Chi ben comincia..

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Scocca la mezzanotte ed il nuovo anno fa capolino.Ogni volta è come ripartire da zero, mille propositi nuove sfide, programmazioni di inizio stagione… ma in fin dei conti cosa c è di nuovo? è solo un proseguo, non si ricomincia affatto… Non si smette per ricominciare.

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Ma la cognizione del tempo è lo stimolo per migliorare e migliorarsi: un anno nuovo davanti per raggiungere i propri obbiettivi.

Gennaio è un mese ostico, difficile in cui il meteo non è dalla nostra parte. Tuttavia, per chi come me sente comunque il bisogno di pescare, non sarà certo la rigidità del tempo a fermarci.

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Nuovi spot e nuove situazioni le lascio ovviamente a tempi migliori, per riuscire nell’impresa di catturare qualcosa bisogna affidarsi a luoghi di cui abbiamo una profonda conoscenza, dove si ha quasi la certezza di trovare qualche pesce che abbia voglia di mangiare.
Ecco che i “vecchi” spot della passata stagione ci vengono in soccorso e ci offrono buone possibilità di cattura.
L’ inverno non lascia spazio all’ immaginazione: sapere dove poter trovare le carpe assopite dalle basse temperature,   che si peschi in Fiume lago o cava, è sicuramente sinonimo di successo e perché no anche di qualche bella sorpresa.
Ecco quindi che la scelta del luogo di pesca e soprattutto gli spot rivestono come al solito un ruolo troppo importante per essere trascurati.

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Detto questo anche l’attenzione e la scelta dei materiali deve avere un occhio di riguardo rispetto alla bella stagione: Terminali accurati e soprattutto esche che ci possano garantire attrazione anche con acqua al di sotto dei 10 gradi.

Ecco che alla mia prima uscita del 2015 cerco di mettere in pratica tutto quello che ho detto precedentemente.
Conosco bene lo spot che andrò ad affrontare e considerando le pescate fatte in precedenza ho quasi la certezza di dove andar a cercare le nostre amiche.

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Il meteo non è dalla mia parte: un brusco calo delle temperature dovuto ad un vento freddo da nord non mi fa ben sperare.
Ma ormai ci sono e voglio dare il massimo.
Per la parte tecnica della sessione mi affido ad un blow out con anellino interno realizzato con ami Leon deep grepper del 6 e treccia Leon streeper 35lb. Ridimensiono la lunghezza dei miei terminali a solo 13/15 cm sperando di ferrare anche le mangiate più timide. Un line aligner taska per rendere il mio rig più aggressivo e performante a chiudere il cerchio.

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Sull’esca non ho alcun dubbio: le g7 si sono rivelate devastanti in ogni situazione e la loro consistenza e la composizione del suo mix mi da la certezza che la boiles lavorerà anche con le basse temperature rendendola appetibile alle carpe in un lasso di tempo relativamente breve per la stagione.

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L’ inverno richiede piccoli inneschi; il metabolismo delle carpe rallenta e di norma preferiscono cibarsi (quando lo fanno) di piccoli e teneri alimenti che rendano più semplice sia l’appetibilità che la digestione.  Quindi boiles di diametro 14 faranno al caso mio.

Ma… c’è comunque un ma.

Non rinuncio ad innescare una 20mm visto che comunque sullo spot sono ben conosciute dalle carpe che vi nuotano.

Tutti gli inneschi verranno accompagnati da un ottimo stik realizzato con un mix di pastoncini, G7 krusciate e pellet e come parte liquida una buona dose di liquid liver e squizz neutro così da creare vicino all’innesco una piccola zona super attrattiva. Ad ogni calata una ventina di boile squizzate qua e là intorno allo spot scelto e qualche pellet per invogliare le carpe a compiere qualche metro in più per raggiungere il mio innesco.

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Tutto è pronto per la prima sessione stagionale, il cielo non promette niente di buono ma in compenso rende la temperatura esterna un po’ più gradevole.
La notte passa tranquilla ed ormai l’alba è alta ma non ho ancora nessuna voglia di uscire dal mio sacco a pelo. Caffè in branda per prendere coraggio e digerire il primo cappotto. Quando ecco un bip un altro poi un altro e salto veloce fuori dalla tenda: la canna di destra si piega dolcemente ed il filo quasi congelato continua ad uscire.

Ferro e comincio un lento e pesante recupero, ho la netta sensazione che dall altra parte ci sia qualcosa di importante che vira verso sinistra incurante del recupero.

Lentamente si avvicina e riesco a scorgere la sagoma di un gran bel pesce che fortunatamente non oppone tanta resistenza, sicuramente perché troppo intorpidita dall’acqua fredda, e scivola dolcemente nel guadino.

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Una gioia immensa, una fortuna sfacciata iniziare il 2015 con tale bellezza tra le mani, ma la fortuna va cercata e curare al meglio tutti i particolari sicuramente la porterà dalla nostra parte.

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L'autore

Alessandrini Francesco pesca praticamente da sempre, grazie alla passione del papà Vincenzo che lo portava con se già in tenera età! Barbi cavedani savette e soprattutto carpe, insidiate all epoca con la polenta. Il suo passaggio alle boiles risulterà automatico. Turano e Corbara sono state le sue palestre, per poi inseguire i suoi sogni sfidando grandi laghi come Bolsena e Bracciano. Spingendosi in acque straniere come il mitico Cassien ed il bellissimo Bled. Ma il fiume rimane la sua più grande passione, il Tevere un grande amore!!

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