2.1 La Boilie , attrazione VS nutritività

di
alimento naturale natale a cassien

In questa puntata tratteremo un tema fondamentale per la scelta dell’esca .L’esca deve nutrire il pesce o solo attirarlo a cadere sull’innesco?

 

Attrazione VS nutritività - Copia_002Eterno dilemma del carpista :” l’esca deve attrarre il pesce , lo deve nutrire oppure sono indispensabili entrambe le caratteristiche?”

La Boilie nasce per nutrire la carpa con l’intento di condizionare fortemente il pesce tanto da spingerlo alla continua ricerca delle palline sul fondale, aumentando a dismisura le possibilità del pescatore di catturarlo . Il primo ventennio dall’invenzione fu tutto dedicato alla ricerca degli ingredienti migliori in termini proteici e calorici per raggiungere l’ambizioso progetto. Ovviamente il condizionamento è un fattore direttamente proporzionale alla disponibilità di esca per il pesce e raggiunge il massimo in termini di resa solo se associato ad un’efficace campagna di pasturazione preventiva.

All’inizio degli anni ’80 nuove teorie modificarono sostanzialmente la rivoluzione in corso .In quel periodo infatti ,la pesca alla carpa divenne un’attività ricreativa di massa , coinvolgendo un numero sempre crescente di pescatori, tanto da destare interesse imprenditoriale in alcuni illuminati.

 

 

 

 

 

Clive Diedrich e Malcom Winkworth , fondarono il marchio Richworth , la prima azienda al mondo impegnata nello sviluppo industriale delle nuove esche per la carpa.

malcom winkworthclive diedrich

La produzione di massa ottimizzò costi e materiali , spingendo la ricerca verso nuove soluzioni e prodotti .

Probabilmente la maggioranza dei potenziali clienti , non aveva le stesse necessità di Wilton e non possedeva neppure lo stesso intuito e capacità alieutica del padre della Boilie ,dedicandosi alla pesca ricreativa con minor impegno e tempo .Per questo motivo si perseguirono altre strade e lo sviluppo puntò alla componente attrattiva dell’esca più facile da gestire in termini industriali , grazie ad ingredienti chimici sofisticati composti e selezionati da tecnici competenti provenienti dal settore del petfood e dall’acquacultura.

Attrazione VS nutritività - Copia_010L’esca attrattiva fondamentalmente è un’inganno per gli organi di senso dei pesci, un’artefizio che li stimola facendo credere all’animale che vi sia presenza di cibo quando in realtà non vi è nulla di tutto questo. Per fare un esempio facile da capire per i pescatori in genere, basti pensare alle esche artificiali per la pesca dei predatori , sostanzialmente dei pezzi di metallo e plastica che simulano movimenti, producono vibrazioni e inducono l’attacco del luccio e della trota di turno che li scambiano per pesciolini feriti.

L’innegabile vantaggio delle esche pronte è essere sempre disponibili e di funzionare anche senza preventive campagne di pasturazione, consentendo comunque ottime possibilità di catturare le carpe a patto di saper individuare dove sono i pesci .

La boilie a questo punto non è più cibo, ma un mezzo per trasportare in acqua tutta una serie di segnali e stimoli chimici di natura artificiale , studiati e sviluppati appositamente allo scopo da tutta una serie di piccole e grandi aziende sorte a cavallo degli anni ’90.

Gli stimoli che attraggono il pesce sono essenzialmente legati agli organi gustativi, partendo dall’apparato buccale, fino ad arrivare al complesso sistema di cellule specializzate a “leggere”le informazioni chimiche portate dall’acqua. Tutte le sostanze che danno gusto alla boilie finita o che grazie alla loro solubilità trasportano questi messaggi fino al pesce,sono ingredienti interessanti da inserire in un’esca attrattiva.

Questa grande disponibilità di ricerca e materiali fu ossigeno per i moderni pescatori di grosse carpe che proprio in quel decennio ,iniziarono a scoprire il vecchio continente , esportando le nuove conoscenze dall’Inghilterra alla Francia, per poi colonizzare velocemente tutta l’Europa che presentava acque e potenzialità di cattura notevolmente superiori alla loro isola natia.

Tutto questo fermento , concorse alla creazione di una tecnica ben distinta, fatta di attrezzi specializzati e moderni che portano velocemente ad incrementare il bagaglio tecnico dei pescatori e all’invenzione di soluzioni pratiche che ottimizzarono l’utilizzo delle nuove esche rendendo sempre più semplice la cattura di enormi esemplari di carpa !

Attrazione VS nutritività - Copia_031La diffusione delle foto di questi giganti d’acqua dolce innescò una sorta di frenesia spostando l’attenzione di tanti pescasportivi verso il carpfishing ,generando un meccanismo virale che spinse tutto all’estremo nel bene e nel male , scoprendo i limiti della nuova generazione di esche attrattive, legati soprattutto all’abuso in termini di quantità a causa del grande numero di appassionati che si trovarono contemporaneamente a sfruttare gli stessi specchi d’acqua.

Ci si accorse infatti che più un’esca è stimolante in termini chimici, minore sarà la sua efficacia nel tempo!

Inoltre queste palline colorate e profumatissime , risultarono poco interessanti nel lungo periodo in tutte quelle acque nelle quali i pesci trovano naturalmente cibo ad elevato potenziale nutritivo.

Se ci pensate bene, per alcuni versi lo stesso problema che si presentò a Wilton agli inizi della sua carriera.

Ma le aziende erano ormai lanciate sul mercato e risolsero le nuove problematiche con uno studio attento dei materiali, producendo una nuova generazione di boilie prodotte con attrattivi di origine organica e non chimica e introducendo miscele(da qui in avanti dette mix) molto più nutrienti di quelle utilizzate per le prime ready made.

Praticamente mediando le teorie di Fred e quelle del duo Richworth , si ottennero quelle che possiamo definire le moderne esche del carpfishing, le stesse boilie che usiamo noi attualmente.

Attrazione VS nutritività - Copia_041Ma questa è una visione aziendale, legata alle esche pronte , che tende a mediare fra le esigenze della maggior parte dei potenziali clienti . Tornando alla domanda di partenza : “nutritive VS attrattive”è fondamentale capire che le due realtà possono coesistere in un’unica esca , ma che le necessità specifiche del singolo pescatore si possono soddisfare anche sfruttando la singola caratteristica.

L’esca nutritiva è complessa in termini di realizzazione , conservazione ed utilizzo specifico. Realizzarla richiede coscienza dei bisogni specifici dei pesci che intendiamo insediare e di conseguenza una conoscenza approfondita degli spot e ambienti dove applicheremo la nostra strategia di pesca. Il carpista che si rivolge a questa tipologia di palline è fondamentalmente uno stratega che pianifica le sue pescate nei minimi termini, sfruttando appieno le potenzialità dei costosi ingredienti utilizzati ,senza spreco di risorse e tempi.

L’azione di pasturazione preventiva è la chiave di volta di questo genere di pescate e se l’esca è quella giusta , i risultati in pesca saranno incredibili e notevolmente superiori a quelli degli eventuali antagonisti che frequentano lo stesso ambiente.

Dal nostro punto di vista questo percorso è il più ambizioso e difficile ma anche il più gratificante perché il pescatore è il principale artefice di ogni successo ottenuto.

L’esca attrattiva è di semplice realizzazione, non serve avere conoscenze specifiche in termini di alimentazione animale e si possono agevolmente sfruttare un numero impressionante di attrattori e prodotti presenti sul mercato. Inoltre è possibile utilizzare il supporto tecnico delle aziende produttrici per individuare con facilità l’aroma o additivo più adatto per i propri scopi.

Attrazione VS nutritività - Copia_015

Il campo di utilizzo di questa tipologia di palline si restringe alla corretta individuazione della presenza di pesci interessanti sullo spot prescelto , trasformando così l’appassionato più in un “cacciatore” di carpe a vista che non in un profondo conoscitore della complessa biologia del fiume e del lago. Per il pescatore occasionale che dedica poco tempo libero alla pesca, questa è certamente la scelta vincente anche da un punto di vista economico in quanto il più delle volte servono quantitativi irrisori se paragonati a quelli utilizzati nelle lunghe campagne di pasturazione.

Dal mio punto di vista, la maggior parte dei carpisti Italiani potrebbe avere la massima soddisfazione in termini di resa semplicemente dedicando più attenzione alla scelta del posto di pesca e del periodo più adatto ed affidandosi a semplici esche attrattive anche già confezionate, invece che perdere troppo tempo in calcoli e nello sviluppo di palline fin troppo performanti oppure con caratteristiche poco interessanti per l’azione di pesca che si ha in mente.

L’interazione fra una buona nutritività ed un’ottima attrazione risulta particolarmente adatta agli specialisti della cattura dei grossi esemplari. Pescatori dotati di un bagaglio culturale e tecnico superiore alla media, che spendono molto tempo nella ricerca del pesce da record, frequentando gli ambienti più complessi e difficili dove di solito vivono questi grandi animali.

prima volta 2005

In questi casi l’azione di pesca si protrae anche per molti giorni e diventa fondamentale mantenere la presenza del pesce nell’area prescelta con una continua azione di offerta mirata a stimolare l’appetito nei dintorni dell’innesco. I soli segnali chimici non bastano a mantenere attivo l’interesse e di conseguenza diventa fondamentale che le palline abbiano un contenuto curato anche in termini di gusto e potenziale nutritivo.

 

 

 

 

 

 

alimento naturale natale a cassien

La scelta dell’esca diventa a questo punto consapevole e non casuale , inserita in un contesto simile ad un puzzle dove rappresenta probabilmente l’ultimo tassello mancante per completare l’opera.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel prossimo appuntamento parleremo della dimensione della boilie , analizzando i vantaggi dell’utilizzo di esche piccole e grandi in funzione dell’azione di pesca

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L'autore

Sergio Tomasella nasce a Vittorio Veneto nel 72. Grazie ai genitori conosce la pesca da giovane. Carpista della prima ora, pioniere di laghi quali Endine e Pusiano. Sue tra le catture piu' grosse di quegli anni... Ricercatore e studioso dagli spiccati interessi scientifici e con grandi competenze nel mondo degli integratori sportivi . Tutti tasselli che lo portano ai vertici nazionali nello studio, e nello sviluppo della boilie. Fondamentale poi la collaborazione con BigFish che da il via ad una nuova era. Mai presente per suo volere sulla carta stampata, sceglie e crede tra i primi nel web come mezzo per comunicare. Unico pescatore in Italia ad intrattenere corrispondenza con il padre della boilie Fred Wilton. Sua la teoria delle esche basata sulla relazione tra determinate tipologie di grassi e la loro attrattività. Sergio Tomasella e' da sempre considerato un guru dell'esca oltre che un pescatore di sani principi.

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