LA PASTURAZIONE ROTATIVA

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Oltre alle tecniche di pasturazione su grandi bacini, vi sono svariati tipi di approccio per quelli che sono invece gli ambienti minori, non lacustri ma a lento corso, come fiumi o canali dove la corrente può essere minima o elevata a seconda dei casi.

Questi ambienti si differenziano dai grandi laghi, perché in alcuni casi sono vere e proprie autostrade dove il pesce transita in cerca di cibo e nella speranza di fermarlo gettiamo in acqua quantità elevate di esche nel tentativo di ingannare tutti i pesci presenti.

Le tecniche di approccio possono essere le più svariate, ma quando ad esempio decidiamo di affrontare uno stesso spot per un periodo (primaverile) di almeno 8-10 settimane, allora vi sono accorgimenti che possono aiutarci a insidiare anche le carpe più stanziali, spesso in ambienti ostici ricchi di ostacoli o radici sommerse.

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Normalmente sono ambienti difficili dove il pesce vive uno stato di semi stazionamento e si ciba in modo circospetto, in punti a volte quasi irraggiungibili. Una delle cose peggiori che ci può capitare è slamare questi grossi esemplari nel tentativo di combatterli, viste appunto le difficoltà oggettive.

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Va da se che una volta insospettito il pesce difficilmente tornerà nuovamente a cibarsi della stessa esca per un periodo più o meno lungo.

Per chi pesca solo poche ore e non giorni diventa una sorta di sconfitta.

Se a questo aggiungiamo il fatto che con esche artificiali difficilmente riusciremo a sostituire l’alimento naturale, i problemi diventano ancora maggiori e i risultati inizieranno a far perdere i primi colpi quando il pesce sarà inevitabilmente in cerca di altro cibo: differente come gusto, nutrimento,ecc…

Per l’attività di pre-baiting ho provato differenti strade e normalmente ho utilizzato due esche ben differenti tra loro (con una pasturazione mista sia come esca in se che come diametri) in modo da avere sempre almeno un’alternativa: questo accorgimento spesso è stato l’arma in più. In alcuni altri casi la strategia è stata quella di pianificare una campagna di pasturazione “rotativa” utilizzando 5 tipi di esche differenti, in modo da creare una sorta di variabilità e di non assuefazione alle stesse, sia come gusto che come diffidenza dei pesci (soprattutto quelli più interessanti).

Nel farlo solitamente scelgo un’esca che abbia un profilo nutritivo molto importante e ottima digeribilità, e questa diventa una costante inserita per tutto il periodo di pasturazione. Ovviamente sarà quella prodotta in quantità maggiori.

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Sarà pero’ sempre associata ad un altro tipo di esca (per quelle fatidiche 8-10 settimane)  scelta tra 4 diverse tipologie ma realizzate con lo stesso criterio, ma tassativamente non saranno mai usate in pasturazione per più di 2 settimane continuative.

Dopodichè sarà il turno di un’altra esca delle 4 ad accompagnare quella di riferimento, la quale sara invece onnipresente e  che continuerà ad essere inserita in pasturazione sempre, dal primo all’ultimo giorno, prima in piccole qta e poi sempre maggiori, fino al termine delle attività.

Il tutto a corredo di due canne in pesca.Dove chiaramente utilizzeremo sempre quella di riferimento e quella che abbiamo scelto tra le altre 4 nel periodo relativo al suo inserimento in pasturazione.

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Per ottimizzare energie e risorse, un sistema che preferisco usare è quello di creare (solo per le 4) un unico birdfood molto tenace e completo dal gusto neutro, in modo da procurare ingredienti in qta e non avere rimanenze alcune e trovandomi solo col mix pronto tra le mani:

Nectarblend 300g

Red Factor  200g

Semi di canapa 50g

Lievito 70g

ultrasoya   150g

Ultramilk 100

Caseina rennet 100

Albumina 30

Una volta stoccata questa nostra “base” andremo a customizzarla di volta in volta, nei vari  tipi differenti che sceglieremo per le 4 alleate, procurandoci esclusivamente lo stretto necessario per donare gusto e nutrimento assai diverso per ognuna di esse, ottimizzando nuovamente e rimanendo ancora a zero per gli ingredienti, avendo l’accortezza di non superare mai un taglio del 10-15%.

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Alcuni esempi:

- Nel mix secco: Spanish Red Pepper  e come parte liquida: Spice Oil + Megaspice + Robin Red Liquid

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- Nel mix secco: Liver Compound + Idro Liver e come parte liquida: Scopex + Squid Octopus + Liquid Liver

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- Nel mix secco: Krill + Predigested e come parte liquida: Strawberry Oil+ Strawberry Hit + Carpamino

- Nel mix secco: Robin Red + Belachan e come parte liquida: Atlantic Dream + Black Pepper + Belachan Liquid

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Nelle prime uscite sarà necessario capire e interpretare fin da subito il potenziale reale (se gia non ci è noto) dello spot per tarare al meglio le quantità necessarie e la frequenza.

Utilizzare anche esche diverse e molto rapide nelle primissime battute ci sarà sicuramente di aiuto, in questo caso ottime ready e un buon method sono una scelta ben piu che azzeccata!

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Nelle settimane successive porteremo avanti il nostro lavoro, pasturando sempre una o due ore prima dell’orario di inizio pescata (questo ahimè è per me fondamentale).

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Nel caso dell’alba diventa un lavoro di estrema puntualità, nonche sacrificio, ma sicuramente pagherà nel corso del tempo.

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La costante che riusciremo a ottenere è smussare di tanto l’altanenanza di risultati (spesso sinusoidale) durante le campagne prolungate di pasturazione, catturando con una continuità estrema e spesso insidiando grandi esemplari con maggior facilità rispetto ad una pasturazione unica tradizionale.

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La scelta di abbandonare una delle quattro alleate dopo solo 15gg di utilizzo (e magari nel pieno delle sue performances) è fondamentale in questo tipo di approccio.Inizialmente puo sembrare un controsenso, e ci toccherà farlo a malincuore, ma nella totalità del progetto avrà un’importanza strategica nello sfruttamento massimo dello spot e del lavoro svolto.

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Il lavoro è sicuramente maggiore ma le soddisfazioni saranno sempre ad esso proporzionali.

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In questo percorso è capitato spesso di ricatturare durante un periodo nuovamente esemplari gia salpati, o ricatturare grossi esemplari slamati in combattimento, per i quali abbiamo vinto quella sorta di evidente diffidenza che si poteva creare facendo un’associazione-pericolo verso le nostre finte trappole alimentari.

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Ma soprattutto sarà la continuità che ci permetterà di sfruttare al meglio le poche ore che potremo dedicare alla pesca.

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Ovviamente questa è la via piu completa e faticosa per un self maker, ma la stessa cosa è esattamente fattibile utilizzando tipologie diverse di mix gia pronti all’uso o addirittura esche ready mades di buona fattura.

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In casa Big Fish esiste davvero l’imbarazzo della scelta, e non è una frase fatta…l’importante è fare scelte oculate e pianificare al meglio, utilizzando prodotti assai differenti tra loro in termine di gusto, attrazione e velocità… ma queste saranno altre occasioni future che ci vedranno  coinvolti a sviluppare insieme altri pensieri, come ad esempio un approccio di tipo dinamico (sempre rotativo) con pasturazioni mirate su spot diversi e ambienti pure..dove a questo punto è la velocità a fare da padrone, unita come sempre ad una componente fondamentale: lo studio dell’ambiente e frequenti sopralluoghi e osservazioni.

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Nel frattempo come sempre…Lenze Tese!!!

 

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L'autore

Marco Bacchelli nasce a Bologna il 2 giugno 1968 e, quando raggiunge la maggiore età di 5 anni, già tiene saldamente in pugno la sua piccola canna da pesca accompagnato dal padre tra laghi e canali. Il suo interesse per la pesca alla carpa è molto precoce e il suo sogno è quello di riuscire a catturare una grande carpa come quei pescatori che spesso osserva pescare. Raggiunta l'età di 18 anni una breve parentesi di alcuni anni trota torrente in luoghi davvero incantati, ma senza mai tralasciare la pesca alla carpa appena ve ne sia la possibilità. Nell'arco di poco si dedica full time al carpfishing, una nuova tecnica d'oltremanica che lo appassiona e lo conduce a pescare in molteplici acque italiane ed estere, grandi laghi, grandi fiumi, piccoli fiumi o canali rivestono la stessa importanza, perchè vivendoli in diversi periodi dell'anno riescono sempre a trasmettere una grande emozione.

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