Rotary Letter: l’importanza del solvente nell’aroma

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Da quando i prodotti di carpfishing sono arrivati sugli scaffali dei negozi inevitabilmente hanno iniziato a fare la comparsa anche i fatidici boccettini di aroma. Da allora ne sono scaturite mille domande, risposte e teorie. Una di queste riguarda appunto i solventi.

Vediamo insieme cosa ne pensa il nostro team del solvente.

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Riccardo Dotti

RICCARDO DOTTI

Visto che si parla di solvente, vediamo innanzitutto cosa significa: il solvente è un liquido che scioglie un soluto liquido, solido, gassoso. Se io metto dello zucchero nell’acqua, lo zucchero sarà il soluto, l’acqua il solvente mentre l’acqua e lo zucchero messi assieme saranno chiamati soluzione. Dal punto di vista pratico nei primi periodi in cui praticai carpfishing leggendo le riviste del settore fui portato a fare varie prove con aromi con solventi diversi (qualcuno si ricorderà le famose freccine che escono dalla pallina e se sono alcool vanno su, se sono glicole vanno di là ecc). Dal punto di vista pratico onestamente mai e poi mai ho trovato differenze. La stessa percezione che la carpa ha di una boilies nell’acqua è limitata molto approssimativamente al metro cubo di acqua che sta attorno alla sfera. E non sono di certo i solventi che ne determinano l’attrazione.  D’altra parte anche dal punto semplicemente logico se il solvente fosse la parte attiva e/o attrattiva non avrebbe senso discioglierci dentro le varie altre sostanze che creano l’aroma vero e proprio, ma basterebbe usare le glicole, l’olio od ancor l’acool.

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Eppur non è così. Il solvente tecnicamente serve solo per “metterci dentro” determinate molecole (ed un aroma è fatto da migliaia di molecole). E’ da osservare che determinate sostanze che compongono gli aromi (per ottenere un’aroma servono svariate sostanze che insieme vanno a comporre quel qualcosa che poi noi chiamiamo “fragola” ad esempio) possono essere disciolte solo in un determinato solvente. Per cui determinati aromi possono essere fatti, ad esempio, solo a base olio. Lo stesso aroma su base diversa magari richiama sempra lo stesso concetto ma di fatto ha sostanze in esso disciolte diverse. Ecco perchè ad esempio vale la pena accoppiare le due fragole (strawberry hit & oil) o le due banane: perchè le due miscele si completano a vicenda dal punto di vista aromatico-gustativo. Quindi terminando il discorso dal mio punto di vista la base di un aroma per un pescatore è un aspetto assolutamente da non considerare, lo è per un chimico aromista.

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Fabio Boscolo

FABIO BOSCOLO

Per quanto abbiamo potuto sperimentare intensivamente sul campo ( e non valutato teoricamente) il solvente ha una importanza molto marginale.
Un gusto marcato e ben profilato fa grandi differenze invece.
Tecnicamente parlando il solvente serve a disciogliere le materie prime in una sostanza omogenea.

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Diciamo che noi in quanto umani “categorizziamo” gli aromi a seconda della nota che hanno… quindi per noi 5 fragranze denominate strawberry avranno odore di fragola… ne troveremo alcune di più gradevoli altre meno…

Gli animali non fanno questa categorizzazione quindi 5 fragole diverse corrisponderanno per il pesce a 5 cose ben distinte in quanto non c’è una associazione a valle.

La carpa comunque dispone di recettori profondamente diversi dai nostri e hanno una sensibilità molto più alta della nostra in termini gustativi.
Altra capacità di notevole importanza dei ciprinidi è quella di rilevare nel soluto (acqua) con grande precisione tracce di elementi aminoacidi, da qui l’importanza di costruire esche con buoni livelli di questi elementi in esse. In sostanza per quanto riguarda le mie ricerche posso affermare che l’aminoacido può essere considerato senza ombra di dubbio una sostanza che ha proprietà stimolanti/attiranti, mentre l’aroma ha una importanza predominante nel caratterizzare l’esca e di renderla facilmente distinguibile e riconoscibile.

Le proprietà attrattive/repulsive dei solventi sono un argomento ancora molto difficile da esplorare con i dati ad oggi disponibili e ci sono molte diverse scuole di pensiero a riguardo. Di certo le nostre amiche hanno una propensione molto spiccata a rilevare nel soluto (acqua) qualsiasi forma di segnale che le porti al nutrimento, ma teniamo conto che ove possibile bisogna evitare di lanciare messaggi “dubbi”.

Una prova molto interessante potrebbe essere quella di utilizzare boilies ove la parte liquida fosse caratterizzata da un sovradosaggio di solvente, ma come molti di voi avranno constatato dosaggi “fuori misura” di aromatizzanti liquidi (e quindi di solventi) portano spesso a risultati poco convincenti se non scarsi.

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Marco Zanoni

MARCO ZANONI

Fino a qualche anno fa ero convinto che il solvente giocasse un ruolo fondamentale nella scelta degli aromi  per la capacità di veicolare nell’acqua segnali attrattivi in base alla temperatura, per intenderci ; aromi cosiddetti in alcool per acqua fredda, aromi in olio per acqua calda…

Fortunatamente confrontando queste teorie con chi di aromi veramente si intende e ne ha “annusati” e sviluppati svariati, appositamente uso pesca, ho capito che il solvente in sé ha un importanza elevata solo dal punto di vista della capacità che ha di emulsionare  tutte le migliaia di ingredienti che compongono l’aroma rendendolo così fruibile a noi pescatori.

In realtà è proprio la combinazione tra tutti quegli ingredienti e non il solvente che rende un aroma performante lanciando precisi segnali stimolanti ed attrattivi alle carpe, per cui da tempo utilizzo aromi di comprovata efficacia indipendentemente dal solvente in cui sono disciolti.



Marco Bacchelli

MARCO BACCHELLI

un aroma è molto complesso e, oltre al solvente che compone la base, vi sono una infinità di ingredienti e combinazioni di altri solventi, acidi, esteri, oli ess e altro che donano gusto al prodotto finale. La realtà è che molti di questi non potrebbero essere utilizzati a livello domestico per l’impossibilità a dosarli in p.p.m., diventa quindi scontato/forzato ricorrere a prodotti finiti e  estremamente diluiti.

aroma fragola tratto da wikipedia:

amil-acetato, amil-butirrato, amil-valerato, anetolo, anisil-formiato, benzil-acetato, benzile-isobutirrato, acido butirrico, cinnamil-isobutirrato, cinnamil-valerato, olio essenziale di cognac, diacetile, dipropil-chetone, etil-acetato, etil-amilchetone, etil-butirrato, etil-cinnamato, etil-eptanoato, etil-eptilato, etil-iactato, etil-metilfenilglucidato, etil-nitrato, etil-propionato, etil-valerato, eliotropina, idrossifenilP2-butanone (soluzione al 10% in alcol), alfa-ionone, isobutil-antranilato, isobutil-butirrato, olio essenziale di limone, maltolo, 4-metilacetofenone, metil-antranilato, metil-benzoato, metil-cinnamato, carbonato di metil-eptina, metil-naftilchetone, metilsalicilato, olio essenziale di menta, olio essenziale di neroli, nerolina, neril-isobutirrato, burro di giaggiolo, alcol fenetilico, etere di rum, gamma-undecalattone, vanillina”.

nell’infinità di esteri inseriti se prendiamo ad esempio un acetato di amile, se diluito avremo un sentore di ananas o banana, un acetato di etile ricorderà piu un berry o una pera…ma attenzione che se annusato allo stato puro potrebbe sapere di smalto per unghie!

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Al di la della base, sono tanti i solventi che donano anche gusto ad un aroma, ma sempre in parti per milione e associati ad olii essenziali,acidi, ecc.

Il risultato (se buono) donerà gusto all’esca e verra riconosciuto come fonte attrattiva altrimenti sarà l’opposto.

Ricordando inoltre che tra le aromatizzazioni piu performanti usiamo le combinazioni di oil palatant+aroma, o olio essenziale+aroma e dei primi fuoriesce ben poco da un esca ma il gusto ne uscirà sicuramente rinforzato e, va da se anche le performance del nostro finto inganno.

 

 

 

 

 

 

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