consigli da bivy (Rotary Letter)

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La vita da bivvy è uno degli aspetti che caratterizzano il carpista. Ci possono essere piccoli consigli che la migliorano? Chiediamolo al nostro team.

 


 

Matteo Tecchi

Matteo Tecchi

Il trascorrere tante ore in riva al nostro specchio d’acqua preferito giorno e notte, estate o inverno con qualsiasi condizione climatica è sicuramente una delle peculiarità che contraddistingue il carpfishing, giocoforza tende, sheters, brolly, bivvy, Dome ecc. ecc. sono alcuni elementi che saltano subito all’occhio di chi non conosce la nostra disciplina o ci si avvicina per le prime volte.

 

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Alzi la mano chi non ha riconosciuto qualche carpista in giro per laghi o fiumi vedendo lontano all’orizzonte una sagoma di una tenda o ombrellone.
In questa interessante rotary vorrei dare un paio di consigli per poter vivere al meglio la vita sull’argine o come dicono gli inglesi “on the bank” (okkio che non è la banca ;-))

  1. Cerchiamo sempre di essere il più discreti possibili, la nostra presenza deve essere il meno invasiva e disturbatrice possibile; Evitiamo quindi tende dai colori sgargianti ed antinebbia e soprattutto lasciamo a casa quegli orribili gazebi di qualsivoglia colore che fanno tanto “festa dell’unità” e che si vedono da chilometri di distanza.
  2. Capita spesso di dover restare numerose ore in tenda, soprattutto quando è notte o piove aspettando il tanto agognato suono dell’avvisatore. In questi momenti una buona scorta di libri, del genere che preferiamo, sono nostri fedeli alleati, fermo restando che costruirsi in tenda qualche terminale di scorta nel caso ce ne sia bisogno è sempre una cosa consigliata. Spesso mi capita di vedere carpisti che per un weekend di pesca si portano dietro portatile, tablet lettore mp3 ed ogni genere di apparato tecnologico; Capisco che restare in contatto col mondo sia indispensabile ma portarsi dietro un “Trony” a pesca francamente è abbastanza ridicolo… godiamoci la natura e lasciamo a casa quelli oggetti di cui siamo schiavi tutti i giorni!!!

 


 

Stefano Pasquali

STEFANO PASQUALI

Il mio Pioneer Ultralight è da anni il fedele compagno delle mie uscite di pesca che comportino lo stare sulle rive del lago anche di notte, e questo perchè è leggero, poco ingombrante ed essenziale, e si sposa perfettamente con il mio personale modo di intendere il carp-camping.

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Questi i miei consigli per una pescata divertente e al tempo stesso sicura nel nostro bivvy:
– cercare di portarsi dietro il meno possibile: meno peso, meno fatica, più divertimento!
– fare attenzione a dove si piazza il bivvy: evitare foci di torrenti, avvallamenti, pendii scoscesi, posti troppo vicini all’acqua se siamo su una diga, e magari anche formicai ;)
– fissarlo sempre molto saldamente al terreno utilizzando picchetti e tiranti (il vento è il peggior nemico del nostro bivvy)
– evitare assolutamente di accendere fornelli e altre diavolerie dentro al bivvy: per quanto opportunamente trattati ci mettono un attimo a prendere fuoco
– portare SEMPRE il sacco per i rifiuti e una volta riempito riportarselo a casa, e non lasciare sporcizia in giro

Un ultimo suggerimento è quello di non creare accampamenti vistosi, almeno quando si pesca in acque libere; ultimamente ho notato il diffondersi di tendopoli variopinte, gazebo e teli tirati a coprire le tende (avete paura che si bagnino?), che difficilmente passano inosservati.

Infine, siate silenziosi, rispettate la natura e gli altri frequentatori del lago.


 

Jules Winnifield

JULES WINNIFIELD

Ok io non sono qui a fare la morale a nessuno. Io sono per il vivi e lascia morire. Ma cazzo una cosa ve la voglio davvero dire. Siamo noi carpisti che andiamo a casa di signora madre natura e non viceversa. Se in casa vostra amate colori sgargianti o, ancora peggio, se a casa vostra amate lasciare in giro la vostra roba disseminata sul pavimento sono affari vostri. Ma se andate a pesca siete nella casa del buon pastore, e lì dovete ritenere sacro il terreno che calpestate, dovete rispettare i colori che trovate cazzo: niente tendopoli colorate. Dovete occupare il minor spazio possibile cazzo, non siete lì per fare bivacco e rubare spazio alla natura: siate invisibili. Se sarete invisibili all’occhio umano, lo sarete anche all’occhio delle carpe, e credetemi, se siete invisibili  la carpa non viene allarmata e si alzano notevolmente le possibilità di cattura. Ah un’ultima cosa. L’essere invisibili vale anche di notte, anzi vale a maggior ragione. Se pensate di essere degli stroboscopi nati nel corpo di umani, sono problemi vostri per ciò cazzo spegnete quelle cazzo di luci. Accendetele solo quando è strettamente necessario. Ricordate che il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. E’ anche possibile però che qualcuno faccia partire un colpo verso le luci accese. Tutto è possibile.


 

Fabrizio Morgagni

Fabrizio Morgagni

Amo stare nel Tempest, serenità totale e salutare distacco dal “resto del mondo” sono ancora il valore aggiunto del carpfishing. Sono percezioni difficili da spigare, credo molto vicine a quello che si prova in discipline di meditazione. Posti selvaggi e solitudine amplificano queste sensazioni e aumentano il primordiale contatto con la natura. Non posso dire lo stesso di tende, baracche, camper, case, che per quanto molto godibili ed adatti a certe stagioni, separano troppo dal contesto.

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Bivvy e Brolly inoltre permettono, se collocati correttamente, di tenere costantemente controllata la zona di pesca anche mentre si preparano terminali, si mangia, si scrive ecc..cosa molto importante. Valutare quindi attentamente il posizionamento del Bivvy in funzione della visibilità ma anche soprattutto in ambienti medio/piccoli della necessità di disturbare il meno possibile la zona. Non bisogna essere troppo avvertibili/visibili dai pesci (e anche dagli umani..) senò con il passare delle ore si rende la zona improduttiva. Occhio in particolare a valutare anche il passaggio dal Bivvy alla zona canne in modo che sia meno frequente e più “coperto” possibile. Mai stare però lontano dalle canne se ci sono ostacoli come rami ecc…Insomma la logistica ha la sua importanza come parlare piano, usare poca luce, tenere passo leggero, centraline basse, ecc..tutte cose generalmente poco considerate e fonte di danno a se stessi e più grave, agli altri pescatori in zona. Anche la movimentazione di borse, vettovaglie, cibo, sedie, lettini deve essere sempre “leggera” e possibilmente non continua.. E’ una forma mentale che se non viene spontanea si dovrebbe acquisire. Quando si dispone il campo va fatta attenzione anche a non mettersi sotto alberi/rami secchi, avvallamenti del suolo, scoli d’acqua che in caso di maltempo possono divenire pericolosi catini o addirittura torrenti d’acqua. Ultima cosa, prima di collocarsi valutare sempre la presenza e l’influenza di altri pescatori in zona e dove potrebbero mettersi durante la nostra sessione.


Andrea Fabbroni

ANDREA FABBRONI

In un contesto di stress continuo e quotidiano, che ci crediate o no, io nel mio bivvy, ritrovo sempre pace e serenità. Ci sono alcune cose imprescindibili. In generale cerco di essere sempre il più minimalista possibile e nel 80% dei casi non monto il tappeto, preferendo un telo incerato giusto sotto il lettino. Per me la vita nel bivvy rappresenta uno stretto contatto con la natura e con la mia pace spirituale: piccoli animaletti, non mi fate paura!

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Il secondo aspetto a cui mi piace molto dare importanza , specialmente negli ultimi tempi, è l’illuminazione all’interno del bivvy. La sera mi piace tantissimo leggere materiale cartaceo o elettronico e l’illuminazione notturna diventa molto importante. Crea un’aura speciale, oltre ad aiutarci in caso di “manovre” notturne. Nei periodi più freddi accendo sempre la mia vecchia bush lite. Non so effettivamente quanto aiuti dal punto di vista termico, ma la luce della candela è estremamente affascinante e non troppo intensa, ti addormenti con essa e ti svegli con lei spenta, senza alcun minimo rischio.

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Poi sempre due pile una a destra e una all’uscita del bivvy posizionate in modo da illuminare una bene il bivvy, l’altra in direzione della testa del lettino. Quella principale con telecomando a controllo remoto, per poter accenderla anche da sdraiati. Infine pila da testa fissa al collo, di dimensione adeguate, e siamo sicuri di non rimanere al buio!!!!!!!


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