10.0 Pop up mix , cibo sospeso

di
pop up fluo

 

Chiudiamo il capitolo dei mixes self made con il più particolare e tecnico di tutti: il pop up mix.

Abbiamo visto nel paragrafo dedicato al peso specifico delle esche che esistono dei vantaggi nell’utilizzare boilie molto leggere, con assetto neutro o galleggiante.

http://www.big-fish.it/magazine/2-6-la-boilie-peso-specifico/

dal mio punto di vista esistono due tipologie di mixes galleggianti , una derivante dal modificare la stessa miscela con cui si realizzano le esche affondanti da pastura e la seconda che prevede la realizzazione di un prodotto specifico per ottenere palline  con un elevato coefficiente di galleggiabilità.

 

A dire il vero, per realizzare pop up da mix tecnici che contengano già proteine e derivati del latte è sufficiente ricuocere le boilie dopo la bollitura, passandole nel microonde per un paio di minuti! Personalmente non amo questa pratica in quanto disidrata tantissimo la boilie e rende necessario un incremento degli attrattori liquidi di almeno il 30% per compensare la perdita. Inoltre le esche risulteranno galleggianti per un lasso limitato di tempo.

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Qualsiasi mix può diventare neutro/galleggiante modificando un 20-30% della sua composizione in favore di ingredienti particolarmente leggeri o capaci di trattenere aria creando una struttura porosa e impermeabile all’acqua.

Conviene a questo punto prevedere un “taglio” del mix originale , composto da :

-10% caseinato di sodio

-10% isolato di soia

-5% albumina

soia isolatealbume-d-uovo-in-polver-albumina

Praticamente , togliamo 250 grammi di mix da un kg. e addizioniamo i 3 ingredienti che hanno lo scopo di abbassare il peso specifico(i primi 2 ) e compensare la meccanica intrappolando l’aria (il terzo).

Questa soluzione vale praticamente per tutte le miscele , anche se molti appassionati preferiscono ricorrere a farine animali che apportino comunque sapore , specialmente quanso si devono alleggerire i fish mix .

Una di queste farine, famosa per lo “spiacevole” effetto collaterale (quando non desiderato) è il gambero!

 

Questo ingrediente molto aromatico e saporito, è in grado di rendere un fish mix galleggiante già da un dosaggio del 20% , ecco quindi che si potrebbe sfruttare la particolarità per ottenere esche alleggerite partendo dal mix , mantenendo la forte componente di sapore di crostaceo praticando un taglio analogo a prima inserendo:

-20% farina di gambero

-5% caseinato di sodio

-5% albumina

L’ultimo ingrediente, la principale proteina del l’albume d’uovo ha lo scopo di indurire la miscela contrastando un’altra caratteristica indesiderata del gambero che tende ad ammorbidire e far gonfiare l’esca finita.

Un altro espediente che permette di far galleggiare tutte le miscele che contengono amido è l’aggiunta di pochi grammi di lievito per dolci al mix, al fine di produrre nella trama finale della struttura delle microporosità provocate dall’anidride carbonica che si sviluppa dal processo.

lievito dolci

Basta quindi aggiungere 5-10 grammi (circa una bustina) a 100 grammi di mix , impastare con uova ed additivi , rollare le esche e cuocere dopo aver aspettato 5-10 minuti che avvenga la reazione.

Anche questa soluzione non è fra le mie preferite in quanto il risultato finale è abbastanza instabile ed è difficile ottenere esche uguali nelle diverse produzioni , a causa dei fattori ambientali che possono influenzare notevolmente la reazione chimico/fisica.

Infine vi è una soluzione molto in voga in Inghilterra che prevede di inserire nella miscela della polvere di sughero che si può ottenere macinando i tappi del vino , oppure acquistandola già pronta.

cork dusk

Questo sistema può essere applicato solo a mix con ottime capacità meccaniche a freddo , che legano e rollano bene in tavola, essendo l’ingrediente alquanto slegante.

Le pop up che si ottengono hanno un aspetto caratteristico molto ruvido ed una galleggiabilità media , a volte sufficiente ad essere bilanciata grazie al solo peso dell’amo.

pop up cork

Nel caso ci sia interesse per questa soluzione le dosi mediamente sono:

-20% polvere di sughero

-10% gelatina in polvere

gelatina-in-polvere

Il secondo ingrediente è ovviamente inserito per compensare la perdita di meccanicità dell’impasto.

Con quest’ultimo espediente abbiamo analizzato come modificare un mix per renderlo pop up , vediamo adesso la realizzazione di una miscela specifica che abbia, a questo punto , una galleggiabilità eccezionale e duratura.

Ecco un paio di tipiche ricette pop up dei primi anni ’80:

2oz.Casein

1oz.Sodium Caseinate

3oz.Corn meal

3oz.Soya flour

Seconda ricetta:

2oz.Casein

3oz.Sodium Caseinate

3oz.Soya flour

1oz.Soya isolate

Come si può notare , gli ingredienti sono praticamente gli stessi , quello che varia è il tipo di struttura, rigida o morbida , che si voleva dare all’esca.

Ai giorni nostri il concetto di pop up è legato a sfere solide e resistenti, che non assorbano acqua e che rimangano galleggianti per più di 48 ore! Addirittura molti carpisti pretenderebbero di riutilizzarle da una pescata all’altra!

Questo perché nell’ultimo decennio è diventato di moda(a volte è necessario) stimolare la curiosità del pesce prima ancora che l’appetito , per insidiare carpe ormai abituate ad essere catturate grazie alla pasturazione;

è questo il caso delle cave a pagamento o comunque delle acque più famose che sono costantemente pressate tutto l’anno.

Una ricetta con buona tenuta del galleggiamento e struttura , prevede di utilizzare :

-200 grammi di farina di soia tostata

-200 grammi si mais fioretto

-200 grammi di semolino

-200 grammi di caseinato di calcio

-100 grammi di caseinato di sodio

-50 grammi di latte intero in polvere

-50 grammi di albumina

Praticamente una versione galleggiante di un mix 50/50,che andrà impastato con 5 uova pro kg. Ed una dose di attrattivi-aromi aumentata del 30% rispetto ai dosaggi consigliati per un’esca da fondo. Le esche andranno bollite per 2 minuti (diametro 18-20mm.).

Per una garanzia di durata a lungo termine rimane valido il suggerimento di passarle al microonde per non più di 2 minuti (conviene fare delle prove partendo dai 30 secondi fino a giungere alla consistenza che preferite).

La mia particolare visione dell’esca galleggiante è sempre caratterizzata da una certa attrattività di fondo , in modo che vi sia comunque interazione fra curiosità e gusto.

Siccome il prodotto finito sarà per sua natura molto coeso e poco permeabile all’acqua, la componente nutritiva dovrà essere completamente solubile.

La base del mix rispecchia molto la storia di questa tipologia di esche e si basa quindi su:

-20% semolino

-20% fioretto di mais

-15% caseinato di sodio

-10% latte scremato in polvere

-10% isolato di soia

E questa è la componente che garantisce struttura e durata in acqua, il restante 25% sarò invece destinato alla componente attrattiva così suddivisa:

-10% idrolizzato di pesce

-10% predigerito di pesce

-5% vitamina C

idrolizzati

In genere il mio suggerimento è di rollare  con attrattivi aromatici molto persistenti e duraturi, come gli oli essenziali di aglio, pepe o arancio oppure con acidi organici forti come l’acido butirrico o l’acido propionico, attenendosi ai dosaggi massimi consigliati dalle aziende.

Fino a questo punto abbiamo trattato le normali dinamiche di preparazione casalinga , ma sono certo che la maggior parte di voi vorrebbe ottenere risultati identici a quelli proposti dalle maggiori aziende del settore: pop up indistruttibili, fortemente aromatiche e con colori sgargianti e fluorescenti!

Ad onor del vero, questi risultati si possono ottenere solo con ingredienti più tecnici , di difficile reperibilità e gestione.

Il mio consiglio è quello di acquistare miscele già pronte, offerte a prezzi accessibili da innumerevoli marchi , oppure comprare le esche ready nelle colorazioni, diametri ed aromatizzazioni che più vi piacciono.

polarisairball pop uppop up big

In questo capitolo è giusto analizzare comunque anche le strategie industriali per capire cosa differenzia le nostre realizzazioni da quelle confezionate.

Esistono sul mercato molti additivi alimentari e non che ci permettono di ottenere dei costrutti molto tecnici ,come ad esempio gli alginati (i Sali dell’acido alginico,un polisaccaride ricavato dalle alghe)  che miscelati con l’acqua reagiscono indurendosi e creando una struttura resistente, leggera e porosa.

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la Carragenina , la gomma arabica e la gelatina animale sono altri esempi di addensanti tecnici in grado di legare e tenere insieme costrutti complessi di farine organiche.

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La combinazione di alginato di sodio e carragenina al 50% ed un qualsiasi estratto animale , tipo predigest fishmeal oppure farina di fegato, miscelato con acqua ed impastato velocemente ci permette di realizzare delle boilie semisintetiche ad elevata galleggiabilità e resistenza , con l’unico inconveniente della velocità di reazione che ci offre pochi minuti a disposizione per rollare e lavorare il costrutto.

Ma la strada più utilizzata in ambito commerciale è legata ad un inerte utilizzato per alleggerire le resine epossidiche , le creme cosmetiche ecc, : le microsfere di vetro.

microsfere 3M

Si tratta di una polvere leggerissima commercializzato da molte aziende fra cui la 3M , formato da microscopiche bolle di vetro piene di aria , che creano un effetto sollevamento irraggiungibile per gli ingredienti di natura organica, vegetale o animale.

3M-Glass-Bubbles

microsfere 3M 2microsfere 4

Questo prodotto è totalmente atossico e destinato anche ai prodotti utilizzati in ambito umano(fra cui dentifrici), non inquina l’ambiente e resiste perfettamente all’azione del calore durante la normale cottura delle esche.

Per creare struttura si usano normalmente la farina di mais , di semola e di soia , oltre che riso ecc. avendo cura nello scegliere ingredienti piuttosto neutri come colore per poter facilmente ottenere le tinte più vivaci possibile nel prodotto finito.

colori

Per aumentare ulteriormente il contrasto cromatico si usa il biossido di titanio , uno sbiancante in grado di dare estrema brillantezza a qualsivoglia colorante aggiunto.

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La ricetta professionale per un pop up mix prevede quindi:

-250 gr. microsfere di vetro

-200 gr. fioretto di mais

-200 gr. semolino

-200 gr. isolato di soia

-90 gr. caseinato di sodio

-50 gr. Albumina

-10 gr. Biossido di titanio

Il tutto impastato con uovo , conservante ,aromi e colorante al massimo dosaggio.

coloranti

Con questo paragrafo concludiamo il nostro viaggio fra le miscele più o meno tecniche ed iniziamo ad analizzare uno ad uno gli ingredienti dividendoli per gruppi  .

 

 

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L'autore

Sergio Tomasella nasce a Vittorio Veneto nel 72. Grazie ai genitori conosce la pesca da giovane. Carpista della prima ora, pioniere di laghi quali Endine e Pusiano. Sue tra le catture piu' grosse di quegli anni... Ricercatore e studioso dagli spiccati interessi scientifici e con grandi competenze nel mondo degli integratori sportivi . Tutti tasselli che lo portano ai vertici nazionali nello studio, e nello sviluppo della boilie. Fondamentale poi la collaborazione con BigFish che da il via ad una nuova era. Mai presente per suo volere sulla carta stampata, sceglie e crede tra i primi nel web come mezzo per comunicare. Unico pescatore in Italia ad intrattenere corrispondenza con il padre della boilie Fred Wilton. Sua la teoria delle esche basata sulla relazione tra determinate tipologie di grassi e la loro attrattività. Sergio Tomasella e' da sempre considerato un guru dell'esca oltre che un pescatore di sani principi.

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