5.8 Eco-Birdfish mix

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Verso la metà degli anni ’90 , iniziai a pescare in Fiume, nel Piave, affrontando pesci molto voraci che non conoscevano le boilies e che richiedevano cospicue campagne di pasturazione preventiva prima di farsi catturare con continuità.

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In quel preciso istante comincia a rendermi conto che il carpfishing poteva diventare una pesca molto costosa non solo in termini di attrezzature, ma anche per ciò che riguardava le esche.

La prima soluzione che adottai per gestire la problematica fù l’utilizzo massiccio di granaglie (mais e avena) e di tuberi bolliti (patate e barbabietole) in grandi quantità , da abbinare a blocchi di polenta farciti di boilies , strategia inventata da Sandro Minotto per la pasturazione nei canali della sua terra.

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https://www.youtube.com/watch?v=3G4zewM3nw0

https://www.youtube.com/watch?v=HWkY4J20zAs

Mi resi velocemente conto che i risultati in pesca erano comunque proporzionali al quantitativo di boilies inserite nella preparazione e anche la qualità in termini di taglia aveva un nesso diretto con la qualità nutritiva delle palline impiegate.

Fu facile intuire che la strada migliore da perseguire era quella di ottimizzare al massimo il costo del mix e degli altri ingredienti inseriti nella boilie, senza però pregiudicare troppo l’aspetto nutritivo dell’esca.

C’è da dire che il grosso dei costi di una pallina finita è dato dalle sostanze attiranti inserite (attrattivi, aromi, predigested , liquidi nutritivi dolcificanti ecc.)che nel caso di pasturazioni prolungate si possono tranquillamente sacrificare.

Và chiarito subito che in questo paragrafo non si parlerà di un’eccezionale esca all-round , ma di una efficacissima boilie da pastura e pesca, dal costo contenuto e dalla resa proporzionale alle quantità utilizzate in pastura ed alla lunghezza dei tempi di condizionamento dello spot prescelto.

In quel preciso periodo storico avevo già le idee molto chiare su come impostare un buon birdfood basico spendendo veramente poco ,giocando sulla praticità di gestione di grossi quantitativi di materie prime e sulla ottimizzazione di tutte le fasi produttive.

A quel punto non mi restava che spingere più in alto la nutritività del prodotto aggiungendo farine proteiche di origine animale in modo da creare un ottimo cibo con cui i pesci potessero alimentarsi per tempi molto lunghi senza stancarsi e soprattutto creando confidenza verso l’esca.

Si trattava quindi di creare una base di lavoro funzionale e magari già pronta, facilmente reperibile in quantitativi “importanti” in modo da abbattere i costi.

Ricordate l’inizio del capitolo sui birdfood dove scrivevo dei miei primi esperimenti con il pellet dedicato alle galline ovaiole? Ecco, il mio ECO-Birdfish mix si basava proprio u quella base di lavoro molto economica acquistabile in pratici sacchi da 25 kg. con prezzi veramente interessanti soprattutto se riferiti al trattare l’acquisti di quantità nell’ordine del quintale.

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Premetto che la ricetta che stiamo per analizzare richiede tutti i mezzi di miscelazione che abbiamo già trattato quando si è parlato di come assemblare un mix , soprattutto diventa fondamentale l’acquisto di un molino per cereali in grado di trasformare in farina prodotti venduti sotto forma di pellet o sbriciolato , favorendo peraltro l’amalgama dei nutrienti come vedremo in seguito.

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Anche i contenitori e gli strumenti di miscelazione rappresentano una parte importante del contenimento dei costi che , ribadisco, dipende principalmente dal poter gestire grossi quantitativi di materia prima.

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La base del progetto risulta essere composta da una miscela equilibrata di pellet per ovaiole micronizzato , farina di soia tostata , fumetto di mais precotto e maizena, una miscela in grado di dare grande compattezza alla boilie con una media nutritività ed un’elevata digeribilità finale:

  • 500 grammi di mangime per ovaiole
  • 200 grammi di soia
  • 200 grammi di fumetto di mais
  • 100 grammi di amido di mais

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Il costo medio di questa base di lavoro si aggira fra i 1,5 e 3 euro al kg. a seconda dei quantitativi acquistati ( 3 euro è il prezzo che si ottiene acquistando gli ingredienti un kilogrammo alla volta , mentre gestendo quantità fra i 10 e i 25 kg. ci si abbassa fino alla metà , per scendere fino all’euro ragionando su qualche quintale di prodotto!).

Per ciò che riguardava la componente nutritiva , la mia attenzione fu subito rivolta verso il mangime in pellet dedicato all’acqua cultura di trote e storioni , che conoscevo già in quanto lo utilizzavo spesso come pasturazione mirata nei pressi dell’innesco nel periodo estivo.

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Questi prodotti realizzati con ampio uso di semilavorati di origine animale come farine di pesce, sangue e organi, si prestavano perfettamente ad apportare fondamentali nutrienti mantenendo il prezzo notevolmente più basso rispetto all’utilizzo di farine di pesce che anche nella forma più economica tipo la danese Triple nine (999 ) costano comunque 5 volte di più di un pellet !

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Perché utilizzare un mangime da trota o storione quando sul mercato esistono prodotti studiati e dedicati all’allevamento delle carpe?

Semplicemente perché sono molto più proteici di quelli destinati ai ciprinidi che per lo più vengono prodotti con farine vegetali e che difficilmente superano il 30% di materia proteica , a meno di orientarsi verso particolari marche specializzate nel Koi farming , dove però i costi si alzano notevolmente facendo venire meno il presupposto di base.

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Unico neo del prodotto destinato al salmonide , che supera sempre il 45% di proteine, è il tenore di lipidi elevato , che deve essere tenuto in considerazione evitando di superare soglie di integrazione troppo elevate , soprattutto se contiamo di usare le esche anche con acqua di temperatura inferiore ai 18°C.

Nel caso del mangime per storioni da carne, questo rapporto diventa più accettabile, anche se il costo rispetto alle trote si alza di circa 1 euro al kg.

Un altro innegabile vantaggio di usare un prodotto da trota nella formulazione della boilie è che poi in pesca possiamo usare lo stesso pellet per farcire il method ( a mio avviso indispensabile nella pesca in corrente) oppure dei sacchetti di PVA (materiale solubile in acqua) da attaccare sull’amo, creando una grande sinergia con le palline usate in pastura e pesca!

Questi prodotti vengono spesso venduti in grosse quantità, anche se ai nostri giorni on line si riesce ad acquistare anche il sacco singolo,per questo motivo io all’epoca decisi di acquistarli presso gli allevamenti di trote irridee che sono numerosi nel Friuli , regione confinante con la mia provincia natale ,dove normalmente non si fanno problemi a vendere un paio di sacchi di un prodotto che loro comprano a bancali.

Oltre al mangime per pesci, decisi di inserire nella parte nutritiva, il lievito inattivo usato nell’alimentazione dei bovini e dei maiali , reperibile a prezzi molto bassi , in sacchi da 25 kg. e dotato di uno spettro aminoacidico invidiabile oltre che di un tenore proteico elevato ed un gusto fortemente appetito dalle carpe in genere.

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Infine , per rendere appetibile il mix, apportando ulteriori proteine nobili in quantità , decisi di aggiungere un mangime molto utilizzato nell’allevamento della carpa koi , caratterizzato da un costo accettabile se paragonato all’elevato apporto di gusto e nutrienti, la crisalide essiccata del baco da seta , reperibile in comodi secchielli in tutti i negozi specializzati in cibo tecnico per carpe ornamentali.

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Il pellet da trota e le crisalidi devono necessariamente essere micronizzate insieme alla base , altrimenti si corre il rischio che si impastino ed appiccichino alle lame del molino , bloccando il macchinario.

Questo processo favorisce di contro il miscelamento dei vari ingredienti e permette di fissare gli olii e quindi il gusto di questi ingredienti , alle farine di cereali che compongono la base di lavoro.

Il mix si compone quindi di:

  • 600 grammi di base
  • 200 grammi di pellet da trota
  • 100 grammi di lievito di birra
  • 100 grammi di crisalide essiccata

Per un costo complessivo compreso fra i 2,5 ed i 3,5 euro al kg. sempre in funzione dei quantitativi di materia prima acquistati.

Decisamente una formulazione coerente con le grandi quantità utilizzate dai fruitore della pesca in fiume o comunque da chi è abituato a pasturare pesantemente per periodi molto lunghi di tempo.

Ovviamente la miscela in questione presenta dei limiti , sia di natura fisica che qualitativa.

Fisicamente è un mix al limite del rollabile con il quale diventa difficoltoso scendere sotto diametri di 24 millimetri senza regolare ulteriormente l’elasticità aggiungendo latte in polvere in misura del 10% o più , da togliere al quantitativo di base inserita, per arrivare al miglior compromesso possibile che si raggiunge inserendo:

  • 500 grammi di base
  • 200 grammi di pellet per trota
  • 100 grammi di lievito di birra
  • 100 grammi di crisalide essiccata
  • 100 grammi di latte in polvere scremato

Facendo così salire il costo finale della miscela di circa 1,5 euro al kilogrammo, ma raggiungendo una meccanica sulla tavola in grado di farci gestire anche diametri inferiori al 22 mm.

A mio parere comunque , queste sono esche da rollare in diametri importanti , tipo 24-40 per gestire con facilità la mole e le dinamiche della pasturazione preventiva, ma questo ragionamento, già espresso nel capitolo sui diametri delle boilie, deve ovviamente essere riferito al contesto specifico in cui ognuno pesca.

Da un punto di vista qualitativo, la digeribilità dell’esca ricavata è al limite se usata in acqua fredda , dove in ogni caso sarebbe comunque opportuno calare i quantitativi utilizzati per non ingolfare e bloccare il metabolismo del pesce.

Volendo ovviare a questa problematica , sarà sufficiente sostituire il pellet per trota, con una farina di aringa più magra e pura, scegliendo magari fra i prodotti più economici destinati all’allevamento suino , come la danese 999 , alzando il costo al kg.di circa un altro euro fino ad arrivare ad un totale di circa 4-5 euro , comunque sempre accettabile in senso assoluto.

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Rimanendo alla versione più economica, la prima, ci sono dei microingredienti che possono coadiuvare la digestione ed il benessere del pesce una volta inseriti nell’esca , queste sostanze conviene gestirle però direttamente nella fase di impasto , aggiungendoli ai liquidi per ottenere una miglior dispersione nelle palline di risulta. Si tratta del fieno greco (trigonella) una spezia che aiuta il metabolismo epatico dei grassi e della vitamina C , prezioso alleato per il metabolismo della carpa in genere , oltre che interessante attrattivo usato persino da Fred Wilton nei suoi primi prototipi di boilies del 1970!

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Il quantitativo ideale di fieno greco è 30 grammi per kg. di mix, mentre la vitamina C si dosa sui 20 grammi, inserendo quindi un totale di 50 grammi extrapeso ogni 1000 di mix , con un aumento del costo al kg. di circa 0,5 euro.

Per concludere, veniamo alla ricetta completa della boilie con cui per anni ho sfamato le fameliche carpe del fiume Piave , così composta:

  • 1000 grammi di ECO-Birdfishmix
  • 7 uova medie
  • 100 ml. Di salsa di ostrica Mekrua
  • 3 gocce di olio essenziale aglio(versione per il fiume)
  • 5 gocce di oleo resina orange oil(versione per il lago)

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Che porta il prezzo finito dell’esca a 5-7 euro il kilogrammo a seconda , come sempre, dei quantitativi di materie prime acquistate , con la possibilità ovviamente di rollarle solamente mix+uovo , restando sui 4-5 euro per la medesima quantità.

Nel prossimo episodio un prezioso Cameo per Bait guru, l’intervento dell’amico Marco Bacchelli che ci descrive ricetta e potenzialità di un birdfish mix di cui si è molto parlato in ambito forum Big-Fish : “ La Bacchelli Special”.

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L'autore

Sergio Tomasella nasce a Vittorio Veneto nel 72. Grazie ai genitori conosce la pesca da giovane. Carpista della prima ora, pioniere di laghi quali Endine e Pusiano. Sue tra le catture piu' grosse di quegli anni... Ricercatore e studioso dagli spiccati interessi scientifici e con grandi competenze nel mondo degli integratori sportivi . Tutti tasselli che lo portano ai vertici nazionali nello studio, e nello sviluppo della boilie. Fondamentale poi la collaborazione con BigFish che da il via ad una nuova era. Mai presente per suo volere sulla carta stampata, sceglie e crede tra i primi nel web come mezzo per comunicare. Unico pescatore in Italia ad intrattenere corrispondenza con il padre della boilie Fred Wilton. Sua la teoria delle esche basata sulla relazione tra determinate tipologie di grassi e la loro attrattività. Sergio Tomasella e' da sempre considerato un guru dell'esca oltre che un pescatore di sani principi.

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