8.4 Green Fish mix

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Durante gli anni della collaborazione con Big Fish , riuscii a sviluppare e selezionare molti prodotti per l’esca di successo , materiale che ha permesso la cattura di carpe bellissime e target fish .

Ad alcuni prodotti sono fortemente legato in termini emotivi perché ne ho seguito lo sviluppo in prima persona partendo dagli ingredienti base , a volte solo grazie ad un’idea o intuizione.

Lo sviluppo del green fish mix è stata la fase più eclatante del mio percorso di consulente per l’esca per diversi motivi.

Innanzitutto è avvenuto nella momento di massimo splendore del self made Italiano , un periodo storico fra il 2008 ed il 2010 in cui il forum tematico Big Fish era al centro dell’attenzione mediatica con decine di interventi e discussioni quotidiane sul tema dello sviluppo dell’esca.

L’azienda ,in quel periodo, era al vertice del mercato per ciò che riguardava la vendita di ingredienti per il self e di miscele ready made.

In questo clima di grande euforia , caratterizzato da una forte spinta interna alla ricerca di nuovi ingredienti tecnici, patrocinata da Fabio Boscolo (titolare Big Fish),mi trovai ad avere una grande disponibilità di campionature di materie prime eccezionali e la possibilità di far sviluppare a fornitori terzi ciò di cui avevo bisogno.

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Praticamente ero un bambino curioso e il magazzino Big Fish rappresentava la mia sala giochi dei sogni dove poter sperimentare e giocare al piccolo chimico in assoluta libertà.

Forte di questi mezzi e con la voglia di portare sul mercato una novità eccezionale, decisi che era giunta l’ora di creare un super mix al pesce che avrebbe sconvolto i carpisti sia in termini sensoriali che come risultati in pesca.

Il punto di partenza del progetto fu presto definito:

unire in un’unica miscela tutti i super cibi di provata efficacia in termini di attrazione verso la carpa , creando un costrutto caratterizzato dalla massima digeribilità e capace di uno scambio chimico in acqua eccezionale.

Per la componente nutritiva non avevo dubbi sugli elementi caratterizzanti in quanto già mi ero confrontato negli anni con prodotti eccezionali il cui unico limite era rappresentato dall’elevato costo della materia prima . Ma per le prove del green non avevo grossi limiti di budget e quindi decisi che avrei comunque fatto delle prove a prescindere dai costi.

Green Lipped Mussel

La cozza dalle labbra verdi, un prodotto esclusivo della Nuova Zelanda , è nota per le sue qualità organolettiche ed attrattive fin dagli albori del carpfishing , quando Nutrabaits la commercializzava in piccoli barattolini caratteristici e ne consigliava un’integrazione nel mix di pochi grammi per kg., visto il prezzo proibitivo!

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Questo mollusco strepitoso , viene allevato in maniera intensiva per sopperire ai fabbisogni dell’industria alimentare umana , dove si utilizza come integratore in grado di rinforzare le cartilagini e dare vigore muscolare.

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Esiste un commercio parallelo dedicato alla zootecnia che sfrutta gli scarti della prima scelta  per l’alimentazione degli animali da compagnia e competizione (cani e cavalli in primis) sempre allo scopo di fortificare i giunti articolari .

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A questo settore attingono le aziende specializzate in prodotti per l’esca e carpfishing.

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Ci sono pochi modi per risparmiare sull’ingrediente , uno di questi è l’acquisto diretto (magari in gruppo o club)con partita IVA , di sacchi di grandi dimensioni , oppure ricorrere a prodotti per cavalli e cani (in genere sotto forma di pellet o compresse) scegliendo sul mercato il marchio con il prezzo più abbordabile per poi micronizzare il tutto e trasformandolo in farina adatta alla formulazione di un mix.

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Alghe marine e microlghe

Le alghe marine , nel caso specifico del mix in questione il Kelp, rappresentano una fonte di nutrienti ad elevato potenziale e sono in grado di caratterizzare il sapore del mix , anche in piccole dosi, apportando microelementi indispensabili al metabolismo del pesce e direttamente correlati alla digestione del cibo.

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Anche in questo caso, il prodotto è noto fin dagli anni ’90 in quanto spesso presente nei fish mix e perché commercializzato sempre da Nutrabaits .

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Le microalghe azzurre , rappresentano uno dei superfood che il pianeta mette a nostra disposizione e sono particolarmente interessanti per i nostri scopi grazie all’elevato contenuto di carotenoidi e proteine , che le rendono decisamente adatte allo sviluppo di una miscela con le caratteristiche che ci siamo prefissi.

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Si deve a queste sostanze il colore verde intenso che caratterizza il mix e le boilie una volta cucinate , caratteristica questa non di secondaria importanza per una miscela costosa , ricca di stimoli chimici che deve essere quindi trovata dal pesce “a naso” e non con la vista , riuscendo così a sfuggire dalle attenzioni di molti opportunisti poco interessanti per i nostri scopi, che altrimenti devasterebbero la nostra pasturazione inficiando il risultato della pescata.

La principale microalga utilizzata nel green fish mix è la spirulina , associata all’americana alga Klamath , che ne completa lo spettro nutritivo alla stregua degli integratore ad uso umano dove l’interazione fra le due è stata studiata e calibrata verificando effettivamente come il connubio sia migliorativo sull’utilizzo singolo.

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Proteine solubili del pesce

Il processo di idrolisi rende la farina di pesce estremamente digeribile e perfettamente solubile in acqua, due caratteristiche certamente eccezionali se applicate al concetto di esca per carpe! Di contro il costo ingrediente in questo caso è decisamente elevato ed accessibile solo ad una realtà aziendale che acquista all’ingrosso i bag da 25 kg. Per questo motivo e visti i grandi quantitativi inseriti nel green fish mix , questo prodotto può essere sostituito in parte o completamente dal predigested Cileno dal prezzo decisamente più abbordabile.

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Collagene idrolizzato

Una proteina importantissima da un punto di vista nutritivo e strutturale se si vuole ottenere una precisa meccanica in acqua

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Proteine del siero del latte idrolizzate

La miglior forma proteica utilizzabile per i nostri scopi, con valore biologico altissimo , spettro amminoacidico eccezionale e caratteristiche meccaniche tali da permettere alla boilie uno scambio con l’acqua funzionale che permetta all’esca uno scioglimento graduale ma continuo.

siero idrolizzato

La componente nutritiva del super mix era fatta! Adesso si trattava solo di calibrare i quantitativi trovando il miglior compromesso possibile fra costi e benefici.

In questa fase dello sviluppo è fondamentale partire con le idee chiare sul fabbisogno nutrizionale del pesce e dosando a partire dal basso , incrementare gradualmente i dosaggi , fino a raggiungere i migliori risultati possibili.

Ovviamente in questa fase devono essere portati in pesca campioni differenti rollati neutri in acque di cui si conosca perfettamente la resa, oppure utilizzando una vasca di grandi dimensioni che contenga una popolazione di carpe di almeno una decina di individui superiori ai 10 kg. Di peso.

Io ho sempre preferito la prima opzione anche se molte aziende testano “in vitro” a causa della maggior uniformità ambientale che consente una statistica certamente più scientifica. Ma io non sono uno scienziato e quindi ho sempre usato come bacino di prova i laghi di Revine, due invasi naturali che conosco alla perfezione come resa e popolazione residente di pesce .

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Avvalendomi della collaborazione del gruppo testers dell’azienda e chiedendo loro di fare delle verifiche “alla cieca” ovvero senza rivelare cosa vi fosse nell’esca per non condizionare emotivamente le prove, riuscii a giungere a dei buoni compromessi dopo 3 stagioni di prove fra il 2006 e il 2009, anche se avevo già provato alti livelli di GLM molti anni prima con risultati strabilianti.

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La componente nutritiva del Green è così distribuita:

-150 grammi pesce idrolizzato ( sostituibili con 100 predigested+50 idrolizzato)

-150 grammi proteine del siero del latte idrolizzate

-100 grammi di GLM

-50 grammi di collagene idrolizzato

-50 grammi di Kelp

-50 grammi di microalghe (30 spirulina e 20 Klamath)

Le prime prove tecniche sulla componente nutritiva vennero fatte impastando la restante parte con semolino precotto e soia tostata in parti uguali . In termini di rollabilità i risultati erano buoni ed anche la meccanica in acqua era più che soddisfacente . Da questo punto di vista chi si accontenta può chiudere qui il discorso e trovarsi con un ottimo mix  fuori dagli schemi, ma io volevo a quel tempo creare qualche cosa di eccezionale .

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Commissionai quindi all’azienda da cui acquistavamo i pastoncini ,un biscotto realizzato con semolino , soia e uovo che avesse  caratteristiche di solubilità elevate oltre alla capacità di amalgamare in fase di impasto il resto delle farine tecniche inserite.

Questo ingrediente è replicabile in forma casalinga utilizzando il biscotto granulare per l’infanzia oppure micronizzando prodotti  dedicati ad essere sciolti nel latte del biberon , addizionando Q.B. di soia tostata e di farina di riso precotta.

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La componente strutturale prevedeva quindi 400 grammi del biscotto micronizzato , altrimenti sostituibile con:

-200 grammi soia tostata

-100 grammi farina di riso termotrattata

-100 grammi di biscotto granulare

Giunti a questo punto mi rimaneva spazio per i probiotici e gli additivi complementari che migliorassero l’assorbimento dei nutrienti.

Avrei quindi inserito il lievito probiotico attivo termoprotetto BioMos di Altech , un brevetto nato per l’industria mangimistica che permette ai lieviti di sopravvivere in numero sufficiente al processo di pellettizzazione che avviene fra 80 e 90°C cioè la temperatura massima raggiungibile per l’interno della boilie durante la cottura, a patto che quest’ultima sia svolta con criterio.

Un altro additivo che volevo inserire è la silimarina , ricchissima di flavonoidi e fondamentale per il metabolismo epatico, un integratore molto utilizzato nel mondo del pet food di alta qualità. Per apportare questo nutriente utilizzai la polvere di cardo mariano ,una pianta che ne contiene in buone quantità.

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La propoli in polvere è un altro integratore che considero molto valido nelle formulazioni più complesse dove nulla è lasciato al caso.

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E per finire la vitamina C tanto cara anche al mio Guru Fred Wilton che la usava in dosi elevate in tutte le sue miscele.

Quindi gli ultimi 50 grammi di spazio utile vennero occupati da:

-25 grammi vitamina C pura

-15 grammi di cardo mariano

-5 grammi di lievito BioMos

-5 grammi di Propoli

La ricetta finale prevedeva quindi la seguente formulazione:

-200 grammi di soia tostata

-150 grammi di farina di pesce idrolizzata

-150 grammi di proteine del siero del latte idrolizzate

-100 grammi di GLM

-100 grammi di farina di riso termo trattata

-100 grammi di biscotto granulare solubile

-50 grammi di Kelp

-50 grammi di microalghe

-50 grammi di collagene idrolizzato

-25 grammi di vitamina C

-15 grammi di cardo mariano in polvere

-5 grammi di lievito BioMos

-5 grammi di Propoli polvere

In conclusione si tratta di una miscela molto complessa , devastante in pesca (come documentato da anni di utilizzo continuativo da parte di testers e clienti dell’azienda)dal costo decisamente importante e ricca di materie prime difficili da reperire per il self maker a meno di impiegare molto tempo e sacrifici in ricerca o unendo le forze per gestire quantitativi importanti.

Discussione forum big-fish sul green mix

Per questi motivi non è un mix che mi sento di consigliare per la realizzazione self made in quanto questo è uno dei casi specifici in cui l’acquisto del prodotto già pronto comporta notevole risparmio di denaro e fatica.

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Ovviamente lo studio della componente nutritiva, che copre più del 50% del risultato finale ,può essere invece molto interessante e permettere, con gli opportuni accorgimenti già suggeriti in precedenza , di contenere i costi ed avere un’ottima base su cui lavorare per ottenere un fish mix che non si chiamerà “Green” ma che avrà comunque delle potenzialità molto interessanti e fuori dal comune.

Per essere chiari, se io mi reco a pesca su uno spot dove le carpe si nutrono e conoscono bene il green fish , utilizzando un’esca con una formulazione della parte nutriente simile a quanto indicato , il pesce sarà certamente stimolato a nutrirsi come se fosse in pastura sulle più nobili green boilies.

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E questo fatto permette anche di creare delle strategie ibride dove per esempio ci si può basare sul surrogato più economico per il “lavoro sporco” di quantità , ed utilizzare inneschi realizzati invece col mix commerciale, con la garanzia di un’esca sull’amo che lavora in acqua in maniera omogenea e corretta.

È infatti questa la caratteristica più funzionale del Green , una solubilità controllata ma costante che libera in circolo nell’acqua una gran varietà di segnali chimici di origine organica e naturale irresistibile per il pesce!

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Nelle prime fasi di sviluppo e testing presi atto mio malgrado che questa caratteristica non fosse universalmente considerata positiva dai testers per via della durata dell’innesco inferiore ad altre miscele ben più stabili.

Da questo punto di vista, le soluzioni al problema sono molteplici , in primis meccanicamente ,ricorrendo alla protezione dell’esca sul rig mediante reti o guaine termoretraibili che distolgano le mire distruttive di gamberi e piccoli pesci.

In seconda battuta chimicamente, aggiungendo extrapeso per kg.di miscela, 30 grammi di un’indurente specifico come l’albumina, in grado di rallentare in termini di tempo di circa il 30% lo scioglimento della boilie.

Per il Green fish sono state provate molte combinazioni aromatiche ma nessuna in particolare si è rivelata competitiva rispetto all’utilizzo del mix rollato puro solo con le uova.

 

Questa è ad oggi la soluzione che mi sento di consigliare , limitando l’introduzione di liquidi al solo impiego di poche gocce di olio essenziale di arancio , per l’utilizzo in acqua ferma e di aglio per pescare in corrente. Suggerimento che permette di contenere i costi finali dell’esca, mediando così con la maggior spesa legata al secco ,che potete ritenere valido per tutti i mix a base di pesce con elevato grado di nutritività specifica.

Nel prossimo paragrafo inizieremo a parlare di miscele a base di farine di carne , con un grande classico :il liver mix

 

 

 

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L'autore

Sergio Tomasella nasce a Vittorio Veneto nel 72. Grazie ai genitori conosce la pesca da giovane. Carpista della prima ora, pioniere di laghi quali Endine e Pusiano. Sue tra le catture piu' grosse di quegli anni... Ricercatore e studioso dagli spiccati interessi scientifici e con grandi competenze nel mondo degli integratori sportivi . Tutti tasselli che lo portano ai vertici nazionali nello studio, e nello sviluppo della boilie. Fondamentale poi la collaborazione con BigFish che da il via ad una nuova era. Mai presente per suo volere sulla carta stampata, sceglie e crede tra i primi nel web come mezzo per comunicare. Unico pescatore in Italia ad intrattenere corrispondenza con il padre della boilie Fred Wilton. Sua la teoria delle esche basata sulla relazione tra determinate tipologie di grassi e la loro attrattività. Sergio Tomasella e' da sempre considerato un guru dell'esca oltre che un pescatore di sani principi.

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