5.2 50/50 Crazyfish Bait

di
seconda specchi Cassien

Come abbiamo letto dallo scritto di Stefano , le caratterizzazioni del nostro base mix possono davvero essere infinite e spaziare dall’avere solo attrattiva di origine chimica , fino ad arrivare a gusto e sostanza.

A questo punto però non perdiamo di vista il concetto di esca da caccia , altrimenti rischiamo di cadere in un grosso fraintendimento cercando nel 50/50 quelle caratteristiche di All round che questa miscela non può assolutamente avere.

Dedicato alla pesca, questa in sintesi la definizione migliore per la nostra arcaica miscela , che rimane in assoluto la scelta migliore per pasturare velocemente e pescare su quasi tutti i piani d’acqua.

L a caratterizzazione che vi presento ha molto del mio modo di vedere un’esca perfetta e mi ha permesso la cattura di innumerevoli pesci in tutte quelle occasioni in cui mi spostavo errante alla ricerca del pesce , magari anche affrontando prestigiosi itinerari stranieri come S.Cassien !

seconda specchi Cassien

Crazy fish bait, un’esca al gusto di pesce che racchiude nel progetto di base l’economicità che consente di portarsene appresso grossi quantitativi senza eccessivo esborso economico, la capacità attrattiva immediatamente recepita dal pesce di qualsiasi taglia e l’affidabile meccanica di un mix 50/50.

Questa boilie non è solo frutto di una miscela ormai nota, ma rappresenta anche un punto di partenza per esplorare modalità costruttive differenti dalle solite in quanto anche i passaggi di miscelazione ed impasto , richiedono tempistiche e dinamiche inconsuete in grado di modificare sostanzialmente il modo di lavorare dell’esca finita ed il suo gusto.

Il punto di partenza è un buon 50\50 fatto con le caratteristiche fin qui analizzate , oppure acquistato pronto da aziende di provata esperienza ed efficacia.

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La nota gustativa pungente e caratterizzante è affidata a due ingredienti ignoti al mondo del moderno carpfishing , ma presenti in ambito alimentare da centinaia di anni , seppure l’uno agli antipodi del mondo rispetto all’altro:

-la pasta d’acciuga , ingrediente gustativo povero della cucina marinara del sud Italia , null’altro che il prodotto della marinatura e macerazione dell’acciuga , conservato con sale ed olio d’oliva e caratterizzato da gusto intenso e pungente come il pesce azzurro da cui deriva

https://www.youtube.com/watch?v=iCPrrkM3C4g

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-la salsa di pesce fermentata , ingrediente della cucina povera Vietnamita e Thailandese , prodotto con diverse varietà di pesciolini lasciati macerare per mesi, a volte anni che sottoposti all’azione degli enzimi e dei batteri, controllata dalla presenza di una precisa percentuale di sale, si sciolgono in un liquido denso ed acre ricchissimo di ammine e di sostanze organiche decomposte dalla capacità attrattiva assurda.

https://www.youtube.com/watch?v=lE2MFS6s7rQ

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Degli ingredienti nello specifico , parlerò negli appositi capitoli , quello che mi basta aggiungere per ora è che si tratta di prodotti facilmente acquistabili on line o nei negozi di cucina etnica , al costo di pochi euro .

Ingredienti Crazyfish bait:

  • 1 kg. Di mix 50/50
  • 150 ml. Salsa di pesce fermentato
  • 50 grammi di farina di pesce predigested
  • 50 grammi di pasta d’acciuga
  • 7 ml.Aroma al pesce di qualità (facoltativo)
  • Uova quanto basta

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Processo produttivo , prima fase:

24 ore prima di impastare le esche , misceliamo fra loro coadiuvati da un frullino , la salsa di pesce , la farina di pesce predigested ,la pasta d’acciuga ed eventualmente l’aroma .

Lasciamo quindi riposare questa sorta di crema fino al giorno dopo a temperatura ambiente (non sotto i 18°C), ricordando che eventuali segnali di rifermentazione e interazione fra gli ingredienti sono assolutamente normali e voluti.

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Processo produttivo , seconda fase:

Misceliamo il composto di pesce preparato il giorno prima con il kg. Di mix 50/50 , impastando per bene in modo che le farine si impregnino degli olii e delle sostanze liberate dagli ingredienti organici , garantendo una efficiente distribuzione in tutto l’impasto che risulterà, ovviamente , ancora asciutto e disgregato.

Facciamo quindi riposare l’impasto per almeno una quindicina di minuti in modo da permettere una prima attivazione degli elementi strutturali delle farine stesse.

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Processo produttivo , fase finale:

A questo punto inglobiamo un’uovo alla volta all’impasto, lavorandolo per bene a mano in modo da attivare la parte amidacea delle farine e continuando con l’aggiunta  fino al raggiungimento della compattezza desiderata , che nel caso di un mix 50\50 deve essere abbastanza soda e non appiccicosa. Non è possibile quantificare in maniera esatta il quantitativo di uovo necessario perché dipende molto dalla temperatura della stanza dove si realizzano le esche, dalla sua umidità e da quanto abbiamo lasciato riposare le farine in precedenza.

A questo punto non resta che estrudere , rollare e cuocere come siamo soliti fare ricordando che nessun ingrediente è sensibile a particolare shock termico e che quindi la cottura può durare anche a lungo , ma che la componente di salsa di pesce è molto solubile e si rischia quindi di slavare la parte attrattiva.

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Tutte problematiche di cui parleremo quando tratteremo l’argomento cottura delle esche.

Ricapitolando , la Crazyfish bait è un’esca particolarmente adatta per la pesca itinerante , soprattutto in quei contesti dove è necessario gettare tanta esca in acqua appena arrivati sullo spot e magari risulta fondamentale fermare il pesce in pastura gestendo decine di kg. Di palline in poche ore.

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Questo perché il rapporto costi-benefici è molto alto e razionalizzato così come la forte attrattività specifica.

Risulta evidente come questa pallina sia perfettamente adattabile anche a pescate di poche ore , in quanto le modalità di realizzazione le conferiscono una velocità in acqua notevole ed una durata della componente attrattiva pari alla “vita” dell’esca , visto che questa è imprigionata fin dall’impasto nell’intera matrice delle farine.

 

 

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L'autore

Sergio Tomasella nasce a Vittorio Veneto nel 72. Grazie ai genitori conosce la pesca da giovane. Carpista della prima ora, pioniere di laghi quali Endine e Pusiano. Sue tra le catture piu' grosse di quegli anni... Ricercatore e studioso dagli spiccati interessi scientifici e con grandi competenze nel mondo degli integratori sportivi . Tutti tasselli che lo portano ai vertici nazionali nello studio, e nello sviluppo della boilie. Fondamentale poi la collaborazione con BigFish che da il via ad una nuova era. Mai presente per suo volere sulla carta stampata, sceglie e crede tra i primi nel web come mezzo per comunicare. Unico pescatore in Italia ad intrattenere corrispondenza con il padre della boilie Fred Wilton. Sua la teoria delle esche basata sulla relazione tra determinate tipologie di grassi e la loro attrattività. Sergio Tomasella e' da sempre considerato un guru dell'esca oltre che un pescatore di sani principi.

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