3.4 Ready made : come usarle al meglio 2

di
glug
  1. Durata della pescata

Acquistare delle esche pronte per pescare poche ore è emotivamente più facile che scegliere le palline adatte per fare una settimana di pesca sul lago dei nostri sogni! Quello che sostanzialmente cambia è la pianificazione a livello mentale , logistico e pratico ed il fatto che siamo più propensi ad accettare un sonoro cappotto nel canaletto dietro casa che non dopo aver fatto 100 km. Per arrivare sul posto pesca.

Come al solito il capro espiatorio più utilizzato diventa la scelta dell’esca sbagliata e non si tengono in considerazioni tutti gli altri fattori che possono aver contribuito all’insuccesso.

Nel caso delle poche ore , la cosa più sensata da fare è informarsi fra negoziante , amici e web , sulla tipologia di esca che la maggior parte dei pescatori utilizzano in quelle acque per due motivi diametralmente opposti , ovvero presentare al pesce una boilie che già conosce e che ricerca (se lo spot non è ancora saturo) oppure per presentare una novità assoluta e vincere quindi l’apatia da saturazione.

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E’ altrettanto importante conoscere le caratteristiche dell’acqua che andremo ad affrontare , anche se con poche ore di tempo utile ,il fattore ambientale lo possiamo sfruttare ai minimi termini.

Acque ricche di alimento e grossi pesci , rispondono in genere velocemente ad una chimica di contrasto che renda facilmente visibile l’esca ai sensi del pesce.

E’ il caso di dire che ci si gioca l’effetto curiosità e che quindi , un’esca ben visibile , con una chimica piuttosto acida spesso desta velocemente l’attenzione delle carpe .

Ma come può l’utente medio capire se la ready scelta ha queste caratteristiche?

Facciamola semplice: aromi fruttati spinti , presenza di acidi organici (tipo butirrico , per intenderci) e colori sgargianti , definiscono la classica pallina attrattiva ideale per essere lanciato accompagnata da un piccolo stringer o sacchettino e via!

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Senza ovviamente dimenticare tutti i ragionamenti sulle dimensioni e gli assetti fatte nei paragrafi precedenti!

Veniamo quindi all’agognata settimana di ferie pianificata con tanti sacrifici ed alla quale affidiamo le aspettative di un’intera stagione , in questo caso la scelta richiede un minimo di conoscenza presunta dello spot.

Ma qui si rischia di cadere nel banale , in quanto dubito fortemente che qualcuno scelga lo spot senza avere delle buone garanzie della presenza di grossi pesci ! Quindi è giusto dire che nel 90% dei casi si tratta di grandi acque , molto ricche di nutrimento e prede da sogno.

Detto questo diventa opportuno creare una strategia che affianchi almeno un paio di ready dalle caratteristiche differenti.

Servirà certamente una food bait ricca di estratti e con un’attrazione che presenti il minimo di chimica possibile per una ready made. E’ conveniente che quest’ esca si discosti per quanto possibile da quelle che abitualmente il pesce riceve , per questo motivo se sappiamo per certo( o presumiamo) che tutti i nostri competitori utilizzino fish mix op derivati del pesce , potrebbe essere vincente basare la scelta della food bait su altri estratti , tipo il fegato , i lieviti , i derivati del latte ecc. in modo da rendere più confidenti le carpe alla nostra pastura in quanto su queste esche baseremo la nostra pasturazione durante la pescata , gettando in acqua generose quantità nei primi giorni , per poi ridurre o mantenere in funzione dell’attenzione dimostrata dal pesce e dall’andamento delle catture.

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Conviene avere più diametri disponibili, in modo da iniziare con tante piccole esche e alcune belle biglie , per  regolare il rapporto in seguito all’eventuale disturbo di piccoli pesci.

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Resta chiaro che tante piccole esche sono sempre una scelta vincente rispetto a poche grosse esche , in quanto più il pesce è spinto a ricercare il cibo e più facilmente calerà la sua diffidenza anche nei confronti dell’innesco.

Finire le esche con il pesce prepotentemente in pastura è sempre una brutta cosa che di fatto può interrompere la frenesia alimentare e far calare o cessare le catture , per questo motivo è bene attrezzarsi con una buona scorta di queste food bait , considerando che ciò che non utilizziamo , lo possiamo tranquillamente riportare a casa.

La seconda esca da affiancare deve essere una potente boilie attrattiva che non abbia nulla in comune con la prima scelta , neppure ilo colore!

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Lo scopo di questa seconda esca sarà quello di incuriosire i grossi pesci che si tengono a margine del tappeto di food bait che abbiamo preparato , per questo motivo conviene dotarsi anche delle pop up relative in modo da usare poche affondanti attorno alla singola galleggiante sull’innesco.

Ci servirà un quantitativo modico , quindi non lesiniamo sulla qualità affidandoci assolutamente all’esca più reclamizzata fra quelle dell’azienda a cui abbiamo deciso di dare fiducia!

Ai giorni nostri , il web facilita gli scambi di informazioni fra cliente e azienda , passando attraverso i pescatori che collaborano direttamente con lo sviluppo del prodotto stesso. Per questo motivo , una pianificazione attenta comprenderà anche l’aver interpellato i testers o rappresentanti del marchio che abbiamo deciso di usare, per chiedere loro quale abbinamento food + attrattivo considerano il migliore.

 

  1. Possibilità di prebaiting dello spot

La possibilità di preparare il posto sbilancia fortemente la scelta verso la food bait in quanto il maggior nutrimento contenuto e l’attrazione poco chimica tendono alla lunga a prevalere nei gusti del pesce per ovvi motivi. Ovviamente c’è differenza fra gettare in acqua mezzo kg. Di esche il giorno prima di effettuare la pescata rispetto all’utilizzo di qualche decina di kg. Distribuite su 4-5 volte prima di recarsi a pesca.

Nel primo caso vanno benissimo le esche scelte per le pescate veloci di poche ore, ovvero palline dalla forte attrazione sia chimica che visiva , in quanto i quantitativi esigui non permettono di sicuro al pesce di stressarsi . Ricordo con forza che il principale limite di un’esca pronta di questo tipo è l’utilizzo troppo abbondante che ne può fare il pescatore , in quanto l’eccessiva saturazione e la specificità della chimica di questo tipo di boilie le possono rendere repellenti o comunque fortemente sospette.

Nel secondo caso food bait a volontà , scegliendo quelle che concettualmente si avvicinano di più alle caratteristiche di una buona esca self , ovvero tanta sostanza e poca chimica !

Qui entrano in gioco molti piccoli produttori che offrono pronto un prodotto che si può concettualmente ritenere più vicino al self made che all’industriale  e che quindi permettono di utilizzare boilie pensate per stuzzicare il pesce da un punto di vista nutritivo (si potrebbe dire “di pancia”) anche a chi non ha tempo , modo né voglia di rollare mix.

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La scelta di un’esca senza aroma permette di poter abbondare nella pasturazione senza timori aumentando la possibilità di condizionamento del pesce stesso.

Ricordo con piacere il caso delle esche Multiplex di Richworth , uno dei primi esempi di food bait ready made , realizzata senza alcun aroma e con il pesante utilizzo di estratti animali naturali ,che molti appassionati hanno utilizzato per anni anche con pesanti pasturazioni , senza mai riscontrare cali di resa!

E ricordo ancora l’esperimento che feci , chiedendo a Richworth di produrre qualche quintale di esca Multiplex , aromatizzata con il loro famoso tutti frutti , usando un dosaggio uguale alla omonima esca attrattiva!  Queste esche , distribuite ai testers , evidenziarono come l’efficacia immediata divenisse superiore alla versione originale ma anche come nel lungo termine si potesse avere una flessione in termini di resa su poste pasturate con continuità!

  1. Cambiare frequentemente posto pesca

Il “carpismo” nomade è un fenomeno in grande espansione , si tratta praticamente di un gran numero di appassionati (forse la maggioranza?) che si sposta sempre in termini di posto pesca e che quindi non effettuano alcuna preparazione del posto e che addirittura il più delle volte non conoscono neppure le caratteristiche dello spot frequentato.

Basti pensare a chi frequenta le cave gestite oppure a chi ogni volta parte alla cieca per il fiume o per il canale senza sapere dove fermerà la macchina.

Chiaro che l’esca in questo caso influenza in minima parte i risultati della battuta e che la Dea Fortuna sia effettivamente  la divinità più pregata da chi effettua questo approccio.

In questo caso la boilie attrattiva rappresenta la scelta vincente tenendo in considerazione quanto espresso fino ad ora , ma la presentazione della stessa può offrire degli innegabili vantaggi.

E’ questo il caso in cui conviene presentare sul rig un’esca tosta , accompagnandola da una pasturazione di contorno che dovrà invece essere ricca di segnali nutritivi organici.

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Partendo dal presupposto che in questo libro si parla soprattutto della boilie e che siamo nel capitolo delle ready , possiamo dire che questa offerta può essere creata sbriciolando una food bait e reimpastandola con qualche liquido organico , magari lo stesso che viene offerto come ammollo specifico per quell’esca!

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Stiamo parlando di stick , sacchettini di PVA e pallottole di Method , ovvero pastura organica inconsistente , in grado di creare un grande alone di attrazione , sia sul fondo che sulla verticale dell’innesco che guiderà il pesce verso la singola evidentissima esca attaccata al nostro ingannevole rig!

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Dal prossimo capitolo inizierà la parte più complessa ed interessante del viaggio nel magico mondo del self made!

 

 

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L'autore

Sergio Tomasella nasce a Vittorio Veneto nel 72. Grazie ai genitori conosce la pesca da giovane. Carpista della prima ora, pioniere di laghi quali Endine e Pusiano. Sue tra le catture piu' grosse di quegli anni... Ricercatore e studioso dagli spiccati interessi scientifici e con grandi competenze nel mondo degli integratori sportivi . Tutti tasselli che lo portano ai vertici nazionali nello studio, e nello sviluppo della boilie. Fondamentale poi la collaborazione con BigFish che da il via ad una nuova era. Mai presente per suo volere sulla carta stampata, sceglie e crede tra i primi nel web come mezzo per comunicare. Unico pescatore in Italia ad intrattenere corrispondenza con il padre della boilie Fred Wilton. Sua la teoria delle esche basata sulla relazione tra determinate tipologie di grassi e la loro attrattività. Sergio Tomasella e' da sempre considerato un guru dell'esca oltre che un pescatore di sani principi.

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