Bungee, elasticità estrema

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Il termine bungee jumping viene utilizzato per indicare la pratica del buttarsi da un luogo elevato in uno spazio libero da oggetti. Colui che esegue il gesto viene imbragato e collegato ad una fune elastica che giunta a fine corsa ammortizza la quantità di moto dovuta alla gravità. Questo permette di non subire scossoni che se non mortali comunque potrebbero causare lesioni davvero incredibili.

Allo stesso modo il bungee funziona da ammortizzatore: grazie alla sua elasticità consente di poter assorbire i colpi della preda durante il combattimento.

Ma il Bungee ha anche doti di assoluta affondabilità al pari dei comuni leadcore. A tutti gli effetti fa parte dellla famiglia dei leadcore di nuova generazione cioè privi di anima in metallo.

QUANDO USARLO?

Affondabilità più ammortizzazione sono dei fattori che spesso ci offrono una carta vincente in determinate situazioni di pesca. Io ad esempio spesso e volentieri amo utilizzare la treccia diretta (quando il campo è sgombro da ostacoli che ne limiterebbero l’utilizzo). Un limite/pregio della tessera è l’estrema rigidità che permette di segnalare in modo assoluto l’abboccata. La stessa rigidità tuttavia durante combattimenti estremi può essere la causa di slamate: ecco che il bungee ci offre il suo effetto elastico ed ammortizzante. Non per ultima poi la sua coriaceità: resiste agli ostacoli!

COME USARLO?

Come già evidenziato sopra stiamo parlando di un leadcore, per cui le modalità di utilizzo sono tali e quali a quelle che si usano normalmente (tranne la rimozione dell’anima metallica ovviamente).

Vediamo il tutto passo per passo.

Ecco il necessario per realizzare il tutto:

  • Bungee;
  • Ago con clip piccola;
  • Accendino
  • Clip per bol trig o inserti per piombo in line
  • Girella
  • Ago con clip medio-grande;

In una foto ecco la sintesi:

1Vediamo passo passo la realizzazione.

Sfiliamo una ventina di centimeri di bungee in modo di avere libertà nei movimenti per la realizzazione. Non serve tagliarne uno spezzone subito: lo faremo solo più avanti per avere maggiore precisione sulla lunghezza desiderata.

Nella confezione del bungee troverete un ago molto robusto valido per fare tutto, tuttavia io preferisco utilizzarne uno di fattura simile ma di dimensioni più piccole per guadagnare in semplicità esecutiva (un ago più piccol oscorre meglio).

Prendiamo l’ago, abbassiamo il cancelletto di chiusura aprendolo ed inseriamo l’uncino a circa 15 cm (la lunghezza è puramente indicativa, poichè dipende da quanto grande desiderate realizzare l’asola). Il bungee internamente è cavo: dovremo inserire l’ago per 2/3 cm all’interno del filato. Questa operazion va fatta lentamente senza aprire, sfilare e rovinare la trama del trecciato. A muoversi non è l’ago ma sarà la vostra mano che tenendo tra indice e pollice il bungee lo calzerà infilandolo sull’ago: questo movimento fa comprimere il trecciato e nel contempo rende più larga la sezione interna. Più larga è la sezione maggiore sarà la transitabilità dell’ago al suo interno.

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Una volta fuoriusciti infiliamo l’uncino nell’ago all’interno dell’estremità del trecciato. Richiudiamo il cancelletto dell’ago bloccando il tutto.

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Ora dovremo tirare lago facendolo scorrere all’intern odel leadcore, trascinando la parte appena agganciata al suo interno. Il movimento deve essere delicato, continuo e senza strappi pena lo sgancio del leadcore dall’ago con la conseguenza di ripetere il tutto dall’inizio.

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Una volta estratto l’ago e l’estremità vi troverete in una situazione come la seguente:

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Abbiamo creato un’asola che sarà ottima da un lato per alloggiare sia la clip portapiombo che la girella.

A questo punto dovrete scegliere la dimensione dell’asola. Io personalmente ricavo asole lunghe circa 4 cm: sono valide anche per inserire terminali già innescati anche con boilies da 24 mm. Asole troppo lunghe non mi piacciono poichè raddoppiando il filato creano troppo attrito all’interno della clip non favorendone lo scorrimento e quindi diminuendo la capacità di “piombo a perdere” delle stesse.

Detto questo a questo punto ci sono vari metodi possibili per concludere l’asola. C’è chi semplicemente la fa scorrere della misrua adeguata per poi tagliare il baffo eccedente. C’è chi inserisce una goccia di colla cianoacrilica e poi fa scorrere la parte appena trattata all’interno del manicotto in modo da avere una maggiore certezza che il tutto non si sfili.

Io preferisco eseguire la brillatura della parte terminale del trecciato formando una sorta di piccola capocchia più grande del foro. In realtà quando saremo in trazione il manicotto si tirerà restringendosi “strangolando” la treccia interna rendendo impossibili scorrimenti eventuali. Tuttavia la brillatura eviterà che anche muovendo l’asola durante le fasi di innesco o inserimento di clip il tutto si sfili rendendo vano un costrutto: se vi accade nel pieno della notte, durante un’acquazzone o mentre fuori fa un freddo cane non sono cose piacevoli!

Dotiamo ci quindi di accendino. Io preferisco quelli da pipa che hanno un cilindretto che permette di direzionare la fiamma in modo più concentrato.

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La fiamma dovrà bruciare ovviamente solo la parte spelacchiata che si scioglierà in un’unica pallina.

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Ora tirate l’asola fino a far scorrere la pallina creata a ridosso dell’inizio del manicotto.

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Ora dobbiamo decidere quanto deve essere lungo l’intero trave:

  • Se si pesca a lancio consigli odi non andare oltre i 50/60 cm;
  • Se si cala dalla barca si può anche allungare sino al metro;

Presa questa decisione andremo a tagliare dalla bobina uno spezzone relativo considerando che dovremo realizzare un’asola speculare anche dal lato appena staccato (valutate che l’asola non rubi centimetri al vostro rislutato).  Collegheremo il trave alla lenza madre con il metodo asola su asola.

Vediamo ore come innestare una clip Big Fish Metal clip, le mie perferite, apportando alcuni piccoli accorgimenti migliorativi.

Va fatta una piccola parentesi prima sul fattore sicurezza: personalmente non uso mai sistemi inline se non il piattelo Big Fish. Questo per un motivo di sicurezza del pesce. Se il pesce dovesse incagliarsi il piombo deve staccarsi nel minor tempo possibile in modo da no nrappresentare un eventuale appiglio che si incastri tra eventuali ostacoli presenti sul fondo: se si incaglia la carpa si troverà a tirare rischiando di maciullarsi la bocca prima di slamarsi. La stessa bolt rig deve essere studiata per fare in modo che in caso di incaglio possa scivolare via.ù

Per far questo applico una piccola modifica.

In primis accorcio il conetto di silicone.

Volendo è possibile dare una piccola scaldata con accendino alla parte del cono dove abbiamo tagliato per avere un foro ben slabbrato.

Stesso procedimento per il perno dove va inserito il cono.

In questo caso è necessario scaldare con accendino e rimodellare il foro perchè le lame della forbice quasi sicuramente lo avranno ovalizzato. Quando la plastica è calda oltretutto vado a premere leggermente il cono contro una superficie per creare una sorta di bordino che eviterà al cono di scorrere se non sotto sollecitazione di pesce incagliato.

Ora possiamo procedere ad infilare tutti i pezzi sin ora realizzati utilizzando un ago di grandezza maggiore rispetto aprimo (non usate aghi troppo fini perchè tirando si romperenno).

Rimane da concludere l’opera con una girella. Io amo le girelle per helicopetr rig, che hanno un anello più grande che permete anche maggior movimento del terminale.

Ora basta infilare la girella nel conetto della clip per aumentarne il potere di autoferrata. Il gioco è fatto e concluso!

Se volete aumentare il fattore piombo a perdere, non infilate il conetto fino in fondo alla molla porta piombo.

Se volete aumentare il fattore “piombo a perdere”, non infilate il conetto fino in fondo alla molla porta piombo. In ogni caso sotto sollecitazione la clip farà egregiamente il suo dovere!

 

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L'autore

Riccardo Dotti è un pescatore che ha iniziato a pescare dalla prima infanzia quando aveva otto anni. Dapprima pesce bianco con la bolognese, poi trote a bombarda ed infine carpe con la classica pesca a fondo. Agli albori del carpfishing italiano decise di conoscere meglio la disciplina anglosassone iniziando a praticarla con l’attrezzatura di cui disponeva, dapprima nelle cave e nei fiumi della sua zona (fiume Gambara, Oglio, Mincio, Po e varie cave della zona bresciana oltre che ai laghi di Mantova) per poi conoscere le varie acque dello stivale in compagnia del mitico Zio Giò alias Giovanni Massetti (Endine, Pusiano, Caldonazzo, Arno, Caccamo, Viverone per citarne alcune). Attualmente Riccardo è collaboratore e tester di Big Fish contribuendo al knowhow e a proporre prodotti validi per acque italiane! ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ ESCA PREFERITA => C.I.A.(Self made) CANNA PREFERITA=>Century FS 3lb TENDA PREFERITA=>AQUA M3-MK1 MITI ISPIRATIVI=>Leon Hoogendijk GENERE MUSICALE=>Hard Rock - Metal

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