Rotary Letter: Come affronti la frega?

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Frega

La frega è il periodo dell’amore per i nostri amati pesci. Il pesce pian piano si avvicina alle zone di acqua bassa, le prime a scaldarsi in modo più significativo. Ovviamente saranno predilette anche le zone dove le uova potranno rimanere al riparo dai vari predatori che sono pronti a fare scorpacciata delle preziose uova. Ancora una volta il ciclo della vita si ripete in modo miracoloso. Ed è in questo periodo che il pesce prende comportamenti bizzarri, perchè se entra nel cerchio dell’amore perde quasi totalmente l’istinto a cibarsi e si dedica completamente all’istinto riproduttivo, al richiamo della vita. Spesso in questi frangenti i pesci perdono anche l’attenzione per ciò che accade fuori dall’acqua e abbassano parecchio la loro attenzione per i pericoli esterni.

FREGA

Una situazione davvero molto particolare.

Vediamo come i nostri ragazzi affrontano la situazione di pre/post/durante frega.

Fabrizio Morgagni

Fabrizio Morgagni

La riproduzione è uno degli aspetti che condiziona maggiormente la vita dei pesci  e per questo è da tenere in massima considerazione  quando si pianificano  sessioni primaverili/estive. A parte il discorso etico, pescare sui letti di frega e durante la frega in atto, non ha senso e sarebbe pure poco produttivo infatti il pesce in queste fasi depone le uova e non risulta spesso interessato all’alimento.

Eppure non si può pensare ad una strategia primaverile senza tenere conto anche della riproduzione, soprattutto nei grandi ambienti. Negli stessi, sapere  dove e quando (indicativamente)  fregano è fondamentale  per ipotizzare i percorsi dei pesci, le zone di stazionamento e di alimentazione  precedenti o successive all’atto riproduttivo in se. Nel pre-frega infatti  possiamo distinguere  tre aree principali:   le zone di passaggio, le zone di raduno dei pesci e le zone di frega vera e propria, le prime due sono quelle in cui le carpe passano, attendono anche a lungo e si alimenteranno avidamente, quindi  di nostro interesse.

Nei  grandi bacini naturali spesso le aree di frega non sono distanti dalle migliori zone d’alimentazione primaverili con fondale basso  e molle, vegetazione acquatica, meandri  ecc. , per cui si  possono selezionare senza troppe difficoltà alcuni siti di sicuro interesse per intercettare  il pesce nel periodo prefrega e post, fino ad inizio estate quando lo stesso si disperde un pò ovunque nel lago. Da tenere in massima considerazione, a mio parere, le aree un pò più arretrate rispetto al sottoriva in quanto le più grosse ed esperte spesso si soffermano e indugiano proprio dove c’è un pò più di fondale in attesa di portarsi, solo in particolari momenti, negli areali di alimentazione e deposizione molto bassi.

Nei grandi fiumi  le cose sono più complesse: il carattere volubile  dell’acqua (portata, temperatura, torbidità) può variare di molto il periodo riproduttivo e quindi anche le relative valutazioni. Inoltre solo alcune specifiche anse, lanche, isole, punte con erbai/vegetazione sono tutti gli anni  luogo di riproduzione e improvviso  raggruppamento dei  pesci provenienti da molti chilometri di fiume.  Nel periodo della frega  intere aree d’alimentazione fino al giorno prima produttive possono quindi vedere la totale assenza di pesce.

I canali  presentano invece spesso zone adatte alla frega più diffuse (maggiore uniformità, acque basse, molti canneti, alghe, erbai)  e quindi gli spostamenti sono di entità minore  rispetto ai fiumi e  grandi laghi, i pesci possono anche rimanere nei pressi dei loro ambiti abituali. In questi contesti il  fattore frega interessa più per capire i momenti di forte alimentazione pre e post riproduttivi  in cui si può pasturare più pesantemente.

Nei piccoli bacini lacustri la zona di frega è spesso specifica con le solite caratteristiche di vegetazione e magari  orientata dove  batte il sole la mattina, i pesci vi si portano e allontanano anche in giornata.

Ogni singolo bacino comunque ha le sue caratteristiche e per fare valutazioni corrette serve, come sempre, esperienza diretta sul campo.

Al di là delle considerazioni tecniche il discorso frega non può non evocare in me anche tristi ricordi come intere anse del Po sbarrate da tramagli e barche di “pescatori” colme all’inverosimile di  carpe in riproduzione morenti. Intere popolazioni annientate in pochissime ore, la ricchezza del fiume bruciata per un piccolissimo interesse individuale. In troppi ambienti in Italia ogni anno si ripete lo stesso copione fatto di tramagli, bilancelle, ancorine pronte a sfruttare il momento di particolare vulnerabilità della specie….e questo la dice lunga sulla gestione delle risorse in atto nel nostro paese.

Per quanto ci riguarda come carpisti anche nelle fasi precedenti e successive alla frega cerchiamo di non detenere pesci in sacca e di non dilungarci in sessioni multimediali che scadano nel ridicolo. Una cattura gestita con cura, tanta acqua e velocità nella fase di foto e rilascio aumenterà la nostra autostima più di qualsiasi megareportage fotografico.

Giuseppe Uggeri

Giuseppe Uggeri

Nelle mie zone la legge provinciale stabilisce l’inizio del periodo di divieto il 15 Aprile (per terminare 2 mesi dopo) e pescando quasi principalmente in fiume (soprattutto in Po) è difficile trovare condizioni favorevoli alla pesca prima di quel periodo. Negli ultimi anni, poi, l’inverno coincide sempre con un periodo di piene e instabilità tale da rendere la pesca quasi impossibile. Per rispetto della legge, provinciale, ma soprattutto della “legge della natura”, dedico il periodo della frega all’osservazione e alla ricerca.

Il fiume è un sistema sempre in movimento (guai a pensare il contrario) e spesso in inverno le piene ne cambiano la conformazione a tal punto da cambiare anche il comportamento dei suoi abitanti. Sfrutto quindi questi 2 mesi di stop per assimilare i cambiamenti e osservare il comportamento e lo spostamento dei branchi di pesce, oltre a “studiare” i fondali e ad individuare eventuali zone dove poter impostare le mie sessioni estive. “Ricerca”, ma anche scelta e preparazione delle esche, che saranno sicuramente proteiche e abbondanti visto il dispendio di energie che le carpe avranno speso durante la frega, per essere pronto quando, soprattutto di notte, si sposteranno in acqua bassa alla ricerca di cibo.

Riassumendo, quindi, dedico i mesi della frega alla preparazione dei mesi successivi, o addirittura dell’intera stagione.

 Marco Bacchelli-82

Marco Bacchelli

Il periodo pre-frega è uno dei più interessanti di tutto l’anno per quanto riguarda la pesca alla carpa.

Sicuramente per via del fatto che le carpe sono ben disposte a mangiare e a prendere in seria considerazione tutto ciò che utilizziamo per pasturare e quindi insidiarle.

Soprattutto nel periodo subito antecedente al momento in cui si imbrancano per deporre vi sono alcuni giorni durante i quali proprio gli esemplari più grandi sembrano perdere per poco tempo la diffidenza che normalmente dimostrano durante tutto l’anno.

Essere al momento giusto al posto giusto è fondamentale, cosi come un pò di fortuna non guasta mai.

Normalmente per una questione etica e di volontà personale, non pesco mai fino alla chiusura ministeriale perché spesso non coincide con la vera frega ma non è difficile capire quando è il momento di sospendere le “ostilità”.

Il periodo durante la frega lo sfrutto sempre per fare sopralluoghi o visionare ambienti a me sconosciuti per rendermi conto in modo davvero molto semplice del potenziale di quelle acque, sia come numero che come taglia.

Ricercando i bassi fondali e le zone ricche di piante o canneti è davvero semplice vedere le carpe e farsi un’idea più precisa su quello che può essere un approccio futuro eventuale verso quell’ambiente.

Nel post frega normalmente pesco meno e mi piace molto fare una pesca dinamica, sfruttando poco uno stesso spot e muovendomi da un ambiente all’altro in modo veloce.

Al bando quindi grosse pasturazioni continuative ma un approccio molto più snello che mi permette di prendere visione di nuovi ambienti anche pescandoci ed eventualmente pianificare poi qualcosa di nuovo per stagioni diverse dall’estate.

Giovanni Massetti-10

Gio Massetti

Periodo delicato per le nostre amiche baffute.

Solitamente mi attengo ai periodi segnalati dai regolamenti delle varie provincie e non pesco per tutto il periodo di chiusura, ma a volte capita che la frega venga anticipata o posticipata rispetto alla date segnate sui libretti della pesca e quindi ci troviamo a pescare con pesce che pensa ad altro e una soluzione sensata è quella di smontare tutto e di aspettare che finisca il periodo riproduttivo. Anche se restiamo sulla sponda è difficile catturare carpe perché in quei giorni sono intente alla riproduzione e non ad alimentarsi.

Più che del periodo di frega dobbiamo stare attenti a come trattiamo il pesce nel prefrega soprattutto se catturiamo qualche bella femmina perché da come la trattiamo è in ballo la possibile generazione futura di carpe. Quindi materassini morbidi e ancor meglio foto in acqua e tempi di ritenzione fuori dall’acqua il più rapidi possibili cosi il rischio è minore.

 Christian Bedon-53

BEDON CHRISTIAN

Una piccola premessa per dire che non sempre i periodi di divieto programmati dalle province corrispondono al reale periodo di accoppiamento delle carpe, vuoi per la stagione che può anticipare o ritardare il riscaldamento dell’acqua, vuoi per l’ubicazione delle acque che ospitano le nostre amiche (un lago in collina si riscalderà sicuramente più tardi di uno in pianura come uno molto profondo rispetto ad uno basso). Quindi starà al nostro buonsenso non pescare nelle zone di riproduzione (facilmente individuabili) quando la temperatura dell’acqua supera la fatidica soglia dei 18-20 gradi in modo da non recare stress alle femmine gravide che a volte possono essere anche mortali.

Per quanto mi riguarda aspetto tutto l’anno il periodo di prefrega: amo affrontare i grandi laghi naturali ed in questo periodo è sicuramente più facile localizzare i pesci poiché migrano verso le aree di riproduzione   stazionando nelle aree di alimentazione nei pressi di quest’ultime e creando delle vere e proprie rotte tra le due zone per alcune settimane durante le quali si alimenteranno voracemente per accumulare le energie necessarie aspettando il momento giusto per accoppiarsi. E’ proprio in questo momento (che oserei definire “magico”)che gli esemplari più grandi perdono la loro naturale diffidenza e, forse trasportati dalla frenesia alimentare di quelli più piccoli, sono più facilmente catturabili, spesso li troveremo staccati dai branchi fino al momento della riproduzione vera e propria.

Per contro ci troviamo nella stagione metereologicamente più instabile dell’anno con repentini sbalzi di temperatura e di pressione e trovarci nel posto giusto al momento giusto non è affatto facile ma se la fortuna ci assiste potremmo fare la pescata della vita. Inoltre la forza che sprigionano gli esemplari maschi in questo momento non ha pari, ricorderò sempre un esemplare di neanche 13 kg che mi porto a spasso per il lago per più di mezz’ora, ovviamente quando lo vidi ci rimasi male.

Nell’immediato postfrega potremmo comunque effettuare delle belle pescate visto che dovranno rialimentarsi abbondantemente per recuperare le energie spese. Ma la stagione estiva è quella in cui pesco meno, visto il troppo affollamento delle sponde e la grande abbondanza di cibo naturale preferisco dedicarmi alla famiglia.

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L'autore

Giovanni Massetti (conosciuto come “ZioGio” su parecchi forum di pesca) ho iniziato a pescare da quando avevo sette anni. Ho iniziato a pescare alborelle con la canna fissa poi son passato alla bolognese a caccia di pesce bianco, poi un po' di spinning a trote in torrente,ho praticato ledgering nei grandi fiumi lombardi ed infine mi son dedicato quasi esclusivamente al carpfishing. Dal 1993 il carpfishing ha occupato molto tempo del mio tempo libero, dapprima nelle cave e nel fiume della mia zona (fiume Oglio e varie cave della zona bresciana) per poi frequentare le varie acque dell'Italia (Endine, Pusiano,Alserio,Segrino,Varese, Arno, Po per citarne alcune) e alcune in terra straniera (Lugano e Cassien). Collaboratore e tester della nota azienda italiana Big Fish fin dalla nascita della stessa contribuendo allo studio e alla progettazione di alcuni prodotti e alla loro realizzazione.

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