La scienza al servizio del carpfishing o viceversa?

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Per uno scienziato è difficile mantenere un approccio oggettivo con la scienza. Spesso può accadere che la si impersonifichi come fosse una donna e ce ne si innamori, perdendo di vista poi l’approccio razionale che ne è alla base corrompendo e imputridendo i risultati ricercati. Può succedere ad uno scienziato, ma non deve succedere ad uno scienziato che aspiri alla perfezione, non può succedere ad uno scienziato del mio calibro.

Ebbene questo parallelismo cari lettori l’ho potuto ritrovare anche nel vostro contesto carpistico: abbracciare la scienza che fornisce strumenti utili a migliorare le prestazioni, ma pian piano innamorarsi sin troppo del mezzo perdendo di vista la meta. Perdita di razionalità in favore del comfort oserei dire; oserei  citare persino i vecchi ma pur sempre attuali Pink Floyd in “Wish you were Here” che avranno abusato di sotanze chimiche ma non hanno perso in questa canzone la sottile linea di verità che divide il progresso dalla “schiavitù virtuale”.

https://www.youtube.com/watch?v=DPL_SV3n7IU

Giusto per colmare le eventuali vostre lacune riporto la traduzione (se già la conoscete sarà pur sempre piacevole la rilettura):

Allora, pensi di saper distinguere
il paradiso dall’inferno?
I cieli azzurri dal dolore?
Sai distinguere un campo verde
da una fredda rotaia d’acciaio?
Un sorriso da un pretesto?
Pensi di saperli distinguere?
Ti hanno portato a barattare i tuoi eroi per dei fantasmi?
Ceneri calde con gli alberi?
Aria calda con brezza fresca?
Un freddo benessere con un cambiamento?
e hai scambiato un ruolo di comparsa nella guerra
con il ruolo da protagonista in una gabbia?
Come vorrei, come vorrei che fossi qui
Siamo solo due anime sperdute
Che nuotano in una boccia di pesci
Anno dopo anno
Corriamo sullo stesso vecchio terreno
E cosa abbiamo trovato?

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Le solite vecchie paure
Vorrei che fossi qui

Direi tremendamente tagliente. Ma torniamo a noi ed allo scritto che mi sono riproposto di onorare ovvero “La scienza al servizio del carpfishing”, ovvero quali sono gli strumenti che hanno migliorato la  vita di un carpista, e quando questi stessi strumenti rischiano di divenire una sorta di perfide dominatrici frustratrici e frustranti che si approfittano della classica paranoia del carpista?

Iniziamo dunque questa escalation.

DA AVVISATORE ACUSTICO/CENTRALINA A STAZIONE RADAR MULTICOMANDO

Il carpista chiese alla scienza un modo semplice per fare in modo che l’abboccata della carpa fosse segnalata. In realtà chi fece la domanda si diede anche una risposta: un certo Richard Walker, ingegnere e al contempo pescatore, si ingegnò e diede vita agli Heron.

Gli Heron avevano un meccanismo di funzionamento molto semplice. Anzi forse anche troppo semplice e non sempre performante. Ma erano il primo passo in quella direzione. Andava sicuramente migliorata la rilevazione e le dimensioni di ingombro oltreche la durata del pacco batterie. La tecnologia a questo punto anno dopo anno ha fatto passi da gigante fornendo microcomponenti elettroniche sempre più piccole, performanti e con assorbimenti minori.

Trasformare un movimento meccanico in suono divenne sempre più una normalità. Si raggiunse quasi la perfezione. Segnalatori che potevano durare una vita, emettendo il fatidico bip al movimento del pesce. Incredibile. Obbiettivo raggiunto. Invece la cosa curiosa è che una volta che si consegue ciò che si ricerca, l’istante immediatamente successivo nasce già un’altra richiesta. Non tutte le richieste a dire il vero riescono con il buco, a mio avviso. Si perchè se un avvistatore fosse eterno in realtà il mercato diventerebbe da subito saturo. Invece no. Ora che si aveva uno strumento valido perchè non colmarlo di mille cosettine davvero figose e frivole, ma altrettanto inutili? Ecco che comparvero le mille rotelline poi divenute tasti digitali per regolare il tono, il volume, la sensibilità. In realtà sin qui anche nulla di male, se non fosse che tutti questi add-on (aggiunte) non vadano ad aumentare il costo e diminuire l’affidabilità; non sempre per carità, ma tanti prodotti credo fossero testati in una campana di vetro tant’è che se prendevano una piovuta venivano pervasi dalla tentazione di fare scherzetti poco piacevoli ai possessori: mi è capitato di vedere amici con queste novità dell’era digitale fare ripetute corse durante la notte o sotto acquazzoni (o tutti e due assieme) per andare a ferrare finte partenze. A dire il vero mi è successo di vedere queste scene anche senza che questi “formidabili”  prodotti della scienza avessero preso acqua. Fortunatamente erano prodotti che non uscivano dalle mie geniali mani che non hanno regalato sonni tranquilli a chi li ha utilizzati ma a me personalmente risate spassosissime!

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Quando il carpfishing sbarcò in Italia ricordo che era difficile trovare prodotti e oltretutto vi erano soprattutto prodotti di alta fascia e di costo medioalto, per cui spesso le scelte erano ponderate e gli acquisti graduali. Ad esempio la centralina per i segnalatori era uno di quegli oggetti che non tutti possedevano perchè di fatto non era così necessaria, tranne in situazioni particolari. Oltretutto all’inizio le prime centraline (io partecipai a numerosi progetti, studi  e sviluppi) erano a filo quindi la distanza raggiungibile non era poi così estrema. Diciamo che la centralina era un ottimo rimedio per chi era duro d’orecchio o aveva il sonno pesante. Ma di fatto la distanza canne/tenda o meglio canne/pescatore era sempre limitata. Al giorno d’oggi invece la domanda frequente è “quanto tira la centralina”? La necessità di una centralina ai giorni d’oggi è che prenda sempre più lontano, in termini di km non più decine di metri. La distanza canne/pescatore deve essere prossima all’infinito. Evidentemente ci sono necessità impellenti che rapiscono il pescatore lontano dalle canne. Queste ragioni sembrano essere tutte necessarie. Come lo spritz al baretto del laghetto, il pranzo al ristorante o la gita sulle sponde del lago. Il tutto diventa terribilmente grottesco e bestiale quando sembra oltretutto che sia necessario pescare attaccato agli ostacoli mentre si sorseggia il bianco a 200 metri. Magari poi si è pure sorpresi che il pesce ci finisca dentro. Ribadisco: io vi osservo, per me potete fare quello che volete, ma a volte certi comportamenti non sono razionali e non vi sono giustificazioni.

Un cosa che ho potuto constatare è che uno si convince che ogni singola aggiunta è necessaria. Io non voglio essere bigotto o conservatore. Anzi. L’osservazione che faccio è semplice: un segnalatore deve segnalare l’abboccata di un pesce. Ogni aggiunta può esssere migliorativa ma anche un aspetto che fa aumentare il prezzo, l’affidabilità, il consumo della batteria. A ognuno la sua scelta, ci mancherebbe. Ma ricordatevi sempre da quale esigenza nasce un segnalatore.

DA SEGNALATORE VISIVO ALL’ALBERO DI NATALE

Un segnalatore visivo a cosa serve? I primi monkey climber (scimmiette che dir si voglia in italian idioma), servivano a mantenere il filo teso nella parte tra segnalatore acustico e mulinello. Questo permetteva al filo di passare ben aderente nel segnalatore acustico stesso. Oltretutto una mangiata in calata permette di essere segnalata proprio perchè il peso del visivo mantiene fissa la tensione del filo.

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Vintage in azione: se notate bene in questa setup vengono usati i monkey climber, un vintage che comunque ancora funziona

I monkey climber vennero via via migliorati e cambiati. Catenelle, Hanger, Swinger e chi più ne ha più ne metta. Nei vari congegni poi vennero inserite anche molle per mantenere una trazione via via più elevata in base alla trazione. E poi dalle molle si passò ad astine elastiche, come ad esempio succede negli ultimi ritrovati della scienza della Solar, i Tytanium.

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Or bene ma non ho mai capito invece la necessità di far illuminare il segnalatore visivo. In realtà dovrebbe essere già il segnalatore acustico ad accendersi (di oscurati mi parenon ne esistono), e perchè mai anche il visivo? E voi potreste dirmi, o gran stufone (o magari state pure dicendo peggio…) e perchè non possiamo illuminare pure quelli, cosa hai di contrario? Beh la libertà è uno dei pilastri della democrazia e anche della scienza, ma io devo ragionare da tecnico: illuminare una cosa in più presuppone materiale elettrico in più, ed un consumo in più. Ok ok non saranno le pile risparmiate a rendervi ricchi (ma in realtà a rispettare di più l’ambiente questo si) ma….

Una volta andai a trovare un mio cliente a pesca. Si chiamava Natale. Era uno dei più esigenti, mi chiedeva sempre di portare innovazioni tecnologiche su ogni tipo di prodotto. Proprio in quella situazione stava sfoggiando i nuovi segnalatori visivi illuminati che gli avevo prototipato. Era davvero contento: ogni tanto andava a toccare quei gioelli come gesto propizio, quasi come si fa con le palle del toro in Spagna. E ad ogni tocco il pod si illuminava di immenso, come un flipper. Bene per fortuna per un’oretta ci distraemmo in una discussione che riuscì a distogliere il (bambin) pescatore dai suoi nuovi giochini. Ma poi purtroppo gli ribalenò nella mente che forse era giunto il momento di ritoccarli. Ebbene il pod di Natale si illuminò ed in contemporaneo vi fu nel sottoriva una scodata clamorosa di una carpa intenta a pascolare serenamente che ovviamente venne allarmata facendo un gran rimuovere d’acqua. Non so se pescasse sotto i piedi o lontano. Ma quel pesce è certo che non ha più mangiato nè vicino nè lontano per tutta la sessione :)

DAL RIPARO USO TENDA AL TRILOCALE STILE MORDOR

E una tenda a cosa serve? Se pensate che la risposta sia così semplice, allora mi chiedo perchè sul mercato non vi sia uno o al massimo due modelli disponibili. Per carità anche in questo settore la tecnologia ci ha fornito parecchie occasioni per migliorare il prodotto. In primis i teli sempre più traspiranti e resistenti (è chiaro che sto parlando dei migliori prodotti, non di quelle gabbie per topi da utilizzare solo d’estate quando in realtà magari è possibile dormire anche a diretto contatto con il firmamento).

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E poi modalità di apertura sempre più rapide. E la cosa quando ci si deve creare un riparo immediato nel caso in cui stia arrivando un furioso temporale è sicuramente ottima. Fatto questo upgrade cosa si poteva migliorare? L’areazione del locale! E allora via. Due finestre davanti, due finestre dietro, due a due finchè son dispari diceva mia madre. Nulla contro le finestre intendiamoci, ma ogni finestra è uno squarcio nel telo, e quindi poi una cucitura.Credo già siate consapevoli che una finestra rende la tenda teoricamente meno duratura (vuoi perchè anche la miglior cucitura tende prima o poi a scucirsi). Poca cosa se siete dei fagocitatori di novità estetiche e siete intenzionati a cambiare tende ogni anno, ma non scambiate questa tendenza maniacale con un aspetto necessario del carpfishing, quello mi pare sia sempre e solo prendere pesci nel rispetto della cattura. Ma torniamo alle finestre, ovviamente aggiungere queste prese d’aria è oltrettutto un aumento di costo poichè implica una lavorazione maggiore. Si si lo so. Mi state dicendo che il comfort però ci deve essere. E va bene mettete le vostre finestre, ma d’estate io personalmente in una tenda con finestre non riesco a dormirci di giorno anche se è all’ombra. Al contrario di notte si sia che ci siano o meno. Ma facciamo un compromesso, queste benedette finestre le lasciamo, affare fatto. Ma le dimensioni? Siamo partiti da ombrelloni ridotti per occupare meno spazi e pescare anche nei buchi più nagusti, ed ora arriviamo a veri e propri attici che se solo un politico si rendesse conto l’IMU  verrebbe applicata anche in questi casi. Per carità si avrà bisogno degli spazi. Però ricordatevi che io vi ascolto quando parlate. Se poi mi dite che il carpfishing richiede tempo e che quindi o si hanno più giorni o nulla, a me viene da pensare che in fondo effettivamente si rischia di impiegare parecchio di quel tempo per piantare e spiantare agglomerati di pseudo capannoni da riempire con ogni comfort (più simile ad una delle più grandi  cianfrusaglie di Portobello Road, che a prodotti veramente utili). Più c’è spazio è più vorrete oggetti per riemepirlo. Non è una regola della scienza, ma è un must del miglior marketing. Usate sempre la vostra testa in base alla vostra necessità!

DAL ROD POD (POGGIA CANNE) AD UNA STAZIONE MISSILISTICA SCUD A TEMI FASHION

A parte qualche sparuto pescatore che inizia una discussione di pesca con un “Ma tu dove peschì?”, mi pare che un altro frequente refrain sia “Ma tu che pod hai?”.

Chiariamoci subito: non è mia intenzione iniziare un’analisi del bilancio economico delle vostre tasche. Ognuno spenda i soldi dove gli pare.

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Io mi limito ad analizzare quello che serve tecnicamente in un oggetto. Il rod pod deve essere uno strumento che sia utile per appoggiare le canne. Io vedo spesso e volentieri rod pod piantati per avere canne alzate al cielo. Le canne puntate a cielo sono utili in determianti frangenti, ma non sempre. E’ anche evidente che non è sempre necessario utilizzare un rod pod, soprattutto se magari si è alla ricerca di leggerezza nel trasporto. Conosco parecchi pescatori che non hanno rod pod o che spesso e volentieri pescano con picchi con ottimi risultati. Scientificamente parlando io vi invito sempre ad analizzare situazione su situazione e a capire se un oggetto diventa più un onere, magari un pesante fardello (talvolta anche in termin ieconomici) che riduce le potenzialità di pesca o meno .

 

IN CONCLUSIONE

Ho volutamente tenuto un tono di disputa, il mio intento era quello di stuzzicare i vostri neuroni. Io credo che la scienza e lo studio dei prodotti possano sempre migliorare e far migliorare la resa in pesca. Ma mai nessuno venderà la capacità di valutazione di un oggetto. Se state valutando l’acquisto di un prodotto seduti e comodi sul vostro wc di casa, ricordatevi che là fuori poi potrebbe piovere, potrebbe essere necessario affrontare situazioni che tagliano le gambe a parecchi oggetti. Se si decide di portare una cosa inutile a pesca, la si dovrà sempre trasportare rischiando di perdere tempo e attenzione: il rischio è che si rubi tutto questo all’azione di pesca vera, quindi in termini scientifici state rischiando di fare un flop scientifico! Ogni oggetto è discutibile, ma non permettete mai ad un oggetto di vietarvi di pescare, quando invece potrebbe essere possibile farlo senza.

 

 

 

 

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L'autore

Dottor Nefario è un famoso luminare della scienza del male. Ha collaborato con uno dei più famosi cattivi della storia, il famoso Gru. Alcune sue famose invenzioni sono il siero antigravità, il fucile a puzzette. Non è assolutamente un carpista, ma l'amore per la scienza lo porta ad indagare in ogni direzione.

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