Ready Made, ma quale scegliere? (Rotary Letter)

di
SelfMade

Se si apre qualsiasi catalogo di un’azienda che tratta prodotti da carpfishing è probabile che si giunga alla pagina delle esche e in particolare delle esche ready made ovvero già pronte all’uso. Mille colori, diecimila gusti, varie dimensioni. Ma quale cavolo possiamo scegliere? Che criterio utilizziamo per la scelta? Chiediamolo al nostro team!


 

 Fabrizio Morgagni

Fabrizio Morgagni

E’ innegabile che per le Ready si sia assistito in generale, negli anni, ad un costante progresso qualitativo (progresso ancora in corso) tanto che oggi sono più utilizzate anche da fautori del self come il sottoscritto. Siamo fortunatamente sempre più lontani dai tempi delle commerciali piene di additivi chimici, oggi farine alimentari di prima qualità, attrattori naturali, uova pastorizzate, nhdc, e poco conservante sono la base nella gamma Big Fish come per altri marchi. Palline vere quindi composte da mix validi dal punto di vista attrattivo, nutrizionale, gustativo e di facile digeribilità. Questo miglioramento non può che aver effetti positivi sulla pesca, ampliandone le possibilità di utilizzo, ma anche sulla crescita del pesce e in molte acque i risultati sono evidenti. Con le vecchie Ready non si poteva che condurre una pesca veloce di ricerca buttando poco in acqua perché più il pesce se ne nutriva prima capiva la scarsa validità dell’alimento perdendone interesse, ecco il perché si sentiva spesso di acque “bruciate” dove il pesce non mangiava più nessuna boilies . Viceversa oggi con alcune commerciali è possibile creare in pesca ampie zone di pasturazione prolungata e anche pasturare in preventivo con buoni risultati,  l’utilizzo più comune rimane però quello delle piccole pasturazioni preventive e della pesca immediata. Un vantaggio generalizzabile delle Ready moderne è che sono adatte a quasi tutti gli ambienti, perché studiate per esserlo. Dal punto di vista meccanico pur essendo umide, appetibili e permeabili tengono bene sul rig anche in presenza di competitori. Insomma tutto semplificato, “viaggiano” alla grande in ogni ambiente e stagione e sono subito catturanti. Quanto ai diametri uso il più piccolo possibile che mi garantisca comunque di non essere subito mangiato in gran parte dal “pesce bianco” e che mi eviti frequenti catture indesiderate. Inoltre non amo pescare con ami più piccoli del n° 4 per cui non uso certo esche microscopiche. Al colore delle affondanti attribuisco poca importanza anche se le white in acqua limpida sembrano avere, anche per questo, un vantaggio.

Le Ready Green Fish- White e Crazy si prestano facilmente  ad essere finemente sbriciolate in modo da ottenere uno stick complementare di straordinaria efficacia…

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Personalmente ho partecipato alle fasi di test di alcune Ready Top ed in particolare delle Crazy e sono rimasto sbalordito di come questa esca “industriale” potesse competere a livello attrattivo/gustativo con le migliori self che sappiamo produrre. Questa esca assorbe velocemente e rilascia subito segnali naturali di primaria importanza per la carpa, segnali ai quali difficilmente può rimanere indifferente. Non è Boilie che nasce per pasturare, ma anche su somministrazioni preventive può essere molto catturante, un piccolo consiglio:…, pasturate due volte con un misto al 50% di Ready Crazy e White e “rischiate” di spaccare le canne!


Gianluca Leporini

GIANLUCA LEPORINI 

Scegliere una ready made in mezzo a tutte le boilies presenti sul mercato non è mai facile. Fortunatamente, rispetto ad anni passati, oggi in commercio esistono molti tipi di esche che vanno a coprire in tutto e per tutto le esigenze del pescatore. In mezzo a tutte queste palline, per scegliere quella che fa al caso nostro bisogna fare due considerazioni su posto, diametro e tipo di esca (meccanicamente parlando) da utilizzare e sfruttare al meglio. Ritengo che palline magiche non esistano, credo in boilies perfettamente funzionali in un determinato spot ma che potrebbero rivelarsi disastrose in molte altre acque. Giudicare un’esca avendola usata solamente in un posto o in una determinata situazione può essere un errore stupido; magari una pallina che non ha dato risultati in un posto può essere un’esca molto apprezzata in un altro spot. La durata di una sessione è un altro dato da tenere in considerazione, ovviamente se ho poche ore di pesca a disposizione avrò bisogno di un’esca veloce, che inizi a lavorare sin da subito e che mi permetta di sfruttare al meglio il poco tempo che ho per avere successo; White fish e Crazy credo che siano due palline uniche, entrano in pesca con una velocità fuori dal comune, perfette appunto per questi tipi di sessioni veloci.

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Tutto cambia se abbiamo in mente di avviare una pasturazione preventiva sul nostro spot, in questo caso abbiamo bisogno di esche meno “pompate”, con valori nutrizionali interessanti e con un tasso di digeribilità valido a non destabilizzare il pesce.

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Il diametro va un po’ a gusti e un po’ a posti. A gusti perché c’è chi ama pescare con palline grosse e chi come me (ovviamente dove può) pescare con palline un po’ più piccole. Credo che se dovessi scegliere un diametro userei le 14mm; sono convinto che, ipotizzando di utilizzare 1kg di palline del 20mm e 1kg di palline del 14mm, i pesci ci mettano di più a trovare boilies più piccole sparse per tutto il fondale e di conseguenza utilizzando lo stesso quantitativo di pastura riesco a trattenere più a lungo i pesci in frenesia sullo spot. Un po’ a posti perché in molti posti utilizzare palline piccole vorrebbe dire tagliarsi le gambe da soli, non riuscire a stare in pesca per via di minutaglia, gamberi e tartarughe. In questi casi ovviamente la boilies grossa e magari protetta da una reta che la protegga (GOAL) è d’obbligo. Il colore di una pallina non lo reputo fondamentale ma importante; ho avuto modo di notare che, in acque torbide, una pallina chiara e ben visibile ha sicuramente una marcia in più; così come in fondali argillosi o comunque scuri il bianco e il giallo potrebbero fare la differenza, viceversa su fondali sabbiosi e acque cristalline colori scuri come nero, marrone e rosso hanno sicuramente un miglior impatto visivo.

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Abbiamo davvero una vasta scelta a nostra disposizione, basta solo fare due piccoli ragionamenti per trovare l’esca adatta alle nostre esigenze e non ci resta che lanciare l’innesco nel posto più importante… Nel posto dove i pesci vanno a cibarsi!


Matteo Tecchi

MATTEO TECCHI

Le esche commerciali sono sempre state croce e delizia dei carpisti, soprattutto di quelli alle prime armi, poichè se ne sentono dire veramente tante sulla loro reputazione, chi le osanna vantandosi di aver effettuato grazie a loro catture straordinarie e chi le detesta imputando alle boilies già pronte l’aver bruciato settori molto produttivi non solo non producendo catture nella sessione ma addirittura non facendo più catturare carpe per molto tempo dopo.
Come giustamente diceva Fabrizio sopra, la qualità delle ready negli ultimi 20 anni si è alzata di molto ed oggi acquistando un pacco di ready di una marca conosciuta, possiamo stare tranquilli di pescare con una buona esca che ci faccia catturare e che soprattutto non vada a condizionare in maniera negativa la salute delle carpe.
Come scegliere la giusta ready per i nostri scopi, magari volendone utilizzare una mai provata prima?
Molto semplice….informandosi preventivamente su quali criteri è stata sviluppata quella particolare pallina, chiedendo all’azienda stessa o ai tester che hanno portato avanti lo sviluppo del prodotto; Questa fase oggigiorno grazie ad internet ed ai social network ci è molto facilitata, ed in brevissimo potremo avere le idee molto chiare sulla particolare pallina su cui abbiamo posto la nostra attenzione.
In Big-Fish abbiamo sviluppato 4 tipi di ready molto diverse tra loro, che appunto cercano di coprire tutte le esigenze dei pescatori.
Personalmente uso molto le White che per quel che mi riguardano sono assolutamente strepitose per pescate di 2-3 notti, in quanto riescono ad entrare in pesca molto velocemente e riescono a mantenere il pesce in pastura per tutta la durata della sessione; Quando devo partire per il classico weekend di pesca me le porto sempre con me!
Se invece ho da affrontare una pescata di poche ore scelgo sempre le Crazy, strepitose ed inarrivabili come velocità di attrazione sul pesce!!

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Per le lunghe sessioni invece un mix di Green Ready (nutrizionalmente molto valide ed adatte a pasturazioni preventive o a lunghe sessioni) White e Crazy mi fa essere in pesca in maniera immediata e mi garantisce il tenere in pastura il pesce per tutta la durata della sessione.
Per quel che concerne i diametri, non amo molto i diametri piccoli, per cui utilizzo quasi esclusivamente palline del 20/24.

 


Francesco Alessandrini 

Alessandrini Francesco

Sono passati ormai diversi anni da quando il progetto esche Pulsion e pro Catcher ha preso piede ed ho avuto la fortuna di seguirlo passo passo già dai primi test. Il lavoro è stato lungo e grazie alla super visione di Leon in persona, posso tranquillamente affermare che si sono raggiunti ottimi traguardi tanto da convincere un incallito “rullatore” come me a mettere da parte il tanto amato self.

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La linea Pulsion è stata per me una vera e propria rivelazione. L’intera gamma copre egregiamente qualsiasi tipo di situazione si vada ad affrontare. Per non parlare delle Pro Catcher, semplicemente progettate per essere efficaci. Per gusto ed esigenze personali, utilizzo ormai con estrema fiducia e costanza le Pulsion Ocean G7. Queste ready rispecchiano fedelmente quello che per me deve essere un esca da carpa. Un Mix vincente di Birdfood e farine di pesce con attrattori ed aromi stracollaudati ed efficaci come il Crab e Garlic sapientemente combinati rendono queste Boiles altamente appetibili in qualsiasi ambiente vengano esse presentate.

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Le G7 offrono ottimi valori nutrizionali, la trama e consistenza sono specificamente realizzate per essere facilmente ingerite e altrettanto facilmente digerite ed espulse dalle carpe, il motivo è semplice indurre i pesci a cibarsene senza sosta. Per questo le utilizzo ormai in tutti gli ambienti che mi trovo ad affrontare. In campagne di pasturazione queste esche vengono accettate fin da subito, vantaggio non da poco se consideriamo il tempo risparmiato a far prendere confidenza le carpe con le nostre esche e di conseguenza godere in meno tempo dei benefici del lavoro di condizionamento svolto. Nelle sessioni mirate di ricerca in qualsiasi periodo dell’anno, qualunque sia la temperatura dell’acqua se una carpa decide di alimentarsi di certo non resisterà all’immediata e costante attrazione che questa esca scatena, sembrerà un ovvietà ma trovate le zone di alimentazione vedrete che le abboccate non tarderanno ad arrivare.

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Risultati sorprendenti con temperature anche inferiori ai 7 gradi, grazie a poche palline di diametro 14 e 20 mm intorno agli inneschi l’inverno non è mai stato così dolce per me, molte catture con alcune anche di molto sopra la media. Con l’arrivo del caldo le g7 si trasformano in vere e proprie bombe soffrendo un po’ l’insolenza del pesce bianco. C’è bisogno di porre rimedio con piccoli accorgimenti per far desistere questi famelici e sgraditi avversari come ad esempio calzarle con retina Goal o con la più classica calza da donna. Questo ci permetterà di restare in pesca molto più a lungo non facendo perdere di efficacia il nostro innesco, oppure utilizzare diametri più generosi (24mm), ma vi posso assicurare che le baffute non tarderanno ad arrivare in pastura allontanando dal banchetto questi sgraditi ospiti.

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Per quel che riguarda le Pro Catcher la mia preferita è sicuramente la Giant Crab. Ne ho utilizzate molti kg e devo dire che la loro efficacia in fase di pasturazione mi ha letteralmente stupito. Sono basate su una ricetta semplice ma molto attrattiva velocemente accettata e soprattutto apprezzata dalle carpe.

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Le utilizzo sempre quando ho la necessità di gettare in acqua grandi quantitativi di esche ed essendo ben bilanciate, i pesci sembrano non stancarsi mai di mangiarle ed in campagne di pasturazione in fiume non hanno ceduto il passo, garantendomi costanti catture durante tutta la stagione. Ma non solo pasturazioni a lungo termine, le Giant si sono rivelate molto efficaci anche in sessioni di media/lunga durata, dove qualità e quantità fanno la differenza. Nell’ultima sessione primaverile i risultati sono stati a dir poco eclatanti. Dopo sole 24 ore le carpe hanno cominciato a prendere confidenza con queste esche ed i nostri spot sono stati letteralmente presi d’assalto, non lasciandoci tregua per tutta la durata della sessione, spolverando più di un quintale di Boiles segno inequivocabile del apprezzamento continuo dei pesci per queste ottime esche.

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Riccardo Dotti

RICCARDO DOTTI

Io sono l’ultimo che potrebbe parlarvi di Ready Made: da grande self maker preferisco affidarmi ad esche pennellate sino all’ultimo dettaglio secondo il mio particolare intento e necessità. Insieme al socio tocchiamo i 500 kg di rollatura all’anno. Eppure. Eppure ci siamo specializzati talmente tanto sulla produzione in quantità per coprire il 90% delle pescate che per quel 10%, vuoi per dimensioni particolari o per quantità limitate, conviene ricadere nell’ambito delle ready made poichè accendere il macchinario sarebbe più uno spreco di tempo.

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Tra la schiera delle ready made la scelta è infinita. Ma per me due sono le strade: se devo prepasturare un paio di sessioni prima la scelta ricade su esche con un apporto nutritivo più accentuato. Nella fattispecie io amo le Richworth KG1 magari accoppiandole con le Keltia. Le kg1 hanno la particolarità di essere esche a base di predigeriti di pesce ed idrolizzati, insomma proteine ad alto valore biologico ed attrattivo ma al contrario di quanto si potrebbe pensare sono anche esche che il pesce accetta molto rapidamente. Sono un’ottima scelta da accoppiare anche durante enduro ad esche più veloci come ad esempio il white fish. La misura che mi piace utilizzare è il 16 e/o il 20. Ovviamente devo pescare in un ambiente privo o quasi di elementi di disturbo se utilizzo queste dimensioni piccole.

 

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Se invece la mia pescata presuppone un’azione secca senza prepasturazione o di caccia e magari mi approccio ad una cava pressata allora le direzioni che seguo sono due. In primis riduco la dimensione delle sfere ai 10/12 mm. Per arrivare vicino all’innesco le inserisco nel sacchettino insieme all’innesco e/o creo granate di palline di queste dimensioni da lanciare con la fionda.

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In secondo luogo scelgo alcune aromatizzazioni che sono super rapide e da sempre una certezza.

Ottime le Banana-Pineapple & N-Butyric Acid! Ci perdo la testa anche io ed il mio aiutante Minions, ma ciò che più conta è che ce la perdono anche le carpe!

Tra le mie preferite sicuramente trovano spazio le Richworth Honey Yucatan (ricordo ancora uno dei miei personal best di una decina di anni fa) oppure un classico della storia del carpfishing ovvero le Richworth Tutti Frutti.

Dovete sapere che l’aromatizzazione Tutti Frutti è il primo aroma creato dalla azienda inglese ormai oltre 30 anni fa. Se tutt’oggi continuano la produzione di quest’esca è solo per un motivo: cattura alla grande! Questa esca oltretutto è un’arma vincente anche nella stagione fredda.

Un ultimo consiglio prima di lasciarvi riguardo le ready made è questo: non riempitevi la casa di mille sacchetti gusti e misure. Prima cercate di capire cosa vi serve in base a come pescate, poi scegliete massimo due gusti da poter anche abbinare insieme. Al limite sbizzarritevi sulle dimensioni in base a come andrete a pasturare (sacchettino, fionda, cobra o sbomb) e quindi alla gittatata che dovete ottenere. Nessuna esca è miracolosa, cercate la fiducia prima nella vostra strategia. L’esca sarà solo un piccolo tassello del mosaico che è la pesca!

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