5.4 Birdfood mix

di
HAITHSFABBRICA

Birdfood mix

La categoria di mixes che intendo trattare dopo il 50\50 sono la grande famiglia dei birdfood , letteralmente “miscele a base di cibo per uccelli” , la naturale evoluzione del mix di base , che dominano la scena mondiale del carpfishing dagli anni ’70 ad oggi con grande successo .

Il primo birdfood mix commerciale di cui si hanno notizie , si deve a Rod Hutchinson , un brillante pescatore che ebbe l’intuizione di miscelare alle proprie collaudate ricette di base , ingredienti utilizzati nell’alimentazione animale da reddito o da compagnia.

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Il caso volle che la vicinanza di un’azienda storica come Haith’s and son of Cleethorpes, mulino specializzato nella realizzazione di alimenti tecnici per galline e uccellini da bellezza, stimolasse il famoso pescatore inglese a provare i loro prodotti specifici anche nella pesca alla carpa , mettendo così a catalogo Catchum miscele come : I.T.M ( acronimo di it’s in the mix range)Robin Red , I.T.M. Birdfood special e The Munchie mix.

Scrive lo stesso Rod Hutchinson nel suo primo opuscolo sui prodotti Catchum: “These birdfood blendsfirst started being used in the early 1970.I cannot claim positively toh ave been the first to incorporate them in a mix, but as the vast majority of ingredients come from the famous bird breeder suppliers , Haiths , and I happened to live only 300 yards away from their factory in the 70’s…..Nectarblend,P.T.X., Red Factor ,Egg biscuits, they are all in there in an easy to roll mix.”

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A dire il vero , la definizione che si è consolidata nel tempo ,non rispecchia appieno le caratteristiche di queste nuove combinazioni  le quali non erano composte solo da alimenti per volatili , ma anche da crocchette e pellet dedicate all’alimentazione forzata di mammiferi e pesci.

Per questo motivo vorrei ri-definire questo capitolo come : Pet Food Mix.

In termini storici , le prime miscele prevedevano di utilizzare l’ormai noto boilie mix da taglio , in combinazione con altri nutrienti che sostanzialmente ne innalzassero i valori nutritivi , aggiungendo gusto ed attrazione del tutto naturale , implementando di conseguenza il range di utilizzo delle esche 50\50 soprattutto in funzione di piani d’acqua particolarmente ricchi di alimento naturale o per aumentare il condizionamento del pesce durante le campagne di pasturazione preventive.

È corretto affermare che un semplice birdfood mix risulta in genere essere sempre più nutriente rispetto alla miscela di base.

Le prime ricette dell’epoca:

6 oz. Semolina                                        8 oz. boilie mix 

6 oz.ground dog biscuits                      6 oz.nectarblend

3 oz. full fat soya flour                          2 oz. P.T.X.

1 oz.wheat gluten

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3 oz. ground Red Factor                      3 oz. Sluis Clo

2 oz. milk protein                                 3 oz. milk powder

2 oz semolina                                      1 oz.semolina

2 oz. soya flour                                   1 oz.wheat gluten

1 oz. Vitamealo                                  1 oz. egg albumen

                                                             1 oz. Liver powder

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8 oz.Sluis Universal                          7 oz. ground trout pellet

8 oz.Sluis Mynah food                     1 oz. sodium caseinate

2 oz. Casilan                                      1 oz. soya flour

                                                            1 oz. Codlivine

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4 oz. Dried Daphnia

3 oz. Go-Cat biscuit

1 oz. Semolina

1 oz.Sodium Caseinate

 

(fonte: Kevin Maddocks, Jim Gibbinson,Rod Hutchinson)

Come si può notare , già negli anni ’70-80 , si utilizzavano crocchette per cani e gatti , pastoncini dedicati all’allevamento dei canarini , cibo per piccioni e galline e pellet destinate alla piscicoltura.

Attualmente, la quasi totalità delle miscele presenti sul mercato si potrebbero definire Pet food mix , perché tutti contengono semilavorati destinati all’alimentazione animale in percentuali più o meno importanti , di conseguenza è necessario dare una definizione di base per poi proseguire in termini coerenti il capitolo.

Mi permetto di definire come “Pet food mix” , quella miscela dedicata che contenga almeno il 20% di ingredienti mangimistici dedicati ad animali differenti dalla carpa , non appartenenti alla famiglia dei pesci , riservandomi di inserire le miscele basate su pellet dedicati all’acqua-cultura, nella grande famiglia dei Fish mix di cui parleremo più avanti.

Cominciamo quindi con i pastoncini , croce e delizia di ogni appassionato ,con cui si possono formulare esche molto valide sia per le pescate veloci senza condizionamento, sia per gestire campagne di pasturazione lunghe e basate su grandi quantitativi.

I birdfood mix sono da sempre la mia scelta preferita ed il campo di sviluppo che mi ha regalato le soddisfazioni più grandi , con cui mi sono cimentato fin dai primi tempi e rappresentano ad oggi la soluzione ALL ROUND ideale per la quasi totalità delle occasioni che caratterizzano la moderna pesca alla carpa.

Ad onor del vero, i birdfood mix si possono comporre partendo anche dal semplice mangime usato nell’allevamento intensivo di polli e galline ovaiole, nonché anatre tacchini ed ogni forma di volatile da reddito.

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I pastoni tecnici , sono invece prodotti mutuati dall’allevamento di uccelli per scopi ornamentali e di compagnia e rappresentano di per se una forma di miscela nutriente molto evoluta che per tanti versi è già un perfetto nutrimento anche per le carpe.

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La mia prima esperienza in questi termini è avvenuta quasi per caso, cercando un sostituto comodo alla base con cui componevo tutti i miei mix, al fine di garantirmi una certa stabilità e comodità di approvvigionamento.

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Mi resi conto, guardando le schede tecniche dei mangimi pronti in consorzio, che lo sbriciolato per galline ovaiole e pulcini , conteneva 2\3 degli ingredienti che mi servivano, in una comoda forma granulosa , precotta e stabilizzata che mi era sufficiente macinare per ottenere praticamente una base efficiente e funzionale.

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Uno dei primi mix che impostai e che mi rese un sacco di soddisfazioni a discapito dell’economicità di realizzo , era così composto:

-500 grammi di mangime per ovaiole finemente micronizzato

-200 grammi dello stesso mangime lasciato intero nella sua forma sbriciolata

-200 grammi di latte scremato spray

-100 grammi di germe di grano

-semi di niger

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Su questa base di lavoro sviluppai la maggior parte dei mixes da me utilizzati dal 1994 al 1998 , quattro anni densi di esperienze e di valutazioni che mai mi hanno fatto rivalutare la bontà e semplicità della base da cui sono partito, inoltre questo interessante  punto di partenza vi può far capire che effettivamente stiamo cercando di analizzare un mondo, quello dei birdfood mix, eccezionalmente vario con il rischio di non riuscire ovviamente a trattare tutte le variabili possibili, anche se i pastoncini e mangimi più interessanti a mio modo di vedere, saranno analizzati nei prossimi capitoli sui singoli ingredienti.

Come nel caso di Rod Hutchinson , che abitava nei pressi del grande magazzino haith’s,anche per me la sorte giocò un ruolo fondamentale per farmi evolvere ulteriormente lo studio e lo sviluppo di miscele più prestazionali.

Dopo la metà degli anni ’90 , mi trovai a confrontarmi con pilastri assoluti per quello che era lo sviluppo delle miscele da boilies , nell’Italia del nord: personaggi del calibro di Sandro Minotto e Daniele Moro, furono per me importantissimi per riconsiderare l’utilizzo di pastoni tecnici dedicati ai canarini e grazie a quest’ultimo eccezionale carpista, con cui ebbi la fortuna di pescare per diversi anni , arrivai sulle sponde di un lago fondamentale per me, il lago di Pusiano.

 

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All’epoca poco conosciuto e non ancora salito alla ribalta grazie alle enormi carpe che nuotavano nelle sue acque, questo magico bacino che mi ha stregato ,mi permise di conoscere una realtà di spicco del panorama ornitologico europeo, l’azienda Ravasi di Brivio , che ebbi la fortuna di visitare e che mi permise di capire le complesse dinamiche di produzione di un pastone che sarebbe poi divenuto la mia scelta fondamentale per molto tempo: il Biskò.

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Praticamente i pastoncini tecnici altro non sono che impasti tecnicamente evoluti e ricchi di macro e micro nutrienti , che vengono realizzati partendo da materie prime raffinate , vengono impastati anche con uovo , lievitati come si farebbe con una focaccia e poi cotti , biscottati e micronizzati fino a giungere al prodotto finito.

Sul mercato mondiale esistono numerose aziende , ma all’epoca dei fatti , si utilizzavano i prodotti di Sluis , di Cèdè ,di Haith’s, di Quikò e appunto di Ravasi, mentre oggi vi sono decine di aziende che propongono elevati standard produttivi, un po’ come avviene per le attività dedicate ai prodotti dedicati al carpfishing.

Tornando alla mia esperienza ed al Biskò, mi trovai a gestire una miscela che a mio avviso funzionava già perfettamente così com’era , tanto che per molti anni il mio principale cavallo di battaglia fu un birdfood composto dal 60 % di Biskò micronizzato , a cui aggiungevo il 20% di latte scremato, il 15% di farina di fegato ed il 5% di albumina!

Prendendo la mia esperienza esclusivamente come spunto, possiamo dire che tutte le miscele commerciali usate in ornitologia possono essere valide (analizzando le componenti analitiche e gli ingredienti,si sta presto a verificare se corrispondono a quanto già definito nei capitoli precedenti)e di fatto basta semplicemente micronizzarli e provare ad impastare con uovo per capire se hanno bisogno di essere tagliate con ingredienti di struttura o se funzionano benissimo anche se usati puri.

Personalmente non ho mai ritenuto indispensabile miscelare più pastoncini fra loro se non per dare una caratteristica nota gustativa , come nel caso del mio red birdfood mix in cui si trovavano ad interagire in percentuali decrescenti , Biskò ,P.T.X e Robin Red con la seguente composizione:

40% Biskò ,25% P.T.X.,5% Robin Red e 20% di latte scremato e 10% semolino

Un magnifico birdfood mix da usarsi dalla primavera inoltrata , fino al termine dell’estate con delle magnifiche combinazioni aromatiche dolci e cremose che mi hanno sempre regalato enormi soddisfazioni.

In termini pratici , se si usano prodotti molto tecnici , come i pastoni di Chemivit o i rimpianti probiotic di Progeo, io ritengo corretto l’utilizzo di un solo alimento su cui poi creare il resto del progetto finalizzando nutritività e gusto a seconda dello scopo e delle preferenze personali.

Nella mia personale interpretazione , il pastone caratterizza almeno il 50% del progetto di base , risultandone comunque l’ingrediente di maggior peso , quello per capirci che viene messo in testa alla lista degli ingredienti.

In questo modo appare chiaro come tagliare un boilie mix con 100-200 grammi per kg. di pastoncino serva esclusivamente a caratterizzarlo in termini gustativi, senza per questo pensare di aver creato un birdfood mix.

Nel proseguo di questo capitolo, discuteremo 4 ricette in grado di coprire le esigenze di pesca a 360°:

  1. Birdfood dolce
  2. Birdfood speziato
  3. Birdfish
  4. Birdliver

Prossimamente su bait guru…

 

 

 

 

 

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L'autore

Sergio Tomasella nasce a Vittorio Veneto nel 72. Grazie ai genitori conosce la pesca da giovane. Carpista della prima ora, pioniere di laghi quali Endine e Pusiano. Sue tra le catture piu' grosse di quegli anni... Ricercatore e studioso dagli spiccati interessi scientifici e con grandi competenze nel mondo degli integratori sportivi . Tutti tasselli che lo portano ai vertici nazionali nello studio, e nello sviluppo della boilie. Fondamentale poi la collaborazione con BigFish che da il via ad una nuova era. Mai presente per suo volere sulla carta stampata, sceglie e crede tra i primi nel web come mezzo per comunicare. Unico pescatore in Italia ad intrattenere corrispondenza con il padre della boilie Fred Wilton. Sua la teoria delle esche basata sulla relazione tra determinate tipologie di grassi e la loro attrattività. Sergio Tomasella e' da sempre considerato un guru dell'esca oltre che un pescatore di sani principi.

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