5.7 Birdfish mix

di
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Dal 1990 molti Inglesi iniziarono a frequentare acque importanti della Francia e grazie a questa “invasione” esplose un nuovo movimento anche in questa, nazione ricca di acque e carpe enormi!

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https://www.youtube.com/watch?v=iqY9T_wX8d0

Questa colonizzazione fu la spinta naturale per l’evoluzione dei mix , perché nacquero due nuove necessità sconosciute oltre manica:

  1. Pescare in acque piene di carpe di grossa taglia rendeva necessario alzare il potere nutritivo dell’esca per renderla competitiva nei confronti del cibo naturalmente presente
  2. Le campagne di pesca necessitavano di quantitativi elevati di esche e di conseguenza aumentavano i costi in generale per gestire una pescata.

La prima problematica si sarebbe potuta affrontare agevolmente con un ritorno alle HNV  di Wilton , ma questa soluzione si sarebbe scontrata con la seconda , in quanto gli ingredienti specifici erano ( e sono tutt’ora) molto costosi!

Si studiarono quindi delle strade alternative e la diretta conseguenza fu la nascita di birdfood mix arricchiti con farine animali di carne o pesce e mix pesantemente strutturati su questi due prodotti usati nel pet food (di cui parleremo più avanti).

Il termine Birdfishmix però si deve ad un brillante carpista Italiano , formato in Francia presso Sensas e grazie alla scuola dei Fratelli Mahin , pionieri del carpfishing d’oltralpe : Mauro Bisleri.

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https://www.youtube.com/watch?v=1evPbUx0Zbs

Ricordo sempre con piacere gli scritti e le serate nei club di Mauro , un vero bait guru dotato di una dialettica diretta e senza mezzi termini , il quale sosteneva con forza la propria convinzione e teoria secondo la quale, le esche “al gusto di pesce” avessero una marcia in più rispetto a tutte le altre (teoria peraltro molto fondata quando si parla di pescate con pasturazione preventiva).

Partendo da mix commerciali molto famosi ,composti da più del 40% di farine di pesce, il nostro suggeriva dei tagli utilizzando birdfood di casa Sensas destinati alle pasture da fondo , oppure nectarblend di casa Haiths.

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Lo scopo era diluire l’eccessiva pesantezza derivante dalla elevata presenza di semilavorati di pesce , mantenendo comunque una nutritività superiore al semplice birdfood mix ed adattando quindi la miscela alle ricche acque Italiche e alle prolungate campagne di pasturazione, molto care sia ai francesi che agli italiani.

Ricordo un taglio specifico che fece molto discutere all’epoca (inizio anni 2000) quando Mauro , allo field tester Nash Bait , suggeriva di modificare il mix di punta dell’azienda pubblicando questa ricetta:

  • Sting fish mix 450 grammi
  • Red Factor Haiths 150 grammi
  • Farina di soia tostata 150 grammi
  • Semolino 150 grammi
  • Glutine di mais 80 grammi
  • Albumina 20 grammi

Ora che abbiamo determinato la paternità del termine , spostiamo la nostra attenzione sul fatto che effettivamente l’inserimento delle farine di pesce in una base birdfood opportunamente elaborata, sia una soluzione economica e redditizia alle due problematiche già discusse all’inizio del capitolo!

Bisogna inoltre aggiungere che molti mix commerciali di fine anni ’90 erano praticamente già birdfish anche se rientravano per gli inglesi nella grande famiglia dei fishmix.

Uno dei miei preferiti dell’epoca, il fish food mix di Nutrabait , formulato con 4 farine di pesce differenti , conteneva lo Sluis Clo , un pastone Olandese fortemente additivato di olio di fegato di merluzzo (da qui la sigla CLO)in dosi importanti , risultandone praticamente il quinto ingrediente di volume , dopo le farine di pesce.

fish food mix nutra

Per mantenere un filo conduttore coerente, definirò fishmeal mix , quelle miscele che NON contengono pastoncini ornitologici o altri mangimi destinati ad animali differenti dalla carpa , ma di questo avremo modo di discutere più avanti.

Il mio rapporto con i birdfish è parallelo al filone Bisleri in quanto il mio interesse verso questo tipo di miscele risale alla fine degli anni ’90 quando mi trovai ad interagire con la figura che più di ogni altra mi avrebbe condizionato nella mia personale ricerca sui mix, il mio vero ed unico bait guru nonché grande amico Sandro Minotto.

rollatura boilies 011 rollatura boilies 019 rollatura boilies 056 Sandro e Sergio

L’uomo dei canali fu pioniere nel nordest per quanto riguarda la pesca nelle acque correnti che sfociano nelle nostre principali lagune , acque molto ricche di nutrimento e carpe e quindi particolarmente stimolanti da un punto di vista dello sviluppo di esche fortemente dedicate alla pasturazione preventiva.

Sandro infatti faceva parte di una vecchia scuola di pesca alla carpa che prevedeva una preparazione metodica della posta , prima che si potessero calare le lenze in acqua!

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Negli anni ’90 fu il primo a passare la fatidica soglia dei 20 kg. con una carpa a specchi che fece storia e stimolò centinaia di appassionati ad avvicinarsi a questa meravigliosa disciplina.

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Sandro era anche un grande conoscitore di pastoncini ed ingredienti per l’esca che trovava girovagando per l’europa con il suo compagno di pesca Frank.

Ricordo che si procuravano le caseine e i pastoni in Olanda e Belgio, facendo un viaggio all’anno per reperire gli ingredienti per poi pescare tutta la stagione.

Sandro, pescatore schivo e introverso fu probabilmente conquistato dalla mia parlantina e dalla mia intraprendenza verso la ricerca di nuovi ingredienti, tanto che riuscii a stimolarlo a collaborare nello sviluppo di un mix , mettendo a sua disposizione delle farine speciali di pesce che ero riuscito a trovare in Norvegia , molto ricche di proteine e povere di grassi e di fibre inedibili , decisamente competitive nei confronti delle farine di pesce bianco e aringa destinate ai suini che si trovavano in Italia nei consorzi.

Il mio LT 94 , che poi sarebbe diventato il prodotto di riferimento anche di molti produttori e distributori inglesi , passava di almeno il 10% il tasso proteico delle farine mediamente disponibili , con una fragranza e una consistenza che permetteva l’inserimento in elevate quantità nel mix di base.

Da questa collaborazione nacque il Keltia mix , che a distanza di molti anni , continua ad essere il cavallo di battaglia di Big Fish , l’azienda che Fabio Boscolo fondò con me e Sandro come consulenti per lo sviluppo esca.

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Capimmo fin dai primi momenti che la contemporanea presenza di farina di pesce LT , di idrolizzato di pesce e pastoncini biscottati aveva una resa in pesca superiore all’utilizzo del solo birdfood mix o fishmeal mix!

Il motivo è a mio avviso da ricerca nel perfetto bilanciamento di nutrienti, nella meravigliosa “texture” che permette all’esca di lavorare in maniera eccelsa e nel famigerato “ gusto pesce” tanto caro a Bisleri.

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In termini nutritivi è chiaro che la farina di pesce sia oggettivamente una marcia in più per il birdfood mix , cosa questa riscontrata anche a livello scientifico con numerosi studi che accertano la presenza , nelle proteine di pesce , di un fattore di crescita sconosciuto estremamente interessante.

Immagine

I primi esperimenti fatti su questa interazione, mi portarono a miscelare il pastoncino Quikò classic , con la farina LT 94 Nordsimel e le proteine solubili di pesce Sopropechè CPSP 90 , con una ricetta basilare ma molto efficace che prevedeva l’uso di:

  • 400 grammi di Quikò
  • 250 grammi di fishmeal LT 94
  • 150 grammi di soia Nurupan
  • 100 grammi di proteine di pesce CPSP 90
  • 100 grammi di caseina acida

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Ricetta che mi regalò 10 anni di pescate eccezionali , soprattutto in quel di Endine, sviluppando una pallina senza confronti , grazie alla componente aromatica composta con :

  • 30 ml. Minamino syrup
  • Aroma fragola in olio
  • 7 ml. Dolcificante intenso

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Divenuta poi un best seller anche con il Keltia mix e conosciuta come “strawberry-duo” , grazie all’interazione dell’aroma in olio con quello in glicole a realizzare un combo in grado di rendere l’attrazione e il gusto veramente completi a 360°!

  • 30 ml. Carpamino
  • 3 ml. Strawberry oil
  • 2 ml. Strawberry hit
  • 7 ml. Dolcificante NHDC

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Nello sviluppo del mix Keltia , si curò soprattutto la componente pastoncino , che venne realizzato appositamente migliorando la stabilità ad alti dosaggi e riuscendo quindi a comporre un mix praticamente solo con pastoncini e farine di pesce LT e idrolizzate , con innegabile vantaggio della stabilità produttiva necessaria a proporre un prodotto sempre uguale e standardizzato nel tempo oltre a creare una base difficilmente replicabile anche da parte del più attento e abile dei self maker!

 

Nelle prossime puntate , inizieremo a parlare di ricette specifiche di birdfish mix , praticamente dei veri mix allround in grado di gestire TUTTE le situazioni di pesca possibili ed immaginabili, iniziando da un ECO-BIRDFISH MIX dedicato a tutti coloro che necessitano di decine di quintali di mix a stagione.

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L'autore

Sergio Tomasella nasce a Vittorio Veneto nel 72. Grazie ai genitori conosce la pesca da giovane. Carpista della prima ora, pioniere di laghi quali Endine e Pusiano. Sue tra le catture piu' grosse di quegli anni... Ricercatore e studioso dagli spiccati interessi scientifici e con grandi competenze nel mondo degli integratori sportivi . Tutti tasselli che lo portano ai vertici nazionali nello studio, e nello sviluppo della boilie. Fondamentale poi la collaborazione con BigFish che da il via ad una nuova era. Mai presente per suo volere sulla carta stampata, sceglie e crede tra i primi nel web come mezzo per comunicare. Unico pescatore in Italia ad intrattenere corrispondenza con il padre della boilie Fred Wilton. Sua la teoria delle esche basata sulla relazione tra determinate tipologie di grassi e la loro attrattività. Sergio Tomasella e' da sempre considerato un guru dell'esca oltre che un pescatore di sani principi.

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