Goal, il raddoppio vincente

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Spesso ci troviamo ad insidiare le carpe in acque che ospitano altri animali che non sono il nostro target, ma che tuttavia sono fortemente attratti dalle nostre esche. Sto parlando di pesce bianco (cavedani in primis), pesci gatto, gamberi, tartarughe. Troppo spesso le nostre esche non riescono a resistere all’attacco di questi ospiti a noi indesiderati. C’è chi opta per un cambio di innescco passando a tigernut o esche di gomma. Ma d’altra parte se tra le varie innovazioni che hanno fatto fare un salto record al nostro stile di pesca c’è la boilies, perchè rinunciarvi?

Uno dei metodi che ci permette di proteggere il nostro innesco pur lasciando la nostra pallina in grado di interagire e interscambiare con l’acqua è il Goal. Il goal è una rete di nylon cilindrica da non confondere con quella in PVA perchè questa assolutamente non si scioglie ma anzi le maglie, una volta che la utilizziamo per rivestire la boilies, sono ben resistenti e aumentano la protezione da tutti quegli esseri che cercano di grattuggiare la nostra pallina (contiene al max pallinde da 30 mm). Personalmente trovo davvero utile questa retina per presentazioni discrete nei casi in cui  si abbia a che fare con cavedani o pescegatti nostrani. Se ci sono tartarughe o gamberi killer incalliti il goal può avere qualche limite ed in questi casi ricorro ad altre soluzioni che tuttavia sono più invasive tipo la guaina termorestringente (le vedremo in articoli dedicati) e meno discrete dal punto di vista della presentazione.

Ma esiste un piccolo trucchetto per avere una protezione raddoppiata che ci permette di ottenere una presentazione ancora più delicata e resistente e comunque di semplice costruzione.

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Ecco come utilizzo il goal raddoppiandolo.

Con del filo interdentale (bait floss) vado ad eseguire un cappio ed inserisco il goal.

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Infilo la boilies nella rete e la faccio scorrere al suo interno fino ad avere un bando abbastanza lungo per poterlo torcere ed eseguire il raddoppio. La boilies nella foto è di 18 mm. La parte a destra della boilies è di circa 3 cm, quasi il doppio del diametro della pallina.

 

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Prendendo la parte destra del goal, la si fa torcere di 360°. Nella foto non fate caso al tendifilo, serviva solo come zavorra per aiutarmi a scattare la foto.DSC07169

Ora reinfiliamo la boilies nella parte destra di goal eccedente.DSC07171

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Quando la boilies sarà entrata fino in fondo afferreremo le due estremità di goal, che a questo punto sono entrambe dalla stessa parte, ed aandremo a torcerle in modo da far aderire bene la retina del goal alla boilies.

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Ora facciamo scorrere il cappio fatto al punto uno con il bait floss sopra le eccedenze appena torte e ben contro alla pallina; tiriamo i due estremi di bait floss in modo da far serrare il cappio e mantenere la rete ben tirata.

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Con un paio di forbici tagliamo la parte di goal che va nel rocchetto pareggiando le eccedenze

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A questo punto armiamoci di accendino e attenzione. Se siete carpisti giovani ed inesperti con il fuoco fatevi aiutare dai genitori, evitando magari di appiccare un incendio in casa.

Sarà necessario bruciare le eccedenze appena pareggiate. In pratica con la fiamma le due maglie andranno a fondersi creando un impasto modellabile.

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Per evitare che resti una pallina di impasto quando il nylon è ben caldo per essere lavorato, premo i codini appena incendiati contro il corpo dell’accendino, in modo da spalmarli sulla supoerficie della boilies e non avere inutili sporgenze.

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Attenzione a trecose in questa fase:

1. Il nylon scaldato è in grado di ustionarci le dita, quindi non lavoratelo con i polpastrelli perchè oltretutto tende ad appiccicarsi alla pelle (se proprio ci tente a fare i sadomasochisti preparatevi ad emettere il classico urlo di tarzan).

2. La fiamma non deve essere troppo vicina al corpo della boilies, perchè altrimenti andrete a rompere la cotta di maglie appena realizzata.

3. Questa operazione va fatta in rapidità poichè il nylon una volta scaldato resta modellabile sono per pochi secondi.

 

Ecco il risultato di quanto sopra indicato

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A questo punto possiamo accorciare il bait floss.DSC07179

Ecco invece il polo della boilies opposto a quello appena lavorato: estremamente pulito.

DSC07181 COSE DA NON FARE

Il goal va utilizzato solo in un senso: mentre realizzate i vostri montaggi, mantenetelo collegato al rocchetto, evitando poi di sbagliare senso.

Se si sbaglia il verso ecco cosa succede:

DSC07195UN ULTIMO CONSIGLIO

Se decidete di utilizzare il goal considerate che vi è un rischio: se il vostro capello è troppo lungo e la pallina può cozzare con la punta dell’amo ecco che vi è il rischio che la punta stessa penetri tra le maglie del goal rendendo l’innesco non efficace. Dal mio punto di vista questo non è un problema poichè in presenza di disturbo tendo comunque ad accorciare il capello (ed anche il terminale): anche senza goal infatti la persistenza di un fastidioso disturbatore aumenta il rischio di ingarbuglio sia del terminale che del capello stesso attorno all’amo. Se vi trovate in una situazione in cui velocemente avete necessità di accorciare il capello senza cambiare la montatura vi ricordo un semplice trucchetto che trovate in questo articolo : ADJUSTABLE HAIR RIG (CLIKKA PER APRIRE E LEGGERE). Per evitare l’inconveniente di cui sopra nella fase di lancio vi consiglio inoltre di utilizzare un fiocco di PVA sulla punta dell’amo azzerando così la possibilità di impattamento.

METTIAMOLO ALLA PROVA

Qui potete osservare la differenza tra un innesco appena recuperato dopo una notte di pesca (sinistra) caratterizzata da un forte attacco di cavedani di grandi dimensioni ed un innesco pronto per essere sostituito (destra): l’innesco è riuscito a resistere consentendocmi di essere in pesca tutta la notte. Direi quindi: prova superata a pieni voti!
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L'autore

Riccardo Dotti è un pescatore che ha iniziato a pescare dalla prima infanzia quando aveva otto anni. Dapprima pesce bianco con la bolognese, poi trote a bombarda ed infine carpe con la classica pesca a fondo. Agli albori del carpfishing italiano decise di conoscere meglio la disciplina anglosassone iniziando a praticarla con l’attrezzatura di cui disponeva, dapprima nelle cave e nei fiumi della sua zona (fiume Gambara, Oglio, Mincio, Po e varie cave della zona bresciana oltre che ai laghi di Mantova) per poi conoscere le varie acque dello stivale in compagnia del mitico Zio Giò alias Giovanni Massetti (Endine, Pusiano, Caldonazzo, Arno, Caccamo, Viverone per citarne alcune). Attualmente Riccardo è collaboratore e tester di Big Fish contribuendo al knowhow e a proporre prodotti validi per acque italiane! ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ ESCA PREFERITA => C.I.A.(Self made) CANNA PREFERITA=>Century FS 3lb TENDA PREFERITA=>AQUA M3-MK1 MITI ISPIRATIVI=>Leon Hoogendijk GENERE MUSICALE=>Hard Rock - Metal

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