CAVE COSTIERE ROMAGNOLE-SECONDA PARTE-LE GHIARINE

di
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A fine 2014 dopo una stagione interamente dedicata a inediti grandi laghi esteri sono tornato a pescare in quello che per il sottoscritto rimane il più bel lago delle mie zone. Dal 2011 non frequentavo il posto con un minimo di continuità e pur avendo sempre tenuto un contatto attraverso qualche sopralluogo e soprattutto attraverso le esperienze di amici, volevo rendermi conto di persona di quale fosse la situazione attuale nel bacino che mi ha visto crescere come carpista. Le mie finalità, non necessariamente in ordine d’importanza, erano:

  1. Valutare meglio l’accrescimento del “nuovo ceppo” di carpe immesse nel 2009/11 e vedere, anche attraverso le catture altrui, la taglia raggiunta dagli esemplari migliori
  2. Capire il comportamento attuale del pesce del lago, cosa mai stata facile in questo bacino e sicuramente cambiato negli ultimi anni ( lo “stile di vita” come lo chiama Leon nel suo ultimo libro)
  3. Catturare almeno un pesce “vecchio ceppo” possibilmente Big, il che non vuole dire per forza over 20, ci sono almeno 3-4 vecchi esemplari conosciuti a cavallo dei 16-18 kg che ne hanno lo stesso valore (Target Fish)
  4. Capire se esistono ancora e se sono insidiabili altri pesci “vecchio ceppo” che non escono da molto o che escono molto raramente
  5. Provare alcuni prodotti Big Fish o meglio, in questo caso, capirne gli utilizzi migliori
  6. Godere di un periodo di pesca “sicuro” cioè che non risentisse troppo delle possibili condizioni climatiche avverse tipiche del fine stagione. In pratica la voglia di stare parecchio in pesca in un bel posto senza rischi di vedersi saltare le sessioni programmate per gelate, fiumane, ecc…

In fase iniziale-invernale le ghiarine sono una certezza perché la notevole massa d’acqua esistente e l’influenza del vicino mare garantiscono sempre probabilità di successo, anche dopo gelate improvvise o piogge persistenti. Inoltre in questo periodo l’affluenza turistica della zona e la presenza di “carpisti” rumorosi tendono a calare e l’atmosfera del lago torna quasi quella a me cara.
Insomma vari aspetti come sempre rendono interessante questa disciplina e sono alla base della passione.
Di seguito cercherò descrivere il lago anche alla luce di queste ultime esperienze, ovviamente secondo il mio punto di vista.

aphrodite v2 in caccia marginale

aphrodite v2 in caccia marginale

Gestione ambientale ed ittica

Ho già descritto le caratteristiche ambientali di questo bellissimo bacino nell’articolo precedente (Clikka qui per leggere) aggiungo solo che trattasi di acque pubbliche in concessione da tanti anni alla Fipsas di Ravenna.

Personalmente, per principio, ma anche per molti altri motivi (maggiore libertà, possibile isolamento ecc..) preferisco le acque libere ma va riconosciuto come una gestione abbia probabilmente salvato questo ambiente dalle barbarie e dal degrado ormai consueti.

L’ecosistema di questa grande cava fortunatamente non è cambiato troppo e a parte il deleterio numero di poste aperte e l’eccessiva artificializzazione delle stesse, il lago non ha subito grossi danni, anzi direi che nel complesso per quanto riguarda le aree prevalentemente destinate alla pesca l’ambiente è stato tutelato e valorizzato.

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Anche la politica dei ripopolamenti basata sull’immissione di pesci giovani al momento non può che essere apprezzata. Il numero delle carpe immesse è però probabilmente eccessivo cosa che rischia di alterare gli equilibri fra le varie specie (vera peculiarità di questo bacino) e di ridurre la possibilità di crescita delle stesse.

Popolazione ittica attualmente presente: comportamento e strategie di pesca

Il lago, caratteristica forse unica, ospita una residua popolazione di anguille, cefali e spigole formata da esemplari grossi frutto di immissioni di novellame ormai molto datate, esemplari che oggi raggiungono dimensioni da record assoluto.

non è un amur, ma bensì muggine 4.5 kg...

non è un amur, ma bensì muggine 4.5 kg…

QUANTI LAGHI POSSONO PRODURRE PESCI DEL GENERE

Quanti laghi possono produrre pesci del genere?

Poi ci sono, anguille, cefali e branzini di taglia intermedia (0.5 – 2 kg) frutto di ripopolamenti più recenti. Trattasi comunque sempre di pesci cresciuti nel lago come avvenuto per tutte le carpe più grosse mai pescate.
A livello di carpe e carpfishing una cosa però è chiara il lago è molto diverso da quello che era un tempo. Se prima nuotavano relativamente pochi esemplari di taglia medio/grossa che avevano a disposizione molto alimento naturale perlopiù legato agli erbai marginali, oggi si parla di branchi di diversi individui di taglia medio/piccola più alcuni grossi esemplari (pochi e conosciuti) superstiti del vecchio ceppo che fanno vita a se. Possibile e a dire il vero in certi casi documentata, anche la presenza di pesci vecchi che non vengono quasi mai presi. Questo avviene in tanti bacini ma nel nostro caso la cosa potrebbe essere accentuata dalle restrizioni all’azione di pesca, dalla tipologia di pesca condotta dai più e dalla presenza di ampie aree non pescate. L’accrescimento del nuovo ceppo di carpe è costante ma deludente rispetto alle aspettative e all’ottima genetica del pesce immesso. Mi pare che pochi esemplari “nuovi” abbiano raggiunto i 14-15 kg segno di una certa competizione alimentare e di una scarsa integrazione a livello di esche.

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Una vecchietta che esce spesso

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Nuovo ceppo

Parlando di strategia di pesca si deve tener conto che siamo in un lago grande e fondo dove il pesce può sottrarsi all’azione di pesca quando vuole. Tutti i pesci del lago tendono infatti in presenza di disturbo ad allontanarsi molto in fretta, anche verso le zone centrali della cava, cosa quasi sempre sottovalutata dai più. Attenzione quindi ai troppi fili tesi magari ravvicinati, alle portiere delle auto sbattute, alle luci, agli schiamazzi, alle centraline/avvisatori ad alto volume, ai frequenti giri in auto ecc..questi comportamenti presuppongono sonori cappotti a chi li esercita ma anche a chi li subisce (altri pescatori presenti)!! Non è un caso che il lago di sabato o durante raduni, sia spesso poco pescoso..
Viceversa una zona tranquilla dove i pesci possono trovare in modo diffuso sul fondale boilies di altissima qualità (Keltia, Green, Avalon Mix) tende ad interessare e far confluire/soffermare il pesce anche più grosso alzando sicuramente la taglia media delle catture e le possibilità di fare un pescione. Ne deriva che l’approccio attuato dai più volto a catturare il primo pesce che passa attraverso l’uso di stick, ammolli, Pop up e altre forzature attrattive concentrate sull’innesco non sono in questa grande cava forse l’impostazione migliore da attuare.

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Dalle prove che ho condotto questa modalità può portare a buone catture solo in modo casuale e comunque con incidenza statistica bassa vista la taglia media presente. Questo approccio a volte consente subito qualche tiro per poi fare allontanare il pesce grosso, meglio cercare di costruire una zona di alimentazione vera e magari non catturare subito ma alzando così il potenziale almeno nelle sessioni più lunghe. Insomma per avere bisogna anche dare, viceversa dopo qualche fregatura i pesci tornano al loro alimento naturale nelle aree di sicurezza.

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Montature carpfishing

Per prima cosa supplico tutti ad usare Leader (cioè la parte di lenza rinforzata dietro il piombo), non pericolosi per le pinne dei pesci. Vanno benissimo i Protect Leader di Leon o similari, i nuovi Gravity e Bungee Big Fish, ma anche quelli auto costruiti in fluorocarbon o nylon, viceversa non vanno bene leadcore ruvidi e/o sottili o trecciati vere lame per la caudale delle nostre amiche.

PROTECT CHI è SICURO DI ESSERE SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRALEEADER

L’utilizzo di Leader grossi ci favorisce anche in diversi spot del lago pieni di corallo e altri asperità abrasive (scalini) evitando rotture e dando forza per superarle indenni, senza compromettere le presentazioni, anzi..
Per quanto riguarda le zavorre mi sono trovato benissimo con il long cast inline Big Fish, piombo che unisce il potere autoferrante degli inline alla possibilità di sgancio dalla girella in caso di forti testate del pesce. Con questo modello si riducono così slamature purtroppo frequenti con altre tipologie di piombi non a perdere. Questa zavorra favorisce anche la precisione di lancio e soprattutto riduce la botta in entrata in acqua, cosa particolarmente importante in un bacino dove il pesce può allontanarsi in zone poi irraggiungibili.
Essendo ormai il lago abbastanza pressato consiglio montature evolute come lo sliding ring rig su ami di forma aggressiva come i Mugga continental che oltre a permettere qualche cattura in più, resistono (punta) molto alla salsedine di questo bacino.

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materiali che ho trovato particolarmente adatti alla pesca in questo lago

Conclusioni

Come si è capito sono legato a questo ambiente e il motivo di questo scritto è anche il desiderio di valorizzarlo. Continuerò a pescarci, almeno fino a che verrà mantenuta qualità ambientale ed etica: per tutti i giovani abituati ai soliti laghetti-pozza-pieni-di-pescioni questa è una sfida più complessa ma più formativa ed avvincente, preludio ad ulteriori esperienze com’è successo al sottoscritto.

Postazione Lago Nord 3

Alcuni link utili

Nuovo regolamento: http://www.fipsasravenna.com/centro-federale-le-ghiarine/regolamento-pesca-e-accesso-le-ghiarine/
Facebook: https://www.facebook.com/fipsasravenna.ravenna?fref=ts

genn 2015 14 kg

http://www.dailymotion.com/video/xrofi9_ghiarine-new_creation


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L'autore

Fabrizio Morgagni è pescatore d'esperienza, uno dei primi ad affrontare i bacini delle sue zone con con la tecnica del carpfishing. Entra ufficialmente nel Team nel 2006 ma è referente dello stesso fin dalla nascita della Big Fish. Ha catturato grandi carpe in tutte le tipologie d'ambiente: canali, cave, fiumi e laghi. Dei molteplici aspetti della disciplina cura particolarmente lo studio degli ambienti, della strategia e dell'esca.

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