3.1 Boilie ready made. imitare senza nutrire

di
catalogo rich vintage

In questa puntata ribadiremo un concetto semplice e funzionale , cioè che un’esca valida deve attrarre il pesce senza sfamarlo per avere più possibilità di catturare

Abbiamo visto nella precedente puntata che le esche pronte nascono esclusivamente per attirare il pesce verso un inganno che porti alla cattura, per poi diventare anche nutritive per ovviare a necessità specifiche legate alle acque più complesse che gli Inglesi trovarono nel vecchio continente.

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Da questo “bivio” nasce un profondo fraintendimento che oggi ci ha portato a confondere il concetto di pesca veloce e a spingere il confine della nutritività di una ready verso l’alto , portandola ad essere molto simile alle palline fai da te , utilizzate per portare avanti grandi campagne di pasturazione preventiva.

Facciamo reset e torniamo al concetto che l’esca pronta non è un mangime di qualità ma uno strumento comodo per catturare velocemente carpe . Questo ci aiuterà a sfruttarne le potenzialità in funzione del tipo di pesca che pratichiamo , sgravandoci dall’impegno e dai costi relativi a produrre boilies in casa.

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In quest’ottica verrà rivoluzionato anche il credo condiviso che le ready made siano molto costose e che il loro impiego porti a lievitare le spese esponenzialmente.

Di fatto la boilie pronta deve attrarre il pesce come fattore primario e deve avere un valore nutritivo in sintonia con la strategia impiegata durante l’azione di pesca e con le caratteristiche dello spot esplorato.

Le prime esche , cosiddette “Attractive bait”, erano realizzate con il mix 50/50 gold , una miscela di cereali (mais , semolino ) , soia e latte proteico in polvere . Questo mix con un medio/basso valore nutritivo , risultava eccezionale in termini di lavorazione (meccanica della rollatura) , stabilità nella conservazione e potenziale meccanica in acqua. Era pertanto una scelta economicamente vincente per un’azienda che si trovava a gestire elevati volumi produttivi con tecnologie poco automatizzate .

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Di per se la miscela era sufficiente per le esigenze di pesca nelle acque semplici , ma di certo non rappresentava una scelta altamente performante.

Quello che dava all’esca finita la marcia giusta per diventare un successo commerciale era la componente liquida miscelata ai solidi nella fase di impasto del mixes.

Praticamente l’efficacia finale dipendeva dalla chimica inserita nel costrutto che risultava attrattiva per il sistema sensoriale del pesce.

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E si iniziò pure a scoprire che vi erano particolari sostanze o combinazioni che risultavano molto più performanti di altre!

 

Le aziende  quindi investirono nella ricerca e iniziarono a fare prove sulle sostanze , sui dosaggi delle stesse e sulle combinazioni , affidandosi alle prove pratiche .

E’ importante capire che il successo di un’esca di qualità si basa certamente su competenze tecnologiche specifiche ma sopratutto sulle numerose prove fatte nel pratico da pescatori attenti ed esperti in grado di valutare oggettivamente la resa sia quando si raccolgono brillanti risultati che quando si fallisce miseramente!

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Le esche attrattive basate su mixes semplici non smettono mai di catturare pesce ed il fatto che oggi vi siano sul mercato le stesse esche degli anni ’80 ne è la prova.

La storica boilie “Tutti frutti” di Richworth riesce a dare la misura di un successo che dura da 35 anni e questo credo sia sufficiente a far capire come il carpista tenda spesso a complicarsi la vita nella scelta dell’esca , quando invece si tratta solamente di saperla adattare alle proprie esigenze e stile di pesca

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Tornando a noi ,la struttura di una buona ready made deve essere in grado di favorire il trasporto in acqua dei segnali chimici interessanti per il pesce , riuscendo a mantenere una resistenza strutturale che sopporti almeno una decina di ore di immersione sul fondo .

Alla base quindi vi è un mix stabile impastato con uovo e attrattori di varia natura , fra cui spiccano i predigeriti proteici , gli aminoacidi liberi e gli aromi di provata efficacia sul pesce.

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Gli organi di senso del pesce sono molto sensibili a questo tipo di sostanze e di fatto la carpa viene stimolata da queste esche quasi fossero del cibo naturale!

Le aziende tendono a creare una sinergia di stimoli , usando più sostanze differenti per rendere all round le boilie prodotte , visto che non è possibile individuare un target specifico di utente e ci si deve quindi adattare a molteplici situazioni.

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Abbiamo visto nel precedente articolo come , ad un certo punto, si decise di alzare il valore nutritivo delle esche pronte, inaugurando l’epoca delle cosidette “Food bait”.

Per riuscire in questo intento , le miscele originali vennero prima addizionate con mangimi già pronti studiati per nutrire altri animali , tipo i pastoncini usati nello svezzamento dei nidiacei di varie specie di uccelli , definiti “Birdfood” ( da cui birdfood-mix) e poi si passò ad ingredienti zootecnici più complessi di origine animale , farine di carne , sangue ,pesce e lieviti utilizzate per animali da reddito allevati a scopo alimentare ( da cui liver-mix , fish-mix ecc.)

Pur senza raggiungere i valori nutritivi di un HNV mix , queste nuove esche divennero molto interessanti per il pesce anche nelle acque più pressate, difficili e ricche di nutrimento , dove le esche attrattive calavano di resa in tempi molto brevi.

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E’ fondamentale capire che per le aziende sarebbe stato facile porre sul mercato esche ad elevatissimo valore nutritivo , ma che di fatto questa strada è controproducente perchè si incorre nel grosso rischio di saziare il pesce durante l’azione di pesca e questo è veramente un grande difetto per qualsiasi pastura!

Le due linee di pensiero sono giunte fino a noi mantenendo le premesse iniziali ma evolvendo in funzione del mercato (gusti dei pescatori) e del differente approccio moderno alla pesca con la boilie.

Per quello che riguarda le palline attrattive, si cercano sempre nuove combinazioni aromatiche , esplorando sostanze chimiche sempre più pure ( acidi organici) e combinazioni di aromi che riducano più possibile il problema dell’eccessiva assuefazione del pesce ai soliti gusti.

Questa problematica ha anche innescato l’interessante paradosso grazie al quale le aromatizzazioni più arcaiche tornano prepotentemente in auge in quanto desuete e per questo motivo nuovamente sconosciute alle carpe”

Anche un’azienda performante e innovativa come Richworth si trova a “rispolverare” vecchie glorie che si rivelano devastanti in pesca tanto quanto lo erano 30 anni fà !

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Le food bait si sono invece spinte verso l’assoluta assenza di segnali chimici di sintesi , ricercando l’attrazione esclusivamente grazie a prodotti di origine naturale organica , trasformati con processi di fermentazione e pre-digestione , per renderli perfettamente solubili in acqua.

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Oggi come all’ora , la scelta di una tipologia o dell’altra dovrebbe essere subordinata ad una precisa conoscenza dello spot che si intende frequentare , sopratutto per ciò che riguarda la ricchezza di nutrimento, l’abbondanza di prede di taglia e le abitudini degli altri pescatori che frequentano lo spot.

Non dovrebbe essere una scelta dettata dai gusti personali del carpista, che preferisce un odore ad un’altro o che identifica nel “segnale chimico” un pregio o un difetto.

Nel prossimo appuntamento , inizieremo a capire come valutare un’esca pronta in funzione delle proprie necessità ed esigenze, discutendo su quando e perchè può essere interessante l’uso di un attractive bait invece che una food bait…e viceversa.

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L'autore

Sergio Tomasella nasce a Vittorio Veneto nel 72. Grazie ai genitori conosce la pesca da giovane. Carpista della prima ora, pioniere di laghi quali Endine e Pusiano. Sue tra le catture piu' grosse di quegli anni... Ricercatore e studioso dagli spiccati interessi scientifici e con grandi competenze nel mondo degli integratori sportivi . Tutti tasselli che lo portano ai vertici nazionali nello studio, e nello sviluppo della boilie. Fondamentale poi la collaborazione con BigFish che da il via ad una nuova era. Mai presente per suo volere sulla carta stampata, sceglie e crede tra i primi nel web come mezzo per comunicare. Unico pescatore in Italia ad intrattenere corrispondenza con il padre della boilie Fred Wilton. Sua la teoria delle esche basata sulla relazione tra determinate tipologie di grassi e la loro attrattività. Sergio Tomasella e' da sempre considerato un guru dell'esca oltre che un pescatore di sani principi.

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