17 luglio 1995, l’inizio di un sogno

di
IMG_2251

Curiosando tra alcuni incartamenti ormai datati, poco tempo fa, ho rinvenuto un bizzarro e primordiale diario di pesca. Leggendo 17 luglio 1995 tra le annotazioni della mia prima cattura effettuata con la tecnica del carp fishing, cominciai a razionalizzare che il ventesimo anniversario di quel favoloso giorno si stava avvicinando.

Decisi allora di rivivere quel momento.

Questa volta non si va a caccia di grandi carpe, peraltro non presenti o non più presenti in quell’alto tratto di fiume Arno, ma a caccia di sogni e ricordi. Dentro di me avevo la ferma convinzione che indipendentemente dalle possibili catture, il 17 luglio 2015, sarei nuovamente dovuto essere in quel posto e in quel momento, proprio perché a quel luogo e a quella cattura devo tutto.

Un po’ di storia

Nel lontano agosto del 1994 comprai la mia prima canna da carp fishing. Una DAM telespecialist carp telescopica da 2,5 lb 3metri e 60, abbinata ad un mulinello DAM freespool. Al tempo, l’azienda tedesca era molto presente nel mercato italiano offrendo prodotti “entry level” a prezzi accessibili.

IMG_2424ok

Cominciai da quel momento a leggere sulle riviste di pesca, occasionali articoli dei pionieri dell’epoca di una nuova rivoluzionaria tecnica proveniente dal regno unito; una evoluta pesca a fondo, caratterizzata da attrezzatura all’avanguardia, dalla caccia di grossi esemplari e soprattutto caratterizzata da montature inimmaginabili basate sull’ormai famosissimo “hair rig”.

Fu solo l’anno seguente che decisi di provare seriamente questa nuova tecnica. Dal lontano dei miei 14 anni, non potevo ovviamente affrontare posti lontani e avversi, decidemmo quindi con il mio amico Lorenzo di affrontare un tratto di fiume Arno, in un tratto abbastanza “alto”, del quale si parlava un gran bene. Girava voce che vi fossero pesci di 15 kg, era quindi il luogo ideale per l’esperimento. Fu così che decidemmo intorno al 10 luglio 1995 di pianificare la pescata, pasturando per 5 giorni una piccola zona vicino allo sbarramento caratterizzata da alberi caduti e algai importanti. Comprammo in un caccia e pesca in zona 3 kg di boilies equamente divise tra Tutti frutti di Carp Max 20mm e Mosella alla fragola stessa misura, fissando la breve sessione per lunedi 17 luglio. Come da programma pasturammo lo spot per 5 giorni, abbinando mais in scatola alle boilies. Durante la fase di pasturazione si vedevano già delle belle carpette pascolare nella zona scelta, un’area del fiume poco profonda.

Lunedi 17 luglio ore 16.30 circa ci dirigiamo nello spot e muniti di una canna a testa lanciammo gli inneschi nello spot pasturato e posizioniammo le canne nei nostri artigianali picchetti per la pesca all’inglese. Nessun avvisatore acustico; l’abboccata sarebbe stata segnalata solamente dalla frizione e  monkey climber! Prima di lanciare, decidemmo cosa innescare: io optai per la fragola e Lorenzo per il tutti frutti. Dopo appena 5 minuti una partenza a cannone sulla mia canna ci colse quasi di sorpresa. Lorenzo, più vicino alle canne, ferrò energicamente e mi passò la canna, ma dopo una brevissimo combattimento, mi accorsi che il pesce si era infilato in un erbaio. Quello però era il mio primo pesce e non avevo assolutamente intenzione di perderlo, decisi quindi di entrare in acqua, anche in considerazione della conoscenza del fiume, dove spesso facevamo il bagno, mentre Lorenzo mi seguì lungo sponda, accidentata e frastagliata, con il guadino. Giunto sul punto di incaglio, liberai il filo con le mani e vidi uscire una bellissima specchi, di dimensioni mai viste. Non potrò mai scordare quel momento, la sensazione di svenimento fu accompagnati da un urlo di gioia ed esclamazioni di grandezza. Lorenzo mi lanciò il guadino ed io completai il lavoro. Tornato sulla sponda, controllai l’ora, prima delle foto di rito, ed annotai le  17.45.

 

IMG_2421ok

Quel cappellino divenne il mio portafortuna e da lì in avanti, non andavo mai a pesca senza (aimè oggi non lo ritrovo più). A quella stupenda specchi devo tutto, è stata lei che ha fatto esplodere la malattia “carp fishing”. E da quel momento iniziai a frequentare assiduamente quel tratto di fiume con buoni risultati, considerando che sarebbe stato più razionale cacciare trote e cavedani piuttosto che carpe.

17 luglio 2015 – 20 anni dopo

Dentro di me sentivo la necessità di tornare lì. Volevo essere lì in quello stesso spazio e tempo.

IMG_2244

Era un desiderio interiore, che dovevo assolutamente saziare. Non mi interessava catturare grandi carpe, avevo bisogno di rivivere quelle sensazioni e tornare indietro nel tempo.

Vado quindi a fare un giro al fiume e mi rendo conto che lo scenario è molto cambiato. Individuo due spot potenzialmente produttivi, che peraltro erano gli stessi che frequentavo 20 anni fa, ma dopo una breve analisi, decido di tornare esattamente dove avevo catturato la prima specchi, essenzialmente per 2 motivi:

  • in primis c’era la possibilità di pescare nel tratto più profondo del fiume, di circa 4 metri, sfruttando una piccola legnaia, che stante le torride temperature (che peraltro mi inquietavano) avrebbero potuto garantire qualche grado in meno alla temperatura acquatica;
  • in secondo luogo, potendo pasturare qualche giorno preventivamente, trattandosi di uno piano di fiume generato da una diga di lunghezza di circa 300 metri, avrei potuto sicuramente “fidelizzare” il pesce a farlo alimentare in quel punto, che già in passato, mi aveva regalato soddisfazioni.

Allo scopo mi sono affidato a circa 8 kg di Leon Procatcher del 20 al Crab, gusto che ha sempre reso bene in fiume. Ma dopo il primo giorno di pasturazione , a seguito dell’apertura di un canale utilizzato da un’adiacente centrale idroelettrica, l’acqua era calata nettamente, di circa un metro, complicando ulteriormente la situazione.

IMG_2260

In sintesi , mi ero ritrovato in un torrente! Ma fondamentalmente mi sono detto…. non ti bastava ritornare lì? Non potevo tornare indietro nel tempo senza risfoderare l'”artiglieria ” d’epoca.

IMG_2251

Rispolvero quindi il mio storico compat pod inox di fox , ed abbino alla mia century FG, la vecchia milo new era power carp 12 piedi 2 lb e 3/4, canna che definire un fuscello è riduttivo stante la sua morbidezza, equipaggiata con un Biomaster GT 8000 e il mio vecchio Monky climber!

 

IMG_2247

Dopo appena 5 minuti ,parte subito una canna a cannone. Quando l’ho impugnata è stata una sensazione speciale, che ci crediate o no, avevo esaudito il mio desiderio. Un pesce da 20 kg in un altro luogo, non mi avrebbe dato la stessa soddisfazione! Ora come allora, una specchi è finita nel guadino, ma purtroppo non delle stesse dimensioni. Ma vorrei immaginare che potesse essere la figlia, della figlia, della figlia della specchi che avevo rilasciato.

IMG_0499

Le catture si susseguono a ruota portando a guadino 6 pesci e due slamate in sole 5 ore di pesca, senza pesci di rilievo che per il luogo si aggirano intorno a 7/8 kg.

Ogni pescatore ha la sua storia. Conserva con cura i suoi segreti, i suoi ricordi ,  le sue emozioni e le sue catture. Io sono cresciuto nel fiume. Con lui ho fatto molte esperienze, ho ricevuto molti schiaffi e molte carezze.

IMG_0498IMG_0515

Dopo molto tempo, ho capito che l’unica cosa che realmente è importante nella mia pesca è definire un obiettivo da raggiungere. Tutti i pescatori sono in grado di catturare carpe, ma non tutti i pescatori sono in grado di coltivare, alimentare e esaudire i propri desideri.

Io anche questa volta, ci sono riuscito. Questa è la mia storia e vivrà in eterno con me………

 

 

 

 

 

Comments

comments

L'autore

Nato ad Arezzo nel 1981, affetto sin da piccolo da "maniacale" passione per la pesca. Scoperto il carp fishing nel lontano 1995, da allora è divenuta fonte giornaliera di pensieri e sogni. Amo i grandi laghi, vivo questa passione nel più grande rispetto per natura, persone, luoghi e pesci. Ogni cattura rappresenta un ricordo, ed ogni ricordo alimenta la passione.

Copyright @ 2013 BigFish Registro imprese: sede Treviso, iscr. n° 289243 Capitale sociale: 50.000,00 i.v.