1.4 La Carpa, il metabolismo

di
jpcarp

Con questa puntata, concludiamo l’introduzione alla carpa. Nello specifico si parlerà del metabolismo del pesce e della sua capacità di sfruttare i nutrienti

Analizzando il cibo di cui si nutre in natura la carpa è facile intuire come la sua alimentazione sia prevalentemente animale. Di fatto , questo ciprinide si è adattato a ricavare il sostentamento in termini energetici e plastici dalle proteine e dai grassi essendo gli zuccheri semplici quasi assenti in acqua.

Tutto in questo pesce è specializzato per individuare le fonti alimentari ricche di amminoacidi , dagli organi recettivi , all’apparato digerente e di questo dobbiamo certamente tenere conto.

anatomy1aCarpgutsLa carpa non è simile all’uomo per quello che riguarda la digestione, quindi non la dobbiamo umanizzare e non dobbiamo ragionare in termini alimentari e di sviluppo dell’esca riferendoci a noi stessi, alle nostre abitudini ed ai nostri gusti personali! Questo è l’errore più comune in cui cadono la maggior parte dei pescatori. La carpa non ha stomaco , ma un lungo intestino all’interno del quale la digestione avviene in tempi direttamente proporzionali alla temperatura dell’acqua. Per questo motivo con l’acqua calda il pesce si alimenta di più e più spesso e questo è un altro fattore fondamentale di cui tenere conto.

Analizzando i vari tipi di nutrienti, le proteine animali vengono scomposte molto facilmente grazie ad enzimi digestivi prodotti direttamente dal pesce, mentre le proteine vegetali necessitano dell’aiuto di batteri simbionti , che vivono cioè nel corpo del pesce , ma che sono presenti in concentrazioni differenti a seconda della temperatura corporea dell’animale (legata direttamente alla temperatura del liquido in cui esso vive). Per questo motivo, le fonti animali rimangono facilmente digeribili tutto l’anno , mentre quelle vegetali peggiorano in termini di assimilabilità nei mesi freddi.

In linea di massima il tempo di digestione cambia molto a seconda della stagione , passando da poche ore del periodo estivo a più di un giorno nelle acque molto fredde!

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Grazie all’elevato potenziale calorico ed energetico che contengono,I grassi sono dei nutrienti importantissimi per il pesce che è di solito in grado di assimilarli bene a patto di riuscire ad emulsionarli . Per questo motivo tutti gli oli che tendono alla solidità con la bassa temperatura , possono risultare indigesti nel periodo freddo.

Gli zuccheri sono normalmente ben tollerati da parte dei ciprinidi in genere , anche se gli amidi migliorano notevolmente le possibilità di assorbimento se scomposti in catene molecolari più gestibili (magari sottoponendoli a trattamento termico di cottura).

E’ provato che le carpe migliorino la loro capacità di metabolizzare gli amidi nel momento in cui se ne cibano con frequenza e costanza. Per questo motivo, un pesce selvatico con dieta prevalentemente carnivora farà più fatica ad accettare i cereali ,così come la presenza di grandi quantità di amidacei all’interno della boilie , rispetto ad esemplari abituati grazie alle frequenti pasturazioni di mais , granaglie e palline effettuate dai pescatori.

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Da tutte queste considerazioni oggettive è facile ricavare degli ottimi dati sul bilanciamento di quella che può essere considerata l’esca perfetta in termini nutritivi e di digeribilità , ovvero una percentuale proteica compresa fra il 25 ed il 40% (2\3 delle quali di origine animale)grassi max 15% ed il resto zuccheri e fibre.

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E per tutti questi motivi diventa fondamentale saper regolare il quantitativo di esca e pastura utilizzato durante l’azione di pesca o immediatamente prima in funzione della stagione , pena il vanificare la riuscita della battuta a causa di troppo cibo nell’area e della conseguente inappetenza dei pesci.

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Nel carpfishing è sempre preferibile sbagliare per difetto che non per eccesso!

Con la prossima puntata si aprirà il primo capitolo del libro ed entreremo nel dettaglio dell’esca specifica con la definizione di “Boilie”

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L'autore

Sergio Tomasella nasce a Vittorio Veneto nel 72. Grazie ai genitori conosce la pesca da giovane. Carpista della prima ora, pioniere di laghi quali Endine e Pusiano. Sue tra le catture piu' grosse di quegli anni... Ricercatore e studioso dagli spiccati interessi scientifici e con grandi competenze nel mondo degli integratori sportivi . Tutti tasselli che lo portano ai vertici nazionali nello studio, e nello sviluppo della boilie. Fondamentale poi la collaborazione con BigFish che da il via ad una nuova era. Mai presente per suo volere sulla carta stampata, sceglie e crede tra i primi nel web come mezzo per comunicare. Unico pescatore in Italia ad intrattenere corrispondenza con il padre della boilie Fred Wilton. Sua la teoria delle esche basata sulla relazione tra determinate tipologie di grassi e la loro attrattività. Sergio Tomasella e' da sempre considerato un guru dell'esca oltre che un pescatore di sani principi.

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