perché a volte può esserlo ed altre no e questo dipende dall’azione di pesca perpetrata.

Se per esempio stiamo pescando in maniera casuale , con un approccio diretto allo spot e poca esca in acqua oltre all’innesco,è certamente utile che la boilie sull’amo sia effettivamente individuabile e riconoscibile sotto tutti i punti di vista per scatenare curiosità ed istinto predatorio nel pesce e aumentare le possibilità di cattura.

Se invece stiamo pescando su fondo opportunamente preparato con pasturazione mirata e focalizzata sull’interesse alimentare delle esche , conviene che queste non siano individuabili con la vista , ma esclusivamente con gli organi di senso del gusto e olfatto , in modo da celare l’inganno e far cadere ogni tipo di resistenza e sospetto.

Ma anche i due esempi non rappresentano verità assolute, in quanto in molte occasioni può risultare utile avere un innesco molto visibile posato su abbondante letto di pastura nutritiva ad esempio quando si gareggia e si devono attirare velocemente tanti pesci aumentando al massimo le possibilità di abboccata.

  • Udito

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La carpa è un pesce con  un ottimo udito! Pur non avendo orecchio esterno , questo senso è molto sviluppato grazie all’interazione della vescica natatoria  con l’apparato di Weberian . Sostanzialmente i suoni e le vibrazioni vengono amplificati come in una cassa di risonanza ed analizzati. In acqua le vibrazioni sonore si trasmettono più velocemente che nell’aria. Da un punto di vista pratico, si denota immediatamente una certa importanza legata alla presenza del pescatore ed alla capacità dei pesci di individuarlo in funzione dei rumori prodotti. Mi pare ovvio sottolineare che la pesca debba essere un passatempo sostanzialmente silenzioso , ma non è questo il punto che mi preme valutare , trattandosi di uno scritto sull’esca e non sulla pesca in genere.

Ragioniamo invece sul fatto che le nostre esche , cadendo in acqua producono un rumore specifico e che anche il terminale con il piombo crea con l’impatto delle notevoli onde d’urto.Essendo la carpa un’animale curioso , spesso si spinge verso la fonte del rumore e nel caso di pasturazioni protratte nel tempo, inizia ad associarli alla presenza di cibo. Uno dei motivi che favorisce l’abboccata negli spot molto pasturati , appena si lancia il terminale in acqua.

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Nella prossima puntata parleremo del metabolismo della carpa , una caratteristica molto importante per la pesca.

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L'autore

Sergio Tomasella nasce a Vittorio Veneto nel 72. Grazie ai genitori conosce la pesca da giovane. Carpista della prima ora, pioniere di laghi quali Endine e Pusiano. Sue tra le catture piu' grosse di quegli anni... Ricercatore e studioso dagli spiccati interessi scientifici e con grandi competenze nel mondo degli integratori sportivi . Tutti tasselli che lo portano ai vertici nazionali nello studio, e nello sviluppo della boilie. Fondamentale poi la collaborazione con BigFish che da il via ad una nuova era. Mai presente per suo volere sulla carta stampata, sceglie e crede tra i primi nel web come mezzo per comunicare. Unico pescatore in Italia ad intrattenere corrispondenza con il padre della boilie Fred Wilton. Sua la teoria delle esche basata sulla relazione tra determinate tipologie di grassi e la loro attrattività. Sergio Tomasella e' da sempre considerato un guru dell'esca oltre che un pescatore di sani principi.

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