Mais, cosa ne pensi?

di
Baitboat

Il mais, uno dei pilastri dell’agricoltura moderna occidentale! Ma non stiamo parlando di agricoltura qui, ma di pesca!

C’è chi lo vede come un elemento assolutamente unico e indispensabile, chi invece pensa sia una semplice carta del mazzo, chi lo vede come un prodotto agricolo che poco ha a che fare con la pesca…. Ma come nostro solito passiamo ai fatti e vediamo cosa ne pensano i nostri amici del team.

Giovanni Massetti

GIOVANNI MASSETTI

Il mais viene utilizzato moltissimo nel “carpfishing” per la facile reperibilità e il basso costo. Personalmente il mais non lo utilizzo nelle mie pescate né come pastura né come esca. Preferisco utilizzare le boilies poichè le ritengo maggiormente attrattive e selettive; qualità che il mais non mi dà assolutamente. Con questo non dico che non cattura carpe, ma il suo potere “attrattivo” è dato dal fatto che col mais si copre una buona superficie con tanti piccoli semi quindi si incrociano facilmente le rotte di pattugliamento delle carpe. Quindi se coprite la stessa superficie con delle boilies della stessa grandezza del mais noterete come le boilies sian più attrattive.

Detto questo il mais preferisco darlo alle galline che poi fan le uova che utilizzo a fare le boilies :)

 Marco Bacchelli

MARCO BACCHELLI

Una volta pescavo carpe ed amur con mais dolce e pastura da fondo e il divertimento era assicurato. Non c’è nulla di sbagliato nell’affermare che resta una delle esche principe per i ciprinidi (al pari di vermi e bigattini). Oggi viene snobbato perchè fa piu figo dire che si cattura soltanto con le boilies… diciamo che nel corso di questi anni abbiamo abituato le carpe a mangiare quelle e riusciamo sicuramente a tenere piu a distanza pesci disturbatori e selezionare meglio la taglia.

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Ovvio pensare che visto il valore nutritivo del mais (piuttosto scarso) difficilmente tiene nel tempo in caso di pasturazione. Eccezzion fatta per gli amur che gradiscono sempre e comunque.

Quelle rare volte che vado ancora a caccia di amur ancora utilizzo mais (in versione moderna) in forma di pellets di solo mais pressato a caldo. I risultati sono sbalorditivi e in breve tempo arrivano come dal nulla sul nostro spot.

Per pescate in grandi bacini o dove comunque devo pasturare forte, preferisco non utilizzarlo da sempre.

Preferisco affidarmi esclusivamente a boilies e hybrid. In casi estremi (pesca di ricerca) o con basse temperature anche a pellets e methods.

Esistono grandi specchi dove ancora le boilies non sono riconosciute come fonte alimentare mentre il mais è piu veloce quindi il mio pensiero è che non bisogna mai essere assolutisti e il motto “mai dire mais” o “carpa = gallina” può essere tanto vero quanto sbagliato… l’importante è capire quando lo sia e adeguarsi di conseguenza.

Marco Zanoni

MARCO ZANONI

Il mais è stata la prima esca innescata sui miei hair rig, questo perchè ai tempi non avevo nè disponibilità economica nè esperienza per acquistare o produrmi le boiles in casa…inoltre nelle mie zone era quasi impossibile reperire ingredienti per il self per non parlare poi di boiles ready made.

Da sempre il mais e i suoi derivati , in primis la farina gialla per produrre la polenta , sono state le esche più utilizzate per la pesca alla carpa nelle mie zone, io non sono stato da meno e seppur innescandolo in maniera differente dagli altri  i risultati erano in media con coloro che pescavano in maniera tradizionale. Nel giro di un paio di anni però riuscii finalmente a produrmi le boiles in casa e fu una svolta  “epocale”…sia le catture che la taglia aumentarono considerevolmente e ben presto abbandonai quasi definitivamente l’utilizzo del mais.

In talune rare situazioni ancora oggi mi affido all’utilizzo del mais; approccio ad ambienti vergini (ormai quasi inesistenti) e pesca alla ricerca degli amur.

Nel primo caso mi serve , effettuando almeno 2/3   pasturazioni preventive, per entrare in contatto in breve tempo con la popolazione ittica del posto, carpe e non, cercando di capirne le potenzialità senza dover utilizzare boiles rischiando di sprecare inutili risorse; se l’esito sarà soddisfacente allora il mais verrà immediatamente accantonato a favore delle palline.

L’altro caso di utilizzo è previsto se sono alla ricerca di amur , a dire la verità non è una pesca che mi piaccia molto ma può diventare una divertente alternativa durante la calura estiva. La proverbiale voracità del cinesone ben si sposa con l’utilizzo massiccio dei chicchi dorati, con questi pesci in attività sulle canne  40/50 kg di mais in 24 ore di pesca sono la normalità permettendomi di pescare senza gravare sul portafoglio!

Portarsi dietro qualche chicco di mais in pesca però potrebbe risolvere l’esito di alcune sessione, in ambienti strapressati , in cui vengono riversati quintali di boiles di ogni genere ed un’esca da tutti ritenuta obsoleta potrebbe destare l’interesse di qualche furbona.

Riccardo Dotti

RICCARDO DOTTI

Nel passato ho utilizzato parecchie bidonate di mais: costava poco e da sempre si usa il mais per pescare la carpa e quindi perchè no? Ma a parte lo sbattimento di cucinarlo (o farlo fermentare in sacchi al sole) e le varie alchimie che poi si inseguono per renderlo maggiormente attrattivo (zucchero, sale, bicarbonato, spezie, aromi, attrattori, ecc) che mi ha riportato con i piedi per terra sono state le effettive sessioni di pesca.

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Personalmente non ho mai visto una schiacciante prevalenza di catture rispetto alle boilies. E nemmeno in acque vergini questa miracolosa aurea di cattura mi ha mai aiutato, anzi spesso ha visto la prestazione delle boilies nettamente vicenti. E nemmeno nella caccia agli amur: ho spesso provato ad utilizzare le boilies al pari di quando si fa il macchione con il mais ed il risultato è stato nettamente migliore in termini di catture e selezione del peso. Gli unici aspetti positivi che secondo me si possono riscontrare nell’uso del mais sono:

  • Costo davvero basso (ma a questo punto considererei altre strade per risparmiare prima di gettarmi sul mais)
  • L’approccio di acque pressate ovvero laddove in realtà alcuni comportamenti convenzionali tenuti dalle carpe vengono meno, poichè mutati dalla pressione piscatoria. Quindi la pressione spesso fa semplicemente principe quell’esca che viene meno utilizzata e che quindi desta meno sospetto…. Ma è una pesca che non pratico più così frequentemente.
  • Se la pressione di pesca porta all’aumento del gettito in termini di quantità e frequenza di questo elemento allora può diventare un elemento conosciuto e più accetatto (in pratica perchè i vari pescatori eseguono una pasturazione con la stessa esca). Eppure in una pasturazione prolungata anche il mais ha i suoi difetti che vedremo poi.

A questo punto però sul secondo piatto della bilancia vanno gli aspetti negativi:

  • Impossibilità di fare selezione (spesso attiriamo troppe carpette e pesce bianco)
  • In pasturazioni prolungate ha un basso valore alimentare e per la precisione Carboidrati 84%, Proteine 11%, Grassi 5%. Insomma si riesce a fare molto meglio con un 50/50.

Compendiando aspetti positivi e negativi io non sono assolutamente un estimatore del mais: non rientra nel mio stile di pesca! Questo non significa che non catturi, ma semplicemente che spesso prima di tirare le somme vanno fatti i debiti ragionamenti oggettivi!

Mario Portelli

MARIO PORTELLI

Sono assolutamente convinto che il mais sia stato, lo è tutt’ora e sarà sempre una delle migliori esche per carpe che possiamo impiegare a pesca. Mais: esca naturale, attrattiva al massimo e altrettanto catturante quanto semplice nella preparazione; cosa volere di più? Tuttavia, se da un lato il mais ci offre molti vantaggi, dall’altro è un’esca che ha dei concreti limiti.

Innanzitutto, è fondamentale capire in che circostanza possiamo usarlo perchè talvolta ci può dare delle grosse e facili possibilità di cattura, ma al contrario può veramente risultare deleterio. Partendo dal presupposto che prima di capire quali esche usare è fondamentale capire come è strutturata la popolazione ittica dell’acqua che stiamo insidiando, andiamo ad analizzare delle situazioni ricorrenti.

Mais, alla ricerca di “carpe rassicuranti”. A molti di voi sarà sicuramente capitato di affrontare corsi d’acqua vergini, posti ancora inviolati dall’uomo, dove i pesci sono totalmente disinibiti e soprattutto non diffidenti. Qualcuno potrebbe storcere il naso su questa affermazione, ma credo fermamente che non ci sia posto più facile che un posto vergine che possiamo preparare a puntino con lo scopo di spaccare le canne senza molte diffioltà. Prima di qualsiasi cosa, è d’obbligo capire se nel tratto di nostro interesse vi siano carpe! In questo caso quindi,  prima di investire molti soldi in boilies, consiglio di pasturare preventivamente con il mais per 3/4 volte e poi lanciare i nostri inneschi per qualche ora. Questo ci permette di capire com’è strutturata la popolazione ittica del posto e magari catturare qualche “carpa rassicurante” (Yep! le carpe qui ci sono!). Va da se però, che se in due ore di pesca si pungono 30 cavedani, il mais risulta la soluzione peggiore: è ora di bombardare gli spot con boilies di grosso diametro.

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Mais, dove le boilies non arrivano subito. Qualche volta ho avuto l’opportunità di pescare in posti dove la carpa è dominante. Intendo dire che ricopre almeno l’80 % della popolazione ittica del posto. Nello specifico sto parlando di corsi d’acqua di modeste dimensioni, piccoli canali (nella botte piccola…) e specchi d’acqua vergini. Pescando in queste realtà avremo l’occasione di pescare anche il pesce più grosso con il solo ausilio del mais su pasturazione preventiva di qualche giorno! Il perchè è semplice: la carpa, presente in gran numero, è dominante, per cui non avremo problemi di concorrenza con altri pesci indesiderati! Il mais funzionerà benissimo nelle nostre prime sessioni, ma a lungo andare, è assodato che soprattutto i pesci più grossi perderanno l’interesse per i nostri chicchi! Ricapitolando: quando andiamo ad affrontare questo tipo di acque, il mais è perfetto, ma.. se non pungiamo i pesci più grossi nelle prime 3 sessioni, con il mais non li pungeremo più! Sarà quindi giunta l’ora di integrare una buona boilie nella dieta delle nostre carpe. Tuttavia il mais è perfetto e veloce quando abbiamo dei problemi di tempo: un esempio su tutti: quando dobbiamo affrontare un lago che è pescabile solo qualche mese all’anno perchè infestato di alghe! Oppure quando siamo costretti a massimizzare la pescata in poche ore, per motivi di lavoro o di regolamenti legislativi.

Mais deleterio. Ci sono situazioni nelle quali il mais è veramente la peggior esca che possiamo buttare in acqua. Mi riferisco a grandi laghi naturali, dove la popolazione ittica è ben strutturata e agganciare del pesce bianco diventa veramente un incubo; per me è inconcepibile pescare o pasturare del mais quando pesco in grandi laghi, talvolta a lungo raggio. Vi immaginate dover svegliarsi alle 3 di notte per la partenza di una breme su una canna calata a 400m da riva? Un disastro. La stessa cosa vale per i corsi d’acqua con tanti pesci di disturbo. La soluzione è una sola, pasturare ed innescare grosse boilie! Il mais lasciamolo pure a casa.

Prima abbiamo parlato di acque vergini delle quali non abbiamo idea se vi nuotino carpe o no, oppure acque nelle quali non sappiamo che percentuale occupino i ciprinidi in relazione alla totale popolazione ittica. Abbiamo detto che per sondare il territorio, l’uso del mais potrebbe essere la scelta giusta. Al contrario, se i sopralluoghi fatti o le informazioni sul posto ci offrono la totale sicurezza che ci siano carpe in quantità sufficiente per imbastire una pasturazione preventiva, lasciate pure il mais a casa e pasturate fin da subito con le boilies, di grosso diametro e dure come sassi, in questo modo avrete la possibilità di pungere i più grossi pesci, eliminare gran parte della concorrenza di pesce bianco ed avere una costanza di catture a lungo termine.

Mais e Stalking. Il mais è semplicemente perfetto per la pesca a vista, lo stalking. Non intendo pesca estremamente marginale, intendo pescare e vedere in diretta cosa succede all’innesco. Anche se inneschiamo un solo chicco, la semplicità e la comodità di avere l’innesco davanti ai nostri occhi, ci permette di controllarlo ed essere sempre in pesca. Non necessitiamo pertanto di esche dure o di grosso calibro perchè poseremo (e non lanceremo!) il nostro innesco, con la possibilità di controllarlo mille volte! Lo stalking con il mais paga veramente bene se peschiamo proprio dove il pesce si nutre abitualmente. Personalmente ho catturato carpe a stalk anche con il mais esploso: innescando un pop – corn!

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