Pescatori di carpe, chi siamo?

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Sono a pesca in un’uggiosa sera d’autunno, e una cosa che amo fare è portare con me vecchie riviste di pesca alla carpa; lo faccio soprattutto per nostalgia, ma in realtà io sono sempre stato un fanatico di riviste e video del settore.

Alcuni dei pezzi migliori li conosco praticamente a memoria e oso dire che certi scritti sono assoluti, senza tempo. O perlomeno più attuali di quanto non si pensi. (n.d.r.: passare una sera in birreria con Mario significa spaccarsi in quattro dalle risate quando inizia a replicare perfette imitazioni dei video storici del carpfishing)

Tra le mani ho una rivista del 2004, all’interno ci sono molti articoli interessanti: dalla scelta dei settori di pesca a famosi itinerari esteri, da ingegnosi trucchetti “fai da te” a  montature speciali; la mia attenzione viene però catturata da un pezzo di Stefano Forcolin.

Ho sempre amato il suo modo poetico di scrivere e di vivere la pesca, e sono convinto che nessuno meglio di lui riesca a trasmettere le sensazioni e le emozioni che ci regala questa disciplina. Tra le righe il Nostro vuole prima di tutto trasmetterci l’importanza di essere uomini prima ancora di essere pescatori, uomini con etica, morale e rispetto per la natura.

Vi riporto a seguito lo scritto di Stefano invitandovi a cogliere il senso del suo messaggio nella speranza che ognuno si rispecchi nelle sue parole e che in tempi come questi troviate ancora una seppur piccola sensazione di orgoglio nel far parte di questa grande famiglia dei pescatori di carpe!

Carpista: chi sei? 

“Col mio intervento cercherò di portare una testimonianza e le mie sensazioni per riuscire a disegnare ancora meglio quello che è l’identikit del carpista, la sua personalità, l’etica, la sua morale, il suo pensiero, e perchè no, i suoi desideri.

Rapporto con l’ambiente: personalmente ho ancora impressa nella mente la sensazione che provai nello scoprire che era nata una tecnica di pesca che prevedeva un indissolubile legame che l’ambiente, lunghe sessioni, completamente immersi nel verde. Naturalmente me ne innamorai subito…il carpista è un assoluto estimatore della natura. Rispetta i luoghi che frequenta e ama gli scenari che lo ospitano. Il carpista, nella ricerca dei propri luoghi di pesca predilige il verde e l’azzurro. Si fa accarezzare continuamente dall’idea di poter camminare a piedi nudi sull’erba senza il pericolo di calpestare i cocci di una bottiglia abbandonata. Lui ha sempre nel fondo della borsa un sacco della spazzatura con i quali ripulire i posti dai rifiuti abbandonati. Il carpista non getta a terra nemmeno un mozzicone di sigaretta…quando se ne va, lo fa senza lasciare traccia del suo passaggio. Il carpista non lo vedi, la sua presenza è sempre molto discreta, lui non accende fuochi, non schiamazza, in silenzio erige la sua tenda che è dello stesso colore dei cespugli che lo circondano, le sue attrezzature, il suo vestiario, ma soprattutto il suo pensiero, sono mimetici, questo per essere in sintonia con l’ambiente, e per entrare più velocemente, senza per questo sconvolgerlo, nel meraviglioso mondo di madre natura.”

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“…il carpista, se per caso ti alzi presto lo puoi vedere  mentre aspetta l’alba, oppure disteso mentre ammira un cielo pieno di stelle, al tramonto invece lo sorprenderai mentre scatta una fotografia ad un sole rosso. Lo incontri all’improvviso, tra la nebbia o su un prato fiorito, sotto un sole cocente o mentre saltella per il freddo. Nessuno lo può tener lontano da quelle rive che tanto lo attraggono. Il carpista è disposto a sacrifici enormi per ottenere il meglio dalla propria passione: sonno, affetti, denaro, orari straordinari di lavoro e, a volte anche tanta fatica fisica…”

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“…quanti chilometri per il carpista che prepara i suoi posti di pesca pasturandoli amorevolmente! Per far questo può compiere anche centinaia di chilometri alla settimana, lo fa per abituare i pesci alle proprie esche. Lo potrai trovare sulle strade con la macchina carica ed una barca sopra la capote, magari è partito a mezzanotte anche se aveva puntato la sua sveglia sei ore dopo…Lui non riesce a dormire alla vigilia di una sessione tanto attesa. E’ un grande viaggiatore, è già stato visto in molti stati d’Europa e ultimamente si spinge volentieri anche al di fuori del vecchio continente. Nella vita il carpista lavora: può essere un artigiano o un aviatore, un operaio, un medico oppure un muratore…perchè chi lavora ha bisogna del carpfishing come una delle poche terapie che ha effetto immediato contro lo stress, se poi il carpista è giovane, avrà ancora più bisogno di questa panacea che lo potrà tener lontano dalle mille tentazioni negative che il vivere moderno gli offre. Nella sua testa c’è sempre posto per un pensiero rivolto alla sua passione: una ricetta perfetta per un’esca magica o una strategia infallibile per la prossima uscita, tante piccole cose che lo aiutano a distogliersi dal grigiore che la vita di tutti i giorni molte volte ci impone.”

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“…passa intere giornate nel proprio garage a produrre boilies, far bollire granaglie, plastificare dei piombi o legare degli ami, ma sa bene che la sua famiglia e il suo lavoro hanno sempre il sopravvento, questo perchè è un uomo appassionato, ed un appassionato è innamorato, un uomo innamorato è felice, un uomo felice è per forza un uomo equilibrato, semplice.”

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“I rapporti con le carpe: le nostre acque, dopo l’avvento del carpfishing, hanno dimostrato in realtà, di cosa sono capaci: pesci che nessuno avrebbe mai pensato di vedere…il carpista ha sempre un fremito quando riesce nella cattura di uno di essi. Posa il pesce dolcemente sul materassino e lo tiene bagnato, toglie l’amo con la massima attenzione, poi cura le ferite e abbracciando la sua preda si fa immortalare in quello che sarà il suo unico trofeo, perchè poco dopo riaccompagnerà con il corpo e con la mente il suo pesce direttamente nel suo ambiente.”

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Come momento sociale, di aggregazione, di scambi culturali e fonte di amicizia, il carpfishing non ha eguali. Questo perchè, quando incontri un carpista, in parte, ti sembra già di conoscerlo, è come se avessi già letto la metà di un libro appassionante e non vedi l’ora di continuare. E’ un vero peccato che tra noi ci sia ancora qualcuno che di quel libro ha guardato solo la copertina o il marchio. Bisognerebbe comprendere che questi stupidi integralismi fanno solo del male a noi e alla nostra passione. Siamo carpisti della terra, tutti sotto allo stesso cielo. Trovare un amico nel nostro mondo non è difficile…ci sono troppi bravi ragazzi…tutti uguali e tutti diversi…il carpista gode della compagnia di tante persone e ricerca avidamente questi assoluti momenti di socializzazione, ma può anche resistere una settimana da solo, perchè sa assaporare la solitudine come uno spazio assoluto, da esplorare, per guardarsi dentro.”

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“…dovremmo tutti ricercare il massimo equilibrio, le acque sono un patrimonio, libero di essere goduto da tutti, posti pasturati e, per questo, esclusivi, lenze tese di traverso o a 500 metri, gomme bucate, atti vandalici, non dobbiamo permettere che tutto ciò prenda il sopravvento, emarginiamo chi ostacola lo sviluppo della nostra tecnica, cerchiamo, noi per primi, di dare il buon esempio e di essere sempre accondiscendenti ed altruisti, tutto ciò ci sarà reso.”

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“Grazie a tutti. Con questo concludo il mio intervento ringraziando tutti coloro i quali hanno contribuito in tutti questi anni allo sviluppo di questa meravigliosa tecnica di pesca. Una scintilla che per me è scoccata 12 anni fa e da allora non mi ha più abbandonato, mutando positivamente il mio modo di vivere. Una passione nata nella notte dei tempi  e completamente proiettata nel futuro, che affonda le radici nei veri valori del passato andati forse un po’ perduti. Questa nostra, è una passione pulita e completa, che offre un’occasione divenuta ormai rara, ossia la possibilità all’uomo di tornare se stesso, è per questo che io oggi, ringrazio tutti voi ed il “mio” carpfishing!  –  Stefano Forcolin”

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L'autore

Mario Portelli nasce a Palmanova (UD) il 02/06/1986. All'età di undici anni si appassiona di pesca alla carpa, stimolato dalla possibilità di frequentare i laghi del paese di residenza. La vicinanza dai confini sloveno ed austriaco, lo hanno spinto fin da giovanissimo a confrontarsi con acque di grandi dimensioni e fiumi inesplorati. Il suo Portfolio di pesca vanta esperienze in terra Austriaca, Slovena, Francese e in molte acque Italiane. La sfida di pesca che predilige è quella in acque mosse, nelle quali si dedica spesso ad un vero proprio "Hunting", nella ricerca del pesce da sogno. E' la giovane immagine di Big-Fish, ed attualmente ne gestisce la pagina Facebook; è parte attiva del Big-Fish Magazine tanto da essere scrittore fisso di questa testata per proporre le attente osservazioni tecniche che un pescatore attivo riesce a cogliere al volo.

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