Gli aromi da “pesca”

di
Aromi x dolci (850 x 478)

Fin dai primi tempi in cui ho approcciato il carpfishing (metà anni ‘90), la preparazione delle esche è sempre stata una priorità e fonte continua di prove e stimoli. Già da bambino mi dilettavo nella preparazione di polenta e pasture per la pesca alla carpa, quindi la scoperta di queste fantomatiche “Boilies” non ha fatto altro che accrescere in me la passione per il self-made incentivata dal fatto che ai tempi un sacchetto di Ready made era economicamente inavvicinabile per un quindicenne!!
Il più grosso scoglio che incontravo nei primi anni di self, oltre alla reperibilità delle farine, era la scelta dell’aroma.
Su molte riviste dell’epoca già si leggevano svariate ricette con l’inserimento di aromi distribuiti dai vari brand del settore, tralasciando i vari aromi “pesciosi” la mia attenzione ricadeva principalmente sui fruttati e speziati e mi chiedevo perché mai se avessi voluto utilizzare un aroma ciliegia, fragola, ananas, cannella etc. avrei dovuto per forza comprare quelli commercializzati dai vari marchi specifici per la pesca piuttosto che quelli ad uso “umano” che si reperivano con facilità e ad un costo di molto inferiore al supermercato.

Il mio ragionamento era: “Tanto se è banana è banana punto!
Per un paio di anni utilizzai praticamente solo questo tipo di aromi o sciroppi, il risultato al mio naso sembrava soddisfacente anche se per poter percepire distintamente l’odore i dosaggi erano almeno doppi rispetto a quelli consigliati nelle ricette sulle riviste. Perchè? Principalmente a causa del fatto che questi ingredienti sono termolabili e post cottura (allora per bollitura) si perdevano in grandissima parte .

Utilizzavo le mie esche con grande fiducia e qualche carpa la catturavo ma ignoravo completamente cosa mi perdevo se avessi invece utilizzato aromi specifici !!

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Di lì a poco per mia fortuna ebbi occasione di conoscere un paio di carpisti della mia zona già esperti di self, per l’epoca, e tester di aziende del settore che mi aprirono gli occhi su ciò che era il mondo del Self Made. Riguardo al discorso aromi in particolare mi sconsigliarono l’utilizzo di quelli da supermercato in favore di quelli specifici in virtù del fatto che questi ultimi sono creati e sviluppati appositamente per l’attrazione dei pesci e delle carpe in particolare.

In primis è da valutare il fattore di scarsa termolabilità: ad alte temperature un aroma non studiato appositamente viene perso e dilavato.

In secondo luogo gli aromi “uso pesca” sono un insieme di “sostanze”  a loro volta costituite da molecole che stimolano i recettori delle carpe trasmettendo segnali identificati come fonte di cibo spingendole ad alimentarsi dell’esca stessa.
La solubilità in acqua delle sostanze che compongono questi aromi, la loro combinazione e la loro concentrazione coadiuvano la diffusione di segnali specifici raggiungendo e stimolando con facilità i sensi dei pesci nelle immediate vicinanze: ricordiamoci che una carpa non ha bisogno di mettere in bocca per forza un’esca per saggiarne la bontà (intesa come fonte di cibo) ma può farlo attraverso i chemorecettori sparsi su tutto il corpo .

Aromi (850 x 638)

Dopo questa discussione iniziai a provare con mano. Fui esterefatto poichè i risultati migliorarono costantemente nel tempo. La mia convinzione sugli aromi di casa Big Fish crebbe al punto da farmi dimenticare altre possibili soluzioni.

Il mio interesse in questo scritto non è di invogliare l’acquisto di un aroma a marchio X al posto di uno a marchio Y; semplicemente quando puoi condividere risultati con un team che pesca in svariate condizioni e diverse acque, quando capisci e vedi che ci sono studi approfonditi, ricerche e prove pratiche effettuati da esperti nel settore ittico e da pionieri del carpfishing che hanno permesso di capire quali sono le sostanze che stimolano le carpe e praticamente le ingannano spingendole a cibarsi ripetutamente dello stesso cibo, nasce spontaneo il desiderio di condividere il proprio cammino per poterne far beneficiare chi magari si sta ponendo gli stessi miei dubbi del passato evitandogli però di fare passi falsi.

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Si possono fare dimostrazioni biochimoiche, introdurre l’utilizzo di paroloni che spesso e volentieri servono per fare fumo dietro al quale nascondersi (succede quando non se ne ha padronanza scientifica). Io mi limito a fare un ragionamento base: due aromi Strawberry al nostro naso sapranno sempre di fragola mentre per una carpa potranno essere totalmente diversi uno dall’altro e verranno identificati come un insieme di componenti più o meno attiranti ed appetanti o addirittura repulsivi. Questo me lo ha confermato la pratica. A seguito delle mie esperienze sono arrivato alla conclusione che in svariate situazioni di pesca l’aroma sia fondamentale, per cui non mi verrebbe mai più in mente di utilizzare un aroma fragola per gelati al posto dell’ amato e celeberrimo combo Strawberry Hit+Oil. I risultati ve lo garantiscono anni e anni di pesca: non saranno mai gli stessi!!

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L'autore

Nato nel 1982 muove i primi passi tra lenze e mulinelli alla tenera età di 6 anni accompagnando il babbo lungo le rive di svariati corsi d'acqua del centro e nord Italia dedicandosi in prevalenza alla tecnica della bolognese. Nella seconda metà degli anni '90 incrocia i pionieri Romagnoli del carpfishing e rimane folgorato da questa tecnica e col passare degli anni accresce sempre di più la febbre da carpa. Fortemente appassionato di self-make e frequentatore di acque libere con particolare predilezione per i grandi laghi e i fiumi, dal 2012 collabora con Big Fish.

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