4.3 Self mix, digeribilità

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La digeribilità è una qualità molto importante del mix perché determina direttamente il grado di soddisfazione alimentare che la carpa può trarre dalle nostre esche.

Di fatto si intende che un cibo è digeribile quando siamo in grado di trattenere quanti più nutrienti possibile in tempi brevi dallo stesso , per questo motivo si preferisce parlare di coefficiente di digeribilità quando si tratta questo argomento in mangimistica.

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Questa definizione apre già un importante spunto di discussione fra i carpisti perché in troppi sono convinti che ritrovare nelle feci del pesce elementi riconducibili alle loro boilies , sia evidente sinonimo di buona digestione delle stesse mentre è esattamente il contrario!

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Per assurdo un cibo con coefficiente di digeribilità pari al 100% , non crea alcuna scoria e di conseguenza non viene per niente espulso alla fine della digestione in quanto tutto è stato assimilato!

La differenza fra ciò che è entrato e ciò che è uscito alla fine del processo sono parametri ampiamente studiati dalla scienza dell’alimentazione animale ed anche per la carpa esiste per fortuna una marea di letteratura disponibile.

Questo ci porta ad avere delle solide basi su cui impostare le nostre riflessioni che sono comunque sempre applicate alla pesca nel pratico.

E’ proprio fondamentale che una boilie (e di conseguenza la miscela di farine che la compongono)sia quanto più digeribile possibile?

La risposta è no anche se come sempre tutto è riferito all’utilizzo che ne faremo ed ai quantitativi che andremo ad utilizzare.

Una delle esche alternative alla boilie più famosa nel panorama della pesca alla carpa deve la sua fama alla scarsa digeribilità! Parlo ovviamente del tiger nut , una nocciolina che ha la prerogativa di attraversare praticamente intatta l’apparato digerente della carpa e di ritornare disponibile in pasturazione arricchita dai numerosi segnali accessori della digestione che stimoleranno molte altre carpe a nutrirsene con avidità senza peraltro essere mai sazie!

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Da un punto di vista pratico , la sazietà è  un grave problema che allontana il pesce dalla pastura e dai nostri inneschi  , mentre in pasturazione il pesce ha tempo per metabolizzare ed eventualmente ritornare sulle esche più volte acquisendo confidenza sia verso il nuovo cibo che verso lo spot scelto per farglielo trovare.

Inoltre il fatto di defecare parti dell’esca non metabolizzate diventa un efficace stimolo nei confronti dei pesci più diffidenti perché questo  pre-digested è alquanto naturale e poco sospetto.

Non è un segreto per nessuno che tutti gli animali siano naturalmente attratti dalle feci dei loro simili ma anche di altre specie per il semplice motivo che queste rappresentano il segno tangibile che qualcuno si è alimentato in quell’area e perché contengono ancora molte sostanze primarie fortemente attraenti e stimolanti.

Il guano degli uccelli acquatici stimola spesso i pesci che ne giungono in contatto e le “leggende metropolitane” di pescatori che uniscono alla pastura le deiezioni delle anatre o di altri volatili hanno certamente un fondamento di verità e trovano riscontro anche scientifico.

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Con questo non vi venga voglia di fare boilie contenenti feci, perché il processo di cottura annulla tutti i benefici effetti descritti!

Entrando in un ambito più tecnico sui meccanismi digestivi che abbiamo accennato all’inizio del libro e valutando la composizione ideale in termini nutritivi del mix, possiamo dire che i macronutrienti influenzano in maniera diversa la capacità di digestione della boilie finita.

Prima di parlare di nuovo dei macronutrienti , vorrei rimandarvi con la memoria ai cenni iniziali del libro che spiegavano come il metabolismo della carpa sia soggetto a molteplici fattori , per farvi capire che esistono certamente grossi pesci che digeriscono di più e meglio di altri e anche per ribadire che il concetto di quantità e continuità aumenta la capacità di gestione dei nutrienti dei ciprinidi.

Carpe abituate a mangiare tante boilie ricche di farine di pesce diventeranno sempre più specializzate nella digestione di questo tipo di alimento e non lo rifiuteranno neppure in quei periodi dell’anno che vedremo qui in seguito essere i meno adatti per metabolizzare questo tipo di nutrimento, a patto di non stressare il loro apparato digerente con quantitativi assurdi di pastura!

Anche il cibo più digeribile può venir rifiutato quando il metabolismo basale è prossimo allo zero , per questo motivo neppure la digeribilità può essere un’efficace risposta ai tantissimi casi di rifiuto dell’esca che spesso si verificano nei periodi più difficili dell’anno.

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Le proteine sono sempre facili da digerire , fatta esclusione per le complesse proteine strutturali di origine vegetale che transitano quasi sempre intatte nell’intestino del pesce,senza però creare fastidi o danni.

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In questi termini è facile comprendere che spostare la soglia di questo nutriente verso i massimi dosaggi non dovrebbe influenzare negativamente il risultato finale ,se non fosse che nelle farine di carne o pesce  sono sempre presenti anche i grassi in buona quantità e di conseguenza il rischio è di sballare il risultato proprio a causa di queste ultime sostanze.

Per questo se volessimo creare un mix particolarmente proteico mantenendo una digeribilità elevatissima, dovremmo ricorrere a fonti povere di lipidi o addirittura a farine scremate , dove cioè i grassi sono stati eliminati in parte o in toto.

E’ il caso delle farine derivate dal latte scremato o degli estratti di origine animale che rappresentano la scelta migliore da valutare per raggiungere questo scopo.

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Le forme scomposte del nutriente , dove per scomposte si intenda denaturate e già digerite , beneficiano ovviamente del processo che le rende di fatto estremamente metabolizzabili a prescindere.

Sto parlando ovviamente degli integratori di amminoacidi singoli o di piccole catene amminoacidi che conosciuti come predigeriti nell’industria degli ingredienti da carpfishing , che possono essere inseriti in quantitativi molto più elevati rispetto alle sostanze da cui vengono ricavati.

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Per quanto riguarda gli zuccheri abbiamo già visto come i trattamenti termici migliorino notevolmente la possibilità di essere assimilati .

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Sebbene la boilie sia per definizione un’esca cotta, la durata del processo non è tale da raggiungere il massimo livello di digeribilità degli amidi , per questo occorre rivolgere la propria attenzione a farine che abbiano già subito questo processo precedentemente.

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Mi riferisco a tutti quei derivati da cereali precotti con sistemi tipo la fioccatura a caldo , la tostatura a forno o il trattamento con il vapore ad alte temperature.

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Vi è infatti una sostanziale differenza fra usare una farina di grano e la farina ottenuta dalla macinatura del pane tostato(che sempre di grano è fatto)perché la seconda ha un coefficiente di digeribilità più che raddoppiato rispetto alla prima.

Biscotti , scarti di panificio , pastoncini , farine parboiled e fioccati da colazione , sono scelte ottimali in termini di massima digeribilità degli zuccheri.

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Questi nutrienti nella loro forma più semplice (disaccaridi e monosaccaridi) non presentano alcun tipo di controindicazione alimentare ma non possono essere inseriti in dosaggi troppo alti perché altrimenti penalizzano le caratteristiche meccaniche dell’impasto e pregiudicano quindi la lavorabilità dello stesso sulle tavole di rollatura.

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I grassi sono spesso definiti la chiave di volta per regolare la digeribilità finale dell’insieme di farine che noi chiamiamo “mix” e per questo motivo la loro presenza và limitata in funzione della temperatura dell’acqua riducendoli al minimo quando l’elemento liquido scende sotto la soglia dei 18 Gradi C. mentre si possono alzare durante i mesi estivi e autunnali.

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Il motivo che li rende indigeribili a basse temperature è l’incapacità per il sistema digerente del pesce di solubilizzarli e poterli quindi assimilare , questo fatto ci può indirettamente far capire che le fonti da prediligere nel periodo invernali sono quelle con l’indice di solidificazione posto alla temperatura più bassa , o comunque inferiore alla temperatura dell’acqua nel periodo in cui li vogliamo utilizzare.

Esistono infatti dei grassi più adatti di altri e l’industria alimentare ha creato dei processi di trasformazione che producono oli resistenti alla solidificazione (winterized oil) nonché dei sistemi di predigestione dei grassi stessi in grado di proporre una forma più metabolizzabile.

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Anche i lipidi possono quindi essere inseriti nella loro forma più semplice di acidi grassi eliminando quindi la difficoltà di digestione ed aumentando le dosi alzando quindi il valore nutritivo del composto finale.

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Quanto varia la digeribilità del prodotto finale , la boilie, rispetto ai parametri del mix da cui è costituita?

Questa domanda ci permette di fare una doverosa precisazione perché ovviamente le nostre palline sono composte da una parte solida e da una parte di liquidi unite insieme e verrebbe quindi da obbiettare che è inutile fare tutti questi ragionamenti sul mix per poi sconvolgere tutto !

In realtà è corretto fare i calcoli sul mix perché le variazioni che avvengono sono tutte in positivo , se siamo partiti da una miscela ben bilanciata , i liquidi non fanno altro che diluire ulteriormente il quantitativo di nutrienti , per cui l’aspetto digeribilità può solo migliorare (visto che il bilancio di nutrienti finale è inferiore al punto di partenza)in quanto apportano soprattutto acqua che viene mantenuta anche nella boilie sotto forma di umidità residua da asciutta.

Se miscelo 500 grammi di mix con un contenuto proteico del 20% con 4 uova medie , otterrò circa 700 grammi di boilies asciutte con una percentuale proteica di circa il 18% scarso.

Idem per ciò che riguarda i grassi , se il nostro ipotetico mix ne conteneva il 10% le esche di risulta ne conterranno circa 9,5%.

Da tutti questi ragionamenti scaturiscono delle precise strategie di pesca che si possono tradurre nel realizzare esche molto ricche di zuccheri facilmente assimilabili quando si pastura tanto durante la pescata mentre se si volge un’azione preventiva per abituare il pesce nel lungo periodo conviene usare esche più complete avendo però l’accortezza di gettarne veramente poche in prossimità dell’innesco.

Volevo approfittare per chiudere questo paragrafo per spiegare che non esistono sostanze o medicinali in grado di alzare la capacità di assimilazione di un cibo particolarmente scarso !

Ci tengo a precisarlo perché dal passato più buio riecheggiano sempre leggende metropolitane di carpisti che usano farmaci purganti per rendere più digeribili le loro esche e non vorrei che nuove giovani leve fossero spinte a commettere questi gesti spregevoli pensando di avere più risultati in pesca.

Espellere velocemente feci scomposte non significa digerire e metabolizzare il cibo , tanto è vero che qualsiasi animale, uomo incluso, colpito da dissenteria rischia la morte proprio per fame e disidratazione perché non riesce a trattenere nessuno dei nutrienti contenuti nel cibo che è transitato troppo velocemente per essere ben digerito.

Non funzionano neppure gli espedienti new age dedicati all’essere umano , per questo riempire le boilie di fibre, crusca o glucomannano non serve a nulla ! La carpa vive in acqua , ha un lungo intestino e non funzionano gli espedienti atti a iperidratare il bolo alimentare in transito!

Nel prossimo episodio parleremo di meccanica del mix e di gestione pratica delle granulometrie e delle consistenze.

 

 

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L'autore

Sergio Tomasella nasce a Vittorio Veneto nel 72. Grazie ai genitori conosce la pesca da giovane. Carpista della prima ora, pioniere di laghi quali Endine e Pusiano. Sue tra le catture piu' grosse di quegli anni... Ricercatore e studioso dagli spiccati interessi scientifici e con grandi competenze nel mondo degli integratori sportivi . Tutti tasselli che lo portano ai vertici nazionali nello studio, e nello sviluppo della boilie. Fondamentale poi la collaborazione con BigFish che da il via ad una nuova era. Mai presente per suo volere sulla carta stampata, sceglie e crede tra i primi nel web come mezzo per comunicare. Unico pescatore in Italia ad intrattenere corrispondenza con il padre della boilie Fred Wilton. Sua la teoria delle esche basata sulla relazione tra determinate tipologie di grassi e la loro attrattività. Sergio Tomasella e' da sempre considerato un guru dell'esca oltre che un pescatore di sani principi.

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