Passione Vintage: MK IV STORY – Parte 2

di
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Traduzione a cura di Simone Gobbi


Leggi qui la prima parte dell’articolo: http://www.big-fish.it/magazine/passione-vintage-mk-iv-story-parte-1/


Entête culture carpe

CANNE DI RIFERIMENTO PER QUASI 30 ANNI!

I 10 piedi e le 1,5 libbre di potenza della MK IV sono state a lungo il punto di riferimento per le canne da carpa. Negli anni 60 le canne in fibra hanno progressivamente sostituito le canne di bambù e i produttori hanno mantenuto questo standard. Diversi grandi laboratori inglesi negli anni 60 hanno prodotto delle suberbe MK IV in fibra di vetro , tuttavia hanno un po’ barato sulla reale potenza della canna che era generalmente più vicina alle 2 libbre piuttosto che alle 1,5 annunciate. Verso la fine degli anni 60 Richard Walker con la collaborazione del famoso atelier House of Hardy produsse una superba replica della MK IV in fibra di vetro. Questa canna si chiamava semplicemente Richard Walker Carp ed era come la versione originale in bambù, una vera meraviglia !

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Durante gli anni 70 le canne da carpa da 10 piedi dominavano totalmente il mercato, ma a partire dal 1975 sono apparse sempre più spesso anche canne da 11 e anche da 12 piedi. La produzione massiccia di canne in carbonio a partire dal 1980 e le nuove metodologie di pesca (con piombi più pesanti) ha portato le case produttrici a produrre delle canne ancora più lunghe (13 piedi) e sopratutto molto più potenti per poter lanciare i piombi a distanze incredibili.

Verso la fine degli anni 80 il concetto della MK IV era quasi totalmente scomparso dal mercato. Questo tipo di canna non era più compatibile con la pesca alla carpa che praticava la grande massa di pescatori. Tuttavia una piccola parte di appassionati ha resistito continuando a praticare la pesca vecchio stile, una pesca leggera, dalla barca o a brevi distanze, lo stalking o la pesca a galla, per questi tipi di pesca la MK IV restava assolutamente l’arma migliore!

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TUTTORA ATTUALE!

In realtà, c’è ancora chi pesca la carpa alla vecchia maniera e questo metodo non è mai realmente scomparso. In Inghilterra e Olanda sono molto pescatori a coltivare la passione per la pesca vintage ed in Francia sta guadagnando molta popolarità! Le persone che praticano questa pesca “artistica” amano luoghi poco frequentati, sono discreti e non sono presenti sui social network. Per questi motivi sono poco conosciuti e vivono in un altro universo rispetto ai pescatori moderni.

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Sin dai primi anni 90 le persone che praticano “vintage carping” (pesca alla carpa vecchio stile) sembrano essere ancora più numerosi. In Inghilterra è dedicata a loro anche una rivista specializzata.

Sempre in Inghilterra diversi prestigiosi laboratori come The Edward Barder Rod e il negozio Paul Cook propongono di realizzare una copia della MK IV in bambù seguendo passo passo le direttive inviate nel 1952 da Richard Walker al Laboratorio B James & Son.

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Viene seguito lo stesso stile ma con un bambù di qualità superiore e con le moderne strumentazioni maggiormente precise ed efficienti avendo un processo di produzione (taglio, cottura e incollaggio di bambù) maggiormente controllato. L’MK IV offerta da questi laboratori è un vero e proprio gioiello ed è migliore dell’originale, praticamente una vera e propria opera d’arte. Il prezzo si aggira tra i 1200 e i 2000 euro ed è necessario mettersi in lista d’attesa. Per avere un’idea potete visitare i seguenti siti:

www.artofangling.net

www.paulcookrods.html

www.barder-rod.co.uk

Fortunatamente è possibile realizzare questo sogno acquistando la canna originale ad un prezzo ragionevole!!

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Si, avete capito bene, è possibile procurarsi una MK IV realizzata negli anni ’50 dal laboratorio B James & Son.  Hanno realizzato circa 15000 pezzi e ce ne sono ancora molti in circolazione. Di certo queste canne sono molto ricercate dai collezionisti ma si trovano abbastanza regolarmente su ebay UK. Nella maggior parte dei casi si trovano canne restaurate ad un prezzo intorno ai 300 euro, ma l’acquisto su ebay presenta anche diversi rischi. Molto meglio monitorare i siti di pesca specializzati nei pezzi d’antiquariato:

www.vintagefishingtackle.co.uk

www.classicvintagefishingtackle.com

http://vintagefishingcompany.com

Questi siti hanno una buona reputazione e sono molto seri. Offrono con regolarità delle MK IV non restaurate ma in ottime condizioni, quasi nuove! Sono canne nella maggior parte dei casi utilizzate poco e mantenute a riposare in qualche cantina o soffitta per decenni per poi tornare in commercio con uno stato di conservazione praticamente perfetto. In questo caso il prezzo può variare dai 450 agli 800 euro a seconda della versione ma senza i rischi presenti su Ebay.

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Esiste anche un’altra possibilità di possedere una MK IV: montarla da soli. L’atelier Norman Agutter propone dei kit di montaggio ad un prezzo molto ragionevole (circa 250 euro)  il blank è presente oltre a tutti gli accessori necessari per il montaggio (sughero, anelli, filo di legatura, vernici, etc.). Anche se non viene raggiunta la qualità di  Bard, Cook e Chapman è comunque molto buona e permette di affacciarsi nel mondo del “vintage carping” senza spendere cifre esorbitanti.

Ecco il sito di Agutter:

www.norman-agutters.com/kits.htm

Se decidete di acquistare una MK IV vi consiglio di pescarci di tanto in tanto. Sarebbe un peccato acquistare una canna del genere per poi decorarci la parete del vostro salotto. Con una carpa attaccata vi può dare sensazioni straordinarie che nessuna canna moderna in carbonio sarebbe in grado di darvi. Sarebbe come catturare un grosso pesce con una canna da mosca, grandioso!! Come contro c’è che una canna in bambù non può essere sollecitata eccessivamente e va utilizzata con cautela. L’ideale sarebbe pescare in piccoli specchi d’acqua con postazioni sgombre da ostacoli. Combattimenti con carpe dai 5 ai 10 kg sono davvero super eccitanti con questo tipo di canna!!

Per pescare con un MK IV è necessario dotarla di un mulinello, e l’unica scelta possibile è un buon Mitchell oviforme serie 300, questo perchè è stata la scelta fatta da Richard Walker in quanto ai tempi era il migliore in commercio. Il buon vecchio Mitchell è una leggenda! Ma questa è comunque un’altra storia che vi racconterò in uno dei prossimi episodi in  questa rubrica “Carp History”.

La MK III è migliore della MK IV?

Nel libro Redmire Pool di Kevin Clifford (Beekay Publishers 1984) vi è una sequenza di fotografie sulla cattura di una carpa di 34 lb, la seconda più grande presa da Walker nella sua vita. Queste foto mostrano chiaramente che Walker stava usando in quel momento una MK III ed era il giugno 1954. In seguito Walker usò la MK III in numerose occasioni in cui aveva catturato tante belle carpe. Alcuni pescatori intorno a lui avevano il sospetto che preferisse la MK III piuttosto della MK IV ma per ragioni commerciali era meglio non ammetterlo.

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A Redmire Pool i pescatori di carpe stavano catturando molti pesci. Questo per Walker era giustificato dal fatto che venivano utilizzati piombi scorrevoli di tipo Arlesey Bomb, attraverso i quali, secondo lui, l’amo si conficcava quasi sempre nel labbro inferiore al momento della ferrata. Negli anni 50 solo un genio come Walker poteva avere un’idea così rivoluzionaria. Walker vide un vantaggio tecnico nel loro utilizzo e la MK III più potente della MK IV era più adatta ad effettuare lanci a lunga distanza. Nei giorni nostri peschiamo tutti con dei montaggi che utilizzano il peso del piombo per agganciare le carpe nel labbro inferiore. Utilizziamo piombi pesanti e canne molto potenti. In qualche modo può essere definita la MK III la vera antenata delle moderne canne da carpa e non la MK IV. Allora perchè la MK III non fu mai commercializzata? La risposta è semplice. L’estrema complessità della costruzione del blank di bambù a doppio strato avrebbe reso troppo costoso il prezzo finale. Non sarebbe stato redditizio!

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LE 10 REGOLE D’ORO PER CONSERVARE TUTTA LA VITA LA VOSTRA CANNA IN BAMBOO!

 

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1. Pulire la canna regolarmente con un panno umido e asciugarla con un panno asciutto. Lavare il manico in sughero di volta in volta con acqua calda e una goccia di detersivo.

2. Mantenere pulite le due parti del raccordo (ottone o nichel) utilizzando un panno. Può essere anche lubrificata la parte maschio con una leggera applicazione di sapone di Marsiglia (nient’altro!!) .

3. Tenere la canna nel suo sacchetto di cotone, sospesa su un gancio e in un luogo buio e asciutto.

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4. Assicurarsi che ci sia abbastanza spazio intorno a voi durante il montaggio e lo smontaggio della canna. Montare e smontare a mano, senza forzare troppo ed evitare torsioni del blank. Il connettore maschio deve essere inserito almeno per 7/8° nel lato femmina.

5. Se incagliate l’amo in un ostacolo dovete abbassare la canna mettendola in linea con il filo prima di tirare. Non sovraccaricare la canna oltre la potenza indicata. Utilizzare una canna di bambù oltre i suoi limiti di potenza può allungare le fibre di bambù e far perdere loro la capacità di tornare alla posizione originale. Un attimo di distrazione può rovinare una canna che potrebbe dare soddisfazioni per tutta la vita se trattata con riguardo.

6. Durante il combattimento con un pesce, la canna deve essere piegata con un angolo di 90° (o quasi). Più la trazione sulla canna aumenta e maggiore sarà l’energia assorbità dal manico alleviando così la punta molto più fragile.

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7. Utilizzare un guadino con manico abbastanza lungo. Questo eviterà di alzare troppo la canna andando a sovraccaricare la punta in maniera eccessiva.

8. Pulire e asciugare completamente la canna dopo ogni battuta di pesca prima di riporla.

9. Controllare regolarmente e accuratamente lo stato della canna (smalto, anelli, legatura) e fare le riparazioni, se necessario. La vernice deve rimanere in buone condizioni e completamente intatta per evitare che l’acqua penetri nelle fibre di bambù.

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10. In caso di danno accidentale o di usura avanzata contattate un professionista che può riparare o ripristinare completamente la canna.

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L'autore

Nasce nel 1964 nell'Olanda occidentale. La passione per la pesca gli fu trasmessa dal padre sin dall'età di cinque anni. L'amore per la pesca alla carpa sboccia nel 1970, quando Leon effettuò la sua prima cattura. La sua carriera da Specimen Hunter inizia negli anni '80 nelle grandi acque olandesi e sarà coronata da catture da sogno, come half Moon a Cassien nel 1993, e memorabili sessioni in compagnia dell'amico Didier Moine nelle grosse riserve francesi del Lac Du Der Chantecoq e del Lac D'Orient. Leon è autore di molti libri, un su tutti “Carpe Revelations”, tradotto in molteplici lingue, è diventato il libro francese di pesca alla carpa più venduto della storia. Scrittore, editore, designer, fotografo e consulente, collabora a livello europeo con le riviste più specializzate di pesca alla carpa. I suoi viaggi di pesca in tutto il mondo, Italia, Romania, Serbia, Sud Africa, Stati Uniti, Canada, Marocco e Spagna, per citarne alcuni, hanno consolidato la sua figura di carpista straordinario. Attualmente Leon collabora con Big-Fish e propone una vasta gamma di prodotti, marchiati con il suo nome, atti a soddisfare ogni esigenza del carpista moderno, e continua a vivere la sua passione per la pesca con gli stessi stimoli e sogni di quando era bambino.

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