Aroma si, Aroma no

di
Testa

Grande domanda! C’è chi rinuncerebbe a tutto tranne che all’aroma. Invece chi lo vede come un valido alleato ma della serie “non indispensabili”.

E la nostra ciurma cosa ne pensa?

 

 

Stefano Pasquali

STEFANO PASQUALI

Non ho problemi ad ammettere di non essere un super-esperto di esche, anzi è probabilmente l’aspetto del carp-fishing che conosco di meno.

Tuttavia in tutti questi anni ho avuto la fortuna di venire a contatto con dei mostri sacri della boilie, che hanno cercato, spesso invano, di inculcarmi qualche principio di self-making.

Per me l’aroma non ha molta importanza nella formulazione di un’esca, per un semplice motivo: utilizzo boilies self-made solamente per affrontare grandi acque libere in sessioni di più giorni, a volte più settimane, e con pasturazione preventiva, situazioni in cui non c’è bisogno di un catalizzatore di attività come potrebbe essere in alcuni casi l’aroma, perchè le carpe hanno tutto il tempo di apprezzare le componenti “nutritive” dell’esca. A volte ne metto pochissimi ml giusto per dare all’esca un’impronta gustativa.

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Per le pescate più veloci mi affido alle ready-made, qui l’aroma puo’ diventare un alleato, ma ogni posto fa storia a se e sono troppe le variabili imponderabili che possono portare a decidere per uno piuttosto che per l’altro. Anche in questi posti non è comunque indispensabile, secondo me, e ci sono altri sistemi più efficaci per smuovere le nostre amiche baffute.

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Marco Bacchelli

MARCO BACCHELLI

Aroma si. Aroma sempre.

Variando i dosaggi verso il minimo in primavera su pasturazioni: le carpette sono le prime che si riattivano dopo l’inverno e prendono d’assedio le zone di alimentazione forzata. Riducendo aromi e attrattori si ha un leggero miglioramento in termini di disturbo.

Variando i dosaggi verso il max in autunno/inverno anche su pasturazione. Ho provato spesso a pescare con esche semi-neutre di fianco alle stesse ben “caricate” e non c’è storia… l’attrazione delle seconde è di molto maggiore e di conseguenza la velocità nelle pescate.

Variando il ph e diversificandolo molto tra le esche che scelgo, in pescate di molti giorni in luoghi che poco conosco, in modo da avere più di un’alternativa e la possibilità di variare in corsa.

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Anche in questo caso non valgono assolutismi… è bello aprire un secchiello e inebriare l’aria coi nostri profumi… ma nel caso ci siano branchi di pesci disturbatori negli spot che scegliamo meglio doverle spaccare le boilies per riuscire vagamente a percepire un odore… spirito di adattamento? Io credo di si.

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Ivan Battisti

BATTISTI IVAN

Aroma si….ma anche no..

Personalmente nelle esche che preparo non faccio quasi mai mancare l’aroma tuttavia, in casi rari, mi e’ capitato di rollare grandi quantità di mix e quindi per abbattere i costi sono andato nella direzione del neutro ovvero del non immettere aroma; la scelta di non mettere aromi comunque era anche appropriata al mix stesso, gia’ attrattivo di suo grazie alle farine che lo componevano. In miscele semplici come un 50/50, invece reputo l’aroma indispensabile; essendo infatti  tale mix privo di farine di “spessore”come predigeriti o idrolizzati, l’aroma (in accoppiata con gli attrattori) avrà il fondamentale compito di veicolare il pesce verso l’esca ed indursi a cibarsene.

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Marco Zanoni

MARCO ZANONI

Aroma sì, con giudizio…

Personalmente ritengo che una buona base aromatica possa donare una marcia in più alle mie esche, valutando in base alle situazioni dosaggi e combinazioni.

Tanto si dice e tanto si legge sull’utilizzo degli aromi in relazione al loro pH e a quello dell’acqua in cui andranno a interagire…. non mi sono mai soffermato troppo a valutare questo fattore affidandomi per di più ai consigli di chi su questo aspetto è più preparato ed esperto di me; più che altro io mi focalizzo sul loro utilizzo in base ai diversi tipi di approccio alle pescate distinguendo tra lunghe pasturazioni preventive, pasturazioni a breve termine e sessioni senza prebaiting di alcune ore o più giorni consecutivi.

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Nel primo caso preferisco scegliere aromi  tipo Oil , magari combinati con un olio essenziale, in bassissimi dosaggi ritenendo che in pasturazioni di condizionamento gli aromi debbano apportare solo un minimo supporto aromatico/gustativo senza falsare i segnali e le proprietà del mix atto allo scopo, il risultato sarà un esca comunque attrattiva e  facilmente riconoscibile, fin da subito, anche con l’aroma ai minimi termini.

Nel secondo e nel terzo caso invece i dosaggi dell’aroma (spesso e volentieri combinazioni di tali ) si sposteranno verso livelli medio-alti dovendo ottenere un risultato dal potere attrattivo/gustativo più immediato.

Molte altre possono essere le situazioni in cui diversificarne l’utilizzo come ad esempio la stagionalità, acqua corrente o acqua ferma, acqua salmastra, predilezione delle carpe verso un aroma piuttosto che un altro, mix in cui andrà inserito, etc…

Detto ciò alcune basi aromatiche sono da sempre estremamente catturanti divenendo un must per tutti i self-maker, ricordiamoci però che le combinazioni possono essere infinite e tutte performanti ma solo con con pazienza ed esperienza diretta potremmo trarre conclusioni e comprenderne il giusto utilizzo.

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Bernardo Bruschi

BERNY BRUSCHI

Aroma forse.

Quando costruisco un mix mi piace sempre progettarlo in base alle pescate che andro’ ad affrontare, quindi diciamo che anche la base aromatica l’utilizzo di conseguenza. Quando ho iniziato a girare palline ho sempre creduto che l’aroma fosse una parte importante del costrutto finale ma dopo un po’ di esperienza in piu’ ho cambiato tendenza prediligendo aspetti molto piu’ importanti dell’aroma, infatti ad oggi preferisco creare un insieme dal sapore ben marcato cercando di ottenere un costrutto prefissato in partenza, tenendo sempre ben presente che oli essenziali ed aromi in oil possano essere degl’ottimi correttori di sapore.

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Sono un convinto assertore che in posti pressati l’aroma non sia poi cosi’ importante anzi, mi sono sempre piu’ convinto che in queste situazione per marcare la nota gustativa e creare un segnale di richiamo in acqua gli aminoacidi aromatici tipo lo Squid,Crab e Belachan extract siano  un’arma vincente così come farine parzialmente solubili ed idrolizzati  soprattutto nei periodi di forte attivita’ del pesce!! D’altro canto quando mi trovo ad affrontare i grandi laghi con un numero sconsiderato di carpe, utilizzo gli aromi nelle giuste quantita’ senza mai esagerare, cercando di creare la giusta attrazione dettata dai segnali chimici aromatici.

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