8.1 ecofishmix

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Per realizzare una miscela economica ma molto nutriente, bisogna focalizzare bene l’attenzione sul progetto e sugli ingredienti di base che devono essere pochi e di facile reperibilità.

Partendo dalle mie prime esperienze di fishmix degli anni ’90 , realizzate principalmente con tagli del 50\50 , decisi di impostare il tutto sulla funzionalità partendo dalla farina di pesce , la Danese 999 , molto utilizzata negli allevamenti suini e di facile reperibilità nei consorzi specializzati.

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Questa grande azienda commercializza tre differenti tipologie di farina, con livello qualitativo crescente, caratterizzati dalla colorazione del sacco:

  1. Azzurra , prime quality fish meal, realizzata con un misto di pesci freschi non meglio precisati
  2. Rossa, la più comune e reperibile, ricavata a bassa temperatura prevalentemente da aringa
  3. Nera,la famosa “nera Danese”, la più usata dalle aziende del carpfishing che oltre ad essere ricavata a bassa temperatura, utilizza solo la parte edibile dell’aringa garantendo così elevata purezza, digeribilità e valori nutrizionali.

Io decisi di utilizzare la  rossa , che era decisamente più facile da trovare anche per l’acquisto di un solo sacco alla volta, sufficiente per iniziare e fare le prime prove.

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Nel mix che avevo in mente, avrei inserito circa 400 grammi di farina di pesce, 300 dei quali 999 rossa.

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Sebbene dotata di buon sapore ed odore, questa prima base andava a mio avviso supportata da un pesce ben più forte come attrazione e fra le scelte a mia disposizione decisi di utilizzare la sarda e acciuga che avevo notato già essere la farina preferita di molti pionieri del bait making fino dagli anni ’80 e che all’epoca era disponibile solo grazie a Nutrabaits , ma che oggi si può facilmente acquistare da differenti fornitori specializzati.

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In quegli anni ,l’unica alternativa a buon mercato, di bassa qualità, ma reperibile nei negozi di pesca specializzati in mare, era la sarda per pasture, ricavata dagli scarti della lavorazione dell’omonimo pesce dedicata all’alimentazione umana.

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Per gestire la componente strutturale del mix, senza prescindere dall’efficacia nutrizionale , decisi di basare il mix su due farine praticamente sempre presenti nelle mie miscele :

-la soia tostata ,indispensabile in termini meccanici per emulsionare nell’impasto gli olii abbondantemente presenti nelle farine di pesce e per apportare fosfolipidi e proteine di buon valore biologico.

-il pane tostato ,utilizzato praticamente in tutte le  pasture da fondo dedicate alla pesca dei ciprinidi.

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Su questo antichissimo ingrediente , vale la pena di spendere due parole per decantarne le assolute qualità in termini igroscopici, ossia nel richiamare umidità ed acqua e gustativi, essendo da sempre apprezzato da tutti i pesci di fondale . Il pane inoltre ha ottime capacità leganti grazie agli amidi cotti che aiutano ad amalgamare il composto nelle fasi di impasto a crudo.

Il sistema migliore per ottenere questo ingrediente è chiedere al fornaio di fiducia se può ripassare in forno del pane raffermo e poi micronizzarlo , oppure acquistare il pan grattato già tostato, prodotto venduto all’ingrosso per le panature industriali .

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Infine , per legare a caldo decisi di utilizzare il latte in polvere in opportune quantità.

Esistono molte tipologie di prodotto , dallo spray scremato di cui abbiamo già parlato nel capitolo sui birdfood , al siero in polvere (latticello). Il principale problema di questo ingrediente è l’elevato costo al dettaglio e la difficile reperibilità.

Per questo motivo decisi di ricorrere anche in questo caso alla mangimistica specializzata , utilizzando un latte per ovini , che da sempre è stato la prima scelta anche dei pionieri nei primi anni di sviluppo dei mixes evoluti.

Bisogna stare attenti che i surrogati per cuccioli spesso non contengono molta materia prima e che si tratta per lo più di miscele vegetali opportunamente dosate, per cui diventa fondamentale leggere la composizione.

La miglior scelta è lo sprayfo per agnelli, un latte in polvere composto dal 51% di latte scremato, sieri di latte , uovo e amidi idrolizzati , praticamente un concentrato di leganti ideali per lo scopo prefisso che è tenere insieme un fish mix pesante, ad un costo decisamente inferiore al latte scremato spray uso umano!

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Una volta studiata l’integrazione fra gli ingredienti , feci diverse prove trovando il miglior equilibrio possibile con la seguente ricetta:

  • 300 grammi 999 rossa
  • 100 grammi sardine\anchovy meal
  • 200 grammi soia tostata Nurupan
  • 200 grammi pane tostato micronizzato
  • 200 grammi latte sprayfo

La miscela di risulta, permette di realizzare ottime esche da pasturazione, ad un prezzo interessante e con grandi qualità in termini di condizionamento del pesce che ne può apprezzare l’altissima nutritività, il buon gusto e la buona digeribilità.

In termini pratici , un’esca da dedicare alla pasturazione può essere tranquillamente impastata solo con mix + uovo , anche se è possibile alzare l’attrattività con delle integrazioni sui liquidi che vi voglio proporre in due varianti , una per acqua calda e l’altra per acqua fredda:

Acqua fredda  (<15°)

  • 100 ml. pasta di Miso (soya fermentata)
  • 50 ml. salsa di soia
  • 5 ml. dolcificante NHDC
  • 2 gocce olio essenziale aglio

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Acqua calda (>15°)

  • 100 ml. olio di fegato di merluzzo
  • 5 ml. dolcificante NHDC
  • 1 ml. olio essenziale arancio o limone

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Con questo mix ben si prestano anche gli ingredienti dell’esca crazyfish basata sul 50\50 di cui abbiamo già parlato nel paragrafo dedicato e quindi anche la salsa di pesce fermentata può essere utilizzata inserita però nei liquidi con un processo di lavorazione tradizionale nell’ordine dei 100-200 ml. pro kg.

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Nel prossimo episodio inizieremo a parlare di miscele storiche , iniziando dal black fish mix.

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L'autore

Sergio Tomasella nasce a Vittorio Veneto nel 72. Grazie ai genitori conosce la pesca da giovane. Carpista della prima ora, pioniere di laghi quali Endine e Pusiano. Sue tra le catture piu' grosse di quegli anni... Ricercatore e studioso dagli spiccati interessi scientifici e con grandi competenze nel mondo degli integratori sportivi . Tutti tasselli che lo portano ai vertici nazionali nello studio, e nello sviluppo della boilie. Fondamentale poi la collaborazione con BigFish che da il via ad una nuova era. Mai presente per suo volere sulla carta stampata, sceglie e crede tra i primi nel web come mezzo per comunicare. Unico pescatore in Italia ad intrattenere corrispondenza con il padre della boilie Fred Wilton. Sua la teoria delle esche basata sulla relazione tra determinate tipologie di grassi e la loro attrattività. Sergio Tomasella e' da sempre considerato un guru dell'esca oltre che un pescatore di sani principi.

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