2.5 La Boilie, il colore

di
colore

In questa puntata parleremo del colore dell’esca e dei vantaggi da sfruttare a nostro favore durante la pesca

 

Nel capitolo dedicato alla carpa abbiamo capito che questo animale ci vede benissimo e che distingue i colori ed il contrasto .

Nello spettro visivo del pesce , il giallo ed il bianco sono i più identificabili per differenza dal fondale, mentre il verde ed il blu sono i colori più tracciabili all’aumentare della profondità.

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Quindi anche il colore dell’esca può essere un segno distintivo da gestire e sfruttare ai fini della riuscita della nostra battuta di pesca, diciamo subito però che nelle acque molto profonde e torbide , questa caratteristica perde quasi totalmente di significato.

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La carpa è un animale di indole molto curiosa e questa sua prerogativa la porta a cercare il contatto fisico con tutti quegli elementi che non fanno parte del suo ambiente e che contrastano con esso.

In questi termini il colore dell’esca può essere d’aiuto per far si che il pesce la identifichi con maggior precisione.

Le boilie si possono colorare in fase di selezione del mix , scegliendo farine chiare o scure in funzione del risultato che si vuole raggiungere , aggiungendo ingredienti attrattivi fortemente colorati (pensiamo all’alga spirulina o al robin red di cui parleremo più avanti nei capitoli dedicati agli ingredienti) oppure utilizzando i coloranti alimentari che permettono di raggiungere livelli di tono e colore impensabili , ma che si adattano solo alla costruzione di piccoli quantitativi di esca da usare come innesco o lieve pasturazione attorno allo stesso.

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Per la scelta del tono è fondamentale capire di che colore è il fondale su cui le esche si poggeranno perchè è in quel contesto che agiremo.

In linea di massima il fondale dei laghi, degli stagni e delle cave è quasi sempre scuro a causa di fango e sedimenti depositati , quindi la miglior soluzione per rendere visibili le boilie è creare palline di colore chiaro se non bianche!

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I pesci riusciranno in questo modo a trovare ogni singolo boccone con estrema facilità e saranno coinvolti più sensi (olfatto, gusto,recettori chimici e vista) creando facilmente grande frenesia alimentare!

Ma la frenesia alimentare è sempre un vantaggio?

In termini di catture in senso assoluto (quantità) certamente sì, però la confusione attorno all’esca , provocata magari da tanti pesci di taglia medio piccola, potrebbe essere di impedimento per la cattura dei grossi esemplari che si tengono al margine del casino.

Per far capire come ogni particolare possa volgere a nostro favore se applichiamo la giusta strategia, basti pensare che in un contesto come quello appena descritto , pasturare un’area con esche molto visibili che creino scompiglio fra gli esemplari più giovani e pescare a margine con un innesco interessante ma più mimetizzato, porta spesso alla cattura dell’esemplare da trofeo fin dalle prime partenze.

Personalmente ho sempre adottato questo metodo sui grandi laghi, creando una vasta area pasturata ed attiva sopra la quale pescare al lancio, lasciando in disparte un secondo innesco , generoso e dedicato alle “vecchie” che non apprezzano la confusione!

Un altro frangente in cui è apprezzabile mandare in frenesia il pesce, sono le gare . Logicamente in questi contesti si guarda al numero prima ancora che al peso e quindi , la pasturazione con esche molto visibili, molto attrattive e di piccolo diametro (vedremo perchè nel paragrafo sulla misura della boilie) è spesso una chiave del successo.

I fondali di colore chiaro sono più rari ma si possono trovare sopratutto sui letti sabbiosi dei fiumi o dei laghi in prossimità degli emissari. Logicamente valgono gli stessi discorsi , ragionando però con esche di colore più scuro , che sono anche più facili da realizzare.

Io amo utilizzare esche molto mimetiche quando pasturo con continuità lo spot perchè preferisco che le carpe spendano più tempo per procurarsi il cibo usando sensi più recettivi , come olfatto e gusto in quanto più sviluppati negli esemplari di taglia ed età importanti , rispetto che nei pesci giovani.

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Inoltre temo molto l’intervento degli uccelli acquatici che vivono nei contesti naturali con i quali interagisco e che sono in grado di ripulire un’abbondante letto di esche in poco tempo senza permettere alle carpe di partecipare al banchetto. Siccome le folaghe ed i tuffetti in genere usano esclusivamente la vista , esche di colore identico al fondale ci mettono al sicuro da questa disastrosa calamità.

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La differente colorazione fra innesco e pastura può essere la chiave di volta per arrivare velocemente a catturare in condizioni di spot non pasturato preventivamente.

Quando peschiamo in un posto nuovo , in genere si tende a gettare in acqua molta esca nelle fasi iniziali della pescata e poi attendere le abboccate per rinnovare lo stimolo sul fondo.

Questa è una strategia universalmente riconosciuta come valida , con il limite di spostare in là nel tempo le prime catture.

Mi spiego meglio: in genere questo approccio è il preferito di chi rimane molti giorni a pesca sullo spot ed è quindi disposto anche a sacrificare le prime notti , in funzione di avere più possibilità di cattura man mano che passa il tempo.

Io mi sono accorto che pescare le prime notti con esche di colore vivace, molto contrastante poggiate direttamente in mezzo alla pastura o ai margini della stessa cercando di incrociare le rotte di avvicinamento del pesce, mi ha permesso spesso di catturare con continuità fin dalle prime battute.

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Di fatto le esche esclusivamente da innesco (tipo le galleggianti di cui parleremo nel paragrafo dedicato al pesco specifico della boilie) sono sempre in colori sgargianti molto contrastanti e fluo (ma la fluorescenza serve solo ad attrarre il carpista!) in modo da giocare la fondamentale carta dell’attrazione per curiosità.

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Una carpa curiosa si avvicina con atteggiamento molto ingenuo all’inganno ed è facile vedere nei video sommersi , come la partenza di un pesce caduto su questo inganno , sia molto più violenta ed impaurita di quello caduto su un terminale neutro e mimetizzato col fondale!

Nel prossimo appuntamento parleremo della grandezza dell’esca e dei diametri più utilizzati nel moderno carpfishing

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L'autore

Sergio Tomasella nasce a Vittorio Veneto nel 72. Grazie ai genitori conosce la pesca da giovane. Carpista della prima ora, pioniere di laghi quali Endine e Pusiano. Sue tra le catture piu' grosse di quegli anni... Ricercatore e studioso dagli spiccati interessi scientifici e con grandi competenze nel mondo degli integratori sportivi . Tutti tasselli che lo portano ai vertici nazionali nello studio, e nello sviluppo della boilie. Fondamentale poi la collaborazione con BigFish che da il via ad una nuova era. Mai presente per suo volere sulla carta stampata, sceglie e crede tra i primi nel web come mezzo per comunicare. Unico pescatore in Italia ad intrattenere corrispondenza con il padre della boilie Fred Wilton. Sua la teoria delle esche basata sulla relazione tra determinate tipologie di grassi e la loro attrattività. Sergio Tomasella e' da sempre considerato un guru dell'esca oltre che un pescatore di sani principi.

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