3.2 Boilie ready made : quando e perchè?

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Le ready made sono sostanzialmente esche da pesca all round studiate per “adattarsi” a stili e visioni differenti.

Molti grandi carpisti che ho conosciuto , si affidano esclusivamente alle esche pronte per le loro pescate e catturano con continuità grosse carpe ovunque ed il loro successo si ripete ogni anno da decenni.

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Il motivo è facile da spiegare :

gli specialisti della pesca alle grosse carpe dedicano le loro energie ed il loro tempo esclusivamente alla ricerca delle migliori acque , alla pianificazione delle pescate ed allo studio tecnico di tutti quei fattori cruciali per individuare e catturare il grosso esemplare a cui mirano.

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Praticamente delegano “l’affare esche” agli specialisti del settore, consci del fatto che la boilie è l’ultimo tassello di un puzzle che porterà al successo.

Il pescatore di esperienza sa che l’insuccesso non dipende quasi mai dalla pallina , se questa è ben configurata, ma principalmente dalla scelta errata dello spot ,dai  fattori ambientali , dal clima e alcune volte dalla carenza tecnica dei materiali.

Il pescatore privo di esperienza da sempre la colpa all’esca perché questa è il capro espiatorio più facile da sacrificare per lavarsi la coscienza dal peso dei banali errori di valutazione che si sono commessi durante la pianificazione e nello svolgimento della pescata!

Questa premessa è molto importante per capire quando la scelta di un’esca pronta è sensata e su questa definizione costruire il resto del capitolo:

La Ready made è la scelta migliore per tutti quei carpisti che non vogliono avere dubbi sulla qualità dell’esca e preferiscono investire tutti gli sforzi fisici e mentali nell’affinare altre qualità , come il senso dell’acqua , la conoscenza specifica delle abitudini dei pesci che si intendono insidiare e la conoscenza specifica degli ambienti che si frequenteranno.

Sembrerà un paradosso leggere questo passaggio in un capitolo di un libro interamente dedicato alle esche e scritto da un pescatore che ha investito quasi tutto il suo tempo nella ricerca su ingredienti, miscele e attrattori , ma questa è una gran verità che mi viene dalla consapevolezza di aver perso molte occasioni di prendere grosse carpe a fronte di prove e test (spesso anche negativi) sulle palline.

Uno dei consigli che ho sempre dispensato al gruppo di Testers con cui da anni collaboro è di non portare in pesca nelle occasioni speciali esche in prova , ma di affidarsi sempre a prodotti di comprovata efficacia , per non veder sfumare con frustrazione le occasioni migliori di successo.

E ovvio che esistono molteplici possibilità di scelta nel grande mondo delle esche pronte e da qui in avanti cercheremo di centrare il focus su come scegliere nei migliore dei modi.

Esistono sostanzialmente 3 variabili che ci possono condizionare nelle nostre scelte e sono :

  1. Durata della pescata
  2. Possibilità di prebaiting dello spot
  3. Cambiare frequentemente posto pesca

Ovviamente i tre punti si possono pure intersecare fra loro aumentando le possibilità e gli scenari possibili , vediamo quindi di farci un’idea delle variabili singolarmente prese e poi affronteremo condizioni più complicate.

Se la pescata dura poche ore , la cosa più importante è intercettare di sicuro il passaggio del pesce con un’esca fortemente attrattiva che verrà dosata con assoluta parsimonia per non correre alcun rischio di deviare l’attenzione delle carpe dal terminale innescato.

E’ la situazione migliore per recarsi a pesca con un solo sacchettino di boilie fortemente attrattive di provata efficacia in tempi brevi.

La classica esca stile “tutti frutti” di Richworth che da 30 e passa anni fa egregiamente il suo sporco lavoro anche in poche ore!

Ma esistono ovviamente molte altre varianti sul tema , l’esempio è solo per citare una delle esche veloci più famose di sempre.

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In questi specifici casi , conviene sempre chiedere consiglio al negoziante di fiducia che è solito raccogliere i pareri di tutti i suoi clienti e che spesso diventa una vera enciclopedia dell’esca , il “wikipedia” della situazione , che ha tutto l’interesse nel rendervi un pescatore di successo nonché cliente felice e fidelizzato!

Oppure chiedere direttamente all’azienda a cui volete dare fiducia o ai collaboratori della stessa, che certamente sanno quale delle esche trattate dal Brand , si è rivelata particolarmente adatta a questo tipo di approccio.

Se la pescata durerà a lungo (anche più giorni) la soluzione migliore è affiancare due esche dalle differenti caratteristiche , una molto attrattiva ed aromatica , l’altra più nutritiva.

Questo per due motivi , verificare fin da subito se le carpe di quello spot hanno maggior affinità per determinati gusti e per evitare che dopo un brillante avvio sull’esca attrattiva , l’attività sullo spot possa calare a causa della scarsa nutritività o dell’eccessiva chimica che ad un certo punto rende diffidenti i pesci.

Personalmente per pescate molto lunghe , suggerirei di partire con proporzioni differenti fra le due esche , iniziando con la maggior parte di boilie attrattive , per poi calare giorno per giorno le quantità in favore delle esche più nutritive , fino a finire la pescata solo con le ultime come pasturazione , per usare le attrattive esclusivamente come innesco.

Ovvio che poi il risultato in pesca può far cambiare le carte in tavola con la massima variabilità possibile…d’altronde la carpa è un simpatico animaletto in grado di stravolgere fior fiore di teorie !

La possibilità di pasturare uno spot preventivamente alla pescata , condiziona la scelta dell’esca in maniera netta verso ready made strutturate con farine animali proteiche ed estratti.

Bisogna però capire fin da subito che la pasturazione preventiva effettuata con esche pronte è una fase rischiosa che necessita di attenzione , perché può rovinare l’efficacia dell’esca stessa se non si è parchi con le dosi che devono essere bilanciate al quantitativo di pesce presente e all’appetito dello stesso!

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La saturazione di segnali chimici potenti come quelli prodotti dagli ingredienti tecnici usati nelle esche industriali è il principale errore commesso da chi utilizza questo tipo di prodotti .

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“Poco e spesso” risulta essere la regola del successo per chi usa esche pronte e in quest’ottica è possibile usare anche esche fortemente aromatizzate di tipo attrattivo.

Vi sono differenze fra gettare mezzo kg. Di palline 2 giorni prima della pescata (pratica semplice e molto efficace) e preparare invece la posta con qualche decina di kg. Distribuiti 1-2 settimane prima.

Nel primo caso qualsiasi esca può essere efficace ed adatta , nel secondo consiglio vivamente di usare solo food bait senza aromatizzazioni chimiche.

A prescindere dalla durata e dalla pasturazione, capita spesso di essere dei carpisti erranti , ovvero pescatori che ogni fine settimana affrontano spot differenti come caratteristiche e obbiettivi.

Questa situazione molto comune a molti pescatori Italiani è quella dove la variabile esca è la meno importante fra tutte , visto che non sempre ci si troverà al posto giusto nel momento giusto.

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Ci piace pensare che il carpfishing sia soprattutto questione di “culo”? Questa è la situazione più indicata per scoprire se la dea bendata è dalla nostra parte oppure no , perché quindi complicarsi la vita con la scelta dell’esca ?

In questo contesto è molto più divertente sperimentare e provare soluzioni nuove e azzardate , soprattutto se stiamo parlando di posti molto pressati dove ormai il pesce è abituato a qualsiasi stimolo e variante di gusto!

Da quanto scritto fino ad ora emerge che i limiti di una Attractive Bait sono sostanzialmente la durata dell’azione di pesca e il quantitativo di esca che finisce in acqua, mentre le food bait faticano in termini di velocità se non si è potuto abituare prima il pesce al beneficio degli interessanti ingredienti contenuti in essa.

Per questo motivo non si può dire in senso assoluto che le food bait siano più catturanti delle esche attrattive ed è quindi corretto sfruttare le potenzialità di entrambe le soluzioni.

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Quando un pescatore “veloce” ha scelto le sue 2-3 varianti di esca attrattiva e 1-2 food baits è praticamente apposto per quello che riguarda l’utilizzo in pesca per più stagioni di successo e questa strada regala grandi soddisfazioni e semplifica notevolmente la vita, a patto che “impastare” da se le proprie esche non sia di per sé la soddisfazione più grande che ci può dare questa nostra bella passione.

Nel prossimo articolo parleremo di come usare in maniera corretta le varie tipologie di Ready made in funzione del tipo di acqua e delle tre punti appena descritti .

 

 

 

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L'autore

Sergio Tomasella nasce a Vittorio Veneto nel 72. Grazie ai genitori conosce la pesca da giovane. Carpista della prima ora, pioniere di laghi quali Endine e Pusiano. Sue tra le catture piu' grosse di quegli anni... Ricercatore e studioso dagli spiccati interessi scientifici e con grandi competenze nel mondo degli integratori sportivi . Tutti tasselli che lo portano ai vertici nazionali nello studio, e nello sviluppo della boilie. Fondamentale poi la collaborazione con BigFish che da il via ad una nuova era. Mai presente per suo volere sulla carta stampata, sceglie e crede tra i primi nel web come mezzo per comunicare. Unico pescatore in Italia ad intrattenere corrispondenza con il padre della boilie Fred Wilton. Sua la teoria delle esche basata sulla relazione tra determinate tipologie di grassi e la loro attrattività. Sergio Tomasella e' da sempre considerato un guru dell'esca oltre che un pescatore di sani principi.

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