Sessioni in solitaria

di
amur

Praticare carpfishing in compagnia è sicuramente più divertente e agevola tante operazioni, soprattutto durante sessioni lunghe, ma non sempre è possibile trovare un socio disponibile nel periodo che abbiamo scelto per la nostra avventura. Personalmente amo pescare spesso in solitaria, questo mi permette di staccare, rilassarmi nel silenzio della natura ed essere molto concentrato e focalizzato sulla sessione.

Per pescare in solitaria è però necessario essere organizzati alla perfezione, ogni particolare deve essere ragionato e ogni oggetto posizionato con criterio. Non ci si può permettere nessuna leggerezza.

Iniziare una sessione in solitaria con leggerezza e senza organizzazione può essere anche pericoloso per la nostra stessa incolumità sopratutto se ci si trova su spot isolati.Vediamo ora i fattori importanti da tenere in considerazione prima di una sessione in solitaria:

Prima di partire assicurarsi di avere:

  • Cellulare ben carico e una batteria portatile che ci permetta di essere sempre raggiungibili.
  • Batterie di scorta per l’illuminazione notturna
  • Abbigliamento adeguato ad ogni evenienza e alla stagione,  con ricambi e completi antipioggia!
  • Un kit di primo soccorso non dovrebbe mai mancare nell’attrezzatura di un carpista previdente ed organizzato. Ci si può ferire anche lievemente e un disinfettante ed una garza possono evitare fastidiose infezioni.

kit

Dopo aver verificato i punti precedenti, una volta arrivati in loco la prima cosa da curare è l’organizzazione del campo.

Una tenda poco ingombrante, leggera e veloce da montare va piazzata vicino alle canne, questo per evitare corse in caso di partenza, sopratutto di notte.

Stabilire subito un punto agevole per scendere verso l’acqua in fase di guadinatura del pesce.

Se si pesca con picchetti un po’ distanziati, è consigliabile montare due guadini posizionati vicini alle canne (in fase di combattimento trovarsi a diversi metri dal guadino con delle piante sulla sponda potrebbe essere poco simpatico).

guadino

Sempre per essere tranquilli in fase di combattimento ed evitare spiacevoli contatti con la lenza delle altre canne è importante utilizzare dei tendifilo che adagino perfettamente le lenze sul fondale.

Per chi è restio ad utilizzarli perchè ha vissuto spiacevoli episodi di aggancio nel fondale con blocco della lenza consiglio il modello “scarpetta” di Big Fish; la sua particolare forma permette un sollevamento immediato  e minori rischi di rimanere incastrato. Nel caso si incastrasse il tendifilo è studiato per autosganciarsi evitando spiacevoli perdite di pesci.

scarpetta

Ora passiamo al fattore a mio parere più importante:  La gestione del pesce.

La prima cosa su cui fare moltissima attenzione è il momento del sollevamento, controllare sempre che le pinne siano ben posizionate contro il corpo della carpa in modo da non spezzarle mentre si solleva il pesce dall’acqua.

Meglio non effettuare questa operazione con il solo guadino ma servendosi di uno sling da far scorrere sotto alla preda. Uno sling come il Trakker Sanctuary dotato di maniglie sui lati è molto più comodo da gestire.

Trakker-Sanctuary-Range-III

Una volta portato il pesce nel materassino è importante avere sempre vicino un secchio per bagnare la cattura in modo da garantirle sempre l’umidità necessaria per non risentire della permanenza forzata fuori dal suo elemento naturale, sopratutto durante la stagione estiva.

Comodissimo utilizzare il Collapsible Water Bowl di Trakker, un secchiello in PVC che una volta piegato non ha nessun ingombro nel nostro bagagliaio.

Collapsible_Water_Bowl

Siamo arrivati al momento potenzialmente più critico e complicato, la tanto agognata fotografia!!!

Per un autoscatto a regola d’arte l’ideale sarebbe utilizzare una fotocamera dotata di telecomando e schermo totalmente ruotabile ma facendo attenzione si può anche impostare uno scatto temporizzato a 10 sec. Indispensabile un cavalletto su cui fissare la fotocamera, poi impostare l’inquadratura (state più larghi tanto poi potete ritagliare la foto se utilizzate alta qualità negli scatti  e infine non resta che sollevare la preda e attendere l’autoscatto.

amur

Con un po’ di abitudine nel maneggiare le carpe può essere un operazione semplice e senza nessun danno per la preda. Se non si è abituati è meglio portare la carpa al petto per evitare il rischio che caschi sul materassino subendo comunque un trauma.

Per concludere ritengo le sessioni in solitaria molto belle ed emozionanti, con pochi accorgimenti e un po’ di organizzazione le possiamo rendere anche sicure per noi e per le nostre amate carpe.

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L'autore

Nato a Milano nel 1976, pesca dall'età di 7 anni con il papà su Ticino e Naviglio e subito inizia ad amare le carpe. Questo amore sfocia nei primi anni 90 con la scoperta del Carpfishing e da allora non ha mai smesso di alimentare questa passione fatta di ricerca, sogni ed emozioni. Considera il Carpfishing una filosofia e lo pratica dando del "lei" alla natura. In 20 anni di Carpfishing ha girato il nord Italia in lungo ed in largo conoscendo molti anglers oggi molto conosciuti che hanno contribuito alla sua crescita. E' convinto che i ricordi di sessioni passate e le speranze di sessioni future alimentino lo spirito di bambino che tutti noi abbiamo dentro e che non dovrebbe mai andar via.... Attualmente Simone non collabora più con Big Fish.

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