A proposito di autoclave. Parola di James Chilcott…

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Piccola intervista a James Chilcott, patron Century.

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Q: “James, molto spesso sentiamo parlare del processo autoclave, che spesso viene utilizzato da Century nella produzione delle canne. Ci puoi dire di cosa si tratta? E’ solo un discorso di pressione e temperatura?

Il processo di autoclave non è solo un aggiunta di pressione durante il processo di cottura.
Le indicazioni sulla corretta temperatura di cottura del carbonio preimpregnato sono fornite direttamente dagli stessi produttori e il tempo stesso di cottura dovrebbe essere lo stesso sia per le parti soggette a cottura a forno piuttosto che quelle soggette ad autoclave.
Century segue tali indicazioni; tuttavia i diversi tipi di carbonio impiegati con le varie tipologie di resine hanno diversi tempi di cottura anche in base al risultato ricercato.
Ad esempio le parti preparate per la Formula 1 devono essere curate per più di 4 ore al contrario invece la maggiorparte dei prodotti per la pesca solo 1 ora e 30minuti. Queste tempistiche sono relazionate al design, ai materiali, alla durezza, ecc.

Recentemente mi è stato richiesta un intervista per creare un articolo per il giornale “Carp World” che riguardasse appunto il nostro sistema di produzione, che include anche, ma non solo, la produzione di canne da pesca. Una delle domande che mi è stata fatta riguardava in modo specifico il processo dell’autoclave così ti rigiro la stessa risposta che ho dato. Questa informazione potra darti una visione generale di tale processo ed aiutare i pescatori a capire meglio il concetto.

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Q: “Century utilizza un sistema autoclave durante il processo produttivo pressochè unico. In che modo ciò va a beneficio della canna?”

J: “Il processo Autoclave aggiunge calore alla canna nel trattamento della resina e la rende dura. Contemporaneamente esercita un altissima pressione al carbonio in modo tale da comprimerlo sul mandrino e dissolvere tutti i vuoti d’aria presenti nel blank. Il sistema Autoclave rende una canna più resistente e riduce il decadimento del test di curvatura nel tempo.

Uno dei passi più importanti nello sviluppo del grezzo di una canna è il processo di cottura.
Tradizionalmente i grezzi sono cotti in forni in modo da solidificare la resina.
Purtroppo il sistema di cottura a forno inevitabilmente porta ad avere microzone di aria nello spessore della canna.
Questo può causare prematuramente un diminuzione del test di curvatura e una perdita dell’azione della canna ed un ammorbidimento della stessa anche dopo un tempo relativamente breve di utilizzo. La teconologia “Century Autoclave Technology” assicura questi benefici rispetto alla cottura in forno:

•L’aria tra i fogli di carbonio è espulsa ed assorbita nelle resine. Il risultato è una presenza quasi nulla di vuoti: la canna manterrà la sua azione originale molto più a lungo. Oltretutto la canna sopporterà il lavoro dato da duri combattimenti con i pesci piuttosto che quello provocato da lanci per lunghe distanze che risulteranno anche migliori. In sintesi la struttura composita è più densa e resistente.

•La sensibilità della canna è più frizzante ed inevitabilmente a parità di materiale impiegato per una canna cotta a forno sarà più sottile. Il carbonio è stato compattato sotto enormi pressioni durante il trattamento in autocalve.
• La mescola delle resine può essere controllata con estrema precisione per ottenere il miglior risultato . Questo riduce il peso ed aumenta le performance.

Semplicemente non potrai mai convicere un moderno team di Formula 1 od una compagnia aerospaziale a considerare seriamente una struttura composita in carbonio senza trattamento autoclave. Probabilmente avrai sentito parlare venditori a proposito delle nuovissime “fibre di carbonio aerospaziali” ma è solo una mezza storia, finchè tale materiale non viene trattato in modo appropriato.
Tutto questo lavoro pioneristico è stato provato e validato; gli stessi nostri consulenti sono i più esigenti e critici: siamo sicuri che sarete entusiasti del balzo in avanti fatto della tecnologia impiegata nella costruzione delle canne da pesca”.

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L'autore

Riccardo Dotti è un pescatore che ha iniziato a pescare dalla prima infanzia quando aveva otto anni. Dapprima pesce bianco con la bolognese, poi trote a bombarda ed infine carpe con la classica pesca a fondo. Agli albori del carpfishing italiano decise di conoscere meglio la disciplina anglosassone iniziando a praticarla con l’attrezzatura di cui disponeva, dapprima nelle cave e nei fiumi della sua zona (fiume Gambara, Oglio, Mincio, Po e varie cave della zona bresciana oltre che ai laghi di Mantova) per poi conoscere le varie acque dello stivale in compagnia del mitico Zio Giò alias Giovanni Massetti (Endine, Pusiano, Caldonazzo, Arno, Caccamo, Viverone per citarne alcune). Attualmente Riccardo è collaboratore e tester di Big Fish contribuendo al knowhow e a proporre prodotti validi per acque italiane! ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ ESCA PREFERITA => C.I.A.(Self made) CANNA PREFERITA=>Century FS 3lb TENDA PREFERITA=>AQUA M3-MK1 MITI ISPIRATIVI=>Leon Hoogendijk GENERE MUSICALE=>Hard Rock - Metal

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