Freccia d’argento

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L’Amur è un fiume dell’Asia orientale, fra i maggiori del mondo. Il nome mongolo “Khara-Muren” e il nome “Manciù Sahaliyan Ula” significano “fiume nero” e similmente il nome cinese “Hēilóng Jiāng” significa “fiume del drago nero”. Il nome Amur deriverebbe invece dal termine eveno(lingua di un  gruppo etnico della Siberia) Tamur, che significa “grande fiume”. Dal grande fiume prende il nome uno dei più grandi e potenti pesci d’acqua dolce, appunto l’Amur. Introdotta in italia nel secolo scorso, è presente soprattutto nei grandi bacini fluviali del Nord e del Centro (specialmente nel Po e nell’Arno), dove è stata immessa per la pesca sportiva.

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Questo pesce si nutre di alghe ed altre piante infestanti acquatiche per cui viene spesso usato per combattere le crescite algali incontrollate conseguenti all’eutrofizzazione negli ambienti d’acqua dolce. Per questo motivo l’introduzione è stata effettuata in molti canali del Nord Italia ed in laghi del centro Italia, un tempo infestati da alghe; esperimento perfettamente riuscito visto che ormai la massiccia presenza di vegetazione acquatica in questi luoghi è solo un lontano ricordo.

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L’Amur presenta una bocca ampia, obliqua e priva di barbiglia. Il corpo allungato e affusolato ha sezione pressoché cilindrica ed è leggermente compresso solo nella porzione caudale. Sulla linea laterale si contano 40-42 squame. La pinna dorsale presenta 8- 10 raggi molli e la pinna anale è posta più vicino alla coda rispetto alla maggior parte dei ciprinidi. Il colore è bruno verdastro fino a verde oliva su dorso e fianchi, bianco sul ventre. Può raggiungere e superare i 40 kg di peso ed i 120 cm di lunghezza. Detto ciò è facilmente intuibile come questo pesce sia attrezzato e potente. La sua forma e le enormi dimensioni che può raggiungere, per non dimenticare le sue origini fluviali, fanno dell’ Amur un combattente nato che merita approfondimento e un posto d’elite nella nostra disciplina.

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Ricordo anni fa i primi incontri assolutamente casuali con le erbivore mentre insidiavo carpe. All’epoca almeno per me non erano assai graditi, rientravano nella cerchia dei pesci disturbatori anche se nn avevano niente a che vedere con cavedani e carassi. Forse perché ancora non presenti esemplari di taglia eclatante o forse perché troppo voglioso di carpe, fatto sta non rientrava nelle catture dei desideri.

Con gli anni poi i gusti cambiano ed anche io come molti altri ho sentito la voglia di incontrare e sfidare la forza di queste splendide frecce d argento. Grosso merito per la mia curiosità e la voglia va comunque attribuita ai primi enormi esemplari che Castel Gandolfo cominciava ad offrire sia per i racconti mitologici di cui erano protagonisti sia per i combattimenti epici che circolavano anche sul web riguardo catture mostruose. Come non citare Zi Vincenzo, conosciuto pescatore e assiduo frequentatore del lago, il più grande artefice di queste fantastiche storie! Le prime pescate in sua compagnia sono state indimenticabili.

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Essendo un erbivora, l’Amur predilige i bassi fondali per alimentarsi dove pattuglia costantemente alla ricerca di piante e alghe da mangiare. Svaria dai 30 cm d’acqua fino a dove la vegetazione gli consente di alimentarsi, quindi dove gli spot lo permettono; non è raro incontrarli anche oltre i 10 metri di profondità. È un pesce che ama le alte temperature, più l’acqua è calda più si alimenta; aggiungerei anche l’equazione più caldo più vegetazione, di conseguenza più alimento e maggiore attività. Si capisce quindi che la tarda primavera e l’estate piena è il momento migliore per insidiarli. Le fredde temperature invece bloccano drasticamente la loro attività anche se in rare circostanze anche in inverno i grossi esemplari sono costretti a cercare cibo ed non è impossibile effettuare qualche cattura da sogno..

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Adora tutte le granaglie, mais in primis, fioccato, Tiger, canapa ecc. Quindi l approccio è relativamente semplice ed economico. Un letto di pastura formato da succulente particles risulterà irresistibile. Entrati sul nostro spot in branchi più o meno numerosi (possiamo definire questo pesce gregario) brucherà avidamente tutta la pastura, lasciandosi ingannare dai nostri rig innescati con le granaglie scelte per la pasturazione.

imageQUALI TERMINALI?

I terminali meritano un approfondimento. L’Amur a differenza delle nostre amate carpe in fase di alimentazione predilige mordere e non aspirare il suo alimento, quindi come in molti sapranno, inneschi pop up sicuramente saranno più performanti dei classici affondanti. Inoltre è preferibile tenere l’esca il più vicino possibile all amo. Il motivo è semplice, evitare che il pesce morda l’esca senza trovare l’amo e vanificare la cattura.

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Consiglio vivamente ami affilatissimi ed affidabili visto che la bocca dell Amur è molto dura da penetrare e la sua forza potrebbe facilmente raddrizzare ami piccoli o di scarsa qualità. E per finire trecciati robuste non inferiori alle 35 libbre, in grado di contrastare le violenti e improvvise fughe.

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Combattere questi diavoli è il massimo del piacere. La loro forza mette a dura prova l’attrezzatura e sicuramente il pescatore. Ma auguro a tutti di provare tali emozioni: avere ragione di tanta potenza da soddisfazioni enormi, chi ha provato sicuramente sà di cosa sto parlando.

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Non dimenticate mai però che dopo tanta forza una volta nel guadino l’Amur è forse uno dei pesci più delicati e fragili, anche un solo minuto in più fuori dall acqua può costargli la vita. Usate un materassino a culla o materassini di generose dimensioni così da scongiurare cadute rovinose sul terreno, maneggiatelo con la massima cura; scatti veloci e soprattutto in acqua rilasciatelo senza fretta, ossigenandolo per bene anche per diversi minuti. Evitate assolutamente il carp sack, lo condannereste a morte sicura!

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Mi raccomando questi bestioni meritano tanta cura!!

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L'autore

Alessandrini Francesco pesca praticamente da sempre, grazie alla passione del papà Vincenzo che lo portava con se già in tenera età! Barbi cavedani savette e soprattutto carpe, insidiate all epoca con la polenta. Il suo passaggio alle boiles risulterà automatico. Turano e Corbara sono state le sue palestre, per poi inseguire i suoi sogni sfidando grandi laghi come Bolsena e Bracciano. Spingendosi in acque straniere come il mitico Cassien ed il bellissimo Bled. Ma il fiume rimane la sua più grande passione, il Tevere un grande amore!!

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