2.0 La Boilie, definizione

di
Sergio Tomasella-56

In questo capitolo analizzeremo gli aspetti cruciali della boilie , ora daremo una definizione di boilie.

Fred theory (2)Grazie Fred per avermi permesso di vivere questa emozionante passione : 20 anni di miscele , prove ,ricerche , fallimenti e successi provando a migliorare la tua invenzione! Salvo poi capire, alla fine di un lungo percorso, di essere tornato al punto da cui tu sei partito prima che io nascessi. Hai rivelato al mondo la tua invenzione nel 1972 , l’anno della mia nascita , ritengo sia una felice coincidenza ! Con stima assoluta , Sergio.”

 

 

 

 

 

Cos’è la Boilie:

Sergio Tomasella-56La boilie è un impasto cotto per bollitura, realizzato con una miscela di farine , estratti , aromi , zuccheri , oli e uova.

Per definizione ha forma sferica anche se non è indispensabile , mentre risulta fondamentale la cottura che crea una crosta resistente all’attacco dei piccoli pesci.

E’ nata dalla brillante intuizione di un intelligente pescatore Inglese e si è poi sviluppata e modificata negli anni adattandosi a realtà , esigenze e scopi differenti da quelli perseguiti dal suo creatore.

Sostanzialmente questa esca molto tecnica, in quanto elaborata tenendo conto di più fattori e non esclusivamente votata alla cattura del pesce in senso assoluto , punta alla cattura dei grossi esemplari di carpa.

E’ nata per gli speciment hunter , i cacciatori di trofei e questo passaggio non andrebbe mai dimenticato soprattutto da chi cerca la quantità invece che la qualità imputando spesso alla boilie insuccessi e colpe che essa non ha.

Detto questo , bisogna far presente che attualmente le esche sono più dure e piccole rispetto a quando furono inventate , lo stesso Fred Wilton mi scrisse che le sue esche misuravano un 3-4 cm. di diametro ed avevano solo la crosta superficialmente , mantenendosi molto morbide all’interno . Non dimenticate che le nostre amate palline sono nate prima dell’invenzione dell’hair rig e che quindi si innescavano inserendo l’amo all’interno!

Le prime esche , inoltre , erano poco o niente aromatizzate e spinte in termini di attrazione , per nulla colorate e utilizzate esclusivamente dopo pasturazioni preventive che abituassero il pesce a cibarsene perché molto nutrienti.

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Come spiegato dallo stesso Fred nella prefazione, gli ingredienti distintivi in termini di gusto di utilizzo comune( abbiamo capito già parlando degli organi di senso della carpa nel precedente capitolo che gusto e odore per il pesce sono sinonimi)venivano scartati a priori nel timore di non differenziarsi dagli altri pescatori , passaggio che ritengo attualissimo e meritevole di approfondimento immediato.

In sintesi egli sosteneva che se due pescatori usano lo stesso ingrediente dal profilo aromatico intenso e facilmente individuabile dal pesce (supponiamo farina di sarda) l’uno all’interno di esche perfette , l’altro inserendolo in palline poco interessanti , il primo perde di efficacia e di risultati nel tempo, mentre il secondo vive di rendita fino a che l’altro non sospende la sua azione di pasturazione.

Questa verità assoluta è attualissima tanto che la maggior parte dei pescatori odierni che si dedicano con cura maniacale alla pasturazione e preparazione delle poste l’ha provato almeno una volta sulla sua pelle!

Questa brillante osservazione fatta , ricordiamolo, all’inizio degli anni ’70 ,ha portato alla nascita di due scuole di pensiero ben distinte che hanno contribuito entrambe allo sviluppo e diffusione capillare delle boilie nelle acque di tutto il mondo !

Dagli anni ’90 infatti , con l’avvento delle esche pronte acquistabili in tutti i negozi di pesca (della cui storia parleremo approfonditamente nel capitolo dedicato alle ready made) si sono creati due filoni di studio e sviluppo :

Il primo coerente al pensiero di Wilton, volto alla ricerca della massima nutritività delle esche e di tutti gli ingredienti dedicati.

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Il secondo, innescato dall’evidenza che due esche che si somigliano tendono ad essere confuse dal pesce, mirato alla sviluppo di boilie poco nutrienti ma molto attrattive e a tutti gli ingredienti di sintesi che imitano e stimolano il pesce ad alimentarsi con specifici segnali chimici.

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La storia della pesca alla carpa degli ultimi 30 anni ha dimostrato in maniera inequivocabile che non esista una via migliore in senso assoluto e che il successo di un’esca o dell’altra , dipende esclusivamente dall’uso accorto che ne fa il pescatore e dal suo stile di approccio alla pesca stessa.

Nonostante questa evidenza , ho conosciuto e mi sono confrontato con centinaia di pescatori persi nella ricerca del santo Graal dell’esca perfetta! I quali hanno speso la maggior parte del tempo nella ricerca degli ingredienti, nel fare prove ed esperimenti il più delle volte casuali e non contestualizzati ,perdendo quindi l’occasione di stare in riva ad un fiume o un lago a studiare l’ambiente, i pesci e le loro abitudini. Ne ho conosciuti moltissimi anche all’estremo opposto,ovvero convinti che l’esca non conti nulla nella pesca a fronte di altri fattori , come ad esempio la fortuna.

Inutile dire che i grandi pescatori di carpe con cui mi sono confrontato negli ultimi vent’anni non stavano agli estremi , ma nel mezzo ed erano perciò capaci di sfruttare le potenzialità di una buona esca , grazie alle competenze ed esperienze acquisite pescando o studiando la carpa .

Con questo libro spero di fare chiarezza e di riuscire a far capire che l’invenzione di Fred non và ne mistificata né demonizzata , ma utilizzata al massimo delle sue potenzialità.

Nel prossimo appuntamento di un tema importante , “attrazione VS nutritività” , forse la domanda più importante che un carpista deve farsi prima di scegliere un’esca

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L'autore

Sergio Tomasella nasce a Vittorio Veneto nel 72. Grazie ai genitori conosce la pesca da giovane. Carpista della prima ora, pioniere di laghi quali Endine e Pusiano. Sue tra le catture piu' grosse di quegli anni... Ricercatore e studioso dagli spiccati interessi scientifici e con grandi competenze nel mondo degli integratori sportivi . Tutti tasselli che lo portano ai vertici nazionali nello studio, e nello sviluppo della boilie. Fondamentale poi la collaborazione con BigFish che da il via ad una nuova era. Mai presente per suo volere sulla carta stampata, sceglie e crede tra i primi nel web come mezzo per comunicare. Unico pescatore in Italia ad intrattenere corrispondenza con il padre della boilie Fred Wilton. Sua la teoria delle esche basata sulla relazione tra determinate tipologie di grassi e la loro attrattività. Sergio Tomasella e' da sempre considerato un guru dell'esca oltre che un pescatore di sani principi.

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