Vapore per veri chef

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Ogni appassionato selfmaker cura i suoi mix in maniera maniacale, formulando mix performanti e ricette vincenti composte da formule segrete con un dettaglio che a volte rasenta la mania. Non è discutibile il fatto che tutto ciò sia scritto nel DNA del pescatore che voglia eccellere e “sudarsi” i  suoi risultati, anche se a volte è facile perdersi in un bicchiere d’acqua tralasciando un aspetto che in molti casi viene sottovalutato: la cottura. Generalmente vengono usate due tecniche per cuocere le nostre palline, la bollitura classica ed il vapore sul quale mi vorrei soffermare in questo articolo per capirne meglio i pregi e le potenzialità.

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Secondo la mia esperienza questo è il metodo migliore, visto che si riescono a mantenere inalterate sia le qualità nutritive che quelle attrattive dell’esca finita, senza degradare (o solo in piccolissima percentuale) i microelementi che tanto abbiamo faticato a calcolare ed inserire nel nostro mix. Naturalmente il prezzo da pagare sono dei tempi di cottura maggiori (solitamente da 2 a 4 volte rispetto alla bollitura classica), con la certezza però di non “slavare” l’esca dai vari aromi e attrattori inseriti. Un’altro vantaggio di questo tipo di operazione è la possibilità di cuocere, a parità di tempo, un quantitativo notevolmente maggiore di esche. Questo perchè le boilies non entrano direttamente in contatto con il liquido, che manterrà inalterata la sua temperatura, permettendo in tempi brevissimi di rigenerare il vapore perso durante l’apertura del bollitore. Il metodo migliore per preparare molti kg di esche in un colpo solo è quello di autocostruirsi i vari cestelli da inserire all’interno della nostra vaporiera (che non è altro che una pentola di grande capacità) con pochi e semplici accessori come rete metallica e filo zincato.

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Un altro componente di facile utilizzo per tale scopo sono le vaporiere che possiamo acquistare nei negozi di elettrodomestici . Queste ultime però non consentono di cuocere grandi quantità di esche in una volta sola e bisognerà scegliere modelli che hanno una potenza di almeno 1000 watt.

Per quanto riguarda i tempi di cottura non ci sono delle regole fisse, perché tutto è proporzionato al tipo di mix che si usa, alla grandezza della pentola, alla potenza della fiamma etc.. Il consiglio che posso darvi è quello di fare sempre delle prove con piccole quantità di esche, toglierle ad intervalli di tempo prefissati e controllare il grado di cottura tagliando a metà la boilie. Se il cuore si impasta con le dita la boilie non è ancora cotta, se invece l’impasto rimane compatto tendendo a sgretolarsi frizionando con le dita la cottura è ok. Solo così si avrà una perfetta panoramica del proprio lavoro, ricordandosi di rifare le prove ogni qual volta si cambia il mix o alcuni ingredienti.

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L'autore

Pino gallone , ho 45 anni , abito a Palombara Sabina provincia di Roma . Pesco da parecchio tempo , neanche ricordo quanto . Passione allo stato puro . Dopo varie tecniche di pesca nel lontano 1994 si è accesa in me la fiammella del carpfishing che pratico tutt'ora assiduamente . Collaboro da qualche anno con la Big fish, ottima realtà italiana ,di Fabio Boscolo , persona alla quale devo moltissimo . Grazie a questa azienda ho avuto la possibilità di crescere molto sia come pescatore e persona che self maker . Un saluto a tutti

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