Patologie carpistiche

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Ebbene rieccoci ad assaporare l’abbraccio della scienza. Eravamo rimasti all’analisi del DNA nella puntata precedente. In questa occasione lo studio si è spinto ben oltre per approdare alle varie patologie che affliggono questa disciplina cruenta. Notoriamente ogni sport ha le relative disfunzioni indotte dall’esasperazione di determinate situazioni  critiche. Se pensiamo al calcio spesso aihmè sono gli arti più sollecitati ad avere problemi e a saltare, come ad esmempio le gambe e in fattispecie ginocchia ecc.

Ma lasciamo il calcio negli stadi, e focalizziamo la nostra attenzione sulle sponde di laghi o fiumi che siano. Quali sono insomma i disturbi fisici o psichici più comuni che possono colpire gli appassionati?

GOMITO DEL COBRISTA

Quando ho realizzato che esisteva un attrezzo atto alla propulsione delle boilies nell’atmosfera ne sono restato davvero colpito, visto il mio amore per le invenzioni. Ma non siamo qui per analizzare scoperte pseudo scientifiche. Un uso prolungato (non dico abuso altrimenti… lasciamo perdere….) provoca dolori muscolari ma nei casi più incalliti vere e proprie tendiniti!

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Disfunzioni concausate: dipendenza acuta da cobra al punto da arrivare a lanciare palline anche al di fuori di ambienti alieutici, magari in strada o in giardino.

NANISMO DEGLI AVAMBRACCI (BRACCINUS CORTUS – BRACCINUS  T-REX)

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Se non avete mai mimimamente provato la patologia del Gomito del Cobrista, nemmeno nella fase iniziale forse è perchè siete affetti da nanismo avambracciale. Questa forma di deformazione implica soprattutto l’impossibilità di pasturare in ingenti quantità poichè, per l’appunto, l’operazione sarebbe oltremodo impegnativa. La malattia spesso è degenerativa e si può arrivare allo stadio di strerilità pasturativa, altrimenti detta dal prof. Murinu Zeru paline Zeru tituli.

Come riconoscerla: il soggetto esibirà lo stesso sacchetto di palline nell’arco di tutto l’anno ed il livello di pieno subirà minime variazioni. Se lo vedi, aiutalo a smettere, anzi ad iniziare!

La forma più acuta è detta BRACCINUS T-REX: la pasturazione consiste in uno stringer fatto con il dental floss che così possa essere riusato la pescata successiva (e quella dopo, e dopo ancora).

IPERBOLISMO PSICOLOGICO DA PESCE PERSO

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Se slami e perdi un pesce ed inevitabilmente esclami “Mannaggia…..questo era grosso” magari senza averlo visto precisamente fatti una domanda: sei oggettivo? Se hai risposto di si probabilmente sei affetto da Iperbolismo da pesce perso. Spesso addirittura si arriva a visioni allucinogene di sagome di dimensioni spropositate e si mima con le braccia la dimensione subito dopo l’accaduto. Questa patologia, se non curata, spesso sfocia nell’iperbolismo maniacale: psicologicamente il pesce viene visto più grande della dimensione reale anche quando salpato sulla riva, e spesso questo comporta ad esempio che in pesatura venga incluso anche il materassino, magari adeguatamente bagnato, perchè ormai fa parte della sagoma.

GIGANTISMO DI AVAMBRACCI E MANI (FENOMENO NAIFF-MANUS HOBBIT)

Questa malattia è ampiamente documentata e catalogata da un numero spropositato di foto che ormai imperversano sul web e soprattutto su facebook. Eppure nessuno fa nulla. Mani di misure spropositate, braccia lunghissime e protratte in avanti. E poveri visi così piccoli, piccolissimi, talvolta smunti. Questo fenomeno, altrimenti detto fenomeno Naiff (lo studioso Tolkien le definisce anche mani da Hobbit), sembra sia causato dall’errato apporto di felicità nella pesca. Una carenza di felicità fa allungare le braccia nell’illusione irrazionale di poterla raggiungere.

Come curarla: la cura è di carattere psicologico: il soggetto va aiutato a comprendere che la dimensione di un pesce non è tutto, e non è avvicinandolo all’obbiettivo che si aumenta la felicità di un ricordo che in primo luogo deve essere personale: nessuno potrà dirti che hai una testa piccola se la usi per arrivare alla felicità anche nella pesca.

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Fase acuta – Sindrome di Smeagol o Gollum: se non curata la malattia porta l’elemento ad una pazzia che gli fa perdere contatto con la realtà. Spesso il soggetto emetterà frasi con “s” sibilante e nel fare la foto è probabile lo sentiate dire: “Il mio tesssssoroooo”

IPERMETEORISMO

Fa sempre parte di quei fenomeni di ingrandimento. In questo caso grazie alle camere iperbariche che spesso riescono ad essere le tende, la densità di O2, ovvero di ossigeno contenuta in determinati cibi (Legge di Henry) riesce a moltiplicarsi all’interno dei tessuti. Il risultato è una tempesta. Nessuno avrebbe da dire alcunché se non esistessero le tende a due posti.

Cura e\o prevenzione: risulta un problema che non può essere prevenuto vista la fondamentale assunzione di pietanze tradizionalmente obbligatorie per un carpista eticamente sano. Fatevene una ragione e apprezzerete un lato nascosto della pesca.

Proposta risolutiva: aboliamo le tende doppie in favore delle singole. Si cominci a dotare chi persiste nel soggiornare in ambienti poco areati di ombrelloni aperti e succinti, ovviamente mimetici o in verde fashion. Assolutamente vietare raduni di tende stile campeggio, per preservare la circolazione di aria ed evitare rischi di esplosioni catastrofiche.

DISTURBO DEL SONNO

Quando il carpfishing comincia a far parte del corpo come un arto allora spesso e volentieri appare questo problematico disturbo. Il soggetto si corica per riposare ignaro di ciò che lo attende. Ma ben presto l’attività onirica che da prima inizia in modo normale e rilassato vira bruscamente sulla tematica della pesca. Ecco che il soggetto si ritrova intento a svolgere la sua attività passionale e compulsivamente il ritmo cardiaco aumenta nella foga di poter preparare il campo base di questa pescata virtuale. Spesso ci si ritrova all’inseguimento di una mitica carpa obesa, come il capitano Achab con Moby Dick. Se per caso condividete un letto con un partner ed arrivate ad allamare il pesce in sogno, il pericolo per il vicino di sonno aumenta inesorabilmente, al punto da poter finire vittima di gesti di stizza soprattutto in caso di slamata.

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Fase acuta : nella fase acuta, il soggetto perde assolutamente la dimensione della pararealtà, ed addirittura materializza i pesci anche senza il liquido in cui sono soliti nuotare. in pratica il cervello del soggetto riesce a ritenere normale che il cyprynus carpio, volgarmente detto carpa, possa far parte della vita terrestre senza soffrire minimamente l’assenza di acqua. Ed ecco che quindi si inizia a pescare carpe in giardini, cortili e magari a fare calate proprio sotto macchine parcheggiate.

Fase irrecuperabile: nella fase irrecuperabile il soggetto vede carpe anche nella sua abitazione, e trova normale insidiarle sotto la mobilia della casa. Ecco che inizia una fase di stalking domestico. Un consiglio? Lasciate perdere i mobili dell’Ikea…piuttosto dedicatevi al frigorifero, ottimo spot che potrebbe regalarvi anche ottime chance per una big!

Cura/Prevenzione: Innanzitutto se siete soliti mangiare boilies fruttate prima di andare a dormire, è meglio che cambiate assolutamente abitudine. Dedicatevi magari ad una pallina più leggera a base di predigeriti di pesce e ricca di omega tre (lo so che è meno dolce e forse meno gradita, ma non sono io ad aver fatto le regole della scienza); in secondo luogo comunque anche se pescate carpe incredibili nei vostri sogni, cercate di non fare prevalere il lato oscuro del vostro karma, perchè la pesca così come i sogni contribuiscono al vivere quieto; trasformare sogni in incubi, farli diventare assillanti e che vi mettano in ansia è un insulto per la pesca stessa.

DISTURBO NARCISISTICO (SINDROME DI X-MAN)

Il soggetto in questione non è stato in grado di trovare nella vita un equilibrio che gli possa dare spazi di autostima. Le casistiche sono le più disparate, ed è poco importante analizzarle. Quello che le accomuna per l’appunto è la totale incapacità nel trovare, fosse anche solo uno, motivo di realizzazione. Questa situazione spinge il paziente a ricercare e ricreare una vita parallela al punto da negare quella reale parallela, e spingersi in controverse forzature egocentriche. Il soggetto giunge a crearsi veri e propri piedistalli dove potersi appollaiare al di sopra di tutti, poter dire io sono arrivato, la gente si strappa i completi invernali per me. Spesso e volentieri si sente come un palloncino che si eleva sopra la plebe piscatoria.

Cura: difficilmente il fenomeno è reversibile. La cosa migliore è riportare l’individuo alla realtà con evidenti richiami alla realtà più o meno cruenti. Un forte aiuto lo si può trovare nelle solette del dottor Gibolot: comode e deaffaticanti, ma pesanti al punto tale (sono fatte in piombo antibatterico) da mantenere il paziente con i piedi per terra. Altro rimedio più economico ma meno comodo è la ferratura.

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DISTURBO PARANOICO

Difficile capire da cosa venga causata questa patologia. Ma sta di fatto che il paziente sviluppa un altissimo senso del complotto. Per il paziente è fondamentale cercare di smascherare il falso, perchè di sicuro c’è un falso. E le foto sono il primo campo in cui cercare e individuare la nefanda bugia. Dietro ad una foto si possono mascherare le più aberranti pubblicità, le più abominevoli catture di pesci che nascondono invereconde menzogne.  Ogni frase poi è chiaramente falsa.

Ecco il decalogo del paranoico:

1. Di sicuro se parli di qualcosa lo fai perchè nascondi un interesse personale.

2. Ogni foto è sicuramente photoshoppata.

3. Su 100 foto 99 sono fotoshoppate. Quella rimanente è cmq scattata con intento negativo.

4. Se uno è tester lo è per profitto.

5. Se uno posta un prodotto è perchè sicuramente c’è business e percepisce danaro

6. Tu sei falso

7. Tu cerchi di nascondere qualcosa

Come riconoscere questo scompenso? Ebbene se vi siete accorti che al precedente decalogo mancavano 3 punti e subito vi siete allarmati perchè evidentemente vi sono interessi di case farmaceutiche o sette carpistiche è giunto il momento di contattare un bravo medico. Se non vi siete accorti di nulla sappiate che ci dovete mettere attenzione in quello che scrivo altrimenti i messaggi pubblicitari subliminali che inserisco non avranno effetto e io campo sulle vendite che riesco a propinare.

COPROFILIA

Qualcuno potrà stupirsi oppure pensare che di certe cose è meglio non parlarne. Ma signori cari anche questa è scienza, e non spetta a noi la morale. Se avete problemi di sensibilità non procedete oltre la lettura in caso.

Ebbene sappiamo che nell’arte del carpfishing l’esca riveste una buona parte di importanza. Spesso molti adepti ne fanno un vero e proprio culto al punto di focalizzare su di essa buona parte delle attenzioni. Una tra le parole chiave è “DIGERIBILE”. L’esca deve essere digeribile. La forzatura di questo concetto però è che ciò che sia digeribile sia anche defecato. Quindi il risultato dell’espulsione rappresenta un vero e proprio trofeo simbolo dell’aver centrato l’obbiettivo della bramata digeribilità.

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Ma quando è la parte irrazionale a prendere il sopravvento ecco che si passa a perdere ogni freno inibitore. Il culto va diretto al risultato. Gli escrementi sono il culmine del tutto. E si passa a farne foto magari modellandoli tra le mani. E chissà poi cosa altro….

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RISCHI: la coprofilia comporta seri rischi poichè le feci sono la “casa” di numerosi batteri, alcuni molto pericolosi. Pensateci bene prima di immergervi le mani. In secondo luogo l’evacuazione non è sinonimo di digestione: se così fosse una persona affetta da dissenteria godrebbe di ottima salute.

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L'autore

Dottor Nefario è un famoso luminare della scienza del male. Ha collaborato con uno dei più famosi cattivi della storia, il famoso Gru. Alcune sue famose invenzioni sono il siero antigravità, il fucile a puzzette. Non è assolutamente un carpista, ma l'amore per la scienza lo porta ad indagare in ogni direzione.

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