La teoria della relatività

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Copertina

Un signore baffuto e un pò pazzo nei primi anni del Novecento sosteneva che, in un certo qual modo, tutto è relativo e che se non è calato in un contesto ben preciso può dare risultati diversi da quelli previsti. No, non sono matto e nemmeno voglio paragonarmi a quel genio di Einstein, ho solo voluto giocare un po’ con le sue teorie per parlare di un concetto semplice, ma spesso dimenticato, che può tranquillamente essere applicato anche nella pesca.

Al giorno d’oggi, il “senso comune”, per lo meno qui in Italia, porta ad associare la pesca di selezione, le boiles, le pasturazioni e tutto ciò che vi gravita attorno, al solo carpfishing, alla pesca quindi di grosse carpe (o forse dovrei dire di “over” come si legge spesso sui social) che, come per l’ago della bilancia, fanno spingere il concetto di “grosso” sempre più in là.

La pesca specialistica si basa sul concetto di cattura dell’esemplare più grosso di una determinata specie in un determinato contesto. Pensare quindi di fermarsi al solo “pescare grosse carpe”, a mio modo di vedere, è un concetto molto riduttivo e senza un significato o uno scopo ben preciso. Se invece guardiamo al suo senso più completo, la pesca di selezione è sicuramente la cattura dell’esemplare “da trofeo”, ma relativo ad un contesto specifico. Se decidiamo ad esempio di affrontare un canale con carpe di piccola taglia dove abbiamo avuto notizie della presenza di pochi pesci attorno ai 10 kg, non possiamo certo pensare di catturare carpe da 20 kg. A quel punto la cattura di una delle più grosse carpe di quel canale avrebbe per noi un valore enorme, al pari o forse più di una “over”, perchè così facendo avremmo raggiunto il nostro scopo.

Carpa

Ecco allora che una carpa da 10 kg, ma allo stesso modo una scardola, una tinca o un barbo diventano il target fish, diventano la “over” a cui si è puntato e sperato, perchè mi piace pensare che tutti i pesci hanno la stessa dignità così come lo hanno tutti i “progetti di pesca” che ognuno di noi si prefigge. L’importante è darsi un obiettivo e cercare di raggiungerlo nel miglior modo possibile.

Scardola

Nel Regno Unito questi concetti sono ben radicati nella mentalità e nella cultura dei pescatori, degli “specimen angler” come vengono definiti, ma anche nelle nostre acque sono presenti pesci “over” che per molti carpisti sono solo un disturbo, un fastidio durante le loro sessioni. Pesci che se cercati con il giusto approccio, la giusta attrezzatura e , soprattutto, la giusta apertura mentale, possono regalare comunque grosse soddisfazioni.

Lenza

Nel mio primo viaggio in Inghilterra ho avuto la fortuna di conoscere Rob, un ragazzone con la smodata passione per le tinche e durante il tragitto verso un lago di pesca, mi ha raccontato di aver passato 3 anni della sua “vita da pescatore” a girare i laghi delle “east midlands” per scrutare, osservare, studiare e raccogliere più informazioni possibili, senza uno straccio di canna da pesca in mano, alla ricerca delle tinche più grosse del regno unito.

Rob

Qui entra in gioco la “teoria della relatività”: ciò che per qualcuno è relativamente piccolo o un fattore di disturbo, per qualcun’altro diventa un pesce da ricercare, sfidare e catturare. Sfido chiunque a pensare che una scardola da 45 cm o una tinca di oltre 3 kg sia “piccola”. Certo, forse lo è rispetto a una carpa da 20 kg, ma non per questo meno degna di rispetto e attenzione. Ecco allora che spesso mi ritrovo a chiedere ad amici carpisti se durante le loro sessioni di carpfishing gli capitano catture di scardole, tinche, carassi “oversize” che per sbaglio abboccano alle loro lenze, per poter poi impostare delle sessioni mirate proprio alla ricerca di questi pesci.

Assetto

Come dicevo prima, oltremanica questi pesci sono forse più ricercati delle carpe e moltissimi appassionati dedicano, ore, giorni, mesi alla loro cattura. Per molti forse può sembrare strano posare per una foto con una scardola o un’enorme breme in mano, eppure anche questi pesci sono il risultato di una passione, la stessa passione che accomuna chi cerca le grosse carpe che tutti noi ormai siamo abituati a vedere.

Tinca

Una passione, un’enorme passione che trasforma un’esile specialist da 1.5 lb nella più potente delle canne, un trecciato da 10 lb e amo del 16 quasi sovradimensionati per alcune specie e un sacchetto di palline del 10 le esche più selettive mai prodotte.

Tutto è relativo, ma non lo è la passione appunto, che conferisce ad una scardola la stessa dignità della carpa più grande di tutti i tempi.

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L'autore

Giuseppe Uggeri muove i suoi primi passi nel mondo della pesca già all'età di 4 anni, quando, grazie al papà, scopre per la prima volta il Grande Fiume e la magia ad esso legata. Da quel momento e per tutta l'adolescenza bazzicherà fossi e canali della zona provando un po' tutte le tecniche di pesca da autodidatta con l'attezzatura "di recupero" regalatagli dallo zio. L'acquisto di un vecchio Ciao gli aprirà un mondo tutto nuovo e la possibilità di frequentare il basso tratto dell'Adda, dove conoscerà Mario Molinari, la pesca a ledgering e i barbi che abitano quel tratto di fiume. Nel 2006 diventa socio LBFItalia e tramite il forum conosce il mitico "Zio Gio" (Giovanni Massetti) che lo indottrinerà al mondo della pesca specialistica, del carpfishing e dei prodotti Big Fish. Attualmente Giuseppe non collabora più con Big Fish.

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