Analizziamo il DNA del carpista.

di
HFGHGF

Mi è stato commissionato un lavoro piuttosto difficile, ovvero quella di analizzare la “razza del carpista” e stilarne delle categorie cardine. Ebbene abbiamo analizzato moltissimi campioni di DNA, alcuni estratti dal cervello, alcuni dal midollo e dove non possibili le prime due ipotesi si è passati al prelievo di tessuti molli e flaccidi che prendono il posto dei tessuti nervosi sopra elencati. Va sottolineato che il prelievo è avvenuto mentre le vittime ignare dormivano proprio in fase di pesca, ovvero nel momento in cui la loro natura si esprime al massimo e questo è assoluta garanzia del risultato che ora andrò a presentare.

Ebbene dopo mesi di conteggio cromosomatico dei nucleotidi ecco stilati i fenotipi carpistici elementari:

CARPISTA DIE HARD (Duro a morire)


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Una sorta di sergente Hackman, fondamentalmente costituito da tessuti che non si piegano e manco si spezzano. Rigido nei suoi ideali, marcia al luogo di pesca nelle condizioni peggiori, e se sente un bollettino meteo simile ad un bollettino di guerra è doppiamente stimolato. Spesso parrebbe che l’attenzione del tipo suddetto sia focalizzata più sul campo d’azione che sulla cattura in sè. Se c’è da dormire in tenda lui dorme in terra sul materassino per la cattura, se non può dormire in terra allora accetta la branda ma solo mettendo tra se e la branda (il sacco a pelo è ovviamente inutile) sassi acuminati e scomodi. Ama il freddo e la nebbia, ancor meglio la neve; pescare con il sole lo deprime ma ben presto trova un motivo epico per poter raccontare nuovi miti ed epopee. Quasi certa la derivazione dal ceppo di pescatori di “Questa è Sparta”.

CARRISTA/TRASPORTATORE

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Per lui la pesca non è relax vero proprio, è un attività di trasloco. “A me a pesca non deve mancare nulla” sembra essere il motto più frequente. Sembra anche assodato che questa sindrome mentale lo porti al continuo ingrandimento del mezzo di trasporto sino ad arrivare al furgone carovanato. Per lui esiste la borsa portatutto che contiene la borsa porta quasi tutto che contiene a sua volta la borsa porta minuterie, complesso altrimenti detto della “Matriosca” (“Komplex von Matrioscen” feat. Doktor Zivago Jr.)…. Lui non s’accontenta della pentola “che qui nessuno è uno zingaro ma un gran signore” per cui porta con se un completo da barbeque annesso di piastre ad induzione.  E ovviamente nemmeno una tenda può bastare per cui ne posiziona (rispettando comunque un piano regolatore di costruzione) almeno una seconda con annesso gazebo, terza tenda per la televisione e teli di connessione che nemmeno gli zingari sono così…. Dopo il bagno chimico attende con ansia l’uscita sul mercato della piscina gonfiabile mimetica per completare l’arredo della sua oasi naturale.

IL CARPISTA DELLA MACCHINA ACCANTO

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In questo caso non si capisce se venga prima una debilitazione pseudofisica (ma mentale) che porta alla pigrizia oppure una pigrizia pseudo  debilitante che porti all’incompatibilità con lo sforzo fisico. Ma poco importa, importa che la macchina sia lì accanto e che possa rassicurare la pronta fuga da un luogo comunque pericoloso. Spesso per questa tipologia il momento meno redditizio per la cattura sembra essere concomitante ai momenti di pioggia per cui risulta inutile l’approdo alle strade fangose, che oltretutto insozzertebbero la carrozzeria dell’amato mezzo, con la relativa noiosa prassi della pulizia. Per questo esemplare non sono luoghi di pesca quelli che contemplano un movimento di moto a luogo maggiore dei 10 metri piani e lineari canonizzati nel “Deambulatio piscatoroum” di Platonio.

IL MALATO DA SNIFF DI BOILIES

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Se lo si osserva con leggerezza non si può notare nulla. Nessun segno di patologia. Una disinvoltura in pesca allarmante. Ma attenzione, provate a parlare di esche. Eccolo lo avete portato sull’orlo di una crisi eruttiva: apre il primo sacchetto di esche e ve le sventola sotto il naso sfidandovi ad indovinare. E se malauguratamente non indovinate passate immediatamente nel girone degli inetti del carpfishing e da lì in poi sarete vittima di bullismo psicologico che passa dalle glicole agli oli essenziali per giungere agli esteri. Se state pregando che questo momento finisca alla svelta, non ingannatevi e guardate in faccia la realtà: dovrete annusare ancora migliaia di sacchetti se trattasi di sniffatore di primo pelo (“sniffer primum pilum” come catalogato da Paride da Messina); se è un intenditore (“magister odoris” – Paride da Messina) il numero sarà pari alle elucubrazioni mentali (altresì dette pugnette ) elaborate negli anni di pesca accumulati. E poi cosa credete? Che sia finita dopo lo sniff di boilies? Assolutamente no! Si passerà ai dip e poi per chiudere in bellezza alle popup, profumate ma leggere. Spesso per lui alcune tipologie di esche non servono per la pescata ma comunque sono da portare con se come valido stimolo di vittoria.

L’OPINIONISTA AUTARCHICO ALIAS MAESTRO E PALADINO DEL CARPFISHING 

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Per lui pescare non è una condizione fondamentale, è uno stadio ormai raggiunto pienamente. La pesca nuda e cruda è da lasciare soprattutto a quei novelli così insicuri e ridicoli. Lui non vede l’ora di poter trovare un confronto per sfoderare la sua cattura migliore: “la smerdata” (a tal riguardo molto eloquente il “De cacatorum” di Lisippo da Bolsena). Ascolta o legge e mentre capisce di poter giocarsi un asso nella manica magari letto il giorno prima sul giornalino Fantascarpa (e magari mal interpretando pure il senso dell’articolo) comincia a pregustare il momento del botto cultural-alieutico che andrà a creare nella folla astante. Gli si gonfiano le vene del collo, gli si gonfia il petto e come un gallo cedrone in amore inizia il suo canto che porterà degno trionfo della verità assoluta e semplicistica. Lui, e lui solo vi può insegnare il carpfishing. Lui e lui solo può parlare di etica, magari non rispettarla perchè lui può. Lui e lui solo è il maestro del carpfishing! Insomma è un paladino autoproclamatosi cavaliere della disciplina. Una patologia spesso rilevata in questi casi è il logorio dei polpastrelli da tastierismo acuto (a tal riguardo si trovano ampi trattati tra cui il più famoso “De faccialibrantibus bisticciantes: verba fricta volant” di Lorenzus De Imbrese).

LO SCIACALLO

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E’ di norma una persona affabile e sorridente. Parla del più e del meno, e appena denota un minimo di relax nei toni della comunicazione creatasi digrigna i denti con fare animalesco,aguzzando poi un sorriso e chiede “MA TU DOVE PESCHIIIIIII?????” domanda che non presuppone un non sapere, ma solo una esatta conferma di quello che già  presupponeva e aveva capito raccogliendo informazioni sul tuo conto persino dal tuo fruttivendolo. Potremmo dire uno Sherlock Holmes rubato al mondo del giallo ma calato nell’ambito pesca. Sa e conosce perfettamente tutti i legami di amicizia della vittima prescelta perchè gli è ben chiaro che quello che non riesce ad estorcere  lo guadagnerà chiedendolo a gli amici del malcapitato. Se gli dai una foto di una cattura, analizza tutti i dettagli tranni quelli del pesce. Saprà ritrovare lo stesso spot con precisione al centimetro.

L’AMANTE DEI DVD E DELLA PESCA TEORIZZATA

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Da quando hanno inventato le telecamere subacquee hanno tolto un peso a questa categoria. Non era possibile non sapere cosa succede in quel maledetto liquido misterioso. “Ecco vedi come aspira? Ecco vedi come sputa? Ecco perchè ci vuole un anellino sulla curvatura dell’amo precisamente nel terzo quadrante della linea parallela dell’ardiglione”. Non si da pace. Da quando si è reso conto di come quei pesci disgustosi sbeffeggino il pescatore la sua mente non si da pace ed indaga l’ultimo ritrovato in quanto a filati, minuteria e rig. Non gli basta il Chod Rig. Lo zig Rig gli ha dato soddisfazione solo per qualche sessione, una tranquillità d’animo che però poi è sfociata in un blow back triplo carpiato. Ma no, non ci siamo ancora perchè quelle terribili baffute sanno il fatto loro e ci guardano e ci studiano con telecamere proprio quando noi confezioniamo i nostri rig e ben presto capiscono che ci possono fregare come hanno già fatto quelli che ci hanno venduto il video su quell’amatissimo DVD. Frase spesso pronunciata: “Yesssss come to daddyyyy!”

IL PROFETA (altrimenti detto IL CARPISTA DEL PALEOLITICO)

Ragazzi inutile discutere: lui era presente alla nascita della vostra amata pesca, ma anche prima. Era come i pastori del presepe che sono accorsi subito alla buona novella. E’ stato semplicemente eletto e quindi dentro deve avere un qualcosa che lo distingue sicuramente dagli altri. Tipiche espressioni con cui iniziare una frase sono: “Agli albori“, “Vent’anni fa“, “Eravamo in pochi“, “Allora si che…“, “Si stava meglio quando si stava peggio…“, “Io alla tua età…“. Si distinguono dal classico pensionato per il semplice fatto che non sono attirati dai lavori in corso. O almeno tra le due opzioni vince comunque la passione per la pesca. La cosa che lascia perplessi è che nonostante le tante primavere anche loro non siano esenti dal fascino delle novità miracolose e spesso vengano anche loro attratti dai classici specchi per le allodole.

IL MODELLO DA BOOK FOTOGRAFICO

E’ carino, è bello e vuol fare il fotomodello. Per identificarlo basta incontrarlo sulle sponde di un lago. Dopo pochi minuti ti chiede di poter scambiare la classica fumata da album fotografico. Se scopre che tu non porti un album fotografico a pesca resta sconvolto, ma solo per una manciata di secondi perchè è già andato in macchina a prendere il suo che tanto ciò che gli importa è parlare delle sue catture. E vai. Comincia la carrellata di pesi, luoghi persone, situazioni. In questo momento si può sperare in autocombustione naturale….dell’album naturalmente…ma ahimè…..

Ecco conclusa la lunga analisi. Per gli sciacalli curiosi ricordo che  il committente della ricerca resterà ignoto a meno che paghiate lautamente in forniture di boilies con annessa maglia per espletare la classica foto pubblicitaria.

Se avete ricerche da farmi portare a termine lasciatemi un commento!

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L'autore

Dottor Nefario è un famoso luminare della scienza del male. Ha collaborato con uno dei più famosi cattivi della storia, il famoso Gru. Alcune sue famose invenzioni sono il siero antigravità, il fucile a puzzette. Non è assolutamente un carpista, ma l'amore per la scienza lo porta ad indagare in ogni direzione.

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