Nodo senza nodo

di
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Il carpfishing nasce come pesca alle grosse carpe; il carpista e’ capace di passare giorni, settimane, in attesa di una sola partenza, magari quella del pesce della sua vita. Nulla deve essere lasciato al caso, tutto e’ calcolato ai minimi dettagli, a partire dalla canna, fino ad arrivare alla montatura finale.
Il terminale e’ a mio avviso la parte piu’ importante, i desideri, i sogni di ogni carp hunter dipendono da quel sottile filo e da quell’amo.Questo ha portato nel tempo alla creazione di terminali fantascentifici, talmente complessi da richiedere decine di minuti nella costruzione, ma dalla dubbia efficacia.
Negli anni ho capito che la semplicita’ ripaga,e che un semplice nodo senza nodo ,nell’utilizzo di esche affondanti o bilanciate, non teme rivali.
Il primo passaggio e’ quello di tagliare uno spezzone di terminale lungo circa 30 cm,ad una estremita’ si crea  una piccola cappia che ci servira’ per fermare la nostra esca sul terminale con uno stopper.

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Ora, infiliamo la nostra boiles, singola affondante, doppia affondante, o un omino di neve ( una popup e una affondante)

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Subito dopo l’esca va infilato sul terminale un piccolo gommino lungo qualche millimetro.

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Questo è un accorgimento piccolo ma alquanto importante: il tubicino di silicone deve essere stretto  il giusto per farlo scorrere senza troppo sforzo; io ho trovato il giusto compromesso con il prodotto di TASKA silicone tube, ne producono di vari colori, per tutti i fondali.

TASKA

 

Con la punta dell’amo dobbiamo ora passare attraverso il piccolo cilindretto

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Facciamo scorrere il gommino sull’amo, fino all’altezza dell’ardiglione,

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Ora regoliamo la lunghezza del capello, facendo in modo che la boiles muovendosi, sfiori la curva dell’amo (A tal riguardo puoi leggere: Rotary letter: distanza amo-boilie quale e perchè).

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Passiamo l’altra estremita’ del terminale nell’occhiello dell’amo,dall’esterno, verso l’ardiglione .

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Iniziamo a creare il nodo senza nodo, facendo girare il terminale nel gambo dell’amo per 5 volte.

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Il nostro nodo e’ terminato, rimane solo la chiusura, che si effettua facendo ripassare il terminale nell’occhiello, sempre dall’occhiello verso la punta dell’amo

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Serrando il nodo il risultato sara’ questo.

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A questo punto il terminale e’ finito; io personalmente amo spostare il gommino al centro della curva dell’amo,in questo modo ho notato che il terminale ferra con piu’ probabilita’ il centro del labbro del pesce, il punto piu’ robusto e meno delicato della bocca della carpa.

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L'autore

Ivan Battisti inizia ad avvicinarsi al mondo della pesca in compagnia del padre garista, fin dai primi anni di vita,da prima come spettatore ed appena possibile, come compagno di gare al colpo.Abitando in riva al mare, non fu un caso la passione sviluppatasi poi, per il surfcasting; ma la passione per le acque interne non lo ha mai abbandonato, facendogli conoscere per caso il mondo del Carpfishing all'eta' di 17 anni; da li in avanti questa, divento' una delle sue ragioni di vita, spingendolo a cercare la sfida con quasi tutte le acque italiane,dai grandi laghi vulcanici, ai fiumi,a piccoli canali e cave. Attualmente Ivan è collaboratore e tester Big Fish e expert per l'Italia di Taska International Ltd..

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