Treccia VS Nylon… Fight! (Rotary Letter)

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Avete appena comprato una canna da urlo ed in accoppiata un mulinello per affrontare il miglior combattimento della vostra vita ma… cosa ci mettiamo sulla bobina del mulo? Treccia? Nylon? Guardiamo il costo? Le doti tecniche? Si ma a noi cosa serve? Beh avere dubbi è normale, fare due chiacchiere con il nostro BF Team può aiutarci a toglierci qualche dubbio!

Giuseppe Uggeri

GIUSEPPE UGGERI

Treccia o nylon? Io non ho dubbi. Nylon. Pescando prevalentemente in fiume preferisco avere in bobina un buon nylon di qualità, rigido (ma mai quanto una treccia) e resistente all’abrasione. A mio modo di vedere il nylon ha delle caratteristiche tali per cui, pescando in corrente, per certi aspetti facilita alcune fasi del’azione di pesca.

La prima è sicuramente la fase di lancio: spesso ho la necessità di utilizzare zavorre importanti (200 g e oltre ) e la leggera elasticità del nylon”ammortizza” il peso del grosso piombo permettendo così un lancio più “fluido” ance a buona distanza. Poi considerando di lanciare diverse volte, magari anche solo a causa dell’erba e lo sporco che scendono e portano a valle le lenze, sicuramente il mio dito indice ringrazierà (non so se avete mai provato a lanciare per 3-4 giorni zavorre da 2 etti all’incirca una volta all’ora…).photo_2015-01-13_16-23-50

Sempre riguardo allo sporco e alla tenuta della zavorra sul fondo, poi, il nylon con la sua elasticità “ammortizza” l’azione della corrente sul filo permettendo più stabilità al piombo (la treccia, essendo molto rigida, riflette ogni minima sollecitazione sul piombo che tende a spostarsi più facilmente). Non è raro poi che proprio a causa dello sporco e dell’erba le canne si accavallino e si ingarbuglino e sbrogliare 2 o più lenze di nylon, magari di notte, è molto più facile e veloce che non con della treccia in bobina (i nodi fatti sulle trecce si serrano molto prima ed è poi davvero difficile sbrogliarli).

L’elasticità del nylon mi aiuta anche nel combattimento. Sempre a causa della zavorra pesante, che in corrente sostenuta funge quasi da “slamatore naturale”, trovo la treccia troppo rigida (soprattutto se abbinata a canne di un certo libraggio) e se non si sta bene attenti e con la frizione tarata alla perfezione, le fughe o le testate improvvise del pesce rischiano di lasciarci a mani vuote.

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Cambiando poi spesso spot e non sapendo esattamente cosa nasconde il fondale, pescare col pensiero di lasciare giù metri di treccia, praticamente eterna, sul fondo a causa di un’incaglio, non mi fa mai stare tranquillo. Il fiume poi rovina spesso le lenze e preferisco un buon nylon da cambiare spesso, magari una volta all’anno, che non una treccia rovinata che non posso cambiare così frequentemente per via del costo.

Si insomma, se da un lato forse la maggior tenuta in rapporto al diametro suggerirebbe di usare la treccia per combattere la corrente, ci sono molti altri aspetti che mi fanno propendere per l’utilizzo del nylon durante le mie battute di pesca.

Certo è che se pescassi in lago e dovessi calare a 2-300 m di distanza il discorso cambierebbe, ma dato che non è la pesca che prediligo (e che pratico), l’esperienza mi porta verso questo tipo di scelta.


 

 

Fabrizio Morgagni

FABRIZIO MORGAGNI

Trecce e nylon hanno entrambi aspetti positivi e negativi, non c’è una cosa migliore dell’altra,  non ci sono regole fisse e le scelte sono spesso la ricerca di un compromesso che si adatti bene alla situazione specifica. A volte tutto considerato meglio il nylon, a volte la treccia, più spesso  un connubio fra le due cose.

Il nylon ha maggiore resistenza all’abrasione (nei grossi diametri), costa meno, ma dura anche meno, è spesso ben affondante e poco visibile. Le trecce generalmente hanno un diametro a parità di portata minore rispetto al nylon, permettendo così di disporre nel mulinello di più metri, cosa che ci permette di allungare molto il raggio d’azione. Per questi motivi e per la minore elasticità che si traduce in una migliore percezione di ciò che avviene in acqua,  la treccia serve nella pesca a distanza e, a mio parere, quasi mai per quella marginale o a medio raggio.  Altro aspetto positivo dell’uso di trecciati (meglio se ruvidi e sottili)  è la capacità di tagliare erbe che possono ostacolare il recupero del pesce inceppando o formando ammassi.  Non si può dire lo stesso in caso di presenza di legna e/o grossi fusti di ninfee, cannelle ecc, che  la treccia può tagliare  per qualche centimetro  incastrandosi e  rendendo il contatto con il pesce e il  suo recupero impossibile. Il  nylon in mezzo alla legna o grosse piante acquatiche e anche erbai, scorre di più, scivola quasi, permettendo di seguire  o di fare arrivare meglio il pesce anche in mezzo  mangrovie. Lo stesso inoltre perdona di più eventuali sfuriate di pesci grossi parzialmente bloccati aumentando così le probabilità di successo.

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Il nylon per la sua elasticità crea meno pressione sulla bocca del pesce  e perdona errori in fase di recupero, evitando di tagliare la bocca  e quindi slamare  anche usando  ami più fini e canne più rigide ed ad azione di punta. Insomma per il combattimento il nylon è nettamente superiore riducendo l’uso della frizione del mulinello e permettendo tra l’altro, al contrario di quanto si pensa, di forzare maggiormente in certe situazioni (magari vicino ad ostacoli, ma non solo) proprio per la sua maggiore  gradualità nell’esercizio della pressione. E’ vero che pescando vicino agli ostacoli la treccia segnala e blocca subitola carpa, ma  per me, per i motivi di cui sopra, risulta nettamente inferiore nella gestione del combattimento….equilibri da trovare ogni volta secondo il posto, i pesci e le nostre abitudini.

In acqua corrente sicuramente  la treccia permette l’uso di diametri minori e quindi riduce la presa del flusso  sulla linea pescando più fuori. La treccia però  è più soggetta ad agganciare detriti in sospensione e spesso “assorbendo” fa anche attrito, queste cose unitamente al fatto che in fiume la resistenza all’abrasione è fondamentale, mi fanno preferire in questo contesto  quasi sempre il nylon…escluso situazioni particolari…

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Gli aspetti elencati sono i principali che mi guidano  nella ricerca  dell’assetto migliore in una specifica situazione, per me comunque nel marginale o  al lancio generalmente nylon, treccia solo in caso di long range  e adeguatamente “corretta” da uno spezzone finale di grosso nylon lancaster e/o lead coore elastici. In questi casi la treccia serve per arrivare agli spot lontani e va seguita nel recupero senza forzare fino ad arrivare sul nylon che servirà nel momento del combattimento vero, per questo non servono generalmente grossi diametri con tenute stratosferiche, assolutamente da evitare poi  combattimenti a treccia diretta magari trainando pesci, pena danni alla bocca e slamata  quasi certa. Personalmente privilegio trecce parzialmente affondanti che riducono i rischi in fase di calata (bagnanti, imbarcazioni ecc..), fanno meno pance mentre si torna a riva e agganciano pochi detriti in sospensione.


Christian Bedon

CHRISTIAN BEDON

Come per Fabrizio anche per me non ce n’è uno migliore dell’altro, nylon e treccia hanno le loro caratteristiche e vanno scelti a seconda della tecnica che utilizzeremo e dell’ambiente che andremo ad affrontare. Quindi fondamentale che i  mulinelli siano dotati di doppia bobina. Pensando alle loro caratteristiche il nylon ha assolutamente più vantaggi in una fase cruciale che è quella del combattimento determinando minor trazione dell’amo nella bocca del pesce e quindi minor rischio di slamata, questo mi perdonerà errori in fase di recupero, inoltre costa meno, affonda, ed  è sicuramente meno visibile in acqua. Tutto ciò mi fa optare sempre per il nylon dove sia possibile. D’altra parte la treccia è indispensabile nelle lunghe distanze e tra gli erbai, se di buona qualità ha una lunga vita, favorisce il lancio ed il recupero del piombo, e cosa per me quasi maniacale “legge” meglio il fondo. Ma forse è meglio elencare situazione per situazione.

A LANCIO: nelle corte e medie distanze assolutamente nylon, se invece devo “sparare”  a 90m-100m, non essendo un super lanciatore preferisco un treccia molto sottile che mi avvantaggi. Anche se devo ricercare particolarità sul fondo come piccoli hot spot (per esempio piccole zone di ghiaia in un fondo prevalentemente molle)  preferisco la treccia che mi trasmetterà esattamente la consistenza del fondo facendo saltellare il piombo.

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LONGRANGE: dopo i 150-200m assolutamente treccia che ci permetterà di riconoscere anche le toccate più deboli, di recuperare più agevolmente da riva, e di raggiungere distanze considerevoli(visto la maggior quantità in bobina) quando questo sia veramente necessario, in totale sicurezza nostra e del pesce e di rispetto verso gli altri pescatori. Sempre per la fase di combattimento è buona norma utilizzare per gli ultimi 20m (i più pericolosi per le slamate secondo me) un buon nylon più o meno grosso a seconda della presenza di fondali più o meno “taglienti”.

PESCA NEGLI ERBAI: uno dei pochi casi in cui utilizzo tutto treccia, impagabile la capacità di tagliare i filamenti d’erba, e minore sarà il suo diametro e meglio lo farà.

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TRA I SASSI: assolutamente nylon che resiste molto meglio all’abrasione contro rocce e sassi, ed essendo di diametro maggiore si infila più difficilmente tra sasso e sasso.

LEGNAIE: sicuramente treccia poichè perdere anche solo un secondo in più nella ferrata può risultare fatale, inoltre se peschiamo su legnaie fatte da rami abbastanza sottili (tipo fascine per la riproduzione del persico) possiamo anche pensare di poterle tagliare. Se invece i rami sono grossi o addirittura tronchi la treccia ne taglierà solo una parte infilandosi in essi e determinando una rottura sicura, quindi treccia con shock di parecchi metri in nylon.

CANNETI: valgono un pò le considerazioni per le legnaie.

IN FIUME: il minor diametro della treccia rispetto al nylon mi garantisce sicuramente un minor attrito della corrente ma è anche vero che tutto ciò che è trasportato da essa ci si attacca più facilmente. Considerando poi l’usura precoce dei fili usati in corrente il nylon può essere sostituito spesso con poca spesa. Ma scelgo il nyoln soprattutto perchè a volte si ha l’obbligo di chiudere la frizione per impedire al pesce di prendere troppi metri, e con quest’ultimo slamo molto meno.


Francesco Alessandrini

FRANCESCO ALESSANDRINI

Nelle quasi totalità delle mie pescate ho sempre preferito l’uso del nylon in bobina limitando alla treccia le sessioni dove pescavo in presenza di alghe o a lunga distanza. Mettendoli a confronto soprattutto nell’ultimo anno mi sono reso conto che la treccia offre prestazioni migliori rispetto al nylon, anche se per entrambe ci sono ovviamente i pro e i contro. La treccia a parità di libbraggio si presenta molto più sottile garantendo così più capienza di filo in bobina rispetto al nylon e grazie al diametro ridotto permette dei lanci più lunghi. La sensibilità sulle abboccate ed il potere auto ferrante del terminale è estremamente maggiore sia a corta che a lunga distanza grazie alla sua elasticità ridotta.

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La mia personale statistica dell’ultimo anno dice che su 54 partenze con il nylon ho avuto 12 slamate, mentre 43 partenze con la treccia le slamate sono scese a 2, utilizzando sempre lo stesso terminale. Quindi con nylon più del 20% delle catture sono rimaste in acqua mentre con la treccia meno del 5%.

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In ultimo l’estremo piacere che si ha in fase di combattimento, infatti si riesce a percepire bene ogni movimento del pesce e molto spesso anticiparne le intenzioni. C’è bisogno sicuramente di prendere un po’ la mano ma capito il giusto equilibrio tra canna e frizione il divertimento è assicurato. L’unico vero svantaggio che ho trovato è la grande differenza sul carico di rottura specialmente all abrasione. Quando si ha a che fare con rocce, legnaie e cozze le trecce anche di diametro importante mostrano il loro lato negativo. La tenuta del monofilo è sicuramente maggiore ed in tale situazione realizzo sicuramente uno shok leader con buon nylon per il lavoro sporco e risolvo il problema.


 

Andrea Fabbroni 

ANDREA  FABBRONI

Nylon o treccia, un dilemma che ci accompagna dai tempi in cui i primi dyneema sono apparsi nel mercato. La scelta tra treccia o nylon, a mio avviso, dipende essenzialmente dalla tipologia di pesca che abitualmente pratichiamo, ma se mi dovessero obbligare ad una scelta, non avrei dubbi: treccia.

Premetto che nel 95% delle mie pescate utilizzo una bobina composta da molti metri di treccia media (o medio/fina) accompagnata da un “leader” finale di almeno 15/30 mt di grossa lenza anti abrasione. Questo sistema ibrido è a mio avviso il miglior compromesso e si ottiene il massimo dalle caratteristiche di entrambi i materiali mantenendo, grazie ad un buon nodo, una resistenza praticamente inalterata. Con materiali e diametri adeguati, si riesce anche ad ottenere una buona distanza di lancio.

La treccia però ha delle proprietà troppo importanti che risultano essere essenziali. Un primo aspetto riguarda la capacità di contenimento della bobina. Se si deve calare a mezzo di un natante, la treccia permette di caricare il mulinello con molti più metri di “filo”, e pertanto è più versatile. Un secondo aspetto, ma sempre correlato, al primo, è che la treccia ha un mantenimento all’usura sotto stress e “nel tempo” molto superiore al Nylon.Quest’ultimo infatti , in caso di pesca gravosa, deve essere cambiato piu’ spesso.  Infine in caso di pesca a lunga distanza(anche “solo” 120 mt) le spire inferiori nel mulinello sono molto meno stressate e più longeve nel tempo. Terzo aspetto, riguarda il contatto con il pesce. Il trecciato garantisce un’eccellente contatto con il pesce a medio lunga distanza e quindi un combattimento più diretto.

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Quarto ed ultimo fondamentale punto di vantaggio è la capacità di “tagliare” le alghe. Molti posti sono infestati e la treccia è essenziale. Vorrei comunque analizzare alcuni aspetti di debolezza, tuttavia ovviabili con uno snag leader in Nylon. La treccia infatti, sotto tensione, ha per struttura una scarsa resistenza ad abrasione da roccie e sassaie. Infine, la maggior rigidità “potrebbe” favorire delle slamate. Il condizionale deriva da esperienze passate e da una valutazione complessiva dell’attrezzatura. Ho pescato infatti per anni con un nostro compagno di Team che utilizzava canne molto rigide ad azione tipicamente di punta, con treccia diretta, avendo una bassissima percentuale di slamate. Il che mi fa determinare che l’analisi complessiva dell’attrezzatura diventa rilevante per questo aspetto(canna, filo, dimensione dell’amo, qualità del mulinello, abilità del pescatore nel recupero). Alcuni, ad esempio, preferiscono utilizzare trecciati associati a canne ad azione molto parabolica.

In sintesi userei, ed uso, il nylon solo in presenza di tantissime pietre sul fondo, ma ovviamente, di dimensioni molto generose, partendo da un minimo dello 0,40.


Federico Mazzacuva

 

FEDERICO MAZZACUVA

Nylon o Treccia: dilemma atavico del carpista. Secondo la mia esperienza ed i miei abituali ambienti la scelta va senza ombra di dubbio sulla treccia. Penso sia superfluo ripetere quali sono le proprietà dei due materiali e quali sono i frangenti in cui è consigliato usare l’una o l’altra. Io non ho alcun dubbio: TRECCIA (e ci aggiungo AFFONDANTE)! Personalmente amo il contatto diretto e la sensazione che la treccia può fornirmi, l’idea di controllo diretto e totale sul pesce è per me essenziale.

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