Passione Vintage: MK IV STORY – Parte 1

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Traduzione a cura di Simone Gobbi


Leggi qui la seconda parte dell’articolo: http://www.big-fish.it/magazine/passione-vintage-mk-iv-story-parte-2/


Entête culture carpe

Quando si è da lungo tempo nel mondo della pesca, si arriva a ripensare con nostalgia alla nostra giovinezza, ai nostri primi pesci, alle nostre prime canne da pesca. Evocando il passato si parla spesso di «Grande epoca» come se tutto quello che riguardava il passato fosse migliore o almeno lo è diventato con il tempo che passa….

Ricordo con piacere quando ho iniziato a pescare le carpe durante la mia infanzia e adolescenza.

Va detto che il materiale di quel tempo ha contribuito enormemente al piacere nel pescare le carpe avendo materiali più «leggeri», canne da 1,5 libbre e un monofilo di nylon dello 0,22 per esempio, e una carpa di 10 o 11 kg era già considerata come un bue!

Infatti la pesca negli anni ’70 che stavo praticando non era tanto differente da quella degli anni ’50, l’epoca dei grandi pionieri. Solo nei primi anni ’80 la pesca alla carpa ha letteralmente trasformato la pesca con l’arrivo della boilie e dell’hair rig che hanno radicalmente cambiato tutto.

E comunque il periodo degli anni 50 sino ai 70 in apparenza stabile e tranquillo ha giocato un ruolo essenziale nello sviluppo della nostra pesca. Senza esso la pesca della carpa moderna come noi la conosciamo al giorno d’oggi non sarebbe probabilmente mai esistita.

Sono sempre stato interessato alla cultura della pesca, e alla moderna pesca alla carpa in particolare.

Questa passione si è materializzata facendomi diventare un collezionista di canne, mulinelli e altri oggetti inerenti la pesca alla carpa degli anni 50-70.

Da quando sono diventato un collezionista ho scoperto un grande universo di persone con la medesima passione. In Inghilterra e nei Paesi Bassi esistono siti internet e forum interamenti dedicati a questa cultura e siamo davvero numerosi (migliaia !!) a possedere le vecchie attrezzature da pesca che utilizziamo di volta in volta anche in riva all’acqua ! Quando si colleziona ci si interessa anche della storia degli oggetti che si acquistano e a volte queste storie si rivelano davvero appassionanti….

Vorrei raccontarvi un sacco di cose ma andiamo per gradi. Il primo mattone della nostra pesca è stato posato più di 60 anni fa da un certo Richard Walker che ha sviluppato la prima canna da carpa.

LA PRIMA CANNA DA CARPA IN COMMERCIO DELLA STORIA!

Ci sono voluti 65 anni prima che una canna da carpa sia stata messa sul mercato; infatti una canna specifica per questa pesca non esisteva ancora a quell’epoca. In Inghilterra negli anni ’40 le carpe erano considerate come «stupende» ma nessun laboratorio specializzato nella fabbricazione di canne di bambù considerava conveniente investire nella realizzazione di uno strumento specifico.

In effetti solo pochi pescatori cercavano di pescare le carpe ed erano emarginati e pionieri.

Uno di loro, Richard Walker, ha deciso di costruirsi la propria canna il cui concept ha dominato almeno 3 decenni.

Mr Walker (2)

Walker, un ingegnere laureato presso l’università di Cambridge,  viveva ad Hitchin, ad una cinquantina di chilometri a nord di Londra. Nel 1947, all’età di 29 anni, si rese conto che la sua canna di bambù  Willis Avon da 11 piedi in 3 pezzi, non era adatta alla pesca alle carpe. Essa mancava evidentemente di potenza. Nel suo primo tentativo di costruire una vera canna da carpa, Walker ha realizzato qualcosa che sembrava un riassemblaggio di una Avon Willis rimuovendo gli ultimi 30 centimetri di punta. Questa prima canna chiamata “Wizard Walker MK I” aveva sicuramente un’azione più potente ma anche grosse difficoltà in fase di lancio.

Tonkin-Culms

Ad Allocks, l’atelier di fabbricazione canne da pesca più famoso di tutti i tempi, nessuno voleva sentir parlare di commercializzare canne specifiche da carpa. Nonostante questo, uno dei loro responsabili decise di mandare a Walker dei lotti di bambù di alta qualità incoraggiandolo a continuare i suoi esperimenti… ed è quello che Walker fece nei 6 anni successivi.

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La sua seconda canna, la “MK II” era già molto diversa dalla MK I, era infinitamente più tecnica e con caratteristiche diverse, non poi molto lontana da quello che sarà la famosa “MK IV”.

Era un palo di 10 piedi in due pezzi, ciascuno dei quali composto da sei stecche di bambù Tonkin triangolari unite insieme per formare un vuoto esagonale. Per assemblare le lamelle, Walker ha utilizzato un adesivo ultra-moderno composto da formaldeide, mentre in quell’epoca veniva utilizzata solo colla di origine animale. Tuttavia Walker non era ancora soddisfatto. Aveva natura innovativa ed era un perfezionista. Quando, nel novembre 1951, i progetti “MK IV” sono stati realizzati, Walker aveva ancora qualche dubbio …

Quello che voleva era una canna leggera, facile e piacevole da usare, con una buona riserve di potenza, ideale per mono fili con una resistenza compresa tra le 6 e le 12 libbre, e in grado di lanciare bene esche quali vermi o pane anche a piccole distanze. Le carpe erano considerate molto sospettose verso qualsiasi forma di resistenza e per questo non erano mai stati utilizzati dei piombi per lanciare più lontano.

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Tra la MK II e MK IV Walker ha progettato una canna speciale: una MK III molto complicata.

Il suo blank era composto da due strati; un primo strato esagonale (il cuore composto da sei stecche triangolari) attorno al quale sono state assemblate altre sei stecche di bambù. Anche se un po’ pesante, come detto, Walker ha valutato bene la potenza di questa canna.

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Non è difficile capire perchè questa MK IV ha conosciuto un enorme successo commerciale tra gli anni ’50 e ’60. Nel settembre del 1952 Walker pescando con una MK IV ha catturato un mostro nel Redmire Pool, una carpa di 44 lb (20 kg), battendo così il precedente record inglese di 13 lb!!

Walker era già conosciuto come uno scrittore di pesca ma la cattura di questa enorme carpa battezzata Clarissa lo rese ancora più famoso. Questo evento scosse il mondo della pesca e dimostrò che si potevano catturare carpe enormi.

LA MK IV era una canna di bambù Tonkin con una lunghezza di circa 11 piedi e una potenza di 1,5 lb. Questo blank era estremamente complesso, aveva una conicità importante con la parte verso il manico larga che si restringeva verso la punta. Questa caratteristica permetteva di lanciare senza problemi anche una piuma ma di mantenere un azione parabolica con il pesce in canna. Era una canna in due pezzi montata con otto anelli di cui il primo e l’ultimo erano di agata. Il manico in sughero era lungo circa 73 cm e in fondo era dotato con un cono di alluminio ed una palla di gomma. La MK IV veniva utilizzata con monofili da 8 o 10 lb con i quali poteva lanciare piombi di massimo 40 gr.

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Dopo aver costruito diverse canne per se e per gli amici, Walker ha trasformato finalmente la produzione e la commercializzazione presso l’atelier di B James & Son a Londra. Tra la fine del 1952 e il 1966 il laboratorio ha prodotto oltre 15.000 canne MK IV! Durante lo stesso periodo molti altri laboratori hanno rilasciato la propria versione, spesso copie perfette in ogni dettaglio! Richard Walker, con il suo record di carpa effettuato con la cattura di Clarissa utilizzando la MK IV  ha causato un vero e proprio BIG BANG che ha reso la pesca delle carpe incredibilmente popolare in Inghilterra e in Europa.


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L'autore

Nasce nel 1964 nell'Olanda occidentale. La passione per la pesca gli fu trasmessa dal padre sin dall'età di cinque anni. L'amore per la pesca alla carpa sboccia nel 1970, quando Leon effettuò la sua prima cattura. La sua carriera da Specimen Hunter inizia negli anni '80 nelle grandi acque olandesi e sarà coronata da catture da sogno, come half Moon a Cassien nel 1993, e memorabili sessioni in compagnia dell'amico Didier Moine nelle grosse riserve francesi del Lac Du Der Chantecoq e del Lac D'Orient. Leon è autore di molti libri, un su tutti “Carpe Revelations”, tradotto in molteplici lingue, è diventato il libro francese di pesca alla carpa più venduto della storia. Scrittore, editore, designer, fotografo e consulente, collabora a livello europeo con le riviste più specializzate di pesca alla carpa. I suoi viaggi di pesca in tutto il mondo, Italia, Romania, Serbia, Sud Africa, Stati Uniti, Canada, Marocco e Spagna, per citarne alcuni, hanno consolidato la sua figura di carpista straordinario. Attualmente Leon collabora con Big-Fish e propone una vasta gamma di prodotti, marchiati con il suo nome, atti a soddisfare ogni esigenza del carpista moderno, e continua a vivere la sua passione per la pesca con gli stessi stimoli e sogni di quando era bambino.

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