3.0 Boilie Ready made : breve storia delle ready made

di
20151113_102140

In questo capitolo parleremo di esche pronte ,ready made, acquistabili in molteplici varianti presso tutti i rivenditori di articoli per la pesca.

Analizzeremo come sono fatte, decideremo quali parametri sono interessanti per capire la qualità e impareremo ad utilizzarle con cognizione.

La prima esca commerciale dedicata alla moderna pesca della carpa fu  l’ HI-PRO , realizzata con le stesse sostanze proteiche ed proposte dalle teorie di Fred Wilton e commercializzata per la prima volta nel Maggio del 1977.

Da questa data in poi ha origine il fenomeno delle ready made , che nei primi anni ’80 raggiungerà proporzioni notevoli dal punto di vista commerciale grazie a Streamselect , azienda che per prima avvierà un commercio su larga scala con il marchio Richworth.

Nata dalla brillante intuizione di due carpisti dell’epoca , Clive Diedrich e malcom winkworth (Rich + Worth) l’azienda inglese deve la sua fama attuale all’aver mantenuto le premesse con cui iniziò la sua produzione , ovvero : ” Qualità degli ingredienti , qualità del processo produttivo e costante feed back con uno stuolo di competenti pescatori che provano il prodotto su molteplici tipologie di acque”.

Il successo delle esche pronte si deve essenzialmente all’idea che si possono ingannare gli organi di senso della carpa, grazie a delle sostanze attrattive che simulano i segnali di cibo presenti in natura amplificandoli a dismisura!

Per questo motivo , le prime boilie ready made “di massa” , che dominarono la scena per tutti gli anni ’80, non furono realizzate con miscele HNV , ma un semplice mix a base di cereali e proteine del latte , a media percentuale proteica , ottimizzato per “spargere” in acqua i potenti segnali chimici dei liquidi utilizzati nell’impasto.

Aminoacidi , aroma e dolcificante riuscivano a rendere estremamente catturanti queste esche , facilitando al contempo un processo di realizzazione e conservazione che divenne la chiave per poter distribuire le palline confezionate anche in paesi lontani dal luogo di produzione ( i sobborghi industriali di Londra)

Queste esche permettevano di catturare in tutte le acque dell’Inghilterra e divennero la scelta ideale anche per i pionieri inglesi che all’inizio del 1990 decisero di affrontare le più complesse acque del vecchio continente alla ricerca di carpe ben più interessanti di quelle che catturavano sulla loro isola.

E’ in questo preciso momento storico che le teorie HNV di Fred tornano prepotentemente alla ribalta anche nel settore delle esche pronte essendo evidente a tutti come il basso potenziale nutritivo delle palline confezionate , limitasse il successo nelle acque ricchissime di nutrimento e di grosse carpe della Francia, dell’Olanda e dell’Italia.

Un’immagine rappresenta in pieno la rivoluzione dei primi anni ’90 , l’Ellis fish preso a Sant Cassien dall’omonimo carpista , catturata verso la metà del 1980 ad un peso di 76 libbre !

Con questa foto in particolare e con quelle che seguirono fino al 1990 entriamo ufficialmente nell’era moderna delle esche pronte per la pesca della carpa.

Nuove aziende iniziarono ad affiancare Richworth (alla quale spesso affidavano la realizzazione pratica delle proprie ricette , limitandosi al progetto ed alla distribuzione) e nuovi ingredienti vennero inseriti nei mixes per alzare il potenziale alimentare finale.

Farine di pesce, farine di carne e pastoni nutritivi dedicati all’alimentazione degli animali da reddito , furono le scelte più ovvie di un mercato che attingeva a piene mani da ricerche sull’alimentazione animale fatte nell’ambito del fish farming .

Tutto questo fino ad arrivare all’attuale mercato vario e frazionato , fatto di grandi realtà industrializzate che cercano di puntare sul prezzo finale del prodotto , limando più possibile i costi e di piccoli e medi produttori locali che propongono in forma commerciale ricette derivate dal self made casalingo .

In questa jungla moderna si è un persa la definizione originale e molti fruitori finali che ricercano in questi prodotti la comodità , risultano inutilmente confusi da tutti i messaggi commerciali con cui vengono bombardati.

In questo capitolo specifico cercheremo di rimettere ordine e di chiarire le idee in generale , per sfruttare al meglio le potenzialità di queste comode esche.

Nella prossima puntata tratteremo la qualità primaria di una buona ready made, ovvero la capacità di essere attrattiva senza nutrire e quindi saziare il pesce

 

Comments

comments

L'autore

Sergio Tomasella nasce a Vittorio Veneto nel 72. Grazie ai genitori conosce la pesca da giovane. Carpista della prima ora, pioniere di laghi quali Endine e Pusiano. Sue tra le catture piu' grosse di quegli anni... Ricercatore e studioso dagli spiccati interessi scientifici e con grandi competenze nel mondo degli integratori sportivi . Tutti tasselli che lo portano ai vertici nazionali nello studio, e nello sviluppo della boilie. Fondamentale poi la collaborazione con BigFish che da il via ad una nuova era. Mai presente per suo volere sulla carta stampata, sceglie e crede tra i primi nel web come mezzo per comunicare. Unico pescatore in Italia ad intrattenere corrispondenza con il padre della boilie Fred Wilton. Sua la teoria delle esche basata sulla relazione tra determinate tipologie di grassi e la loro attrattività. Sergio Tomasella e' da sempre considerato un guru dell'esca oltre che un pescatore di sani principi.

Copyright @ 2013 BigFish Registro imprese: sede Treviso, iscr. n° 289243 Capitale sociale: 50.000,00 i.v.