Bondeno: conferenza sul bracconaggio

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Sul rovente tema del bracconaggio sabato 26 Settembre 2015 si è tenuto l’incontro tra alcune figure politiche che hanno promesso di dare una svolta al tema della “pirateria” di cui sono vittima i pesci delle acque italiane. Nella fattispecie l’incontro si è tenuto a Stellata di Bondeno, presso l’agriturismo “La terrazza sul Po”. Anche la location non è stata scelta a caso poichè tale agriturismo è sito sulle sponde delle meravigliose acque del maggior fiume italiano, ovvero una tra le varie attività economiche che basa la sua peculiarità sulla salute delle acque limitrofe.

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Al tavolo della conferenza sedevano  Alan Fabbri (Capogruppo della Lega Nord presso il Consiglio Regione Emilia Romagna che ha deciso di interessarsi e combattere questa scabrosa problematica)Gianluca Pini (onorevole alla Camera Dei Deputati per la Lega Nord), Pagliarini Alessandro (propietario dell’omonimo negozio sito a Canaro in provincia di Rovigo), Marco Pettazzoni (consigliere regionale Emilia Romagna e segretario di sezione a Cento della Lega Nord), Matteo De Falco (direttore Editoriale della sezione Pesca di “Caccia e Pesca” nei canali 235 e 236 di Sky), Roberto Ripamonti (direttore della rivista online COL).

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La conferenza è iniziata con un video, cronaca sulla situazione precaria in cui affondano le acque del Po nella zona delle province di Rovigo e Ferrara (ma in realtà problematica che interessa tutta la pianura padana e non solo n.d.r.).

https://www.youtube.com/watch?v=DtuSX9VU6s8

Il video è stato agghiacciante come sempre, un pesante memento che ha sottolineato per l’ennesima volta, come se ve ne fosse bisogno, la lacuna legislativa e amministrativa in cui sguazzano torbidi personaggi (rumeni ma non solo) che indisturbatamente portano a termine azioni illecite.

 

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Articolo tratto da Il Resto del Carlino. Nella foto da sinistra a destra: Ripamonti, Pettazzoni, Fabbri, Pagliarini.

La conferenza è iniziata esponendo le modifiche alla Legge Regionale dell’Emilia Romagna sulla pesca, n° 11/2012. Nella fattispecie Fabbri è andato ad elencare le notevoli migliorie introdotte:

  • Eliminazione della nomencaltura “alloctono” nei confronti della carpa;
  • Forte inasprimento delle sanzioni nei confronti del bracconaggio;
  • Possibilità di sequestro non solo dei mezzi con cui si attua il bracconaggio intesi come reti, elettrostorditori, ecc.,  ma anche dei mezzi di trasporto utilizzati per le operazioni illecite;

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Davvero un passo avanti incredibile se solo si pensa che sino a poco tempo fa si era a discutere sull’autoctonica/alloctonia della carpa, ormai presente dai tempi dei romani sul territorio italico.

Ma a riportare alla dura realtà è stato il comandante della polizia provinciale di Ferrara, Claudio Castagnoli, che dopo aver elencato gli oggetti sequestrati ai bracconieri (un dato eclatante su tutti: 26 km di reti) ha evidenziato la limitatezza degli strumenti in loro possesso per contrastare questo fenomeno. Un dato su tutti: solo 7 uomini per controllare un patrimonio ittico disseminato su migliaia di kilometri di sponde tra canali e fiume. Ma se da un lato si può trovare sconforto da questi dati, dall’altro a dare enorme speranza è l’amore per la divisa che porta il comandante con il suo entourage a fare appostamenti oltre gli orari retribuiti, affrontando a testa alta anche le minacce personali quotidianamente ricevute: il comandante scherza sul recapito di una tanica di benzina alla stazione di polizia a suo nome, dicendo che lui ha un mezzo a diesel per cui trattasi di regalo inutile, ma questo la dice tutta sullo stampo mafioso di chi è dall’altra parte del fronte. E’ lo stesso comandante che invita ogni singolo pescatore a collaborare con le forze dell’ordine per la sgnalazione e lotta in prima fila: esiste la possibilità di essere parte ufficiale divenendo guardia pesca. Lo stesso appello viene poi rilanciato dal Presidente: in un quadro di crisi nazionale non è facile agire ma lo si sta facendo con ogni mezzo che viene messo a disposizione ma occorre essere un “Noi”, non un “Voi”.

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Insomma quello che si evince dagli interventi è che vi è la fondamentale necessità di fare fronte unito, senza parrocchie e colori che dividano e lascino al bracconaggio terreno fertile su cui agire indisturbatamente.

Altro intervento davvero interessante è stato quello dell’onorevole Pini. Sua la forte promessa di portare questa problematica in primis agli occhi del prefetto, denunciando lo stampo mafioso di queste organizzazioni e mettere in moto altri strumenti di contrasto che vadano al di là della flagranza di reato nel momento dell’atto di bracconaggio (ovvero commercio illecito di derrata alimentare, organizzazione di stampo mafioso, riciclaggio di danaro sporco), ma ancor più portare concretamente una proposta di legge nazionale con sanzioni pecuniarie ben più elevate, sequestro degli attrezzi utilizzati (compresi i mezzi di trasporto) e soprattutto introdurre il reato di bracconaggio ittico che ricada in sede penale e non solo civile. Nodo questo davvero eclatante anche perchè lo stesso Castagnoli ricorda che delle sanzioni pecuniarie ne vengono pagate una parte irrisoria.

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La comunicazione poi è stata girata ai presenti per eventuali domande od osservazioni. Tra i vari intervenuti Agostino Zurma, presidente di Carpfishing Italia che assicura come sempre il pieno appoggio di ogni azione che vada a favore della pesca sportiva e del cf e soprattutto  nella lotta di un cancro altrimenti inarrestabile. A tal riguardo Zurma fa notare (e successivamente anche tramite i vari canali informativi) che anche il Veneto non sta a guardare: su forte spinta della pesca sportiva, con CFI in testa, la regione inserisce nella nuova legge regionale come reato penale l’uso di attrezzi ad elevata capacità di cattura. Poi ancora le varie associazioni coinvolte in prima persona nelle “ronde” di controllo che ora  collaborano ufficialmente con la polizia provinciale. Citiamo a dover di cronaca nella speranza di non commettere omissioni (la lista fortunatamente è lunga) Eurocarp Club, Pescatori fai da te, Pirati del Po, Upe Unione Pescatori Estensi, Movimento Gruppo Siluro Italia, FIPSAS, rappresentata per l’occasione dal Presidente Regionale Massimo Rossi.

Al dibattito erano presenti oltre alle associazioni ed ai vari gruppi o singoli, i rappresentanti di vari marchi di settore: Fabio Boscolo (Big Fish), Armando Tiberi (Overcarpbait), Florian Mirko (Fish Food), Matteo Marmocchi (Nash Italia). Questo a testimoniare che il fronte unito tanto richiesto dalla politica non è solo virtuale ma già in forte divenire.

La politica per la prima volta ha richiesto di aprire un canale comunicativo con il cittadino portando fatti e non solo promesse e questo senza ombra di dubbio è stato un segnale forte. Le varie denunce e le varie sollecitazioni che vengono dal basso non sono state vane perchè hanno auspicato un dialogo per colmare una forte lacuna. La direzione che va mantenuta ed anzi allargata come fronte unito è ancor più chiara. Per aspera ad astra!


I PARERI DEL NOSTRO TEAM

Fabio Boscolo

FABIO BOSCOLO

I temi discussi al meeting mi sono purtroppo noti da molto tempo essendo che sento con frequenza Alessandro (Pagliarini n.d.r) che è di sicuro uno dei tre che in Italia maggiormente si sono impegnati nel cercare una tutela e una sostenibilità del “sistema Carp fishing”.
Il bracconaggio è una piaga dalla facile soluzione: servono pesanti sanzioni, organi di controllo attivo, gestione delle acque.
Purtroppo è tanto facile quanto improbabile contrastarlo quando non ci sono fondi a disposizione per mettere in atto queste soluzioni.
E queste risorse non possono arrivare che dalla politica: a tutela degli appassionati di pesca, della risorsa naturalistica e di un indotto che genera posti di lavoro e fatturato nel nostro BelPaese.

Serve impegno per far arrivare all’orecchio e all’interesse della politica il nostro argomento. Un grande plauso quindi ad Alessandro che ha organizzato questo incontro.


 

Riccardo Dotti

RICCARDO DOTTI

Mi ha colpito fortemente la figura del comandante Castagnoli. Una persona dedita alla divisa, alla passione per quello che rappresenta. Di certo sentire e vedere dati alla mano il lavoro che un pubblico ufficiale (e come da lui stesso ricordato, anche la stessa Arma dei Carabnieri) svolge nelle reali difficoltà quotidiane fa capire come spesso la critica che si muove dal basso debba comprendere che sono “vittime” degli stessi ingranaggi che coinvolgono un semplice pescatore che decide di affrontare un’acqua pubblica. Ci sono movimenti che debbono venire da chi siede alla guida della politica nazionale.  La sua stessa figura tuttavia fa scaturire una riflessione che mi fa mantenere i piedi ben piantati al suolo: le province e quindi la polizia provinciale verranno smantellate. Lo stesso Castagnoli, come da lui stesso sottolineato, non saprà tra qualche settimana cosa sarà della sua posizione e quale sarà la sua nuova occupazione. La stessa Guardia Forestale è in fase di smantellamento, e spesso è stata oberata da occupazioni che ne ingessano l’azione di contrasto al bracconaggio. Quindi mi auguro che oltre alla modifica legislativa che reputo necessaria, corrisponda un’azione di governo che dia strumenti per rendere le leggi pratiche, e non solo pilastri virtuali con cui controllare virtualmente farabutti che ogni giorno che passa diventano sempre più organizzati e incontrastabili. Detto questo rimango certo che l’unione fa la forza, e non è una semplice frase banale per dipingere il tutto come fosse una favola con cui poterci addormentare con un’ipocrita tranquillità d’animo. Alla conferenza erano presenti tante persone che hanno a cuore il futuro di tutte le acque pubbliche (io sono “lombardo” e so benissimo che il fenomeno è già presente e radicato anche nel nostro territorio); ad esempio  anche i cosiddetti “talebani” che qualcuno ha voluto additare come disgregatori del nostro sistema. Credo che possiamo contare su tutte le persone che hanno voglia di fare e non solo battere i tasti da un pc per giustificare le loro lacune. Ogni lacuna va a favore dei bracconieri, o aderisci alla lotta o sei colluso.


Fabrizio Morgagni

FABRIZIO MORGAGNI

A Bondeno di Ferrara si è svolto un importante convegno riguardante il dilagante bracconaggio ittico che imperversa nelle acque interne italiane. Dopo decenni in cui l’unica vera problematica delle acque pareva l’inquinamento ci si trova oggi di fronte ad  un fenomeno capace di azzerare (o quasi) tutto il patrimonio ittico di interi bacini e con esso le possibilità di fruizione legate alla pesca sportiva e l’indotto da questa generato.

Cause principali di questa situazione sono, come in altri campi, la mancanza di sufficiente deterrente normativo specialmente per criminali provenienti da altri paesi e la scarsa efficacia e frequenza dei controlli. Alcune recenti normative di “riforma” nazionali vanno poi a colpire proprio i soggetti istituzionali più coinvolti  nel  contenimento  di questi fenomeni di bracconaggio come  la Polizia Provinciale e il Corpo Forestale dello Stato. Alcune Regioni ed altri enti stanno cercando proprio in questi giorni, ma in ordine sparso e con grandi difficoltà legate ad aspetti normativi ed economici, soluzioni volte a salvare  il presidio del territorio.  Bene che vada, si rischia un lungo ed indefinito processo di riorganizzazione  istituzionale in cui ogni attività di contrasto all’illegalità sarà affidata, ancora una volta, alla buona volontà di singoli appartenenti ai corpi suddetti, personale magari  in mobilità e comunque male attrezzato, poco coordinato e del tutto disincentivato. E’ chiaro che trattasi di situazione senza precedenti i cui effetti sono già ben evidenti per chi vuole vedere ….

Fortunatamente non tutti nascondono la testa sotto la sabbia  e  a Bondeno politici, altri attori istituzionali, rappresentanti delle associazioni, operatori commerciali, e  pescatori lo hanno dimostrato. Qualche risposta, in un panorama comunque desolante, incomincia a concretizzarsi come il miglioramento di alcune leggi regionali e le proposte di inasprimento per il livello nazionale, ma non basta…

 

 

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