Canne Leggendarie – Prima Parte

di
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Sono sempre stato un appassionato delle canne di Leon Hoogendijk, inutile nasconderlo.
Hanno sempre accompagnato i miei sogni di carpista quando, ancora adolescente, sognavo di possederne una.

Ogni tanto incontravi a pesca qualche fortunato possessore che le aveva, e lì ti fermavi a mirarle e rimirarle, quasi timoroso nel prenderle in mano per poterle provare, magari con un lancio.
Capitava anche, qualche volta, di vederle in azione, ed anche lì come incantato non potevi far altro che ammirare la perfetta azione di questi gioielli che purtroppo per le mie tasche da studente  rappresentavano, ahimè, un budget di spesa troppo elevato.

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Tante primavere son passate, ma Leon è sempre lì, punto fermo ed inamovibile del carpfishing continentale; una vera e propria star che ogni anno fa felici migliaia di appassionati di tutta europa concedendosi per foto ed autografi alle varie fiere del settore.
Sempre ad accompagnarlo son le sue canne, che seppur variate nel corso degli anni, rappresentano, senza ombra di dubbio, quanto di meglio un pescatore possa cercare in una canna da carpfishing.

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Avevo in mente di realizzare un excursus storico delle canne di Leon già da diverso tempo, ma purtroppo mi risultava molto difficile reperire materiale ,sia fotografico che tecnico, per dare una degna descrizione a questi leggendari attrezzi che in questi  19 anni hanno accompagnato i carpisti di tutta europa nella ricerca della loro cattura da sogno.
Grazie all’interessamento di Fabio Boscolo, che pubblicamente ringrazio, mi è stato possibile contattare sia Leon Hoogendijk che Alastair Bond e finalmente questa idea che avevo nella mente si è tramutata in realtà!

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Quello che cercherò di fare sarà quindi un viaggio nell’universo Leon Hoogendijk rods dove sarà dato ampio spazio con foto e descrizioni a tutte le canne che sono state prodotte con la firma Leon Hoogendijk dal 1994 ad oggi.
Quindi mettetevi comodi e buona lettura !!!

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Prima di iniziare qualsiasi descrizione sui vari tipi di canne ci tenevo a dire una cosa : ciò che rende le canne di alta fascia di Leon diverse da tutte le altre canne “Top Level” è il fatto che esse  non son state realizzate da una azienda per cercare il miglior margine possibile, ma sono state realizzate da un pescatore leggendario con una esperienza nel carpfishing unica che aveva come unico obbiettivo quello di realizzare, utilizzando i migliori materiali e le più recenti innovazioni tecnologiche sui blank, la miglior canna possibile; I costi di produzione non sono mai stati un problema , l’unica cosa che realmente contava era realizzare quanto di meglio fosse possibile e questo concetto era vero allora come lo è tutt’oggi !!

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L’INIZIO

Questa lunga storia inizia nel lontano 1988, quando Leon, che da tempo provava e testava, tanti tipi di blank diverso cercando di trovare quello che meglio di ogni altro si adattasse alla pesca nelle acque continentali, si imbattè in un blank montato in un piccolo laboratorio (CJW Rod Designer http://www.cjw-hengels.nl/) ad Amsterdam presso Cor Spinhoven , uno dei più famosi designer di canne a mosca e da carpe.
Tali Blank, assemblati da CJW, provenivano  da una azienda americana con sede in Nuova Zelanda.
Essi erano realizzati associando al carbonio IM6 una percentuale di boro, grazie ad un processo (brevettato) complesso e unico al mondo.
La cosa che impressionò Leon era che questi blank erano estremamente resistenti; La combinazione carbonio/boro permetteva di produrre delle canne in due pezzi ed con azione evolutiva; in questo modo tali attrezzi riuscivano a sopportare carichi importanti senza mai bloccarsi.
In base alla trazione che si applicava al blank esso passava dall’essere semi parabolico al diventare 100% parabolico, senza alcuna deformazione di sorta.
(Nell’immagine lo schema del concetto di azione evolutiva)
Grafico Azione Evolutiva

Tale canna  quindi non aveva un libraggio fisso, ma copriva una gamma molto ampia di libraggi.
Era come avere diverse canne in una.
Hoogendijk rimase senza parole nel provare quella canna: non aveva mai visto nulla di simile!!
La canna che aveva provato era un 12 ft. 3,5 lb , ma in realtà poteva variare dalle 2,5 lb alle 4 lb.
Questa canna, anche se montata con dieci anelli di piccolo diametro, lanciava con tremenda facilità più lontano di qualsiasi altra canna avesse mai provato prima.
Essa procurava delle sensazioni incredibili con pesci di tutte le taglie.

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Fu nel 1992 che Cor gli fece scoprire una canna di 13 piedi, con una capacità compresa tra 3 e 5 lb.
Dopo averla accuratamente testata, Leon si rese conto che quella canna era davvero unica e perfetta per le condizioni di pesca in Francia.
Durante l’anno 1993, Leon venne contattato da diversi produttori di canne da pesca che volevano che Leon stesso (già molto conosciuto a quei tempi) firmasse una serie di canne col suo nome, ciò era una operazione molto popolare ed in voga all’epoca, ma Leon a tutti quelli che gli facevano tale proposta diceva che avrebbe firmato una canna solamente se realizzata con blank CJW (molto costosi per l’epoca) e puntualmente queste aziende declinavano l’offerta poichè il prezzo del solo blank era troppo caro e non permettava un adeguato margine di guadagno.

Leon aveva oramai quasi abbandonato l’idea di vedere una canna portare il suo nome quando casualmente incontrò, presso un negozio di pesca a Chalon sur Saone,  Alastair Bond che era rappresentante di diverse serie di canne di fascia alta montate in un rinomato atelier d’oltremanica (Custombuilt Fishingrods Workshop).
Alastair che era in tour in Francia, aveva sentito parlare di Leon e tra una chiacchiera e l’altra chiese a Leon stesso come, secondo lui, doveva essere la canna da carpfishing ideale per il carpista francese.
Leon , che aveva una delle sue preziosissime CJW in macchina, la andò a prendere di corsa per mostrarla ad Alastair (quando si dice il destino!!).
Mr. Bond, un intenditore , prese la canna in mano, la piegò e subito rimase colpito dall’azione e dalla potenza.
Poi chiese a Leon se poteva prestargliela per alcuni giorni per farla provare in Inghilterra a Rod Hutchinson(!).
Leon accettò.
Qualche tempo dopo Bond chiamò Leon. Venne aggiornato sul fatto che Rod, proprio lui (!!!!), era rimasto stregato dalla sua canna.
Quest’ultimo riteneva che, grazie alla sua azione evolutivo e la sua capacità di assorbire  con grande dolcezza anche le fughe più violente, questa canna era perfetta per combattere una carpa dalla barca.
Successivamente nella telefonata Bond propose a Leon di montare questa canna in serie, dandogli l’opportunità di scegliere la componentistica, il design ed infine di  apporre la sua stessa firma.
Leon naturalmente, al settimo cielo, accettò senza alcuna esitazione: era nata la partnership che porterà alla creazione della leggenda!!
Qualche mese dopo nacque la ORIENT POWER PLUS (questo il nome della canna) che venne prodotta in uno splendido colore blu (prima canna di questo colore sul mercato poi copiata da tutto e tutti) in 2 versioni: con inserti in duplon o inserti in sughero.

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La canna era una 13 ft. ad azione evolutiva che andava dalle 3,5 Lb. alle 5 lb.

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In occasione del lancio del canna sul mercato francese si ebbero non pochi problemi di marketing: la canna costava veramente tanto (circa 3000 franchi ovvero circa 900 mila lire) e quindi questo faceva storcere il naso a non pochi negozianti. Per Leon questo non era un problema in quanto aveva creato una canna assolutamente sopra la concorrenza e che era destinata ad una clientela d’elite; a parte questa problematica c’era anche il fatto che i blank neozelandesi necessitavano di circa 6 settimane per essere prodotti ed arrivare in Inghilterra (tempo lunghissimo) e costavano il quadruplo rispetto ad un tradizionale blank carbonio/kevlar; Leon e Bond non avevano soldi a sufficienza per garantirsi stoccaggi importanti di tali blank che avrebbero permesso loro di rispondere anche alle richieste urgenti ed imprevedibili.
Nonostante questi problemi il primo anno uscirono dalla Custombuilt circa 300 Orient Power Plus.
In Italia di tali canne arrivò qualche modello (pochissimi in realtà) che i fortunati possessori custodiscono gelosamente.
Ogni tanto sui vari mercatini su internet qualche modello della versione in duplon viene messo in vendita a prezzi veramente altissimi!
Il motivo è che tale canna è ricercatissima sia dai collezionisti che dagli estimatori poichè essa sovraperforma molte delle canne top level che sono presenti ancora oggi sul mercato,……niente male per una canna che nel 2014 compirà 20 anni !!!
La versione in sughero è praticamente introvabile in Italia ed anche il sottoscritto non ne ha mai vista una dal vivo.

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(Nelle immagini :Federico Battistini , felice possessore di 4 Orient Power plus ci mostra l’azione evolutiva di questa magnifica canna)

SI AMPLIA LA GAMMA

Parallelamente alla produzione della Orient Power Plus (1994), i soci inglesi di Leon gli proposero di collaborare alla realizzazione di due canne da carpfishing  top di gamma adatte ad una grande diffusione.
Questa volta si lavorò con un produttore inglese di blank molto competente (Harrison), utilizzando un nuovo materiale, il carbonio HR40.
Questa ultima generazione di carbonio era estremamente resistente e più rapido di quello che risulta dalla combinazione IM6/boro.
Grazie all’utilizzo di nuove resine ed a un processo di fabbricazione molto complesso, il carbonio HR40 permise comunque di creare dei blank ad azione evolutiva.
Diversi mesi di test intensivi con differenti prototipi hanno preceduto la realizzazione del prodotto finale: le ORIENT UNIVERSAL POWER caratterizzate da uno splendido colore verde e disponibili in due modelli per coprire le esigenze dei carpisti francesi.
La prima fu una 12,5 ft 3 lb. (in realtà aveva un’ azione che variava dalle 2,5 lb alle 3,5 lb) parabolica, estremamente polivalente; la seconda era una 13 ft 3,5 lb. (da 3 lb a 4 lb) di tipo “dual taper” (semi parabolica) che, avendo potenza e rapidità supplementare rispetto al primo modello, era estremamente indicata per pesche “pesanti” (grossi pesci, fiumi, grandi distanze).
Pochi mesi dopo il lancio di queste due nuove canne, una serie di variazioni hanno permesso di migliorarle ulteriormente e hanno notevolmente contribuito alla qualità assoluta del prodotto finale.
Innanzitutto fu scelta una vernice per le finiture di qualità superiore.
Poi vennero sostituiti gli anelli di zirconio (criticati dai clienti più esigenti) con anelli Fuji Sic, più costosi, ma  con una migliore finitura.
Dal momento che furono apportate queste modifiche alle canne, le vendite aumentarono in modo significativo.

OPP et OUP

Fine prima parte

Per leggere laseconda parte clikka QUI (http://www.big-fish.it/magazine/canne-leggendarie-seconda-parte/)

 

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L'autore

Elia Matteo Tecchi è nato a Fano il 10/09/1981 , pescatore sin dalla tenera età, ha scoperto il carpfishing nel 1995. Durante questi anni ha frequentato le più famose acque "da carpa" Italiane e straniere iniziando dai laghi della sua regione(Caccamo,Le grazie, Polverina), passando per i grandi laghi Vulcanici del centro Italia e finendo con le più famose acque italiane (Pusiano, Endine, Ostellato, Scandarello, Tevere, Arno,Canal Bianco ecc....). Attualmente Matteo è collaboratore e tester Big Fish, tester per l'Italia di Taska International Ltd, coordinatore dei tester Big Fish per le Marche e l'Emilia Romagna

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